{"id":24052,"date":"2015-05-11T22:45:04","date_gmt":"2015-05-11T21:45:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=24052"},"modified":"2015-05-11T22:45:04","modified_gmt":"2015-05-11T21:45:04","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-il-gatto-nero-di-angelo-tufano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=24052","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;Il gatto nero&#8221; di Angelo Tufano"},"content":{"rendered":"<p>Abbrutito dall\u2019alcool dormiva con la testa sul tavolino del bar. Ogni tanto era scosso da un brivido e farfugliava qualche parola. Forse sognava. Ad un altro tavolino, poco pi\u00f9 in l\u00e0, due persone si guardavano teneramente. Ma c\u2019era qualcosa di strano nei loro sguardi, di eccessivo. Il viso troppo truccato di lei, con al centro un piccolo naso su grosse labbra rosse, disegnava un sorriso esagerato. Lui, a sua volta, manteneva stampato un sorrisetto furbo sotto i baffetti neri come i suoi folti capelli che si adagiavano a zazzera sulle spalle ampie. I suoi occhi luccicavano un desiderio lascivo ed una richiesta, rafforzata dalla mano che stringeva il polso sinistro della donna in segno di dominio. Una battona con il suo cliente o il suo protettore. Fuori, nella strada angusta, illuminata a malapena, l\u2019umidit\u00e0 della notte si condensava in nebbia spessa, maleodorante. Una pioggerella sottile, insistente, attraversava gli indumenti penetrando nelle ossa dei rari passanti che allungavano il passo verso casa. Lui era l\u00ec fuori, impaziente ed infreddolito. Puntato sulle zampe posteriori, gi\u00e0 da qualche minuto graffiava miagolante la porta del bar, inutilmente.<br \/>\nDopo un po\u2019 l\u2019uomo e la donna uscirono dal locale sbaciucchiandosi abbracciati ed il gatto ne approfitt\u00f2 per intrufolarsi. Una volta dentro, balz\u00f2 rapido sul tavolino dell\u2019uomo che continuava a dormire con la testa poggiata su un braccio disteso e l\u2019altro penzoloni. Il gatto nero, quasi a voler controllare ogni cosa, a fiutare ogni pericolo, ruot\u00f2 in semicerchio la testa. I suoi occhi verdescuro avevano al centro una sottile, nera lama verticale. Rassicurato dalla solita vista, si distese in prossimit\u00e0 del braccio. Il barista, per cacciarlo da l\u00ec, gli lanci\u00f2 il solito strofinaccio che fin\u00ec puntualmente il suo volo sulle spalle dell\u2019uomo che continu\u00f2 a dormire. Il gatto non si mosse, sapeva che nulla avrebbe fatto seguito a quell\u2019avvertimento. Riabbass\u00f2 la testa, che aveva alzato solo per un attimo, ridando la forma ovale al suo corpo lungo e robusto che ridivenne una massa oscura. Fu allora che il barista alto e magro, si avvicin\u00f2 al tavolino e scosse la spalla sinistra dell\u2019uomo per svegliarlo. Il gatto salt\u00f2 gi\u00f9 e l\u2019uomo abbozz\u00f2 un sorriso, ancora preso dentro il suo sogno. La seconda scossa gli sollev\u00f2 la spalla dal tavolo e lui socchiuse gli occhi ma non si capiva se fosse sveglio o continuasse il suo sognare ubriaco. Poi parl\u00f2, interrotto da rumorosi singulti: \u201cAccidenti, hic! Rolando, mi svegli sempre sul pi\u00f9 bello. Ero in riva al mare hic! correvo nel sole e raccoglievo conchiglie piccole, tutte colorate hic! e grandi con dentro il rumore del mare. Ci stavo cos\u00ec bene hic!\u201d.<br \/>\n\u201cPoche storie, Arturo, \u00e8 tardi devo chiudere e tu devi andare via\u201d.<br \/>\n\u201cAndare dove? Lo sai che non ho una casa\u201d.<br \/>\n\u201cQuesto lo so, ma so pure che non puoi dormire qui dentro. E\u2019 ora di chiudere e devo mettere un poco in ordine il bar\u201d.<br \/>\n\u201cUn altro poco, ti prego. Fuori fa freddo\u2026 \u00e8 buio\u201d.