{"id":23967,"date":"2015-05-06T18:40:05","date_gmt":"2015-05-06T17:40:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=23967"},"modified":"2015-05-06T18:40:05","modified_gmt":"2015-05-06T17:40:05","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-levasione-di-adelisa-corbetta-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=23967","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;L&#8217;evasione&#8221; di Adelisa Corbetta"},"content":{"rendered":"<p>Sidaun si trovava in carcere con i suoi amici Toll e Giamp. Giornate lunghe, settimane sempre\u00a0uguali. Toll non stava bene in salute, Giamp preferiva dormire e ingannare la malinconia: stava spesso rannicchiato, con la faccia verso il muro, in posizione un po&#8217; fetale. Si copriva spesso con una coperta stinta e a volte, inseguendo pensieri, fissava tre macchie sul muro, cercando in esse sempre nuove forme. Sidaun, se vedeva gli amici pi\u00f9 tristi del solito, si sedeva accanto a loro, cantando qualcosa nel suo dialetto.<\/p>\n<p>Sapeva che Giamp si sarebbe alzato e avrebbe camminato verso la porta, come per raggiungere qualcuno.<\/p>\n<p>Sidaun s&#8217;era fatto un amico, un gatto di nome Giraffa che bazzicava nelle carceri, occhi verdi, mantello grigio chiarissimo. Talvolta lo attirava con qualche piccolo boccone. Spesso Giraffa lo ignorava tenendosi lontano; ma a volte, desideroso di contatti, si lasciava prendere per la collottola, acconsentiva a due carezze e a farsi posare, poco dopo, vicino a Giamp. Egli, senza voltarsi, cominciava ad accarezzarlo; le orecchie setose guizzavano tra quelle dita un po&#8217; rudi e un po&#8217; delicate. Giraffa si sentiva apprezzato\u00a0; con un saltello scendeva dalla branda e andava in cortile. Giocava con ci\u00f2 che trovava: qualche tappo, un mozzicone, un fiammifero, del carbone&#8230; Prediligeva stare in cucina, infilarsi in un forno fuori uso e buio, controllare i movimenti ed entrare in azione, al momento opportuno&#8230;soddisfacendo l&#8217;appetito. Quando pioveva saliva nel sottotetto a trovare i suoi simili.<\/p>\n<p>Le giornate trascorrevano tutte uguali e nessuno contava pi\u00f9 il tempo.<\/p>\n<p>Sidaun, tuttavia, non si lasciava abbandonare dalla speranza: si radeva con attenzione ogni giorno, curava la sua persona e quando sentiva il rumore della serratura la vita lo riprendeva, i colori del cielo, del mare, delle montagne, degli sguardi amati.<\/p>\n<p>Nella cella passava le sue giornate anche Toll, il pi\u00f9 giovane. Come a Giraffa, gli piaceva giocherellare con ci\u00f2 che trovava, con fantasia\u00a0e con vero senso del bello.<\/p>\n<p>Una sera fece ballare il tango a due calzini; Giamp aveva riso! Un&#8217;altra sera, non tollerando oltre il sonno dell&#8217;amico, gli aveva tolto la coperta con uno strattone, vi si era avvolto a mo&#8217; di toga e aveva declamato, puntando l&#8217;indice verso di lui:&#8221;Usque tandem, Catilina abutere patientia nostra, usque tandem, usque tandem&#8230;?&#8221; Fino a quando?<\/p>\n<p>Dopo il pasto, in genere, faceva il batterista: corrispondevano al suo estro posate, coperchi, latte, bicchieri.<\/p>\n<p>Se Giraffa era nel circondario, captava all&#8217;istante i preparativi &#8220;musicali&#8221;. Allora spariva.<\/p>\n<p>Se Toll e Sidaun si organizzavano insieme, era &#8230;. la corrida! L&#8217;aria risuonava di colpi di tacco e suoni secchi, Sidaun s&#8217;inarcava con eleganza al passaggio di Toll che, scalciando, balzava dappertutto.<\/p>\n<p>Giamp \u00a0si copriva la testa con il lenzuolo, Giraffa assisteva da sopra l&#8217;armadio.<\/p>\n<p>Altre serate erano molto pi\u00f9 tristi; Sidaun prendeva la sua armonica a bocca e suonava il &#8220;Silenzio&#8221;.<\/p>\n<p>Succedeva che, a quella musica, monotona e un po&#8217; dolce nelle intenzioni di chi suonava, molti si addormentassero.<\/p>\n<p>Una sera, una come tante altre, Sidaun stava seduto sul bordo della branda ad osservare una formica, entrata chiss\u00e0 come, quando vide, poco distante, qualcosa di nero&#8230; un pezzo di carbone!