{"id":23881,"date":"2015-05-03T18:43:44","date_gmt":"2015-05-03T17:43:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=23881"},"modified":"2015-05-03T18:43:44","modified_gmt":"2015-05-03T17:43:44","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-un-incontro-di-sonia-vespa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=23881","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;Un incontro&#8221; di Sonia Vespa"},"content":{"rendered":"<p>Il sole aveva gi\u00e0 allungato le ombre e stava per immolarsi tra Alicudi e Filicudi.<\/p>\n<p>Maja non si decideva ad alzarsi, le costava fatica anche pensare a piegare l&#8217;asciugamano, radunare le sue cose. Osservava l&#8217;orizzonte e provava a sollevare con le dita le isole e spostarle sulla linea del mare. Non era stata un&#8217;idea molto felice scappare da Milano. Che poi era solo scappare da Andrea. Il suo profilo si materializzava comunque e ovunque: lo vedeva in ogni uomo alto, coi capelli appena un po&#8217; pi\u00f9 lunghi del normale e volutamente spettinati. Al mare con Andrea non era mai stata, ma non faticava a immaginarlo in calzoncini corti e t-shirt. E quell&#8217;immagine la tormentava. In ufficio lo spiava dalle veneziane che separavano le scrivanie e lo trovava affascinante in ogni posa: al telefono, di spalle, di fronte, semi sdraiato sulla poltrona, sorridente, adirato, pensieroso.<br \/>\nVanni stava chiudendo le sedie a sdraio per cambiare la geografia della spiaggia: tra poco sarebbero comparsi i tavolini degli aperitivi al posto degli ombrelloni e il lido sarebbe stato aperto ai giovani, alla musica, alla spensieratezza o forse all&#8217;inganno delle promesse estive che illudono di cercare e trovare la felicit\u00e0 a ogni costo.<br \/>\nAncora due giorni sull&#8217;isola, poi il lavoro si sarebbe ripreso molte ore della sua giornata e tante altre settimane.<br \/>\nMaja controll\u00f2 Vanni, che era ormai arrivato alla sua fila, lui le fece un cenno con la mano come a dirle: Tranquilla, non c&#8217;\u00e8 fretta, stia pure un altro po&#8217;, qui c&#8217;\u00e8 tempo.<br \/>\nA Milano non ce n&#8217;\u00e8 mai di tempo, ma forse \u00e8 meglio cos\u00ec: c&#8217;\u00e8 anche meno tempo per pensare, invece l\u00ec su quella spiaggia, davanti a un tramonto cos\u00ec struggente si perde il conto dei pensieri. E si sta male, male da morire. Andrea non stava sicuramente male, lui non le aveva certo dedicato nemmeno un pensiero, se non forse per rilevare qualche problema irrisolto in ufficio. La telefonata della segretaria l&#8217;aveva comunque fatta sussultare: il pensiero che Andrea avesse chiesto a Lara di contattarla anche se in vacanza, l&#8217;aveva turbata, ma era stata solo una comunicazione di lavoro, la voce di Andrea, impegnato in un&#8217;altra telefonata, le era giunta come sfondo a quella di Lara, ma era bastata per rovinarle la giornata.<br \/>\nCome sar\u00e0 vestito? Che programma avr\u00e0 per stasera? E&#8217; gioved\u00ec, di solito porta in ufficio la borsa del tennis. Avr\u00e0 offerto a Lara un passaggio? Si era chiesta. E come sempre da un anno a quella parte, le domande erano rimaste senza risposta. Tutti voli della fantasia di Maja, innamorata senza speranza del collega, ex compagno di Universit\u00e0, ex fidanzato di Patrizia, una sua cara amica, ritrovato dopo anni, ora come allora protagonista dei suoi sogni pi\u00f9 riservati.<br \/>\nEra sempre stato sicuro di s\u00e9, un carrierista convinto, innamorato del suo lavoro, grintoso con poco spazio per le sensibilit\u00e0 altrui, incarnava il vero avvocato vincente sempre. L&#8217;opposto di Maja, che era forse pi\u00f9 preparata di lui- e alle capacit\u00e0 di lei lui ricorreva spesso- ma molto meno decisa. Da quando lei era arrivata nell&#8217; ufficio di Andrea, Maja aveva realizzato ci\u00f2 che aveva sempre negato: non aveva affatto dimenticato quell&#8217;uomo di cui si era innamorata dieci anni prima e dal quale era stata sempre ignorata. Forse lui non si era mai accorto di lei.