{"id":23787,"date":"2015-04-27T18:37:16","date_gmt":"2015-04-27T17:37:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=23787"},"modified":"2015-05-07T16:36:27","modified_gmt":"2015-05-07T15:36:27","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-l-ultimo-avversario-di-luca-giuliano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=23787","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;L&#8217; ultimo avversario&#8221; di Luca Giuliano"},"content":{"rendered":"<p>Di suo padre conservava una immagine vaga. In definitiva lo aveva incontrato poche volte e insieme non avevano mai trascorso lunghi periodi.<\/p>\n<p>Lo ricordava come un bell\u2019uomo, brizzolato, atletico, sempre sorridente. Arrivava all\u2019improvviso nella loro villa di famiglia vestito da ufficiale di cavalleria con tanto di speroni e stivali tirati a lucido. Faceva il suo ingresso nel salone principale, con gesto elegante si liberava dell\u2019elmo e baciava la guancia di sua madre. La donna, per\u00f2, girava la testa di lato, come a rifiutare il contatto. Solo a quel punto suo padre pareva accorgersi di lui, spalancando le braccia e chiamandolo a gran voce: \u201cValerio!\u201d Un attimo dopo lo abbracciava ridendo forte. Lui, immancabilmente, tentava di impadronirsi della sciabola che vedeva pendere dalla cintura del genitore, afferrandone l\u2019impugnatura con entrambe le mani e sforzandosi di estrarla dal fodero. Sua madre allora gli gridava qualcosa contro ma suo padre, continuando a ridere e arruffandogli i capelli, soleva ripetere: \u201dUna sciabola sar\u00e0 nel suo destino\u201d.<\/p>\n<p>Quelle visite non duravano mai pi\u00f9 di qualche giorno. Era un uomo che scherzava assai pi\u00f9 volentieri con la servit\u00f9 che con gli ospiti, i cui nomi erano tutti preceduti da qualche titolo nobiliare. Anche loro erano nobili o meglio, sua madre lo era. Contessa. Suo padre, invece, un \u201csemplice capitano di Sua Maest\u00e0\u201d, come usava definirlo la nonna materna.<\/p>\n<p>Una mattina, con tono serio e guardandolo dritto negli occhi, suo padre gli disse qualcos\u2019altro: \u201cAvrai un solo vero nemico: il tuo carattere\u201d. Lui, che all\u2019epoca aveva dodici anni, fingendo di comprendere annu\u00ec in silenzio. Allora l\u2019uomo in divisa, senza aggiungere altro, lo strinse a s\u00e9 pi\u00f9 a lungo e pi\u00f9 forte del solito. Anc\u00f2ra un momento e fu a cavallo. Mentre lo osservava allontanarsi ud\u00ec sua madre dire sottovoce: \u201dVai, vai pure da lei\u201d.<\/p>\n<p>Quella fu l\u2019ultima volta che lo vide.<\/p>\n<p>A distanza di tanti anni non seppe mai che fine avesse fatto davvero suo padre. In famiglia era argomento che non si affrontava volentieri. Qualcuno gli disse che era morto in battaglia. Qualcun altro gli confid\u00f2 che era fuggito con una donna. Probabilmente c\u2019era qualcosa di vero in entrambe le versioni.<\/p>\n<p>Lui, comunque, decise di seguire le orme paterne e intraprese la carriera militare. Terminata l\u2019Accademia fu assegnato ad una guarnigione di stanza nella capitale. Era il primo novembre del 1800.<\/p>\n<p>\u201cAvrai un solo vero nemico: il tuo carattere\u201d.<\/p>\n<p>Certo la vita della grande citt\u00e0, per i giovani ufficiali, non dava troppe possibilit\u00e0 di meditare sul proprio modo di essere, considerando i ricevimenti che si susseguivano sera dopo sera e le donne che vi si potevano incontrare. Donne di tutte le et\u00e0, libere e no.