{"id":23657,"date":"2015-04-24T17:48:40","date_gmt":"2015-04-24T16:48:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=23657"},"modified":"2015-04-24T17:48:40","modified_gmt":"2015-04-24T16:48:40","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-scordarella-di-simone-delos","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=23657","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;Scordarella&#8221; di Simone Delos"},"content":{"rendered":"<p>All&#8217;inizio pensai che fosse uno scherzo.<\/p>\n<p>Era divertente. Era pi\u00f9 facile pensarla cos\u00ec.<\/p>\n<p>Dopo una vita passata a immaginarla tua moglie, seduto a una scrivania a inserire dati, a guardarti ogni giorno le spalle pronto a. Schivare le coltellate alle spalle della gente che negli uffici passa il tempo a cercare il punto dove la carne \u00e8 pi\u00f9 tenera.<\/p>\n<p>E tornare la sera troppo distrutto per viverlo davvero il tuo matrimonio.<\/p>\n<p>Non poteva essere che uno scherzo: un indovinello del destino. Qualcosa del tipo: ti va di giocare un po&#8217; a un gioco nuovo?<\/p>\n<p>Questo pensai, all&#8217;inizio.<\/p>\n<p>Il primo mese da pensionato decisi di trascorrerlo in viaggio.<\/p>\n<p>Prenotammo una crociera nel Mediterraneo; qualcosa di rilassante ed emozionante al tempo stesso.<\/p>\n<p>Non avevamo figli, non ne abbiamo mai avuto il tempo.<\/p>\n<p>Da giovane Maria aveva sofferto per questa cosa. Mi diceva che sapeva che sarebbe stata madre di tre bambini: due maschi e una femmina, nel mezzo.<\/p>\n<p>Ne era certa, l&#8217;aveva sognato.<\/p>\n<p>Io sapevo gi\u00e0 che i sogni a volte sono i film di quello che non avrai mai. Ma lo speravo anch&#8217;io. Di averli, intendo.<\/p>\n<p>Non and\u00f2 cos\u00ec e col tempo anche lei si arrese all&#8217;idea che il suo desiderio di maternit\u00e0 sarebbe rimasto nel cesto dei desideri inesauditi. Un cesto pieno, perch\u00e9 quelli che si esaudiscono sono davvero pochi. Nel mondo.<\/p>\n<p>Dicevo della crociera perch\u00e9 fu l\u00ec che inizi\u00f2.<\/p>\n<p>Cabina spaziosa. Balcone sul mare.<\/p>\n<p>Io rilassato, felice.<\/p>\n<p>Lei che mi abbracciava, la sera, prima di dormire.<\/p>\n<p>Io che non ero stanco. E allora la abbracciavo anch&#8217;io.<\/p>\n<p>Ho sempre pensato che per sposare una persona devi amare i suoi abbracci. Prima del resto devi amare i suoi abbracci.<\/p>\n<p>E ci abbracciavamo, su quella nave, come non l&#8217;avevamo forse mai fatto.<\/p>\n<p>Visitammo Corf\u00f9, con i suoi castelli di pietra a picco sul mare. Poi Mykonos e Maria accarezz\u00f2 Petros, il pellicano che gira per le vie come una star.<\/p>\n<p>Vedemmo tanti porti e poi tornavamo in nave e ballavamo spesso fino a notte inoltrata.<\/p>\n<p>Ridevamo spesso. Come da ragazzi.<\/p>\n<p>Una mattina mi svegliai che Maria era gi\u00e0 in bagno.<\/p>\n<p>Quel giorno la nave attraccava a Spalato. Era l&#8217;ultimo giorno di crociera, poi saremmo tornati a Venezia.<\/p>\n<p>Accesi una sigaretta in balcone. Mi piaceva farlo li, affacciato davanti al mare.<\/p>\n<p>Posso venire in bagno amore?<\/p>\n<p>S\u00ec, tesoro, vieni. Mi sto preparando.