{"id":23663,"date":"2015-04-24T17:55:00","date_gmt":"2015-04-24T16:55:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=23663"},"modified":"2015-04-24T17:55:00","modified_gmt":"2015-04-24T16:55:00","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-il-guardiano-di-ciro-vincenzo-crescentini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=23663","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;Il guardiano&#8221; di Ciro Vincenzo Crescentini"},"content":{"rendered":"<p>Avvolto dalla bruma mattutina il porto di Maracaibo pare sospeso nell&#8217;aria e fluttuare piano. L\u00e0, nel disordine provocato dall&#8217;accumulo di vele recise, bottiglie di vetro infrante e funi spesse come tronchi d\u2019acero, Uberto cammina con passo incerto, dondolando adagio la testa. Si guarda intorno spaesato, con occhi miopi attraversati dalla demenza. Tiene le mani dietro la schiena, le dita intrecciate. Il sorriso vago e inebetito che persiste sul suo volto fa pensare alla maschera di un clown triste, mentre un filo di saliva gli pende da un labbro, come un sottile filo di ragnatela. Egli pare cercare la sua nave, seppur non ne rammenti pi\u00f9 il nome e le fattezze, nemmeno il punto dove sia attraccata; cos\u00ec, mentre cammina con passo incerto, mormora parole lievi, incomprensibili, che dicono di viaggi e di tesori, di guerre passate, volti e voci perduti tra i flutti della memoria.\u00a0Uberto, in realt\u00e0, \u00e8 ghermito dalle trame della demenza, cullato da una sorta di roccaforte impenetrabile nella quale sovente fanno breccia raggi di luce intensi, che sembrano farlo gioire e soffrire allo stesso tempo. La sua mente ottenebrata \u00e8 una sorta di fortino con porte e finestre sbarrate, dove \u00e8 la malattia a decidere su che cosa deve entrare e cosa deve uscire, che detta i tempi e i modi di ogni possibile accesso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La demenza \u00e8 un guardiano spietato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Di l\u00e0 a poco il suo passo si fa pi\u00f9 svelto: egli, addirittura, si mette a correre sulla banchina. All\u2019uomo vestito di nero, che se ne sta seduto su una grossa bitta arrugginita a fumare lunghe sigarette scure, l\u2019improvvisa apparizione di Uberto provoca uno scatto felino, unito a qualcosa che sa di sfida e di paura, cos\u00ec da rimetterlo in piedi in un baleno e farlo sguainare la spada con foga. <em>Sei tu, maledetto Wan Guld! Urla quello con ira e veemenza. Vieni avanti, bastardo! Lurido verme! Sono pronto a vendicare i miei fratelli!<\/em><br \/>\nUberto inizia a tremare. Il tono deciso del pirata lo ha impaurito talmente da farlo desistere di colpo dall\u2019incedere di quella strana marcia. Tiene lo sguardo basso e balbetta parole scollegate tra loro. Poi mette in moto una strana e dolorosa dinamica: digrigna i denti, contrae la bocca, serra i pugni. Lontano. Lontano\u2026guardo\u2026notte\u2026paura\u2026bloccato\u2026paura\u2026<br \/>\nQuell\u2019uomo si rende subito conto di aver sbagliato persona e tenta di scusarsi: si leva il cappello, piega la schiena, s\u2019inchina fino a toccare terra. Dopo si presenta. <em>Sono Emilio di Roccabruna, conte di Valpenta e di Ventimiglia. Molti mi conoscono come Il Corsaro Nero. Signore, le chiedo perdono per averla impaurita. Risalgo alla mia Folgore, salpo nella mattinata. Vuol forse venire con me? Mi farebbe cosa grata, le assicuro.<\/em> Cos\u00ec dicendo sventola il suo cappello e un attimo dopo, come per incanto, sparisce. Uberto si guarda intorno, vorrebbe dire qualcosa, ma i suoi pensieri si rintanano in una buca profonda. Eppure sul suo volto, adesso, osa soffermarsi uno sguardo stupito.