<\/p>\n<p>Fu cos\u00ec che Valerio ebbe presto occasione di mettere alla prova le proprie doti di seduttore e schermitore. Gi\u00e0, le due cose erano spesso consequenziali, non essendo affatto inusuale che al successo in amore con una donna fidanzata, o gi\u00e0 maritata, seguisse un duello riparatore. Si fece quindi una certa fama sia sul campo di battaglia, nell\u2019unica campagna militare cui partecip\u00f2, quando in presenza del nemico dimostr\u00f2 indubbia temerariet\u00e0 e sprezzo del pericolo, sia in ambiente mondano, dove non si fece mai scrupolo di insidiare donne gi\u00e0 impegnate. Anzi, questo tipo di conquista pareva rappresentasse per lui una sfida irrinunciabile. Nei duelli che seguirono, e non furono pochi, riusc\u00ec sempre vittorioso senza peraltro patire conseguenze giudiziarie vuoi perch\u00e9 nessuno, tra i suoi sfidanti, fu cos\u00ec sfortunato da rimetterci la vita, vuoi per le costanti intercessioni di un suo zio Monsignore.<\/p>\n<p>Quella era stata la sua vita degli ultimi tre anni; donne, duelli, una breve guerra, un avanzamento di grado e altre donne, altri duelli.<\/p>\n<p>Da qualche tempo per\u00f2, e senza apparente motivo, Valerio cominci\u00f2 a sentirsi insoddisfatto della propria esistenza. Insoddisfazione che, in breve, si trasform\u00f2 in una sorta di strano malessere. Era come se convivesse con un oscuro rimorso che lo faceva sentire a disagio con se stesso. Eppure mai aveva provato sensi di colpa per la propria condotta, mai aveva avuto il dubbio di sbagliare. Al disagio dell\u2019animo presto si aggiunse quello fisico, con una persistente spossatezza.<\/p>\n<p>\u201cNon mi pare ci sia nulla di anormale\u201d gli disse sorridendo l\u2019anziano ufficiale medico dopo averlo visitato e invitato a rivestirsi \u201ca volte succede che voi giovani ufficiali vi strapazziate un po\u2019 pi\u00f9 del dovuto. Pretendete troppo da voi stessi, e non mi riferisco certo alle energie spese sul campo di battaglia\u2026\u201d precis\u00f2 strizzandogli l\u2019occhio \u201cun buon periodo di riposo sar\u00e0 sufficiente a rimetterla in sesto!\u201d<\/p>\n<p>In qualche misura le parole del medico lo avevano tranquillizzato. Quando si \u00e8 giovani non si ha forse il diritto di godersi la vita? Gli eccessi con le donne\u2026 in definitiva lui non era mai caduto preda di vizi ben peggiori, quali il gioco e il bere, che invece tante vittime avevano fatto tra i suoi amici e compagni d\u2019arme. Ma no, doveva soltanto riposarsi.<\/p>\n<p>Aveva quindi deciso di trascorrere i giorni di convalescenza nella villa che lo aveva visto bambino, nella convinzione che la quieta atmosfera di quei luoghi lo avrebbe certamente aiutato a ristabilirsi.<\/p>\n<p>Nulla sembrava cambiato rispetto a tanti anni prima eppure Valerio, appena ebbe messo piede nell\u2019antica dimora, ne trasse s\u00f9bito un\u2019impressione di profonda estraneit\u00e0, di ostilit\u00e0 quasi. Sua nonna era morta da tempo e sua madre, invecchiata, trascorreva le giornate seduta su di una poltrona senza quasi mai parlare. Le stanze che un tempo risuonavano delle voci dei loro ospiti adesso gli rimandavano soltanto l\u2019eco dei suoi passi. Gli pareva che ci fosse qualcosa, in quegli ambienti, che rifiutasse la sua presenza.<\/p>\n<p>Un giorno gli fece visita Ezio, un amico di vecchia data, che gli propose di essere tra i suoi ospiti, a cena, per quella stessa sera: \u201cCi saranno parecchie persone, quasi tutte tue conoscenze. Non farmi fare l\u2019elenco. Vedrai, ti servir\u00e0 a distrarti\u201d.<\/p>\n<p>In effetti la serata era trascorsa in modo piacevole finch\u00e9, malauguratamente, una volta alzatisi da tavola, ascolt\u00f2 casualmente le parole di un tale che conversava con altri invitati: \u201cDel capitano suo padre che dire? Morto in battaglia? A tutt\u2019oggi risulta tra i dispersi, vero, ma lo sanno tutti; una messinscena ben congeniata e ben riuscita.\u201d<\/p>\n<p>\u201cSpiegatevi meglio!\u201d disse allora lui a gran voce, alle spalle di quell\u2019uomo.<\/p>\n<p>\u201cAllora, volete ripetere o vi scusate?\u201d insistette Valerio nell\u2019imbarazzato silenzio che si era creato tra i presenti.<\/p>\n<p>\u201cMa s\u00ec, suo padre ha disertato per fuggire con l\u2019amante! E non \u00e8 mia intenzione scusarmi.