{"id":24037,"date":"2015-05-10T22:39:24","date_gmt":"2015-05-10T21:39:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=24037"},"modified":"2015-05-10T22:39:24","modified_gmt":"2015-05-10T21:39:24","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-spiriti-dacqua-di-dan-cerro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=24037","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;Spiriti d&#8217;acqua&#8221; di Dan Cerro"},"content":{"rendered":"<ul>\n<li>Mamma, quando andiamo al pozzo?<\/li>\n<li>Prima che cali il sole, amore mio, quando l\u2019aria sar\u00e0 pi\u00f9 fresca.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Se c\u2019\u00e8 una cosa che fa impazzire di gioia God\u00e0 \u00e8 il contatto con l\u2019acqua. E\u2019 irrequieto come un cucciolo di cammello fin quando non pu\u00f2 sguazzarci dentro.<\/p>\n<p>Mariama, che come tutte le mamme non sa resistere a quegli occhi grandi come due lune, pur di vedere la sua bocca da baci stendersi in un sorriso, andrebbe a cogliere per lui tutte le stelle del firmamento. Ma God\u00e0 non chiede nulla esplicitamente. A quattro anni ha gi\u00e0 assimilato la fierezza dei Tuareg. Non si lamenta per il freddo della notte, non chiede acqua e cibo e sa che piangere \u00e8 un disonore. Non ricorda la faccia del padre, partito da due anni per cercare un futuro, senza dare pi\u00f9 notizie, ma stringe continuamente la croce d\u2019argento che gli aveva donato salutandolo.<\/p>\n<ul>\n<li>Mamma, cosa mi disse pap\u00e0?<\/li>\n<\/ul>\n<p>E\u2019 la stessa domanda che si affaccia alla bocca di God\u00e0 da qualche mese, nel faticoso tentativo di coglierne il significato.<\/p>\n<ul>\n<li>\u201cFiglio mio, ti dono i quattro angoli del mondo perch\u00e9 non sappiamo dove moriremo\u201d.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Mariama la ripete pazientemente, con lo stesse parole e lo stesso tono, rispettando le antiche ritualit\u00e0 del suo popolo, aperto a ogni spazio e a ogni vento.<\/p>\n<p>Ma non volendo fare di lui gi\u00e0 un uomo maturo, non si affanna nelle spiegazioni e lo accompagna nelle sue oasi di favola, abitate da spiriti della natura. C\u2019\u00e8 tempo per il Corano e per le disillusioni. E\u2019 invece il momento di cogliere l\u2019anima di ci\u00f2 che incombe, come il sole, la luna, la sabbia, le stelle e persino l\u2019acqua di quei pozzi profondi.<\/p>\n<ul>\n<li>Mamma, ma anche nei pozzi vivono i Ginni?<\/li>\n<li>Certamente, proprio come quelli che abitano il lago sotterraneo di Agza.<\/li>\n<li>Quello dove si lanciano i sassi per vedere l\u2019arcobaleno?<\/li>\n<li>S\u00ec, amore mio.<\/li>\n<li>E perch\u00e9 nei pozzi non si vede nulla?<\/li>\n<li>Perch\u00e9 i Ginni non ce la fanno a stare sotto questo sole infuocato.<\/li>\n<li>Allora posso mandargli un bacio gi\u00f9 con il secchio?<\/li>\n<li>Mi sembra una buona idea, ma andiamo al pozzo pi\u00f9 lontano, perch\u00e9 quelli qui intorno sono abitati da spiriti molto arrabbiati.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Mariama \u00e8 molto preoccupata per ci\u00f2 che sta avvenendo ad Arlit, circondata da miniere per l\u2019estrazione di un minerale di cui non ricorda il nome ma che sa essere usato per far accendere le luci di tutta la Francia. Qualche donna del villaggio le ha detto che la causa di tutte quelle morti e di quelle nascite segnate da malformazioni sia proprio l\u2019acqua.