{"id":23956,"date":"2015-05-06T22:26:24","date_gmt":"2015-05-06T21:26:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=23956"},"modified":"2015-05-06T22:26:24","modified_gmt":"2015-05-06T21:26:24","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-marta-di-alessandro-tassi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=23956","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;Marta&#8221; di Alessandro Tassi"},"content":{"rendered":"<p>Una cosa \u00e8 certa: Mario sa correre. Mario corre sempre. Corre quando sale le scale, corre per andare e tornare da scuola, ma, soprattutto, corre quando, in estate, dal mercato, con le buste della spesa equamente distribuite tra mano destra e sinistra, torna a casa.<\/p>\n<p>D\u2019estate, Mario corre dalla piazza del Conservatorio, per via Granari fino a piazza San Giovanni e poi, via, sotto l\u2019archetto che d\u00e0 su piazza Leandra, dove vive con la mamma, in una delle vecchie case che l\u2019abbracciano.<\/p>\n<p>Le pesanti buste che si trascina dietro lo fanno sbandare ad ogni cambio di direzione, ma lui sa che deve fare presto perch\u00e9, di l\u00ec a poco, assister\u00e0 allo spettacolo pi\u00f9 meraviglioso a cui non avrebbe mai potuto immaginare di assistere, neanche nel pi\u00f9 fantastico dei sogni.<\/p>\n<p>Mario varca la soglia del portone del palazzo, sale le scale a due a due, entra nel suo appartamento, lascia cadere pesantemente le buste in terra e, sempre di corsa, si dirige verso la finestra della sua camera da letto. La finestra d\u00e0 proprio su piazza Leandra, in linea con la fontana che campeggia nel centro.<\/p>\n<p>Ogni giorno dell\u2019estate, da fine giugno ad inizio settembre, Mario aspetta. Aspetta che lei appaia dal medesimo arco da cui pochi attimi prima lui si \u00e8 precipitato verso casa e, accompagnata dall\u2019ululare delle sirene delle navi che lasciano il porto di Civitavecchia destinate chiss\u00e0 dove, si appoggi alla fontana, che usa coma una sbarra, ed inizi a danzare.<\/p>\n<p>Lei \u00e8 Marta, dieci anni, due pi\u00f9 di lui. L\u2019et\u00e0 \u00e8 un abisso tanto incolmabile da rendere quell\u2019amore impossibile.<\/p>\n<p>Ma a Mario non interessa, lui si accontenta di vederla danzare.<\/p>\n<p>E Marta danza. Danza con una leggerezza unica. Marta \u00e8 come un alito di vento. Se Mario chiude gli occhi, ha l\u2019impressione che il profumo di lei gli riempia la stanza.<\/p>\n<p>&#8211; Ciao Marta!- salut\u00f2 Mario quando vide Marta farglisi incontro nell\u2019androne dell\u2019Universit\u00e0.<\/p>\n<p>&#8211; Ciao moro!- rispose lei, sorridente.<\/p>\n<p>&#8211; Io\u2026insomma, vorrei\u2026se fossi libera, magari\u2026stasera\u2026-<\/p>\n<p>Mario farfugliava parole smozzicate cos\u00ec come il suo cervello le pensava.<\/p>\n<p>&#8211; Mario, non ho mai conosciuto un imbranato simile!- esclam\u00f2 Marta \u2013 Ti passo a prendere stasera con il mio motorino. Cerca di scendere subito quando ti suono, non mi piace aspettare!<\/p>\n<p>&#8211; Ce\u2026certamente!- fece Mario, mentre lei gi\u00e0 si dirigeva verso l\u2019uscita.<\/p>\n<p>Ogni giorno dell\u2019estate, da fine giugno ad inizio settembre, Mario, nascosto dietro i vetri della finestra di camera sua, spia Marta ballare intorno alla fontana di piazza Leandra. Marta ha lo sguardo fiero, puntato verso un orizzonte che gli occhi di Mario non riescono a scorgere.