<br \/>\n\u201cForza Arturo\u201d lo esort\u00f2 l\u2019uomo mentre, infilatagli una mano sotto il braccio lo aiutava ad alzarsi.<br \/>\n\u201cAspetta un po\u2019\u201d piagnucol\u00f2 Arturo ripiombando a sedere con gli occhi acquosi di alcool , congiuntivite e lacrime \u201cnon so dove andare\u201d.<br \/>\n\u201cNon farmi incazzare\u201d lo incalz\u00f2 il barista ma le sue parole esprimevano pi\u00f9 comprensione che minaccia \u201clo sai che qui non puoi stare\u201d riprese con tono pi\u00f9 blando \u201cBelzeb\u00f9 \u00e8 venuto a prenderti. Ti condurr\u00e0 in qualche posto all\u2019asciutto dove potrai riprendere a dormire\u201d.<br \/>\nL\u2019uomo si accorse allora del gatto che guardava la scena seduto sul pavimento.<br \/>\n\u201cCiao Belzeb\u00f9, gattaccio nero. Sei venuto a riprendermi per portarmi con te all\u2019inferno, vero?\u201d Il gatto serpeggi\u00f2 lentamente la coda.<br \/>\n\u201cVa bene, verr\u00f2, verr\u00f2. Non sar\u00e0 peggio di qua\u201d. Il gatto continu\u00f2 a fissarlo immobile, in attesa.<br \/>\n\u201cBasta che non scappi d\u2019improvviso, come l\u2019anno scorso, quando in un lampo mi abbandonasti al centro della strada e quell\u2019auto mi spezz\u00f2 una gamba e manco si ferm\u00f2 per vedere se ero morto. Come non se ne fermarono altre che per poco non mi passarono sopra completando l\u2019opera della prima. Sono vivo per miracolo\u201d.<br \/>\n\u201cArturo, Arturo, quando sei ubriaco racconti sempre la stessa storia. La colpa non fu del gatto, che \u00e8 l\u2019unico amico che hai, ma del vino che continui a bere dalla mattina alla sera. Guardati, sei uno straccio\u201d.<br \/>\nL\u2019uomo abbass\u00f2 gli occhi e si guard\u00f2 con pena il vecchio cappotto sdrucito, fece di s\u00ec con la testa pi\u00f9 volte e zoppicando, appoggiato al barista raggiunse lentamente la porta attraverso la quale usc\u00ec preceduto dal gatto.<br \/>\nAppena fuori fece qualche passo malfermo di lato, poi appoggi\u00f2 la schiena al muro e lasciandosi scivolare contro di esso, si sedette per terra. E l\u00ec rimase seduto.<br \/>\n\u201cSono troppo ubriaco per camminare. Non posso seguirti Belzeb\u00f9. Va, portami un letto\u201d e sorrise, storcendo la bocca per la battuta che aveva fatto.<br \/>\nLa gamba rotta gli faceva pi\u00f9 male adesso. Belzeb\u00f9 non voleva restare l\u00ec. Sotto la pioggia faceva troppo freddo ed era troppo umido, anche per un gatto. Allora miagol\u00f2 guardando Arturo ma sapeva che, senza l\u2019aiuto di Rolando, Arturo non si sarebbe mosso.<br \/>\nDopo un quarto d\u2019ora la serranda echeggi\u00f2 il suo stridore nella notte fino al tonfo finale. Arturo riapr\u00ec gli occhi e guard\u00f2 Rolando.<br \/>\n\u201cIl solito supplemento!\u201d sbuff\u00f2 quest\u2019ultimo, si curv\u00f2 su di lui e messe le mani sotto le sue ascelle, con maggiore e pi\u00f9 penoso sforzo, lo aiut\u00f2 a rialzarsi.<br \/>\n\u201cDiventi sempre pi\u00f9 pesante, pi\u00f9 pesante con i tuoi stracci bagnati, con la mia schiena che mi fa sempre pi\u00f9 male e questa nebbia che impasta lo smog nei polmoni\u201d.<br \/>\n\u201cNon so se ringraziarti per il tuo aiuto\u201d bofonchi\u00f2 con tono di rimprovero Arturo una volta in piedi e, corrugando la fronte, inarc\u00f2 le sopracciglia, spingendole una in alto ed una in basso. Poi prendendolo per il bavero del cappotto ed avvicinando il suo volto a quello dell\u2019altro gli soffi\u00f2 in faccia con il viso stravolto: \u201dLo sai, lo sai Rolando che lei mi abbandon\u00f2 d\u2019improvviso, senza una parola, dopo dieci anni, dieci anni, capisci? L\u2019ho cercata\u2026se l\u2019ho cercata. Rolando, io l\u2019amo ancora e lei dov\u2019\u00e8, con chi sta?