<\/p>\n<p>Maria aveva ancora capelli bellissimi e lunghi fino alla schiena. Spesso si svegliava presto per il piacevole rito di lavarli e poi spazzolarli con cura.<\/p>\n<p>Quando entrai, era seduta sullo sgabello, davanti allo specchio.<\/p>\n<p>Non me ne accorsi subito.<\/p>\n<p>Vedere quei movimenti lenti ed esatti delle braccia. Il collo che era ancora giovane, inclinarsi appena per assecondare la direzione delle ciocche. Mi incantava.<\/p>\n<p>Giulio, ho quasi finito. La nave sta per arrivare al porto vero?<\/p>\n<p>Non riuscii a risponderle. Come se avessi la gola chiusa da un cappio.<\/p>\n<p>Si stava pettinando, ma senza avere la spazzola in mano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Credo sia questo che ci rende diversi, dagli altri esseri del pianeta.<\/p>\n<p>La capacit\u00e0 della nostra mente di interpretare. O meglio, di trovare i significati che preferisce, rispetto alle cose che vediamo, che sentiamo.<\/p>\n<p>Un modo per proteggerci, credo. Per camuffare il dolore.<\/p>\n<p>Questo tradusse la mia mente, un istante dopo la paura (che viene sempre per prima).<\/p>\n<p>Amore, dissi sorridendo, stanotte forse la nave ha ondeggiato troppo?<\/p>\n<p>Maria si gir\u00f2 con espressione interrogativa.<\/p>\n<p>Da quando ti spazzoli i capelli senza la spazzola?<\/p>\n<p>Lei si guard\u00f2 le mani. Un attimo. Forse la stessa paura, o una paura ancora pi\u00f9 grande. Poi sorrise anche lei.<\/p>\n<p>Ahahaha si! Devo essere un po&#8217; rimbambita stamattina.<\/p>\n<p>Poi prese la spazzola e inizi\u00f2 a pettinarsi davvero.<\/p>\n<p>Ci metto pochissimo, prometto.<\/p>\n<p>Io uscii dal bagno. Accesi un\u2019altra sigaretta e andai sul balcone.<\/p>\n<p>Il mare sembrava aver cambiato colore. Era diventato nero.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Scendemmo a Spalato. Souvenir, bancarelle.<\/p>\n<p>Pranzammo in un ristorante italiano da dove si vedeva la nave attraccata poco al largo.<\/p>\n<p>Quella sera Maria disse che era un po&#8217; stanca e andammo a dormire presto.<\/p>\n<p>Quando mi svegliai, eravamo gi\u00e0 a Venezia.<\/p>\n<p>Lei era gi\u00e0 in piedi. Le valigie piene. Rovistava tra i fogli.<\/p>\n<p>Buongiorno tesoro, mi disse. Era agitata.<\/p>\n<p>Non riesco a trovare i documenti, li tenevi tu?<\/p>\n<p>Mi presi un minuto per registrare la cosa e decidere la risposta.<\/p>\n<p>Eravamo sposati da vent&#8217;anni. Pi\u00f9 altri sei di convivenza prima del matrimonio, e mai, mai aveva lasciato che mi occupassi dei documenti o cose del genere. Sbadato com&#8217;ero. Lei sempre precisa, ordinata, scrupolosa.<\/p>\n<p>Poi scelsi, e quella scelta fu la scelta pi\u00f9 importante della mia vita. Quella che rispettai con la maggiore coerenza.<\/p>\n<p>S\u00ec, Maria. Dissi. Li ho io, tranquilla, vai a cambiarti che tra poco scendiamo.<\/p>\n<p>Lei sembr\u00f2 sollevata.<\/p>\n<p>Quando rimasi solo nella cabina presi a rovistare ovunque cercando quei documenti.<\/p>\n<p>Mia moglie nasconde le cose in modo praticamente perfetto. Lo raccontavo spesso in ufficio, e tutti ridevano.<\/p>\n<p>Alla fine li trovai in fondo al suo trolley, in un sacchetto di stoffa chiuso con un nastro viola.