<\/p>\n<p>La pelle di Marta era leggermente abbronzata. Mario, con un dito, accarezz\u00f2 tutto il suo corpo. Segu\u00ec delicatamente la linea del suo naso, si mosse lento intorno ai contorni della bocca, le sfior\u00f2 appena il collo per poi soffermarsi pi\u00f9 a lungo sulle sue spalle.<\/p>\n<p>Marta se ne stava immobile, distesa sul letto con gli occhi chiusi, facendo ben attenzione a non far capire a Mario il piacere che le dava il suo dito che le scivolava sulla pelle.<\/p>\n<p>Il dito di Mario si spinse fino ai capezzoli, che tocc\u00f2 alternativamente. Con gli occhi stupiti, li osserv\u00f2 crescere poi, incuriosito, li strinse tra le dite facendola gemere appena.<\/p>\n<p>Per Mario fare l\u2019amore con Marta era la cosa pi\u00f9 bella del mondo. Ogni volta era come se uscisse dal suo corpo e vedesse la scena da diverse angolazioni. Mentre faceva l\u2019amore con lei era come un regista: nella sua testa accompagnava ogni gesto con musiche che facevano da colonna sonora alle parole che pian piano le sussurrava. Per Mario l\u2019amore era fare l\u2019amore con Marta.<\/p>\n<p>Ogni giorno d\u2019estate, da fine giugno ad inizio settembre, Marta balla proprio davanti alla fontana che sta al centro di piazza Leandra. Balla con grazia, sicura che, da una delle finestre che circondano la piazza, due occhi la stiano guardando. Lei sa che quegli occhi sono gli occhi di Mario.<\/p>\n<p>Finalmente Mario riusc\u00ec a laurearsi, suo padre sarebbe stato fiero di lui. La laurea in architettura l\u2019aveva conquistata pagandosi gli studi a forza di pomodori raccolti nelle campagne tarquiniesi, ogni estate dalla mattina alla sera, risparmiando ogni centesimo necessario al pagamento dell\u2019iscrizione e dei libri di testo.<\/p>\n<p>Marta era ormai un avvocato, le piaceva la professione ed era cinica ed ambiziosa quanto bastava.<\/p>\n<p>Il sogno di Mario era di progettare la loro casa, un posto speciale dove dividere la loro vita e, magari, riempirla di bambini.<\/p>\n<p>Il sogno di Marta era quello di arrivare pi\u00f9 in alto possibile, d\u2019altronde chi la conosceva diceva che aveva tutti i numeri per avere successo, peccato per quel suo fidanzato un po\u2019 sfigato.<\/p>\n<p>Ogni giorno d\u2019estate, da fine giugno ad inizio settembre, Mario passa molto tempo all\u2019oratorio e spesso confessa ad un prete che, nascosto dietro alla finestra di camera sua, guarda una bambina danzare proprio davanti alla fontana di Piazza Leandra.<\/p>\n<p>&#8211; Spiare non sta bene, Mario! \u2013 lo rimprovera l\u2019uomo &#8211; Dovrai fare penitenza.<\/p>\n<p>&#8211; Oh Ges\u00f9, d\u2019amore acceso, non t\u2019avessi mai offeso! Oh mio caro e buon Ges\u00f9, non ti voglio offender pi\u00f9!- recita Mario, ogni volta.<\/p>\n<p>Ma a Mario piace fantasticare sul loro futuro insieme, peccato non avere il coraggio di correrle incontro e dirle qualcosa.<\/p>\n<p>Mario ha otto anni ed \u00e8 troppo timido per parlare con una bambina di dieci che ogni giorno, sfacciatamente, balla in mezzo alla piazza. A lui piace semplicemente starsene nascosto in camera sua ed osservare Marta mentre balla.<\/p>\n<p>Il giorno del matrimonio Marta aveva un bellissimo abito da sposa scollato sul di dietro, che lasciava scoperta la sua schiena flessuosa.<\/p>\n<p>&#8211; Lo hai messo al contrario!