\u201d<\/p>\n<p>\u201cSignori! Signori! Vi prego, si tratta di un malinteso. Credo che scusarsi, per aver riportato quella che \u00e8 soltanto una diceria, non leda l\u2019onore di nessuno!\u201d intervenne Ezio, quale padrone di casa, nel doveroso tentativo di ricomporre la questione.<\/p>\n<p>\u201cNo amico mio, ormai \u00e8 tardi per le scuse, il tuo ospite mi dar\u00e0 soddisfazione! E tu mi farai da padrino.\u201d<\/p>\n<p>Poco pi\u00f9 tardi, dal finestrino della carrozza che lo stava riportando a casa, osservando il paesaggio notturno della campagna illuminata dalla luce argentata della luna piena, Valerio sent\u00ec improvvisamente ridestarsi in lui quella sofferenza che le poche ore trascorse in compagnia gli avevano effettivamente fatto dimenticare.<\/p>\n<p>Una volta a casa, raggiunta la propria camera, si era gettato sul letto senza spogliarsi usando il mantello come improvvisata coperta. Si era tolto soltanto gli stivali, buttati a caso da qualche parte sul pavimento.<\/p>\n<p>Aspettava l\u2019alba, immerso nel buio e nel silenzio. Aspettava senza riuscire a prendere sonno, senza riuscire a riposarsi. \u201cForse\u201d pens\u00f2 d\u2019un tratto \u201cquesta \u00e8 la morte. Null\u2019altro che buio e silenzio ma con la consapevolezza di s\u00e9, e in questa assoluta solitudine rivisitare i fatti della propria esistenza terrena. S\u00ec, forse questa \u00e8 la morte, forse questa \u00e8 la condanna che attende ogni uomo che abbia vissuto a sufficienza; diventare il giudice di se stesso. Nessun inferno, nessun paradiso, solo una sorta di purgatorio, una sorta di eterno processo dove si \u00e8 costretti a giudicarsi da soli.\u201d<\/p>\n<p>Poi, impercettibilmente, dalla stanza cominciarono a emergere i colori. Adesso riusciva anche a distinguere i contorni degli oggetti. La luce del nuovo giorno incominciava ad imporsi sulle tenebre.<\/p>\n<p>Attese qualche istante quindi, rimessi gli stivali e avvolta la sciabola in un drappo, lasci\u00f2 la stanza. Una volta all\u2019aperto gett\u00f2 un\u2019occhiata in direzione della finestra chiusa dietro la quale dormiva sua madre, poi prese la via dei campi. Presto raggiunse il vecchio ponte oltre il quale si trovava il cimitero, il luogo convenuto per il duello. Laggi\u00f9, a ridosso del muro di cinta, si sarebbe svolto il combattimento.<\/p>\n<p>Proprio a met\u00e0 del ponte indugi\u00f2, scorgendo il sorgere del sole al di l\u00e0 delle colline coperte da sottile bruma. Rest\u00f2 cos\u00ec, a guardare lo spettacolo dell\u2019alba con le mani appoggiate alla fredda pietra del parapetto finch\u00e9 non si accorse del sopraggiungere del suo padrino. I due uomini si guardarono senza salutarsi. Il nuovo arrivato non pot\u00e9 non notare, sul volto dell\u2019amico, il pallore degli insonni.<\/p>\n<p>\u201cMi guardi come se fossi gi\u00e0 morto\u201d<\/p>\n<p>\u201cMa che dici? Ti guardo come\u2026\u201d<\/p>\n<p>\u201cSai cosa credo?\u201d lo interruppe lui \u201cChe se veramente, dopo la morte, saremo costretti a rendere conto dei nostri sbagli, allora io pagher\u00f2 non per il nemico ucciso in battaglia, non per la notte d\u2019amore con la donna sposata, non per i duelli. No, per queste azioni avr\u00f2 le mie attenuanti. Se non altro per essere stato soltanto un uomo del mio tempo. Io dovr\u00f2 invece rispondere dell\u2019insetto schiacciato, la cui unica colpa era l\u2019aspetto ripugnante. Dovr\u00f2 rispondere del gattino seviziato quand\u2019ero bambino, per rompere la noia di un pomeriggio d\u2019estate. Dovr\u00f2 rispondere del cane scacciato a calci, solo perch\u00e9 chiedeva un po\u2019 di cibo. Dovr\u00f2 rispondere per aver deriso un anziano, per aver umiliato il compagno di scuola, per la parola di conforto negata a un amico in difficolt\u00e0, per aver finto di non vedere il mendicante, ben sapendo di avere la tasca colma di monete. Ecco, se mai pagher\u00f2 non sar\u00e0 per la malvagit\u00e0 necessaria ma per quella stupida. Quella apparentemente insignificante ma che non ha giustificazioni e che, proprio per questo, \u00e8 la pi\u00f9 grave e imperdonabile\u201d.