{"id":23963,"date":"2015-05-05T11:11:35","date_gmt":"2015-05-05T10:11:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=23963"},"modified":"2015-05-05T11:16:16","modified_gmt":"2015-05-05T10:16:16","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-solo-di-luigi-menna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=23963","title":{"rendered":"Premio Racconti per Corti 2015 &#8220;Solo&#8221; di Luigi Menna"},"content":{"rendered":"<p>La testa di DAVID \u00e8 poggiata sul pavimento, si sta svegliando da un sonno disturbato, prima di aprire gli occhi farfuglia qualche parola incomprensibile. Il suo corpo \u00e8 rannicchiato accanto a una parete, si intravede parzialmente a causa della poca luce che a intermittenza proviene dall\u2019esterno e che a malapena riesce a filtrare dalle tende poste alle finestre, ma tanto basta a percepire il luogo. Le palpebre si aprono e chiudono pi\u00f9 volte in poco tempo,DAVID si guarda intorno e, dopo qualche secondo di\u00a0smarrimento, intimorito sussulta con il corpo verso l\u2019indietro, a cercare un sostegno che trova nella nuda parete alle sue spalle.<\/p>\n<p>Facendo forza sulle braccia si posiziona seduto, con le gambe piegate e aderenti al petto, cerca di schiacciarsi il pi\u00f9 possibile alla parete, \u00e8 evidente il terrore che prova.<\/p>\n<p>Gli occhi di DAVID adesso fissano qualcosa di indefinito, dritto davanti a lui.<\/p>\n<p>Un po\u2019 alla volta, grazie alla luce che proviene fuori dalle finestre che come un faro illumina a tratti i vari punti della stanza, scorgiamo una sagoma vagamente umana.<\/p>\n<p>I lineamenti di quello che sembra un uomo sono netti, sembrano disegnati, colpisce la sua rigidit\u00e0, la postura \u00e8 dritta come&#8230;un manichino! Ma \u00e8 di questo che si tratta, un MANICHINO, adesso riusciamo a vederlo prima che scompaia dal cono d\u2019ombra causato dall\u2019alternarsi del fascio di luce che riesce a penetrare dalle tende.<\/p>\n<p>Il volto di DAVID quando viene illuminato dalla luce appare segnato dal terrore, che si intensifica quando una voce proveniente dal manichino inizia a gracchiare qualcosa..:<\/p>\n<p>\u201cCurioso&#8230;, un&#8230; uomo che ha timore di un pezzo di legno&#8230;, o \u00e8\u00a0il buio a spaventarti? Aspetta&#8230;forse ci sono&#8230;tu hai paura di te stesso.. E\u2019cos\u00ec&#8230;vero?\u201d<\/p>\n<p>DAVID pur essendo ancora terrorizzato, riesce a pronunciare delle parole: \u201cChi&#8230;chi sei?\u201d<\/p>\n<p>La risposta \u00e8 serafica: \u201cOh&#8230;se intendi il mio nome ti dico che questo non ha alcuna importanza&#8230;E\u2019 certo che posso avere uno o mille nomi, ma per quanto mi riguarda \u00e8 un dettaglio insignificante&#8230;\u201d<\/p>\n<p>David: \u201cma tu sei&#8230;\u201d<\/p>\n<p>IL MANICHINO: \u201c&#8230;un manichino? E\u2019 cos\u00ec che mi hanno voluto gli umani.\u201d<\/p>\n<p>La maschera di terrore che prima dominava il volto di DAVID sembra essere stata sostituita da un espressione di perplessit\u00e0, tuttavia l\u2019uomo non si stacca dalla parete e si rivolge timoroso al suo antagonista: \u201dNon \u00e8 possibile, tu sei un robot o qualcosa di simile&#8230;, un pezzo di legno non pu\u00f2 prendere vita&#8230;<\/p>\n<p>\u201cTi sbagli DAVID &#8230;\u201d<\/p>\n<p>L\u2019uomo appare sbalordito: \u201cCome sai il mio nome?<\/p>\n<p>La risposta \u00e8 secca: \u201cMe lo hai comunicato prima di partire&#8230;, lo hai scelto tu&#8230;\u201d<\/p>\n<p>\u201cMa io&#8230;non ricordo&#8230;non&#8230;non \u00e8 possibile&#8230;questo \u00e8 un incubo&#8230;, devo solo risvegliarmi e tutto questo svanir\u00e0&#8230;<\/p>\n<p>\u201cMa davvero non ricordi&#8230;caro il mio David, davvero non ricordi cosa eri prima di partire..?<\/p>\n<p>DAVID \u00e8 in preda al panico: \u201cDevo andare via di qua, lontano da questo posto..\u201d<\/p>\n<p>Rasentando la parete, David riesce ad uscire dalla stanza aprendo la porta che era accostata.<\/p>\n<p>La luce fredda di una lampada di emergenza illumina scarsamente il corridoio, ma DAVID riesce a trovare una porta, con la mano destra cerca di afferrare la maniglia e di abbassarla. Ci riesce, la porta si apre, l\u2019ambiente che si trova davanti sembra ancora pi\u00f9 buio di quello precedente. Spalancando tutta la porta, la luce della lampada di emergenza proveniente dal corridoio riesce a fare\u00a0intravedere qualcosa all\u2019interno della stanza, qualcosa che inquieta DAVID.