- le diceva scherzoso Mario, imprigionato in un improbabile vestito gessato.<\/p>\n<p>La chiesa l\u2019avevano costruita nell\u2019undicesimo secolo, nell\u2019anno mille, quello della fine del mondo. Era piccola, poteva contenere cinquanta persona al massimo, ma era fin troppo grande per i pochi invitati. Un po\u2019 di buon senso aveva consigliato i due giovani sposi di sottrarsi all\u2019estro di parenti mai frequentati.<\/p>\n<p>Un sacerdote barbuto aspettava sorridente, in piedi, sull\u2019altare. La madre di Mario accompagnava il figlio commossa.<\/p>\n<p>Trenta passi, n\u00e9 uno di pi\u00f9 n\u00e9 uno di meno, separavano Mario da Marta. Lei incedeva sicura ed elegante come una regina, alla sua sinistra il padre, dall\u2019aspetto pi\u00f9 popolare. Mario si sent\u00ec rassicurato.<\/p>\n<p>Ogni giorno d\u2019estate, da fine giugno ad inizio settembre, per Mario \u00e8 bello aspettare nascosto dietro la finestra della sua camera da letto l\u2019arrivo di Marta.<\/p>\n<p>Marta ha dieci anni, due pi\u00f9 di lui, ed \u00e8 bellissima.<\/p>\n<p>Mario la osserva arrivare tranquilla da sotto l\u2019archetto che da S. Giovanni immette su piazza Leandra. Giunta vicino alla fontana, Marta indossa il suo i-pod ed inizia a danzare. Ogni volta che Mario la vede danzare, vorrebbe correrle incontro e stringerla forte per farle capire quanto le piace. Mario non sente la musica, ma i movimenti di Marta gli entrano dentro come le note delle canzoni che sua madre sente mentre sbriga le faccende domestiche e che a lui piacciono tanto.<\/p>\n<p>La cosa che Mario pi\u00f9 desiderava da Marta era un figlio. Erano sposati ormai da cinque anni e lei sembrava non accorgersi di questo suo desiderio.<\/p>\n<p>Marta era molto presa dal suo lavoro. Era sempre stata molto ambiziosa.<\/p>\n<p>Mario la vedeva cos\u00ec sfuggente quando si parlava di avere dei figli, che fin\u00ec col convincersi che non fosse il caso di affrontare ulteriormente l\u2019argomento.<\/p>\n<p>Il lavoro la portava, sempre pi\u00f9 frequentemente, lontana da Mario, anche per lunghi periodi.<\/p>\n<p>-Ho conosciuto un uomo, ci vediamo da quasi un anno ormai. Ho deciso di andare a vivere con lui. Domani mando qualcuno a prendere le ultime cose!-<\/p>\n<p>Poche parole scritte su un post-it appiccicato sullo specchio del bagno rendevano chiara la verit\u00e0 che lui si era negato fino a quel momento.<\/p>\n<p>Trovarsi ogni giorno solo in quella casa, che aveva progettato e costruito per lei, non lo aiutava a superare la depressione in cui era caduto. Mario non aveva altri interessi se non la sua donna. Eppure uno dei suoi scrittori preferiti, Gibran Kalhil Gibran, facendo parlare il suo profeta lo aveva avvertito: [\u2026] <em>vi sia spazio nella vostra unione, e tra voi danzino i venti dei cieli. Amatevi l&#8217;un l&#8217;altro, ma non fatene una prigione d&#8217;amore: <\/em>[\u2026]<em> siate uniti, ma non troppo vicini; le colonne del tempio si ergono distanti, e la quercia e il cipresso non crescono l&#8217;una all&#8217;ombra dell&#8217;altro.<\/em><\/p>\n<p>Cosa restava a Mario ora che Marta lo aveva lasciato?<\/p>\n<p>Si trascinava da un posto all\u2019altro sempre profondamente annoiato, in cerca di una nuova identit\u00e0 che potesse restituirgli una qualsiasi capacit\u00e0 di godersi la vita.