{"id":23971,"date":"2015-05-06T23:04:35","date_gmt":"2015-05-06T22:04:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=23971"},"modified":"2015-05-06T23:04:35","modified_gmt":"2015-05-06T22:04:35","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-storia-di-uliano-di-andrea-ercolini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=23971","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;Storia di Uliano&#8221; di Andrea Ercolini"},"content":{"rendered":"<p>Nascere in una famiglia popolare e socialista nel 1918 poteva anche voler dire ritrovarsi per il resto della vita un nome come\u00a0<em>Vladimiro<\/em>\u00a0oppure\u00a0<em>Comunardo <\/em>oppure, come in questo caso,\u00a0<em>Uliano<\/em>.<\/p>\n<p>La Rivoluzione d\u2019Ottobre aveva avuto anche influenze e conseguenze di questo tipo, non solo in Italia, ma sicuramente da noi il fenomeno fu pi\u00f9 rilevante.<\/p>\n<p>Il padre di Uliano era un socialista della prima ora, un operaio meccanico che partecipava a tutti gli scioperi, odiava i preti ed era considerato un vero sovversivo. Quando arriv\u00f2 il momento di dare un nome al suo primogenito maschio, nella primavera del \u201918, come non pensare ai grandi fatti di Russia e al loro luminoso condottiero, Vladimir Ilic Ulianov Lenin?<\/p>\n<p>Scartato Vladimiro (\u201ctroppo italiano\u201d), messe a tacere le proteste della moglie, che avrebbe pescato volentieri nella grande tradizione cattolica o perlomeno nazionale, al nuovo nato fu dato il nome da quello che era in realt\u00e0 il cognome vero di Lenin, Ulianov, italianizzato in\u00a0<em>Uliano<\/em>.<\/p>\n<p>Il piccolo Uliano mostr\u00f2 subito la propria indole scorbutica e ribelle. A scuola si accapigliava con gli altri bambini e la maestra lo spediva fuori in cortile, dove scontava la punizione scavando buche e catturando lucertole. Un compagno di classe che aveva parlato male di suo padre se ne era ritrovata una viva nella cartella. Uliano voleva bene a suo padre, anche se gli impediva di partecipare alle feste e ai giochi del doposcuola.<\/p>\n<p>Nei duri anni \u201943\u2013\u201844 fu una decisione scontata salire al bosco e unirsi ai partigiani. Giovane forte e coraggioso, seppe ben presto meritarsi l\u2019amicizia e la stima dei compagni. Uno di loro, partigiano di un villaggio vicino, gli present\u00f2 la Gemma, una ragazza alta e mora che andava a imparare cucito e ballava benissimo il liscio. Si fidanzarono nell\u2019estate del \u201945.<\/p>\n<p>Lunghi anni di guerra avevano offeso anime e corpi della gente. Paesi interi ridotti a dei mucchi di macerie. Una povert\u00e0 antica era tornata ad avvolgere tutto, uomini e animali, orti domestici, pietre e mattoni. Quell\u2019estate la vita ricominci\u00f2, si torn\u00f2 a pensare anche all\u2019amore. Nelle piazze martoriate le orchestrine facevano della buona musica. Fra un ballo e l\u2019altro si dimenticavano i problemi e la mattina dopo ci si alzava con una gran voglia di ricostruire.<\/p>\n<p>Uliano era uno di quelli che credevano si potesse veramente mettere mano alle cose e sistemarle\u00a0<em>per davvero<\/em>.<\/p>\n<p>Quando alla cellula, fra compagni, discutevano di lavoro, di padroni, di diritti, di case agli operai, ascoltava tutti, si appassionava, interveniva. Ma spesso non capiva. Per lui ci si allontanava sempre troppo dai\u00a0<em>noccioli<\/em>\u00a0dei problemi. Si facevano troppi discorsi, e troppo generici, quando la risposta era semplice e a portata di mano: bastava fare come in Russia!