{"id":23958,"date":"2015-05-06T22:30:35","date_gmt":"2015-05-06T21:30:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=23958"},"modified":"2015-05-06T22:30:35","modified_gmt":"2015-05-06T21:30:35","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-sogno-di-ivan-monasterolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=23958","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;Sogno&#8221; di Ivan Monasterolo"},"content":{"rendered":"<p>Carlo era un ragazzo timido e schivo che non parlava con nessuno. Aveva i capelli castani e gli occhi verdi e potenzialmente poteva essere un bel tipo, ma risultava sciatto, insipido. Una persona qualsiasi. Anche nell&#8217;abbigliamento non cambiava, cercava sempre di indossare abiti poco vistosi e appariscenti per non attirare l&#8217;attenzione. Una volta laureato aveva trovato un posto di lavoro in una grande azienda dove poteva mischiarsi nella massa e passare in\u2019osservato. Alcuni anni dopo aveva comperato una casa e l\u2019aveva arredata con dei mobili anonimi e privi di gusto. Giorno dopo giorno andava in giro senza farsi notare quando un giorno not\u00f2 una ragazza molto bella e cerc\u00f2 di avvicinarla, ma lei quasi non lo vide. Era depresso e sconsolato, ma d&#8217;altronde cosa si aspettava? Erano anni che cercava di essere invisibile e ora era normale che lo fosse diventato. Camminando lungo una delle strade che percorreva tutti i giorni per tornare a casa dal lavoro not\u00f2 una cosa che non aveva mai visto. Un negozio di oggetti particolari. Non aveva un&#8217;insegna appariscente, ma solamente la scritta luminosa che diceva &#8220;Una cosa per ogni cosa&#8221;.<\/p>\n<p>\u00abChe nome strano\u00bb disse tra se \u00e8 se guardando la vetrina priva di alcunch\u00e9. Afferr\u00f2 la maniglia, spinse e, con un sonoro \u201cPlinplon!\u201d, entr\u00f2.<\/p>\n<p>Il negozio era silenzioso e privo di luci a parte qualche candela qua e l\u00e0 che rendeva l&#8217;ambiente caldo e accogliente. Sugli scaffali c&#8217;era di tutto, dagli oggetti di uso comune a quelli pi\u00f9 ricercati. Un rumore di tendine attir\u00f2 la sua attenzione. Una donna di colore appoggi\u00f2 le mani nodose al bancone e si guard\u00f2 intorno con aria interrogativa.<\/p>\n<p>\u00abVediamo&#8230; cosa abbiamo qui?\u00bb. Lo sguardo era fisso al soffitto come se cercasse di capire cosa la circondasse con sensi di cui lui ignorava l&#8217;esistenza.<\/p>\n<p>\u00abIndifferenza, solitudine, apatia&#8230; Un sognatore\u00bb. La sua voce era calda e profonda. Ogni parola pronunciata dalla donna gli fece vibrare l&#8217;anima ingrigita dal tempo.<\/p>\n<p>\u00abB&#8230; buona sera\u00bb disse Carlo incerto mentre si avvicinava.<\/p>\n<p>\u00abCosa cerchi di speciale? Una distrazione, un po&#8217; di colore&#8230; Un sogno?\u00bb. La voce seducente lo guidava in mondi che non aveva mai esplorato, caldi, vivi, pieni di allegria e completamente privi di indifferenza.<\/p>\n<p>Quando si riprese la donna non c&#8217;era pi\u00f9 e in mano stringeva una boccetta con dentro un liquido azzurro. Un attimo dopo era fuori dal negozio e poi senza ricordarne il tragitto fu a casa. Ancora vestito si sedette al tavolo e studi\u00f2 il contenitore in vetro con dentro il liquido. Sembrava acqua colorata e quando apr\u00ec il tappo scopr\u00ec che sotto di esso c&#8217;era scritto qualcosa. Prese gli occhiali, li infil\u00f2 e lesse le scritte minuscole sporche di azzurro.<\/p>\n<p>&#8220;L&#8217;elisir dei sogni, una goccia ti far\u00e0 volare, due ti daranno il potere di creare i tuoi sogni, tre gocce e un capello di una persona ti faranno entrare nei suoi sogni&#8221;.<\/p>\n<p>Non poteva essere vero, solo nei film esistevano cose del genere, quella era la vita reale e le pozioni non esistevano. Mentre chiudeva il contenitore una goccia ne usc\u00ec da dentro bagnandogli un dito. Pi\u00f9 per riflesso che per abitudine si succhi\u00f2 il dito e quando se ne accorse cerc\u00f2 di pulirsi la bocca con l&#8217;acqua. Sicuro di essersi pulito bene si spogli\u00f2 e fece come tutte le sere, doccia, cena, film mediocre e poi and\u00f2 a dormire.