<\/p>\n<p>Segu\u00ec un lungo momento di silenzio. Ezio si era fatto particolarmente serio: gli era parso di avvertire, in quelle parole, un presagio di sventura. Poi tocc\u00f2 il braccio di Valerio, era il momento di andare.<\/p>\n<p>Una volta arrivati trovarono gli altri convenuti gi\u00e0 sul posto. S\u00f9bito i testimoni presero ad accordarsi mentre i due contendenti, messisi in maniche di camicia per la comodit\u00e0 dei movimenti e indossati i guanti per una migliore presa dell\u2019arma, alzarono a mezz\u2019aria le lame. Restarono fermi cos\u00ec qualche istante, l\u2019uno di fronte all\u2019altro, finch\u00e9 uno dei padrini url\u00f2 qualcosa autorizzandoli a combattere.<\/p>\n<p>I due cominciarono a muoversi all\u2019intorno e a studiarsi, adesso con un colpo di assaggio adesso con una finta. Fu s\u00f9bito evidente, per\u00f2, la manifesta inferiorit\u00e0 del suo avversario il quale palesava, oltre a una tecnica rudimentale, una imprecisione e una inesperienza preoccupanti. Lui aveva sempre affrontato contendenti di una certa bravura e spesso aveva dovuto fare appello a tutta la propria abilit\u00e0 per risolvere favorevolmente la situazione. Ma stavolta l\u2019esito pareva davvero scontato, a tal punto che uccidere quell\u2019avversario sarebbe sembrata quasi un\u2019esecuzione. Fu allora che decise; fece un finto affondo costringendo l\u2019altro a parare un colpo inesistente, poi s\u00f9bito si ritrasse e men\u00f2 un fendente dall\u2019alto che, sfiorato il viso del rivale, and\u00f2 a colpirgli la spalla destra. Quello lanci\u00f2 un urlo breve e acuto e, dopo essersi portato la mano sinistra alla spalla ferita, pieg\u00f2 il corpo in avanti cominciando a barcollare. Immediatamente i suoi secondi gli furono accanto. Fu in quel momento che Valerio ud\u00ec, alle proprie spalle, un applauso.<\/p>\n<p>Voltatosi, not\u00f2 la presenza di tre giovani contadine che, sul limitare del prato a ridosso del cimitero, avevano assistito al duello. Le tre smisero di applaudire ma gli sorrisero, come ad omaggiarlo per la vittoria. Lui conficc\u00f2 la sciabola nel terreno e and\u00f2 verso di loro, lusingato per quell\u2019inaspettato pubblico femminile. Quando fu davanti alle tre sconosciute ricambi\u00f2 il sorriso ma, proprio mentre stava per dire qualcosa, vide una delle ragazze spalancare improvvisamente occhi e bocca, portandosi al contempo le mani al viso. Sent\u00ec Ezio gridare il suo nome realizzando cos\u00ec, troppo tardi, ci\u00f2 che stava accadendo dietro di lui. Avvert\u00ec un rumore breve e sordo, s\u00f9bito segu\u00ecto da un dolore acutissimo che, dalla schiena, si irradi\u00f2 per tutto il suo corpo. Si accorse allora della punta della sciabola avversaria, rossa del proprio sangue, emergergli dal petto. Trafitto alla schiena, cadde in ginocchio davanti a quelle sconosciute che, istintivamente, fecero pi\u00f9 di un passo indietro, allontanandosi da lui. Nei loro occhi vide la vita, quella vita che lo stava abbandonando. Il sangue cominci\u00f2 a scorrergli dalla bocca, poi ebbe \u00a0come un sussulto e si accasci\u00f2 in avanti.<\/p>\n<p>Tutti gli furono attorno ma Valerio era immobile, la testa di lato e gli occhi aperti e spenti.<\/p>\n<p>Poco pi\u00f9 lontano la sua sciabola, conficcata nel terreno, brillava come fosse una cosa viva ai raggi del sole del nuovo giorno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_23787\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"23787\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di suo padre conservava una immagine vaga. 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