{"id":23876,"date":"2015-05-02T22:29:58","date_gmt":"2015-05-02T21:29:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=23876"},"modified":"2015-05-02T22:29:58","modified_gmt":"2015-05-02T21:29:58","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-fatemi-dormire-di-raimondo-preti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=23876","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;Fatemi dormire&#8221; di Raimondo Preti"},"content":{"rendered":"<p><em>Ehi, tu che mi stai sopra. Tu, proprio tu, con codesto naso adunco e l\u2019alito che puzza d\u2019aglio. Dico a te\u2026 Che hai da guardare? ..Lasciami stare &#8230; Perch\u00e9 mi vuoi svegliare? Sono stanco. Oggi non ho voglia di fare mezz\u2019ora di macchina\u2026\u00a0 Lasciatemi dormire. Almeno quando dormo tutto passa e quando mi sveglio sembra nuovo. Chiamatemi tra un po\u2019. <\/em><\/p>\n<p>Prov\u00f2 a girarsi sul fianco opposto a quello in cui si trovava, senza riuscirvi. S<em>i \u00e8 intorpidita la schiena. Un braccio, la gamba.. Ma la schiena, \u00e8 proprio strano\u2026 Ancora qualche secondo e poi mi alzo.<\/em> Richiuse gli occhi per lasciarsi coccolare dal sopore. Torn\u00f2 a fluttuare nel vuoto opaco del silenzio, nella nenia dei pensieri.<\/p>\n<p><em>Rieccolo il nasino ed il suo alitino. Toh, guarda c\u2019\u00e8 anche una sua amica. Che volete da me? Cosa state guardando? Smettete di starmi addosso\u2026 Ecco il terzo deficiente. <\/em><\/p>\n<p>Era un tipo magrolino e con i ciuffetti lunghi e bianchi. Calzava gli occhialini quadrati sulla punta del naso.<\/p>\n<p><em>Ma che avete da guardare?<\/em> Q<em>ualunque cosa sia, me la levo da solo. Invece, perch\u00e9 non mi dondolate un pochino, quanto basta affinch\u00e9 il sangue torni in circolo. Non state impalati come cretini! <\/em><\/p>\n<p>Il secco si rivolse agli altri confabulando con circospezione. Sollev\u00f2 una cartella trasparente. Indossavano un camice bianco.<\/p>\n<p><em>Sembrano medici o qualcosa di simile. Cosa vogliono da me? A parte questa fiacca\u2026<\/em><\/p>\n<p>Con uno scatto si guard\u00f2 intorno. Dal colore delle pareti bianco azzurrino e dall\u2019arredamento inesistente, intu\u00ec di trovarsi in una stanza di ospedale.<\/p>\n<p><em>Toh, la finestrella con le tapparelle polverose. La luce nebulosa. Un divisorio di qua ed un altro di l\u00e0. I tre Moschettieri vestiti di bianco. Mi sono sentito male? Devo aver battuto la testa. Ma certo. Ho battuto la testa, come quando ero bambino, che ogni tanto svenivo e la mamma mi portava al Pronto Soccorso. <\/em><\/p>\n<p>Tacque qualche istante per riordinare le idee.<\/p>\n<p><em>Ehi voi, ascoltatemi. Facciamo un gioco, perch\u00e9 non mi dite chi siete e cosa ci faccio in questo letto? <\/em><\/p>\n<p>Prov\u00f2 a divincolarsi ancora una volta con un moto di rabbiosa ribellione. Si sentiva come chiuso in un acquario.<\/p>\n<p><em>C\u2019\u00e8 sempre una spiegazione. Sar\u00e0 uno scherzo. Sar\u00e0 stato quell\u2019imbecille di Andrea, lui \u00e8 fatto cos\u00ec. Gli piace giocare. Ha architettato questa messa in scena per spaventarmi. Ma quando lo becco gli rovino il faccino da angelo. Come se non lo conoscessi!&#8230; E\u2019 lui. Chi altro potrebbe fare una cosa del genere? Ecco perch\u00e9 era sparito negli ultimi giorni. Doveva organizzare la manfrina. Ecco perch\u00e9 non rispondeva mai. Accident\u2019 a lui!&#8230; Va beh! Tra qualche minuto sicuramente finisce tutto. Io sto qui buono, buono, gli do soddisfazione e lo faccio divertire. <\/em><\/p>\n<p><em>Per\u00f2 gli scherzi sono belli quando durano poco, e questo mi pare sia durato troppo. Andreaaaaa!<\/em><\/p>\n<p>I tre medici si allontanarono dal letto, avvicinandosi lentamente alla porta. Confabulavano ancora.<\/p>\n<p><em>Vanno via.<\/em> <em>Forse siamo alla fine. Come se non ti vedessi, sganasciato dietro le tapparelle. Dai, vieni, dammi la pozione magica e fammi tornare a casa.<\/em><\/p>\n<p>La luce si spense e rimase il riverbero proveniente di l\u00e0 dalla porta. Adesso la camera era vuota.<\/p>\n<p><em>Ehi voi?<\/em> Si rivolse a coloro che erano oltre i divisori utilizzati per separare i letti dei malati. <em>C\u2019\u00e8 nessuno?<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Trascorse del tempo prima che qualcuno si affacciasse nuovamente nella stanza. Minuti, ore, chiss\u00e0. Da quella posizione, in quello stato, tutto pareva indefinibile.