\u201d Le ultime parole, quasi gridate con la voce rotta, finirono in un pianto silenzioso, la fronte appoggiata sulla spalla del barista.<br \/>\n\u201cCerto Arturo, l\u2019hai cercata ed hai trovato una bottiglia che fin dal primo incontro \u00e8 diventata la tua compagna fedele. Vero?\u201d<br \/>\n\u201cE\u2019 l\u2019unica cosa che mi rende sopportabile lo strazio della mia vita, quando il dolore mi si schianta dentro e vorrei strapparmi il cuore dal petto\u201d e cos\u00ec dicendo afferr\u00f2 con la mano il suo cappotto all\u2019altezza del torace e lo stratton\u00f2, poi riprese quasi con dolcezza come se parlasse della sua amante \u201clei mi sorride invitante, disponibile a svuotarsi nelle mie viscere per far sentire il suo calore nel gelo della mia anima. Lei si prende cura di me\u201d.<br \/>\n\u201cCerto, e curandoti ti avvicina ogni giorno di pi\u00f9 al camposanto. Dai, forza che devo andare via\u201d.<br \/>\n\u201cMe lo avevi detto, mi avevi avvisato quando lasci\u00f2 te per venire con me, lascer\u00e0 anche te, mi dicesti. Ma io non volli crederti pensai che fossero le parole di fiele di un uomo abbandonato. Ti ricordi Rolando, ti ricordi?\u201d.<br \/>\n\u201cMi ricordo, mi ricordo. Come faccio a scordarmelo con te che me lo ripeti ogni volta\u201d. Poi si liber\u00f2 piano dal pugno che ancora stringeva il bavero del suo cappotto, con la compassione per un dolore che aveva conosciuto anche lui. Un dolore che ancora gli circolava nel sangue quando ci pensava, che faceva pi\u00f9 aspra la saliva che inghiottiva come a voler ricacciarsi dentro tutta l\u2019amarezza. L\u2019amarezza che gli era rimasta nella vita, che non lo aveva pi\u00f9 abbandonato e che aveva fatto di lui un uomo triste.<br \/>\n\u201cAndiamo Belzeb\u00f9\u201d fece Arturo cercando di mantenere l\u2019equilibrio appoggiando il braccio sinistro sulle spalle di Rolando \u201canche tu mi hai tradito. Ma la notte, dopo i tuoi giri, ritorni da me. Lei non torner\u00e0 mai\u201d.<br \/>\nQuasi ad avviarlo e per controllare se ce la faceva a stare in piedi, Rolando lo sostenne per qualche passo poi svanirono nella fredda nebbia notturna, preceduti dal gatto nero.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_24052\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"24052\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbrutito dall\u2019alcool dormiva con la testa sul tavolino del bar. Ogni tanto era scosso da un brivido e farfugliava qualche parola. Forse sognava. Ad un altro tavolino, poco pi\u00f9 in l\u00e0, due persone si guardavano teneramente. Ma c\u2019era qualcosa di strano nei loro sguardi, di eccessivo. Il viso troppo truccato di lei, con al centro [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_24052\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"24052\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":6880,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[217],"tags":[],"class_list":["post-24052","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2015"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24052"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/6880"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=24052"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24052\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":24120,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24052\/revisions\/24120"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=24052"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=24052"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=24052"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}