<\/p>\n<p>Fu un notte come tante altre stipata di sogni grigi e senza sostanza quando not\u00f2 che stava camminando su un arcobaleno. Un ponte fatto di colori che ad ogni passo si mischiavano e ne creavano altri. Rapito da quella visione non si accorse che il ponte era finito e precipit\u00f2 nel vuoto. Poco prima di toccare il suolo una farfalla gli pass\u00f2 davanti e ferm\u00f2 la sua caduta. Con un sobbalz\u00f2 si svegli\u00f2, era tutto sudato e ansimava. Era in ritardo. Si alz\u00f2 di scatto e si vest\u00ec senza guardare cosa stava mettendo. Quando fu in ufficio si accorse di aver indossato un capo di un colore differente dall&#8217;altro. Tutti lo guardavano. Chi sorrideva, chi bisbigliava qualcosa con l&#8217;amico, chi solamente agitava la testa, ma tutti lo stavano guardando. La giornata pass\u00f2 in fretta e fu di nuovo ora di andare a dormire. Prima di coricarsi prese dell&#8217;acqua e ci mise dentro due gocce del liquido misterioso pensando a cosa avrebbe sognato quella notte e all&#8217;improvviso fu nel vuoto. Non cadeva, ne volava, era sospeso nel nulla. Lui per\u00f2 non voleva quello, voleva sole, mare, una bibita fresca, un giornale e della musica. Appena fin\u00ec di pensarlo l&#8217;odore della salsedine lo circond\u00f2, la sensazione della sabbia sotto ai piedi fu vivida e il calore del sole sulla pelle quasi insopportabile. Il panorama era mozzafiato, ma mancava ancora qualcosa. Lentamente il suo sogno fu gremito di persone con la quali parl\u00f2 e si relazion\u00f2 per tutta la notte.<\/p>\n<p>Il giorno dopo pi\u00f9 ci pensava e pi\u00f9 voleva tornare in quel mondo fantastico, ma ancora pi\u00f9 grande era la curiosit\u00e0 di provare le tre gocce con un capello di qualcuno. Ma di chi? Decise che lo avrebbe preso dal collega pi\u00f9 esuberante, quello che gli sembrava avesse una vita pi\u00f9 movimentata di tutti. E cos\u00ec fece. La sera prima di coricarsi lo tagli\u00f2 in piccoli pezzi e lo mise nell&#8217;acqua insieme alle tre gocce e mand\u00f2 gi\u00f9 tutto di un fiato. Il sogno fu una desolazione. Il collega sogn\u00f2 tutta la notte di essere coricato sul divano senza problemi e senza essere visto da nessuno. Voleva essere lasciato stare da tutti, voleva essere invisibile proprio come lo era lui.<\/p>\n<p>Doveva provarne un&#8217;altro. I giorni seguenti li pass\u00f2 ad entrare nei sogni della gente pi\u00f9 diversa, dal collega pi\u00f9 umile a quello pi\u00f9 intelligente allo sconosciuto sul pullman fino a provare quello del direttore. Una notte mentre osservava il sogno molto bizzarro di un uomo apparentemente normale, scopr\u00ec che poteva interagire con l&#8217;ambiente che lo circondava. Questo signore, sempre elegante e contraddistinto nella realt\u00e0, dentro al sogno viveva senza regole. Mangiava schifezze, vestiva con abiti che stonavano tra di loro, aveva i capelli di cinque o sei colori differenti. Voleva evadere dalla realt\u00e0 di tutti i giorni. In quel momento stava facendo qualcosa di nascosto e lui si avvicin\u00f2 per osservarlo quando i due si guardarono. Subito non successe niente poi il distinto signore si alz\u00f2 e cominci\u00f2 ad insultarlo ed ad inveire contro di lui. Il salto dalle parole alle mani fu breve e i due si azzuffarono.<\/p>\n<p>Non gli era piaciuto un granch\u00e9 entrare in quel sogno, oltretutto quel mattino aveva scoperto che le botte prese gli avevano lasciato il segno sul corpo reale. L&#8217;idea lo aveva lasciato basito ed eccitato. Cominci\u00f2 a modificare i sogni altrui da modi innocui fino a passare ad atti di sadismo e violenza carnale. Nonostante sapesse che i segni sarebbero rimasti lui continuava. Intanto il liquido azzurro era arrivato alla fine. Quella notte erano rimaste quattro gocce e per curiosit\u00e0 le mise tutte. Il sogno non era niente di tutto ci\u00f2 che aveva ancora provato. Vide se stesso, grigio, atono, isolato da tutti che viveva in una casa ugualmente anonima e poi la scena cambi\u00f2 con lui che molestava gli altri nei sogni e che, riconoscendolo nella vita di tutti i giorni, lo evitavano con la paura negli occhi. Ad un certo punto si ritrov\u00f2 nel negozio della donna misteriosa con in mano il flacone di liquido azzurro. Poteva scegliere o continuare o tornare alla vita di prima. Nonostante il divertimento provato sapeva di non essere cos\u00ec, sapeva di essere migliore sia di un se stesso insipido che di quello violento e insensibile. Decise che avrebbe lasciato l\u00ec il flacone. Quando riapr\u00ec gli occhi era nel suo letto. Si guard\u00f2 intorno e vide casa sua, spoglia e anonima come se la ricordava. Si alz\u00f2 fece colazione e prima di uscire quel giorno mise una cravatta che trov\u00f2 nel cassetto, che mai prima d&#8217;ora aveva notato. Era piena di colori. Tutti quel giorno si accorsero di lui e da allora non fu pi\u00f9 lo stesso. Carlo divenne un bravo amico, un buon marito e padre, ma visse sempre con un dubbio: quello che aveva vissuto fu davvero reale o tutto un sogno?<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_23958\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"23958\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carlo era un ragazzo timido e schivo che non parlava con nessuno. 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