{"id":23802,"date":"2015-05-02T22:23:32","date_gmt":"2015-05-02T21:23:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=23802"},"modified":"2015-05-02T22:23:32","modified_gmt":"2015-05-02T21:23:32","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-il-velo-nero-di-alessandro-manzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=23802","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;Il velo nero&#8221; di Alessandro Manzi"},"content":{"rendered":"<p>Teresa aveva occhi neri come le more che pendono dai rovi selvatici e capelli lunghi e scuri come i troppi pensieri che serpeggiavano nella sua testa dalla mattina, da quando aveva avuto quel colloquio con Don Quirino.<br \/>\nA passi svelti, guardandosi pi\u00f9 volte intorno, sospettosa, attravers\u00f2 la piazza che dormiva affogata in un mare di afa e di cicale. Sal\u00ec gli sconnessi gradini di pietra, arroventati dal sole del primo pomeriggio e, raggiunto lo spiazzo davanti alla chiesa dell&#8217;Assunta, che guardava dall&#8217;alto tutto il paese, si ferm\u00f2 davanti al portone. Era appena socchiuso. Teresa si guard\u00f2 dietro per l&#8217;ultima volta e, spingendo con la mano la pesante anta, entr\u00f2.<br \/>\nAppena dentro, mise subito sulla testa il velo nero, che diede ancor pi\u00f9 risalto al candore del suo volto di madonna e, immersa la mano destra nel catino in pietra, si segn\u00f2 veloce con un gesto di croce.<br \/>\nIl cuore le pulsava forte.<br \/>\nNel buio, odoroso di silenzio e di chiuso, le pareva che anche la statua del Cristo Crocefisso potesse ascoltare quei tonfi sordi che le sollevavano prepotentemente il seno.<br \/>\n&#8211; E&#8217; li &#8230; ti aspetta&#8230;<br \/>\nLa voce di Don Quirino che, improvvisamente comparso alle sue spalle, le indic\u00f2 il confessionale, la fece trasalire.<br \/>\nTeresa rispose con un semplice cenno del capo, che non si comprese bene se volesse significare &#8220;ho capito&#8221;, &#8220;grazie&#8221;, &#8220;buonasera&#8221; o tutte e tre le cose insieme, quindi avanz\u00f2 sotto lo sguardo fisso dei santi, cos\u00ec simile allo sguardo degli uomini dell&#8217;osteria che, al suo passare, restavano bloccati con le carte in mano a mezza altezza o con il bicchiere di vino appoggiato alle labbra.<br \/>\nDon Quirino accost\u00f2 il portone e, rimanendo in fondo alla chiesa, sedette nell&#8217;ultimo banco con il libro delle preghiere fra le mani.<br \/>\nLa donna raggiunse il confessionale e si inginocchi\u00f2 per accostarsi alla grata della finestrina.<br \/>\nDall&#8217;interno la tenda viola si scost\u00f2.<br \/>\n&#8211; Teresa&#8230;<br \/>\n&#8211; Antonio&#8230;<br \/>\nErano passati sette lunghissimi anni dall&#8217;ultima volta in cui ciascuno dei due aveva ascoltato il proprio nome pronunciato dall&#8217;altro. Esattamente dal ventuno novembre del 1915, giorno in cui Antonio era partito soldato per il fronte.<br \/>\n&#8211; Teresa&#8230; s\u00f2 tutto&#8230; s\u00f2 che adesso sei sposata&#8230; s\u00f2 che hai un bambino di pochi mesi&#8230; non voglio chiederti nulla&#8230; solo raccontarti cosa \u00e8 successo&#8230;<br \/>\n&#8211; Antonio&#8230; ti ho atteso inutilmente per quasi sette anni&#8230; ma sei scomparso&#8230; ho sperato, pianto, pregato&#8230; mi sono disperata&#8230; alla fine ti ho odiato perch\u00e8 il tuo fantasma si stava prendendo la mia vita&#8230; quindi ho deciso di non pensare pi\u00f9 a te e di ricominciare a vivere. Lasciami andare&#8230; ti prego!<br \/>\n&#8211; Ti capisco&#8230; ma vorrei solo che mi ascoltassi!<br \/>\n&#8211; Cosa dovrei ascoltare? Ricordi cosa avevi scritto nell&#8217;ultima lettera? Io lo ricordo bene quello che c&#8217;era scritto in quella lettera maledetta &#8220;finalmente il nostro tenente ci ha detto che la guerra \u00e8 finita davvero !&#8230; nulla ci potr\u00e0 separare adesso&#8230; sono sopravvissuto solo grazie a te&#8230; fra qualche giorno ti riabbraccer\u00f2&#8230;&#8221;, ricordo anche la data che portava quella lettera: tre novembre 1918. Invece sono passati quattro anni&#8230; e da allora pi\u00f9 niente&#8230; solo silenzio&#8230; silenzio e basta&#8230; perch\u00e8 torni solo ora dopo quattro infiniti anni?