<\/p>\n<p><em>Mi hanno sicuramente drogato. Ma vedranno quando mi alzo. Non rider\u00f2 con loro. Non gliela dar\u00f2 questa soddisfazione. Me l\u2019hanno fatta troppo grossa. <\/em>Prov\u00f2 nuovamente a strattonare il corpo.<\/p>\n<p>Una ragazza fece capolino nella camera. Si avvicin\u00f2 al letto ed allung\u00f2 le mani verso di lui.<\/p>\n<p><em>Eccone un\u2019altra. Tu chi saresti? L\u2019infermiera? Che bella infermierina. Cosa mi vuoi fare? Guarda che non riesco a muovermi per cui puoi toccarmi quanto vuoi, rimane sempre cos\u00ec com\u2019\u00e8. Dai, perch\u00e9 non ti spogli? Fai divertire anche me. Sto a guardare. Giuro che non ti sfioro. Anche volendo\u2026 Spogliati. Balla per me e per questi rincoglioniti dietro il vetro. <\/em><\/p>\n<p>L\u2019infermiera si affrettava in azioni assimilate. Corrug\u00f2 le labbra ed estrasse un tubicino trasparente. Lo pos\u00f2 sul letto e dalla tasca ne prese un altro identico. Ag\u00ec come per sostituire il precedente.<\/p>\n<p><em>Brava. Hai recitato bene. Sembravi una vera infermiera. Volevi farmi sentire un moribondo ma io sono ancora qui, rifletto, parlo e ti mando a cagare.<\/em><\/p>\n<p>Finita l\u2019applicazione, anche lei si dissolse dietro la porta.<\/p>\n<p><em>Sotto a chi tocca. Chi \u00e8 il prossimo? Il barbiere? Il pedicure? Il massaggiatore frocio? Perch\u00e9 non chiamate il prete, per favore. Datemi l\u2019unzione e facciamola finita. Non vi siete ancora divertiti? Voglio uscire. Fatemi andare a casa. Sono stanco.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quando Ottavio si svegli\u00f2, la camera era affollata di persone che facevano nugolo intorno ad una sedia. Impieg\u00f2 qualche attimo per capire chi fossero. Da una parte c\u2019era Ciro e sua moglie con Dante e consorte e Roberto e Michela. Dall\u2019altra tre o quattro persone che gli davano le spalle. Forse\u00a0 i compagni di calcetto perch\u00e9 gli parve di riconoscere la chioma di Sandro e suo fratello. Due piccole ombre dietro di loro sguisciavano per non farsi vedere. Poi Anna. Piantata sulla sedia di ferro con le mani al volto, a cui tutti sembravano doversi relazionare.<\/p>\n<p><em>Non ci posso credere. Ti hanno coinvolto in questa burla? Ora basta, portami a casa. Bravi! Davvero bravi. Ma adesso andate via. Voglio stare con la mia piccola stella. Prendimi la camicia ed i pantaloni, per cortesia. Devono essere in quell\u2019armadietto. Me li metto e ce ne andiamo. Ti porto a mangiare fuori e magari facciamo una grassa risata su tutto questo. Lasciamo i bambini dai tuoi e stiamo insieme. Soli. Giochiamo un po\u2019, come ci piaceva tanto. Prometto che ti ascolter\u00f2. Mi prender\u00f2 cura di te. Ce ne andremo a Londra per un fine settimana. Portami via amore. Portami via per favore, sono esausto. Stasera guardiamo un film sul divano. Ci teniamo la mano e ti addormenti sulle mie gambe mentre ti faccio il pizzicorino alla testa. Eh? Che ne dici? Ti piace l\u2019idea? Ma dai, rispondimi, almeno tu. <\/em><\/p>\n<p>Il solito segaligno vestito da dottore si apr\u00ec un varco. Le allung\u00f2 un foglio che ella lesse, forse un po\u2019 troppo teatralmente. Alla sua destra c\u2019era Leo, il figlio maggiore. Lo fissava con il suo tipico sguardo perduto. Come era dolce quando faceva quella faccetta addolorata.<\/p>\n<p><em>Leonino, bello di babbo, vieni qui. Ci sei anche tu? Certo che i nostri amici sono proprio degli idioti! Guarda che scherzo hanno architettato, piccolo mio. Vieni da me, vieni da babbo. Fatti abbracciare piccolo sputacchino. <\/em><\/p>\n<p>Anna firm\u00f2 il foglio su cui era puntato un dito. Lasci\u00f2 repentinamente la mano del figlio per schizzare in piedi, slanciata verso il letto, riversa su quel corpo statico, con le braccia intorno al suo collo. Gli occhi gonfi. Gli zigomi rossi. Le lacrime che parevano vere. Gli baciava le mani.<\/p>\n<p><em>Beh, cos\u00ec \u00e8 troppo melodrammatico. Fammi un sorriso e andiamo. Stai piangendo davvero? Ho detto qualcosa di sbagliato? Vieni, abbracciami. Cos\u00ec, amore. Com\u2019\u00e8 bello quando mi stringi. Com\u2019\u00e8 dolce. Sei il mio amore. Ora basta. Addirittura singhiozzare, mi sembra un po\u2019 troppo. Non sono mica morto!<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_23876\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"23876\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ehi, tu che mi stai sopra. 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