<\/p>\n<p>La rivoluzione non era per\u00f2 l\u2019unico grande sogno che aveva Uliano. Certo, quella avrebbe da sola realizzato i sogni di tutti. Ma in attesa del grande evento, Uliano sperava di avere un anticipo di felicit\u00e0. In realt\u00e0 questo era stato, prima del suo, il sogno di suo padre, che una morte prematura gli aveva impedito di concretizzare.<\/p>\n<p>La famiglia Niccolai abitava in una bella casa di propriet\u00e0 del Commendator Donati, come molte altre cose in paese, a cominciare dalla fabbrica dove Uliano lavorava ormai da quindici anni.<\/p>\n<p>I Niccolai erano entrati in quella casa che la grande guerra era appena iniziata. Stavano in affitto, naturalmente. Ma con la promessa da parte del Commendatore che un giorno sarebbe stata messa in vendita, e il primo ad essere interpellato sarebbe stato, come normale, colui che l\u2019abitava gi\u00e0 da tempo. Negli anni il padre di Uliano si era fatto avanti pi\u00f9 volte, ma la risposta del Commendatore era stata sempre la stessa: \u201cancora non ho deciso, caro Niccolai, ma stai tranquillo che quando decider\u00f2 di venderla sarai tu a saperlo per primo\u201d. Adesso la casa era abitata da Uliano e la sua famiglia e il padrone di tutto era diventato il figlio del Commendatore, ma ancora niente si era materializzato e le promesse si rinnovavano tali e quali a prima.<\/p>\n<p>In quella casa Uliano era nato e cresciuto; l\u00ec aveva fatto le sue prime scoperte, aveva avuto i suoi primi dolori. L\u00ec aveva visto morire suo padre. \u201cPer coltivare i sogni\u201d diceva il babbo \u201cbisogna avere prima di tutto delle certezze, e se hai un tetto sopra la testa, hai gi\u00e0 la pi\u00f9 grande delle certezze\u201d.<\/p>\n<p>Da allora il pensiero di possedere un giorno quei quattro muri era diventata la sua ossessione. I compagni di partito, per la puntualit\u00e0 con la quale sollevava il \u201cproblema casa\u201d ogni volta che la discussione arrivava anche solo a sfiorare l\u2019argomento, lo avevano soprannominato\u00a0<em>Calcina<\/em>. Ma lui non se la prendeva, anzi, ne era orgoglioso, come un portabandiera fiero di portare in giro il proprio labaro. \u201cIl compagno Niccolai \u00e8 un sognatore\u201d sospirava il segretario politico dopo ogni intervento di Uliano nelle riunioni di direzione o di segreteria.<\/p>\n<p>Intanto gli anni passavano, le ferite della guerra venivano lentamente rimarginate, pi\u00f9 spesso rimosse, o meglio dimenticate sotto la polvere dei calcinacci e degli intonaci fatti saltare dalle granate. In pochi avevano voglia di toglierla davvero quella polvere: si ricopriva e basta, il nuovo cancellava alla vista il vecchio, semplicemente.<\/p>\n<p>Le vecchie aziende dei Donati, l\u2019officina meccanica la cartiera e la ditta agricola che produceva vino e olio, in quegli anni cinquanta avevano rallentato il passo e non erano pi\u00f9 floride come un tempo. Forse una cattiva gestione da parte dei discendenti del Commendatore, forse una concorrenza che si faceva ogni giorno pi\u00f9 agguerrita e spregiudicata, fatto sta che la ricca famiglia stava vivendo un momento di crisi.<\/p>\n<p>Uliano era sempre pi\u00f9 preoccupato per il proprio lavoro. \u201cMaledetti padroni\u201d pensava \u201cti sfruttano fin quando gli fai comodo, poi quando non gli servi pi\u00f9 un calcio nel didietro e via\u201d.<\/p>\n<p>Quell\u2019estate trascorse fra continue interruzioni della produzione e assemblee infuocate nelle quali i lavoratori ponevano sempre ai vertici aziendali la stessa domanda: che ne sar\u00e0 di noi?