<\/p>\n<p>&#8211; L\u2019alcool ha uno strano sapore metallico quando ne ingurgiti grosse quantit\u00e0. Tutto inizia a sapere stranamente di gin!-<\/p>\n<p>Parlava da solo Mario, mentre passeggiava in pieno inverno lungo i binari della stazione indossando una camicia di lino, un paio di jeans e delle ciabatte infradito.<\/p>\n<p>Ogni giorno d\u2019estate, da fine giugno ad inizio settembre, uno strano fatto eccita Mario: Marta arriva tutta sorridente a piazza Leandra. Ha dieci anni ed \u00e8 la bambina pi\u00f9 bella del mondo. Indossa un vestito di cotone leggero, tagliato sotto il seno, che naturalmente ancora non ha, che le arriva alle ginocchia. Ogni giorno, Marta, prima di iniziare a danzare, si guarda intorno, ma soprattutto punta lo sguardo verso la finestra della stanza di Mario, sicura che lui, l\u00e0 dietro, la stia guardando.<\/p>\n<p>All\u2019inizio Marta si sforzava di non pensare a Mario, convinta che la nuova vita iniziata con quel suo nuovo compagno pi\u00f9 determinato e sicuramente pi\u00f9 uomo, le avrebbe dato emozioni pi\u00f9 mature, che con Mario, eterno bambino, sentiva che non avrebbe mai provato.<\/p>\n<p>Quando Marta rivide Mario, lui se ne stava avvolto in una coperta sotto casa sua. Sembrava un barbone, lo riconobbe appena. Marta sarebbe stata tutto il giorno sola, l\u2019altro era fuori per discutere un affare importante.<\/p>\n<p>Lo aiut\u00f2 a rimettersi in piedi. Insieme salirono i pochi gradini che li separavano dall\u2019ascensore. Entrati in casa, Marta aiut\u00f2 Mario a spogliarsi e ad infilarsi nella vasca da bagno. Puzzava come un caprone, la vita di strada gli aveva dato altre priorit\u00e0.<\/p>\n<p>I seni di Marta nelle sue mani avevano una nuova consistenza. Per Mario fare l\u2019amore con Marta era la cosa pi\u00f9 bella del mondo. Fare l\u2019amore con Marta aveva ogni volta un sapore diverso. Fare l\u2019amore con Marta non aveva il sapore metallico del gin.<\/p>\n<p>Mario e Marta quel giorno non si parlarono, si salutarono silenziosamente e ognuno torn\u00f2 per la sua strada.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, Mario, grazie alla speranza che quell\u2019incontro aveva fatto nascere in lui, trov\u00f2 la forza di tornare a vivere. Pian piano abbandon\u00f2 la strada e si trasfer\u00ec nella loro vecchia casa, in cui i ricordi di lei non lo spaventavano pi\u00f9, anzi gli davano il coraggio di ricominciare.<\/p>\n<p>Ogni giorno d\u2019estate, da fine giugno ad inizio settembre, gli occhi di Mario incontrano quelli di Marta. In una muta complicit\u00e0, lei danza di fronte alla fontana di piazza Leandra, tenendo il suo sguardo fisso su una particolare finestra, quella che nasconde Mario.<\/p>\n<p>Mario ha otto anni ed gi\u00e0 innamorato.<\/p>\n<p>Ad ogni passo di Marta, Mario ha come un sussulto, un tremito incontrollato. Se l\u2019amore esiste, \u00e8 ci\u00f2 che lui sente per lei. Non pu\u00f2 esserci alcun dubbio.<\/p>\n<p>Marta non ha mai visto Mario, forse lo immagina diverso da come lui realmente \u00e8. Non sa se Mario sente la stessa cosa che lei sente per lui. Ma non le importa, lei danza per lui.<\/p>\n<p>La vita di Mario e Marta si trasform\u00f2 in un susseguirsi di incontri clandestini. Lei adduceva con l\u2019altro le scuse pi\u00f9 impensabili per vedersi con Mario. Lui era pi\u00f9 fortunato: non aveva bisogno di addurre scuse, con partner che non aveva mai desiderato di avere, per incontrarsi con Marta.