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Come Andrea girava il cucchiaino nel caff\u00e8. Maja sapeva anche quello di lui: teneva il bicchierino nella sinistra, leggermente inclinato e con la destra muoveva il cucchiaino tre volte in un senso e due in un altro, con la spalla contro l&#8217;orecchio reggeva il telefono e agitava un poco il bicchierino, poi sorseggiava lento il suo caff\u00e8 senza pause e si dondolava sulla poltrona: quello era il segnale che la telefonata si stava concludendo, se invece si muoveva svelto intorno alla scrivania, spostando senza un senso preciso gli oggetti o giocherellando con le graffette inanellandole una a una e cambiando spalla per il telefono, la chiamata era privata e poteva durare un po&#8217; di pi\u00f9. Giusto il tempo per Maja di definire i contorni dell&#8217;anonima interlocutrice di Andrea. Diritto alla gelosia non ne aveva. Ma era stanca da tempo di essere la collega confidente solo per questioni di lavoro.<br \/>\nE cos\u00ec si era presa venti giorni di ferie comunicandole all&#8217; ultimo minuto, in fondo era socia nello studio e poteva gestirsi il lavoro pi\u00f9 o meno come Andrea, con la differenza che prima non l&#8217;avrebbe fatto senza consultarsi con lui.<br \/>\n\u201cMa sei impazzita, Maja? Abbiamo un sacco di appuntamenti la prossima settimana!\u201d le aveva sbarrato la strada verso l&#8217;ascensore, l&#8217;aveva rincorsa nel corridoio, ma lei con un gesto vago della mano gli aveva risposto:\u201dSono certa che non sentirai la mia mancanza:\u201d<br \/>\nAdesso Alicudi brillava di rosso, pareva proprio un vulcano acceso, si sarebbe bruciata le dita a spostarlo! Rise di s\u00e9 che si divertiva ancora con quel giochetto che le aveva insegnato la nonna da bambina; con lei spostavano il Duomo e la Galleria in alto in alto sui fili della luce e li appendevano con le mollette.<br \/>\nVanni stava apparecchiando , i profumi dei capperi sulle pizzette le risvegliarono l&#8217;appetito, Maja si alz\u00f2, raccolse le sue cose, si annod\u00f2 in vita il pareo in tinta col mare verde acqua, indoss\u00f2 le infradito, raggiunse il primo tavolino, si sedette e stette con il mento sui palmi aperti coi gomiti appoggiati alla ceramica gialla e azzurra del tavolino.<br \/>\n\u201cCosa le portiamo, bella signora?\u201d<br \/>\n\u201cFaccia lei, Vanni. Un assaggio di tutto e un vino bianco frizzante, poi forse mi conceder\u00f2 anche la granita al gelsi con panna. Oggi festeggio la solitudine che mi sono portata da Milano.\u201d<br \/>\nMa quest&#8217;ultima frase la bisbigli\u00f2 fra s\u00e9 mentre Vanni si allontanava gi\u00e0.<br \/>\nUna granita con la panna e magari una sigarettina; il pacchetto \u00e8 ancora chiuso nel fondo della borsa da spiaggia, i buoni propositi di provare a smettere col fumo, pensati all&#8217;acquisto delle sigarette all&#8217;aeroporto, stanno per essere dimenticati. Prova di resistenza e volont\u00e0, mancano pochi giorni, ma la tentazione \u00e9 tanta.<br \/>\nEolo si faceva sentire, le scompigliava i capelli, Maja cerc\u00f2 a tastoni nella borsa il fermaglio mentre osservava le collanine che Al\u00ec il senegalese ogni giorno passava in spiaggia a offrire; lui era gentile e lei ricambiava sempre col sorriso, ma quella sera non scosse la testa in segno di rifiuto, anzi tocc\u00f2 le collanine, le separ\u00f2, chiese il<\/p>\n<p>permesso di misurarne un paio. Al\u00ec pos\u00f2 a terra i suoi borsoni, sparpagli\u00f2 sul tavolino il campionario di bigiotteria e Maja lo invit\u00f2 a sedere spostandogli la seggiola vuota in sua direzione.