<\/p>\n<p>L\u2019Hispaniola \u00e8 immersa in un sonno profondo con le vele ammainate, solo il sibilo dell\u2019aria s\u2019ode attraversare il ponte deserto. Un gatto tigrato, magro come un\u2019acciuga e con una macchietta bianca impressa proprio sotto la gola, se ne sta ritto sul timone, miagola e lesina cibo. Il suo \u00e8 un miagolio insistente. Nessuno pare udirlo a quell\u2019ora presto del mattino, tranne Jim Hawkins, costretto ad alzarsi dalla sua branda e a scacciare il malcapitato gatto tirandogli una scarpa, senza per\u00f2 colpirlo. <em>Gatto della malora, anche stamani mi hai svegliato!<\/em><br \/>\nL\u2019animale compie un\u2019agile balzo, con una giravolta nell\u2019aria tanto ampia da finire, sventuratamente, in mezzo al mare. Jim scoppia in una risata fragorosa, facendo caso, solo in quel momento, al velo lattiginoso che lo circonda: c\u2019immerge dentro le mani, cercando di capire dove si trova, dato che non lo ricorda affatto. Ovvia dimenticanza per chi la sera prima si \u00e8 lasciato sedurre dai bagordi e dai piaceri effimeri provocati dal rhum scadente della zona&#8230;<br \/>\nNon pu\u00f2 ricordare, Uberto, come sia finito su quella nave; ma la vista del ragazzo lo rallegra. La ragione sta nel fatto che il giovane gli ricorda qualcuno a cui lui \u00e8 legato. Non sa dire bene, i ricordi gli sfuggono dalle mani\u2026 Quel ragazzo in effetti somiglia a suo nipote Francesco\u2026<br \/>\n<em>Chi sei? Chi ti ha mandato qui? Non sarai mica della ciurma di Flint? Che sia dannato se non ti scortico vivo!<\/em>\u00a0 Tali parole il ragazzo le ha gridate, perch\u00e9 ha avuto paura. Trovarsi davanti questo vecchio stralunato lo ha scosso non poco; ma si ravvede subito, capisce che egli \u00e8 innocuo, che non pu\u00f2 nuocere a nessuno. Uberto, per\u00f2, lo sorprende quando gli mostra le mani nei cui palmi stanno da sempre tracciate le rotte di una vita. Sembra la mia mappa, sussurra Jim.<br \/>\n<em>\u00a0 \u00a0 \u00a0Cos\u2019\u00e8 questo fracasso infernale, maledizione! E\u2019 impossibile sognare su questa maledetta nave!<\/em><br \/>\nL\u2019uomo che compare improvvisamente sul ponte \u00e8 robusto, con una folta barba grigia a incorniciargli il viso. La sua gamba sinistra, tagliata fin sopra al ginocchio, \u00e8 sostituita da un bastone dalla punta arrotondata. Ha lo sguardo torvo, sembra cattivo. Si regge in piedi a fatica e il suo alito alcolico lo si avverte a distanza. Quando si avvicina a Uberto, gli stringe forte la mano in una morsa d\u2019acciaio. <em>Ci serviva un nostromo, non \u00e8 vero Jim? Bene, io sono Long John Silver, reputato il pi\u00f9 terribile pirata dei mari del sud! Chi abbiamo l\u2019onore di ospitare sull\u2019Hispaniola, stamattina?<\/em><br \/>\nNegli occhi di Uberto sembrano accendersi una miriade di luci sfavillanti, come se quell\u2019uomo fosse riuscito a scardinare la serratura della sua prigione; ma \u00e8 solamente un momento, in quanto egli rimette in moto la solita faticosa dinamica: digrigna forte i denti, contrae la bocca, serra i pugni. Lontano. Lontano\u2026guardo\u2026notte\u2026paura\u2026bloccato\u2026paura\u2026<br \/>\n<em>Mi sa che il nostromo non sia d\u2019accordo, non \u00e8 vero? Bene. Io me torno di sotto, nella stiva, cos\u00ec riprovo a dormire. Guardate di non fare troppo baccano, mi raccomando\u2026<\/em> Prima di andar via, per\u00f2, Long John Silver mette qualcosa nelle mani di Uberto: \u00e8 una barchetta di carta. <em>Un modo per ricordarti di noi\u2026<\/em><\/p>\n<p>La prima luce del mattino coglie Uberto seduto su una bitta arrugginita, con una lunga sigaretta scura tra le labbra. Ai suoi piedi un gatto tigrato, magro come un\u2019acciuga, si stira sbadigliando, miagola appena e, in un baleno, si addormenta.