<br \/>\n&#8211; E&#8217; vero&#8230; ma ti giuro non ho colpe&#8230; anch&#8217;io ho creduto di impazzire&#8230; ho gi\u00e0 raccontato tutto a Don Quirino, lui ha capito e ha accettato di aiutarmi. Gli ho parlato in confessione, quindi nessuno sapr\u00e0 di questo nostro incontro&#8230; nemmeno tuo marito. Don Quirino ha solo preteso che ci incontrassimo qui, in chiesa&#8230; di nascosto e lontano da altri occhi&#8230; e comunque sotto i suoi di occhi &#8211; Antonio finalmente sorrise &#8211; ha detto che non voleva avvicinare il fuoco alla paglia, che lui \u00e8 pur sempre un sacerdote e che un matrimonio benedetto da Dio non pu\u00f2 essere messo in pericolo. Per\u00f2 ha anche detto che chi ha sofferto troppo non deve soffrire ancora di pi\u00f9.<br \/>\nAntonio inizi\u00f2 cos\u00ec a raccontare, sussurrando, osservando il volto della donna in penombra, quel volto che avrebbe voluto accarezzare, come aveva fatto tante volte prima di partire per la guerra, quel volto bianco e liscio come le pietre del torrente dove lui la raggiungeva quando lei andava a lavare i panni. Ma la sua mano incontrava solo la grata di metallo, fredda e geometrica come solo i labirinti costruiti dal destino sanno essere.<br \/>\nTeresa ascolt\u00f2 le parole, le pause, i sospiri con cui Antonio riprendeva fiato. I suoi occhi si sforzarono invano di penetrare il buio da dove proveniva quella voce. Era confusa.<br \/>\nQuel racconto su di lei aveva lo stesso effetto delle onde che si abbattono sulla spiaggia e poi si trascinano dietro tutto ci\u00f2 che trovano. Ma lei non voleva essere risucchiata da quelle onde. Tuttavia ci\u00f2 che stava ascoltando la sconvolgeva e, alla fine, non riusc\u00ec a fermare il pianto.<br \/>\nDon Quirino da quel banco lontano chiuse il libro delle preghiere e guard\u00f2 in alto verso il Crocefisso, quasi a cercare consiglio.<br \/>\nTeresa adesso aveva capito!<br \/>\nCos\u00ec lei improvvisamente si alz\u00f2 e si diresse veloce verso il portone senza voltarsi. Aveva paura di rivedere Antonio. Nella chiesa tutto era immobile, tranne il rumore dei passi di Teresa, rumore che si smorz\u00f2 solo quando il portone si chiuse alle sue spalle.<br \/>\nA terra era rimasto il velo nero della donna.<br \/>\nAntonio, uscito dal confessionale, si chin\u00f2 e lo raccolse.<br \/>\nDon Quirino allora gli and\u00f2 incontro porgendogli una busta ingiallita, ma Antonio si rivolse cos\u00ec al vecchio sacerdote<br \/>\n&#8211; Padre adesso pu\u00f2 tenerla lei, a me non serve pi\u00f9. Ho spiegato tutto a Teresa e penso che lei mi abbia creduto ma, se non fosse cos\u00ec, lei potr\u00e0 sempre darle la prova di ci\u00f2 che mi \u00e8 accaduto&#8230; grazie Padre.<br \/>\n&#8211; Ma adesso, forse, Teresa soffrir\u00e0 ancora di pi\u00f9!<br \/>\n&#8211; Forse&#8230; ma non si pu\u00f2 morire due volte e io agli occhi di Teresa ero gi\u00e0 morto da tempo e lo sarei rimasto per sempre se non le avessi raccontato quello che adesso anche lei conosce&#8230; grazie ancora Padre.<br \/>\n&#8211; Il Signore sia con te.<br \/>\nAntonio, stringendo forte il velo tra le mani, usc\u00ec sul sagrato della chiesa appena in tempo per vedere Teresa scomparire da lontano nel vicolo in fondo alla piazza.<br \/>\nRest\u00f2 fermo ancora qualche istante, poi si incammin\u00f2 verso la porta vecchia del paese che immetteva sulla via degli orti, verso la campagna.<br \/>\n***<br \/>\nL&#8217;orologio della piazza rintocc\u00f2 quattro volte e lo scirocco cominci\u00f2 a dare timidi segnali di tregua.<br \/>\nIl Procuratore del Re, Sua Ecc. Teodosio De Bellis si asciug\u00f2 la fronte e lisci\u00f2 il pizzetto. Sedette alla scrivania e, dopo aver pulito gli occhiali, inizi\u00f2 a leggere il rapporto arrivato dalla Tenenza Regia dei Carabinieri di Vallo di Lucania.<br \/>\n&#8220;A Sua Eccellenza il Procuratore del Re in Matera.<br \/>\nIl giorno ventisei del mese di luglio dell&#8217;anno 1922, innanzi a questo Ufficio si presentava Storgione Giuseppe, di Calogero e Rosaria Calone, pastore, persona nota allo scrivente.