<\/p>\n<p>Sparpagliati, si ergono dritti e immobili tre, quattro, cinque e chiss\u00e0 quanti altri MANICHINI che fissano DAVID. Quest\u2019ultimo non aspetta di contarli tutti, scappa via esempre stando attento a non staccarsi mai dalle pareti rientra di nuovo all\u2019interno della prima stanza, dove si era svegliato poco prima.<\/p>\n<p>DAVID continua a strisciare lungo le pareti, \u00e8 provato, barcolla e alla fine si lascia scivolare a terra con la schiena attaccata al muro, si tiene la testa tra le mani.<\/p>\n<p>Il torpore dura pochi secondi, una voce lontana poi sempre pi\u00f9 vicina pronuncia il suo nome pi\u00f9 volte: \u201cDAVID.., DAVID.., DAVID..<\/p>\n<p>L\u2019uomo,spalancando gli occhi guarda davanti a se, dove si trova il manichino, o meglio, dove si trovava il manichino, al suo posto c\u2019\u00e8 solo una grossa clessidra.<\/p>\n<p>Nell\u2019ampolla superiore della clessidra, un mucchio di granelli di sabbia ha appena iniziato a scivolare nella stretta apertura che collega l\u2019ampolla inferiore.<\/p>\n<p>Ancora: \u201dDAVID.., DAVID..\u201d.<\/p>\n<p>La voce questa volta proviene da vicino, DAVID di scatto muove la testa verso la sua destra, da dove appunto proviene la voce, ma subito dopo, quasi d\u2019istinto, si sposta repentinamente in direzione opposta cercando di allontanarsi da ci\u00f2 che gli \u00e8 accanto.<\/p>\n<p>Infatti, proprio alla destra di DAVID si trova, seduto con le spalle al muro, il MANICHINO che qualche minuto prima aveva parlato con DAVID stesso, si trova giusto di fronte la clessidra, con il braccio destro teso indica con la mano proprio lo strumento che segna il tempo che resta..<\/p>\n<p>DAVID adesso piange sommessamente: \u201cChe cosa vuoi da me&#8230;\u201d<\/p>\n<p>\u201cNiente di particolare&#8230;voglio solo ricordarti che stai per ritornare tra noi&#8230;o forse credi di non appartenere al nostro mondo?\u201d<\/p>\n<p>Nel frattempo la stanza si \u00e8 popolata di manichini che guardano tutti verso DAVID.<\/p>\n<p>\u201cIl tuo tempo \u00e8 quasi terminato&#8230;, caro DAVID. Vedo nella tua angoscia un senso di smarrimento! Non puoi aver dimenticato chi sei!\u201d<\/p>\n<p>DAVID ha gli occhi ancora gonfi di lacrime, il suo pianto comunque si spegne lentamente, lasciando il posto ad un espressione di consapevolezza, comunque triste.<\/p>\n<p>\u201cNo&#8230;, adesso ricordo&#8230;,purtroppo!\u201d<\/p>\n<p>\u201c&#8230;purtroppo? Tu non appartieni all\u2019altro mondo&#8230; Hai avuto una straordinaria possibilit\u00e0 di cambiare la tua natura&#8230;ma sapevi che era limitata nel tempo&#8230;\u201d.<\/p>\n<p>La clessidra sta per svuotare completamente i granelli di sabbia contenuti all\u2019interno dell\u2019ampolla superiore.<\/p>\n<p>DAVID non \u00e8 pi\u00f9 in preda al panico, ma il suo viso \u00e8 ancora rigato da qualche lacrima.<\/p>\n<p>\u201cDAVID \u00e8 venuto il momento&#8230;\u201d<\/p>\n<p>Mestamente DAVID si rialza, con passo incerto si posiziona accanto a un manichino che gli tende una mano.<\/p>\n<p>La clessidra ha ormai l\u2019ampolla superiore vuota&#8230;<\/p>\n<p>Qualche ora dopo, due commessi, in previsione dell\u2019imminente apertura di un negozio dell\u2019aeroporto, stanno provvedendo a sistemare i manichini sulle pedane degli espositori, tra di essi vediamo DAVID, ormai immobile nella sua forma di freddo legno. Uno dei Commessi si sofferma proprio sul manichino, richiamando l\u2019attenzione dell\u2019altro: \u201cEhi, MARCO vieni un po\u2019 a vedere che strano&#8230;, guarda il viso di questo MANICHINO&#8230;\u201d. Una guancia di DAVID \u00e8 rigata da quella che sembra una lacrima.. . Il COMMESSO sfiora con la mano il volto di David: \u201cUhm&#8230;, questo \u00e8 difettoso&#8230;non possiamo tenerlo qui, bisogna sostituirlo&#8230;\u201d.<\/p>\n<p>I due uomini provvedono a spostare David. Nel frattempo tutto ci appare sempre pi\u00f9 piccolo&#8230;, compreso una \u201cfauna\u201d mista di umanit\u00e0 indifferente che comincia ad affollare la zona commerciale dell\u2019aeroporto durante le prime luci del giorno.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_23963\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"23963\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La testa di DAVID \u00e8 poggiata sul pavimento, si sta svegliando da un sonno disturbato, prima di aprire gli occhi farfuglia qualche parola incomprensibile. 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