<\/p>\n<p>Due uomini si avvicinano, vestiti di nero. Sulla testa hanno entrambi degli stravaganti berretti, con al centro un fregio che somiglia a un insieme di onde argentate. Il mare \u00e8 nero d\u2019inchiostro, sussurra loro Uberto. Entrambi lo guardano assai perplessi. <em>Venga con noi.<\/em> Gli dicono. <em>A casa la cercano da un pezzo.<\/em> Lo prendono sottobraccio, eseguendo quel gesto con un misto di rispetto e cura, dal quale si percepisce che essi lo conoscono bene.<br \/>\n\u2026e poi Jim e Silver\u2026e il Corsaro Nero\u2026non capisco\u2026se si conoscono\u2026 Sono le sole parole che Uberto proferisce, quando i due uomini in divisa lo lasciano in custodia delle figlie, come gi\u00e0 altre volte \u00e8 accaduto. E come gi\u00e0 altre volte \u00e8 accaduto, lui si sente sereno.<\/p>\n<p>E\u2019 domenica. Uberto \u00e8 seduto a capo tavola, accanto gli sta suo nipote Francesco, che ha dodici anni e a scuola fa la seconda media. Egli appare spaesato, ma il suo volto \u00e8 disteso. Si lascia servire senza un lamento. Tiene lo sguardo fisso dinanzi a s\u00e9, sembra attendere qualcosa, ma non sa bene cosa. <em>Dai, nonno, mangia.<\/em> Gli dice Francesco. Lo so che il dolce ti piace. Cos\u00ec, Uberto si volta verso il ragazzo e &#8211; dopo averla levata dalla tasca della giacca nella quale l\u2019aveva tenuta fino a quel momento &#8211; gli deposita nel piatto la barchetta di carta di Silver. Con le dita, poi, la sospinge delicatamente in un mare invisibile, ma intuibile solo ai loro occhi.<br \/>\nL\u2019Hispaniola \u00e8 partita. Sussurra il vecchio. Lontano\u2026lontano\u2026<br \/>\nA Francesco viene naturale fare una carezza sul viso ispido di suo nonno. <em>Che bella! Gli dice. Dove l\u2019hai trovata? \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0<\/em>\u2026lontano. Lontano. La voce di Uberto \u00e8 un sibilo appena udibile. E\u2019 un soffio di vento, o una goccia di pioggia nel Mar dei Sargassi. Il lembo di una vela dell\u2019albero di maestra dell\u2019Hispaniola. E\u2019 un tarlo che rode nella gamba di legno di Silver. La macchia bianca sotto la gola del gatto. La peluria sulla bocca di Jim. E\u2019 la larga falda del cappello del Corsaro Nero. Il fregio sui berretti dei carabinieri. E\u2019 il sorriso che fa brillare gli occhi di suo nipote\u2026<\/p>\n<p>Uberto dondola piano la testa, assorto e distante. Briciole del dolce stanno attaccate sulle sue labbra. Francesco gli si avvicina, sfiora il suo braccio e lo chiama. <em>Nonno! Nonno! Dove sei andato stamattina, nonno?<\/em><br \/>\nUberto per questo lo guarda, sussurrando: Bello&#8230;Bello&#8230; E piange. E il vento, fugace, torna a gonfiare le vele della sua nave. Alcune lacrime gli solcano il viso, come minuscole onde cercano un mare dentro cui disperdersi. Allora, con una carezza sfiora il volto di quel ragazzino. Come\u2026somigli\u2026a Jim.. Gli sussurra in un orecchio.<br \/>\nE il vento, fugace, lo trascina lontano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La demenza, talvolta, \u00e8 un guardiano distratto.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_23663\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"23663\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Avvolto dalla bruma mattutina il porto di Maracaibo pare sospeso nell&#8217;aria e fluttuare piano. 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