<br \/>\nLo Storgione, in preda a manifesta agitazione, rappresentava che in data odierna, sul fare del giorno, nel mentre conduceva le proprie pecore al fontanile di Fontana Murata, avvistava un uomo privo di vita, legato per il collo ai rami pi\u00f9 bassi di una quercia a mezzo di una fune.<br \/>\nRecatomi immantinente in loco in compagnia del Carabiniere Melloni Vittorio, accertavo di persona la verit\u00e0 di quanto riferito dallo Storgione.<br \/>\nL&#8217;uomo, di certo un forestiero, privo di documenti e della apparente et\u00e0 di ventisei o ventisette anni, non presentava segni di percosse o violenza. Aveva folti capelli neri e ricci, occhi scuri, naso giusto, corporatura robusta.<br \/>\nEra vestito con una camicia bianca, pantaloni marroni sotto il ginocchio tenuti da una cinghia di cuoio e stivali di ugual colore.<br \/>\nNelle tasche sono stati rinvenuti i seguenti effetti: una tabacchiera metallica, cartine per sigarette, un coltello a serramanico e lire due.<br \/>\nL&#8217;arciprete Don Quirino Cesarazzi, chiamato sul posto per benedire la salma, riconosceva l&#8217;individuo che in data di ieri gli aveva chiesto di confessarsi nella chiesa dell&#8217;Assunta.<br \/>\nAnche detta circostanza conferma l&#8217;indubitabile proposito dell&#8217;uomo di porre fine ai suoi giorni.<br \/>\nTornati in paese, il sacerdote mi consegnava una busta che quell&#8217;uomo aveva dimenticato sul banco dopo la confessione.<br \/>\nIl documento contenuto nella busta si trascrive integralmente in appresso:<br \/>\n&#8221; Carcere Militare di Peschiera, li ventuno giugno 1922.<br \/>\nSi dichiara che il soldato Fosco Antonio, di Carmine e Annetta Brancaccia, nato a Rivafredda il ventuno ottobre 1895, ha intieramente espiato presso questo carcere la condanna ad anni tre e mesi sette di reclusione, inflittagli dal Tribunale Militare di Guerra del V Corpo d&#8217;Armata, oltre alla sanzione accessoria del divieto di inviare e ricevere corrispondenza durante l&#8217;esecuzione della pena.<br \/>\nLa condanna \u00e8 stata pronunciata per avere il Fosco propagato notizie denigratorie delle operazioni di guerra nonch\u00e8 di vilipendio del Regio Esercito in una lettera del tre novembre 1918 indirizzata alla sua fidanzata.<br \/>\nLa Censura della Posta Militare n. 65 ha acconsentito a che la destinataria ricevesse solo il primo foglio della lettera, ma ha proceduto al sequestro del secondo foglio in cui il Fosco aveva scritto la seguenti affermazioni costituenti reato ai sensi del Codice Militare di Guerra:<br \/>\n&#8230; finora ti scrissi sempre bene solo per darti coraggio&#8230;<br \/>\n&#8230; nella mia compagnia eravamo duecentocinquanta uomini e adesso siamo solo ventisette&#8230;<br \/>\n&#8230; sono stanco di questo massacro per conquistare quattro sassi&#8230;<br \/>\n&#8230; la guerra l&#8217;abbiamo fatta solo noi contadini con le mani callose, non ho mai visto nessun ricco all&#8217;assalto al mio fianco, ci hanno imbrogliato e soggiogato&#8230;&#8221;<br \/>\nA chiusura e a completamento del presente rapporto, pur se probabilmente ininfluente per quanto di competenza dell&#8217;Ufficio della S. V. Ill.ma, aggiungo che nel posto ove l&#8217;uomo si \u00e8 tolta la vita, veniva rinvenuto, impigliato in un rovo, un velo nero di quelli con cui le donne sono solite coprirsi il capo in chiesa.<br \/>\nLetto e confermato il detto rapporto in ogni sua parte, si porgono a Sua Eccellenza ossequiosi saluti.<br \/>\nVallo di Lucania li ventisei luglio 1922<br \/>\nTen. Biagio Masseroni&#8221;<\/p>\n<p>Il Procuratore del Re chiuse allora il fascicolo, poi, rivolto al suo segretario disse<br \/>\n&#8211; Provveda ad archiviare, si tratta di un suicidio.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_23802\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"23802\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Teresa aveva occhi neri come le more che pendono dai rovi selvatici e capelli lunghi e scuri come i troppi pensieri che serpeggiavano nella sua testa dalla mattina, da quando aveva avuto quel colloquio con Don Quirino. 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