<\/p>\n<p>Lo raccolse, lo osserv\u00f2, lo pass\u00f2 tra le dita. Poi di colpo&#8230; fu preso da un&#8217;idea: balz\u00f2 in piedi e cominci\u00f2 a tracciare su una parete segni leggeri.<\/p>\n<p>Un rettangolo grande, un telaio, una maniglia per chiudere&#8230; ma no, meglio spalancata questa finestra!<\/p>\n<p>Ora, a circa due terzi dell&#8217;altezza tracciava una bella linea: l&#8217;orizzonte. L&#8217;emozione lo catturava, gi\u00e0 presentiva ci\u00f2 che quel disegno avrebbe rappresentato e lavorava intensamente. Cercava di rendere i colori del cielo e del mare al tramonto, con segni sempre pi\u00f9 tenui a mano a mano che si avvicinava dal mare al cielo.<\/p>\n<p>Quanti erano stati i tiepidi tramonti d&#8217;estate, quando l&#8217;acqua lo invitava e lui si lasciava accogliere, avvolgere! Preferiva le serate di calma, con\u00a0quella superficie dai mille riflessi viola, rosa, azzurri, bianchi&#8230; In quelle sere avrebbe voluto nuotare senza spostare l&#8217;acqua. Avanti, avanti, ancora avanti\u00a0verso l&#8217;orizzonte. Poi fermarsi, respirare, coricarsi a guardare il cielo.<\/p>\n<p>Adesso nulla esisteva pi\u00f9 di quella stanza, n\u00e8 il pavimento n\u00e8 le pareti.<\/p>\n<p>Sidaun aveva scoperto un modo di evadere.<\/p>\n<p>Improvisamente pens\u00f2 ai suoi compagni, per offrire anche a loro una bella occasione. Aveva\u00a0trovato altri\u00a0due pezzi di carbone, si mise all&#8217;opera.<\/p>\n<p>Stavolta il paesaggio era diverso.<\/p>\n<p>Aveva in mente i momenti in cui scendeva lentamente le scale, a casa di un&#8217;amica e osservava con gusto ci\u00f2 che non notava quando saliva correndo. Disegn\u00f2 quel giardino.<\/p>\n<p>Colloc\u00f2 nel rettangolo di una nuova finestra un&#8217;aiuola con al centro una grossa palma, attorno quattro cespugli, a sinistra un sentiero, una rosa rampicante e, dietro ancora, il muro di una casa bianca. C&#8217;era tanta erba fino quasi a coprire una panca di legno verniciato. La palma innalzava il suo tronco\u00a0 massiccio, mentre piccolissimi datteri verdi scendevano tra i rami.<\/p>\n<p>Sidaun cur\u00f2 particolarmente il disegno dell&#8217;erba: quella contro il muro alta e vigorosa e quella nel prato nuova e fresca, dopo la falciatura.<\/p>\n<p>Si allontan\u00f2 di tre passi: soddisfatto; quel prato invitava al piacere e alla frescura.<\/p>\n<p>In cuor suo sperava che il disegno piacesse ai suoi compagni e, in un certo modo, fosse loro utile.<\/p>\n<p>Toll, sbucciando una mela, si mise a parlare. Gli piaceva quel modo di disegnare, quel paesaggio primaverile. Pos\u00f2 la mela e osserv\u00f2 a lungo.<\/p>\n<p>La scena\u00a0gli evocava un bel ricordo: l&#8217;erba sembrava ondeggiare.\u00a0 sentiva un profumo&#8230;Appoggi\u00f2 le spalle al muro, chiuse gli occhi.<\/p>\n<p>Silenzio.<\/p>\n<p>Giamp dormiva profondamente, coricato su un fianco, come quando pensava, piangeva o fissava le macchie sul muro.<\/p>\n<p>Sidaun esit\u00f2 a lungo; soprattutto per lui aveva disegnato, con cui tante volte avrebbe voluto fare a met\u00e0 dei pensieri; ma dormiva.<\/p>\n<p>Lo guard\u00f2: era immobile. Gli tocc\u00f2 una spalla e lui si mosse; si mise a sedere, guard\u00f2 la coperta, poi l&#8217;amico, poi la parete.<\/p>\n<p>Catturato da quella, si alz\u00f2\u00a0lentamente e cammin\u00f2 fino al disegno.<\/p>\n<p>Sorrise, ma un sussulto lo scosse: odore di terra, profumo di rose&#8230;<\/p>\n<p>Cominciarono a scendergli lacrime calde che piano piano lo lavavano e gli accarezzavano il viso; sorrise e sorrise ancora verso l&#8217;amico.<\/p>\n<p>Sidaun guardava: la finestra, il pianto, l&#8217;evasione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_23967\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"23967\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sidaun si trovava in carcere con i suoi amici Toll e Giamp. 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