<\/p>\n<p>I dottori dell\u2019ospedale negano ogni rapporto causale con le attivit\u00e0 minerarie e del resto i referti delle analisi dei numerosi ammalati non segnalano alcunch\u00e9 di anomalo. Ma Mariama non si fida e non si spiega quell\u2019assillante presenza di francesi in tuta mimetica e fucile. Teme che l\u2019ombra della morte li raggiunga da un momento all\u2019altro.<\/p>\n<p>Dopo la lunga passeggiata al pozzo, dove Gad\u00e0 salta di gioia per le secchiate d\u2019acqua fresca e limpida, Mariama approfitta del suo buon umore per annunciargli una decisione importante. Partiranno presto per andare a cercare il padre, lungo le vie carovaniere che conducono a Tripoli, linee arbitrarie tracciate nell\u2019immensit\u00e0 del deserto di sabbia, come rotte in mare aperto.<\/p>\n<p>Il piccolo Gad\u00e0 non batte ciglio e si prepara ad affrontare i punti cardinali con la stessa libert\u00e0 con la quale le lettere dell\u2019alfabeto tuareg si dispongono sulla pagina. Vendute le capre e quindi tutto quanto conferisca dignit\u00e0 e rispetto nella comunit\u00e0, dopo alcuni giorni trovano un camion su cui salire, traboccante di umanit\u00e0 disperata e silenziosa, diretto a Dirkou, nel nord del paese.<\/p>\n<p>Il rombo del motore li accompagna come un\u2019agonia meccanica, indegna di tanta fierezza, dipingendo sul volto dei passeggeri la muta rassegnazione a quella profanazione del silenzio. E\u2019 uno strappo al tessuto armonico che lega quelle esistenze alla terra madre e che ognuno in cuor suo teme non si potr\u00e0 facilmente ricucire.<\/p>\n<p>In balia degli eventi, vengono assaliti e derubati dei gioielli e dei viveri prima di raggiungere Sebha, oltre il confine libico e in quei territori di nessuno devono anche subire le angherie della polizia che li brutalizza e li rinchiude. Mariama, isolata assieme alle altre donne e bambini, quando viene a sapere che agli uomini \u00e8 stata fatta bere acqua fetida per provocare diarrea e poter sequestrare ovuli di banconote nascoste negli intestini, si prepara al peggio. Sa che la maggior parte di loro sar\u00e0 costretta ad interrompere il viaggio e a cercare lavori di miseria per sopravvivere, ma non pu\u00f2 immaginare che la sorte le sta per riservare un destino da schiava, fatto di stenti e di attese, lungo l\u2019interminabile catena delle compravendite di merce umana destinata all\u2019imbarco clandestino.<\/p>\n<p>Gad\u00e0 osserva e si sente fiero di appartenere ad un popolo che non prega e non mendica. I suoi grandi occhi di luna guardano oltre.<\/p>\n<ul>\n<li>Mamma, c\u2019\u00e8 l\u2019acqua dove stiamo andando?<\/li>\n<li>Oh s\u00ec, pi\u00f9 di quanto tu possa immaginare. C\u2019\u00e8 un paese che nuota in un mare immenso come il deserto. Ed \u00e8 tutto verde, con mille fiumi e mille laghi.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Gad\u00e0 spalanca gli occhi incredulo. Non riesce nemmeno a pensare a un luogo tutto verde e men che mai a un deserto di acqua. Allora Mariama lo abbraccia per infondergli sicurezza e per celare il suo sguardo velato di angoscia.<\/p>\n<p>Quando le deprivazioni stanno quasi per sopraffare la speranza, riescono a raggiungere Tripoli. Per giorni attendono il segnale, con il cuore sempre all\u2019erta, fino a quando un uomo sfregiato bussa alla porta del loro rifugio di fortuna. Si imbarcarono allora in tutta fretta di notte su un gommone, stretti fino a non potersi pi\u00f9 muovere. Gad\u00e0 \u00e8 emozionato di poter solcare l\u2019acqua, anche se non gli \u00e8 stato dato il tempo di toccarla e aspetta pazientemente che l\u2019alba gli riveli le forme e i colori del mare. Altro rombo nel silenzio, altro viaggio nel nulla, scosso solo da occasionali sobbalzi sulle onde, dune capricciose del mare.