<\/p>\n<p>Poi un giorno, all\u2019inizio di settembre, venne fuori la notizia che la fabbrica sarebbe stata venduta.<\/p>\n<p>\u201cNon proprio venduta\u201d disse il rappresentante sindacale a Uliano che lo aveva avvicinato \u201centrer\u00e0 un nuovo socio in azienda che porter\u00e0 capitali freschi. Certo, questi soldi non basteranno, per cui i proprietari ci dovranno mettere anche del loro\u2026\u201d<\/p>\n<p>\u201cSpiegati meglio\u201d disse Uliano.<\/p>\n<p>\u201c\u00c8 molto semplice\u201d rispose il sindacalista \u201ci Donati dovranno trovare questi soldi attraverso la cessione di alcune loro propriet\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>\u201cDel tipo?\u201d chiese Uliano sempre pi\u00f9 interessato.<\/p>\n<p>\u201cPer la maggior parte beni immobili, case e terreni, sostanzialmente\u201d.<\/p>\n<p>A Uliano si illuminarono gli occhi: forse il momento tanto atteso era arrivato. Era assai probabile che tra i beni da cedere ci fosse anche la casa dove abitava. Da pi\u00f9 di dieci anni metteva soldi da parte, quelli che poteva permettersi, ma comunque adesso aveva accumulato un bel gruzzoletto e si sentiva sicuro.<\/p>\n<p>Trascorsero alcuni mesi, arriv\u00f2 l\u2019autunno. Dal cielo grigio partivano folate di vento che sollevavano le foglie secche sparse dappertutto per terra. Uliano era appena tornato dal lavoro quando alla porta suonarono due signori mai visti prima. Distinti, ben vestiti, di certo non avevano passato la giornata in fabbrica. Dietro di loro una terza persona, una giovane donna occupata a guardare tutto quel che c\u2019era intorno, il giardinetto, la recinzione, le scale in marmo bianco, il cancello in ferro battuto, e a sorridere soddisfatta.<\/p>\n<p>\u201cBuonasera\u201d disse il primo dei due uomini \u201clei \u00e8 il signor Uliano?\u201d<\/p>\n<p>\u201cSi, sono io\u201d rispose Uliano, mentre scrutava i loro volti senza afferrare il senso della situazione.<\/p>\n<p>\u201cSenta\u201d riprese l\u2019uomo \u201cla signora \u00e8 mia figlia e si sposer\u00e0 a breve. Siamo venuti a vedere la casa\u201d.<\/p>\n<p>A Uliano gel\u00f2 il sangue nelle vene.<\/p>\n<p>\u201cLa casa?\u201d balbett\u00f2 \u201cCome la casa? Perch\u00e8 la casa?\u201d<\/p>\n<p>L\u2019uomo lo guard\u00f2 sorpreso.<\/p>\n<p>\u201cScusi, ma il signor Donati non le ha detto niente?\u201d<\/p>\n<p>\u201cDetto cosa?\u201d fece Uliano, la voce tremante.<\/p>\n<p>\u201cLei ancora non mi conosce, ma mi conoscer\u00e0 presto, vedr\u00e0\u201d disse l\u2019uomo con espressione che a Uliano dovette sembrare assai perfida.<\/p>\n<p>\u201cChi \u00e8 lei?\u201d chiese infine alzando la voce.<\/p>\n<p>\u201cSe non le dispiace, caro signore, sono il suo nuovo datore di lavoro, nonch\u00e9 nuovo proprietario di questa casa\u201d rispose l\u2019uomo, con evidente soddisfazione.<\/p>\n<p>\u201cIl nuovo socio di Donati!\u201d realizz\u00f2 Uliano. Ma la casa cosa c\u2019entrava? Perch\u00e9 non era stata proposta a lui per primo? Uliano era confuso. Ma subito lo smarrimento si tramut\u00f2 in rabbia. Disse: \u201cIo e la mia famiglia abitiamo in questa casa da quarant\u2019anni. C\u2019era un accordo, col Commendator Donati, in base al quale sarei stato il primo a sapere di una eventuale vendita. E adesso salta fuori lei\u2026\u201d<\/p>\n<p>\u201c\u00c8 a mia figlia che interessa la casa, non a me\u201d rispose l\u2019uomo \u201cpresto si sposer\u00e0 e questa zona le piace molto\u201d.