<\/p>\n<p>In Mario torn\u00f2 a rivivere prepotentemente il desiderio di avere un figlio, un figlio dalla sua donna. Ma come fare a dirglielo, lei non aveva mai voluto parlarne.<\/p>\n<p>&#8211; Sono incinta!- esord\u00ec Marta, un pomeriggio, mentre stavano seduti sul divano della loro vecchia casa.<\/p>\n<p>Mario la guard\u00f2 senza parlare.<\/p>\n<p>&#8211; \u00c8 tuo, ne sono sicura!- continu\u00f2.<\/p>\n<p>Mario la fiss\u00f2 senza parlare.<\/p>\n<p>&#8211; Lui gi\u00e0 lo sa. Gli ho detto che torno con te!- spieg\u00f2 lei.<\/p>\n<p>Mario aveva gli occhi sgranati e non parlava.<\/p>\n<p>&#8211; Se ho fatto bene i conti, dovrebbe nascere a luglio. Sono fortunata, almeno evito di farmi parte dell\u2019estate con la pancia. Quando avremo il prossimo, sar\u00e0 il caso di programmarlo. Non mi piacciono le donne incinte in costume da bagno, turbano il mio senso estetico!<\/p>\n<p>Marta ora si prendeva gioco di Mario, che, nel frattempo, aveva iniziato a tormentare il telecomando della televisione cambiando canale con una rapidit\u00e0 degna solo dei pi\u00f9 grandi videodipendenti.<\/p>\n<p>Ogni giorno d\u2019estate, da fine giugno ad inizio settembre, c\u2019\u00e8 un fatto che riempie la vita di Mario. Marta si affaccia su Piazza Leandra dall\u2019archetto che la separa da San Giovanni. Tutti nella piazza sanno che Mario \u00e8 innamorato di Marta, ma solo pochi immaginano che lei ogni giorno si metta vicino alla fontana, proprio sotto la finestra di Mario, perch\u00e9 le piace l\u2019idea che lui la guardi.<\/p>\n<p>Mario guarda Marta lottando con la tentazione di correrle incontro e dirle che lui esiste e ci\u00f2 che lo fa esistere \u00e8 lei.<\/p>\n<p>Mario ha otto anni, troppo pochi perch\u00e9 Marta si accorga di lui.<\/p>\n<p>Marta ha dieci anni e non si vergogna di essere innamorata di un bambino che passa il tempo a guardarla ballare nascosto dietro una finestra.<\/p>\n<p>Quando nacque, la bambina aveva i capelli ricci, come quelli di Mario ed un nasino impertinente come la madre. Insieme a Marta, Mario guardava la bambina incredulo di vedersi arrivato a quel punto.<\/p>\n<p>Ma fu quel giorno, quel preciso giorno, tra tutti quelli che esistono compresi tra giugno e settembre, che Mario corse. Corse veloce come un fulmine, corse pi\u00f9 veloce di quando correva dalla piazza del Conservatorio, per via Granari fino a piazza San Giovanni e poi, via, sotto l\u2019archetto che d\u00e0 su piazza Leandra dove viveva, in una delle vecchie case che la circondano, con la mamma, trascinandosi dietro pesantissime buste della spesa.<\/p>\n<p>Stavolta Mario corse scendendo le scale, corse veloce verso la fontana che stava in mezzo alla piazza. Davanti alla fontana c\u2019era Marta che ballava. Quando Mario, col fiatone, fu di fronte a Marta, non disse nulla, le allung\u00f2 semplicemente la mano e lei gliela strinse.<\/p>\n<p>Insieme si diressero verso l\u2019archetto che porta a San Giovanni ed insieme lo varcarono, lasciandosi piazza Leandra alle spalle.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_23956\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"23956\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una cosa \u00e8 certa: Mario sa correre. 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