<\/p>\n<p>Mariama \u00e8 tesa e lo tiene in grembo coprendogli il volto per proteggere la sua innocenza, mentre a bordo cominciano a scatenarsi le sofferenze e le intemperanze. Il terrore dell\u2019acqua, il mal di mare, le impellenze fisiologiche e le violenze degli scafisti rendono la piccola arca della speranza sempre pi\u00f9 ingovernabile, fin quando accade l\u2019inevitabile. Un\u2019onda erratica sorprende tutti e provoca istintivamente l\u2019accalcamento sottovento, sbilanciando e facendo ribaltare il gommone.<\/p>\n<p>In un istante tutti si ritrovano in acqua tra le urla di paura. Ed \u00e8 tale il desiderio di toccare il mare che Gad\u00e0 non riesce a percepire la tragedia in atto. Prevale inizialmente la sorpresa di essere totalmente circondato dall\u2019acqua, che anzich\u00e9 scivolare via dal suo corpo ed essere inghiottita nella sabbia, aderisce intimamente e persistentemente alla sua pelle arsa, conquistando ogni angolo nascosto. Sente i piedi fluttuare come se volasse ma allo stesso tempo, come sostenuto da una forza amica, il corpo gli sembra sorretto dal tenero abbraccio dei Ginni del mare. Ma l\u2019oscurit\u00e0 totale esalta i sensi e quindi il freddo, la salsedine negli occhi e i lamenti attorno a lui lo distraggono dal suo atto d\u2019amore con il mare. Gli giunge distinta la voce della mamma, rotta dall\u2019acqua deglutita e dalla disperazione, che ripete il suo nome ossessivamente come il verso di uno strano uccello.<\/p>\n<ul>\n<li>Mamma, sono qui.<\/li>\n<li>Gad\u00e0, amore mio! Non ti muovere! La mamma ti viene a prendere!<\/li>\n<\/ul>\n<p>Tranquillizzato, si lascia allora cullare dal mare, che lo accarezza e lo accoglie come quando era nel ventre materno. Immerge anche la testa e i lamenti si trasformano in canti lontani, che lo portano sognante a cercare l\u2019arcobaleno nelle profondit\u00e0. Tenta per l\u2019ultima volta di attrarre i Ginni schivi, lanciando bacetti in tutte le direzioni.\u00a0 E\u2019 felice e vuole raccontare tutto alla sua mamma, ma sotto il cielo stellato ogni suo richiamo resta senza risposta.<\/p>\n<p>La paura sopraggiunge allora improvvisa, come quei rari tuoni nel deserto. Il buio inghiotte la sua voce mentre le lacrime si mescolano al mare. Qualcosa gli blocca il respiro. Vede una colonna di luce accarezzare la superficie delle onde, come un lungo tentacolo di una creatura marina, che si sofferma e riprende, sparendo a tratti e ricomparendo in un altro punto, fino a quando lo raggiunge. Accecato da un lampo, lascia sfuggire dalle sue labbra un lieve lamento, prima di sentirsi afferrare da due braccia forti.<\/p>\n<p>Si ritrova in una nuova barca, dove uomini bianchi, armati come quelli delle miniere, urlano parole incomprensibili, ma riconosce molti dei volti presenti sul gommone spuntare da bozzoli di fogli lucenti come l\u2019argento. Tra questi, anche quello della mamma che gi\u00e0 si spalanca a lui per accoglierlo tra i suoi seni.<\/p>\n<ul>\n<li>Perch\u00e9 piangi mamma? Io non ho avuto paura del mare\u2026<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_24037\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"24037\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mamma, quando andiamo al pozzo? 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