<\/p>\n<p>Uliano guard\u00f2 la ragazza: era giovane e vestiva con semplicit\u00e0; solo le calzature avevano un che di vezzoso, con un nastrino luccicante che partiva dal tallone e rifiniva tutto il bordo della scarpa. Sua moglie- gli venne da pensare- avrebbe indossato qualcosa del genere forse solo nei giorni di festa.<\/p>\n<p>\u201cMa fra tutte le case che potrebbe avere, proprio questa qui!\u201d sospir\u00f2 Uliano, deluso.<\/p>\n<p>\u201cVede, caro Niccolai, mia figlia aveva messo gli occhi su questo posto gi\u00e0 da molto tempo. E io cerco sempre di accontentare mia figlia. Lo sa qual\u2019\u00e8 stato un punto fermo nella trattativa per il mio ingresso nella ditta Donati?\u201d<\/p>\n<p>Un brivido percorse la schiena di Uliano.<\/p>\n<p>\u201cNon lo so, me lo dica lei\u201d.<\/p>\n<p>\u201cDevo dirlo? La vendita di questa casa, ovvio. \u00c8 stata un affare, sa?\u201d disse l\u2019uomo, col tono pi\u00f9 naturale del mondo.<\/p>\n<p>\u201cGi\u00e0, proprio un grande affare\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019uomo si accorse dello scoramento sul volto di Uliano. Allora disse: \u201cma lo sa che col mio intervento la fabbrica non fallir\u00e0 e la produzione riprender\u00e0 alla grande? Guardi che il fallimento avrebbe significato la perdita del lavoro per tutti voi operai. Dia retta, \u00e8 stato un colpo di fortuna che mia figlia si sia cos\u00ec fissata su questa casa, una vera fortuna!\u201d<\/p>\n<p>Uliano non rispose. Lasci\u00f2 entrare l\u2019uomo la figlia e l\u2019altro uomo, forse un tecnico geometra, e si mise a sedere sul divano. Fu la Gemma ad accompagnarli per la casa. Vollero vedere tutte le stanze, anche la soffitta e lo stato in cui versava la cantina, \u201cla stanza pi\u00f9 utile\u201d come diceva sempre suo padre.<\/p>\n<p>Quando se ne furono andati, sent\u00ec il bisogno di uscire pure lui, voleva che il vento freddo gli piegasse il volto. Si incammin\u00f2 verso la piazza del paese. Un gruppo di compagni, appena visto, lo raggiunse. \u201cUliano, hai sentito a Budapest, che razza di casino con i russi\u201d?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_23971\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"23971\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nascere in una famiglia popolare e socialista nel 1918 poteva anche voler dire ritrovarsi per il resto della vita un nome come\u00a0Vladimiro\u00a0oppure\u00a0Comunardo oppure, come in questo caso,\u00a0Uliano. La Rivoluzione d\u2019Ottobre aveva avuto anche influenze e conseguenze di questo tipo, non solo in Italia, ma sicuramente da noi il fenomeno fu pi\u00f9 rilevante. Il padre di [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_23971\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"23971\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":433,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[217],"tags":[],"class_list":["post-23971","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2015"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23971"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/433"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=23971"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23971\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":24005,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23971\/revisions\/24005"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=23971"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=23971"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=23971"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}