<br \/>\n\u201cTu unica che sorride e dice ciao\u201d<br \/>\n\u201cSu,siediti, bevi qualcosa?\u201d<br \/>\n\u201cNo, grazie\u201d e si sedette, mostrando disagio e piacere insieme.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Maja aspir\u00f2 il profumo speziato di Al\u00ec e si meravigli\u00f2 del colore degli occhi del senegalese, un colore che era apparso misterioso quando il giovane aveva sollevato sulla fronte gli occhiali, e non si trattenne dal domandargli:<br \/>\n\u201cDa dove arrivano questi occhi azzurri?\u201d<br \/>\n\u201cPap\u00e0 olandese, mamma senegalese: occhi azzurri, pelle nera\u201d<br \/>\n\u201cBeato te, io mi arrostisco al sole per diventare beige al massimo\u201d<br \/>\nVanni si fa spazio per posare il vassoio tra le collanine e i bracciali etnici di Al\u00ec e Maja gli chiede di portare un altro piatto per il suo ospite. Al\u00ec accetta al solo patto di poter pagare il conto. Intanto Andrea sar\u00e0 gi\u00e0 nelle docce del tennis club o star\u00e0 offrendo lui un aperitivo a qualche nata stanca annoiata al club?<br \/>\n\u201cCosa fai ,Al\u00ec , in inverno?\u201d<br \/>\n\u201cFacevo ingegnere al Senegal come pap\u00e0, ma soldi pochi. Io qui per solo venti giorni, mie ferie passo in isole , poi torno a Olanda e comincio nuovo lavoro.\u201c<br \/>\n\u201cBravo! Anch&#8217;io ho solo venti giorni di ferie e ormai stanno finendo\u201d<br \/>\n\u201cPrendi questa collana, bella con tuo vestito\u201d.<br \/>\nMaya si lascia convincere e si adorna di una pesantissima vistosa collana di legno colorata pensando gi\u00e0 a come Andrea non l&#8217;avrebbe notata. Non ce la fa: non riesce a non pensare a lui.<br \/>\n\u201cAnche a ne piacerebbe lavorare in Olanda, ci sono stata l&#8217;anno scorso con dei colleghi per un progetto dell&#8217;Universit\u00e0 di Milano e l&#8217;ho trovata splendida:\u201d<br \/>\n\u201cOlanda bella , ma Senegal \u00e8 Senegal!\u201d<br \/>\nCasa \u00e8 casa, \u00e8 vero, ma per lei non \u00e8 ancora tempo di tornare a Milano e mentre brinda con Al\u00ec con negli occhi gli ultimi riflessi del sole e Alicudi alle sue spalle diventata rosa, prende la decisione di rimandare ancora il rientro in ufficio. Domani penser\u00e0 alla scusa da telefonare ad Andrea, domani. Adesso \u00e8 tempo di sognare negli occhi di Al\u00ec.<br \/>\n\u201cSei sposata?\u201d<br \/>\n\u201cNo, neppure fidanzata,e tu non dirmi che hai gi\u00e0 quattro mogli?\u201d<br \/>\n\u201cNo, voglio una sola e magari di Olanda o&#8230; di Milano !\u201d<br \/>\nMagari, chiss\u00e0, intanto questo vinello fresco che scende in gola si porta via la stanchezza dei pensieri , e l&#8217;immagine di Andrea \u00e8 il fumo sul vulcano.<br \/>\nSono meravigliose queste isole, i muri bianchi, le case senza tetto, le buganvillea che si arrampicano alla rinfusa sulle colline, i fiori di cappero che spaccano le crepe dei<\/p>\n<p>muretti bruciati dal sole, l&#8217;acqua del mare bianca a riva, azzurra un po&#8217; pi\u00f9 in l\u00e0 , verde chiaro dal pontile e blu notte al largo sembra colorata a pennarello dai bambini<br \/>\ncon una riga netta di confine tra i colori. E il silenzio, quello che a Milano non c&#8217;\u00e8 mai. Gli occhi e i pensieri di Maya si riempiono di tutti i colori e i sapori delle Eolie.<br \/>\nI bicchieri tintinnano nel brindisi , una stella appare all&#8217;orizzonte che \u00e8 tutt&#8217;uno col mare, una lacrima timida scorre sulla sua guancia, non si sa se di commozione o di nostalgia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_23881\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"23881\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il sole aveva gi\u00e0 allungato le ombre e stava per immolarsi tra Alicudi e Filicudi. 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