<\/p>\n<p>A Venezia prendemmo il treno che ci riporto a Roma, poi il taxi, fino a casa.<\/p>\n<p>Il telefono squill\u00f2 quasi subito, Maria aveva gi\u00e0 iniziato a disfare le valigie.<\/p>\n<p>Rispondo io amore! Le dissi.<\/p>\n<p>Maria aveva due sorelle, pi\u00f9 grandi. Una, Elvira, era gi\u00e0 nonna.<\/p>\n<p>Avevamo quindi tre nipoti e un pronipote di quasi un anno.<\/p>\n<p>Zio ciao! Siete tornati? (Era Gaia, la figlia di Paola, la sorella maggiore)<\/p>\n<p>S\u00ec, Paola, guarda giusto una mezzora fa.<\/p>\n<p>E zia?<\/p>\n<p>Secondo te?<\/p>\n<p>Sta svuotando le valigie!<\/p>\n<p>Ahahah vedi che la conosci bene? Ora te la passo.<\/p>\n<p>Ok Zione! Ciao!<\/p>\n<p>Maria!!!<\/p>\n<p>Si??<\/p>\n<p>Vieni! C&#8217;e&#8217; Paola al telefono!<\/p>\n<p>Arrivo!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>C&#8217;era un tacito accordo tra di loro, Maria e le sorelle, quasi una promessa fatta senza parlare.<\/p>\n<p>Maria era l&#8217;unica a non aver avuto figli. Per questo i figli delle altre l&#8217;avrebbero dovuta considerare qualcosa di pi\u00f9 che una zia.<\/p>\n<p>Un&#8217;altra madre, quando sarebbe stato possibile. E per Paola lo era, Maria, una seconda madre.<\/p>\n<p>Mentre erano al telefono, andai in camera. Eravamo stanchi entrambi, del viaggio in treno, volevo dare una mano a sistemare.<\/p>\n<p>Le valigie erano vuote, sul letto. Aveva gi\u00e0 fatto tutto, Maria. Le mie camicie appese, poi i pantaloni e il resto. In un ordine perfetto e immacolato. Per lei teneva una parte piccola della cabina armadio.<\/p>\n<p>Aprii le ante.<\/p>\n<p>Ormai avevo scelto di sorridere e avrei sorriso sempre. Qualunque cosa fosse accaduta.<\/p>\n<p>La mia parte dell&#8217;armadio era ordinata. Perfetta.<\/p>\n<p>Ma non c&#8217;erano le mie di cose. C&#8217;erano i suoi vestiti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I giorni passarono svelti, come se il tempo avesse deciso di ingranare la quinta, dopo sessantatr\u00e9 anni in quarta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Una mattina decisi di andare dal medico.<\/p>\n<p>Mi parl\u00f2 di Ippocampo, acetilcolina e farmaci anti-amiloide.<\/p>\n<p>Non capii quasi nulla tranne che dovevo far fare a mia moglie una risonanza magnetica ad alta definizione al pi\u00f9 presto.<\/p>\n<p>Mi feci fare la prescrizione.<\/p>\n<p>Dottore?<\/p>\n<p>Si?<\/p>\n<p>Potrebbe farmi un favore?<\/p>\n<p>Certo, mi dica<\/p>\n<p>Forse le sembrer\u00e0 una cosa stupida.<\/p>\n<p>Non lo sar\u00e0, mi dica.<\/p>\n<p>Le va di sorridere?<\/p>\n<p>Adesso?<\/p>\n<p>S\u00ec, per cortesia.<\/p>\n<p>(Sorrise)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A Maria dissi che ogni tanto era bene fare dei controlli. Mica eravamo pi\u00f9 ragazzini, le dissi.<\/p>\n<p>La risonanza conferm\u00f2 la malattia.<\/p>\n<p>Adesso si trattava solo di aspettare.<\/p>\n<p>Dall&#8217;Alzheimer non si guarisce mai. Si attende, come alla fermata di un autobus. Sperando che passi il pi\u00f9 tardi possibile.<\/p>\n<p>Allora pensai che avevo fatto la scelta giusta, quel giorno, sulla nave.<\/p>\n<p>E che sarebbe stato un gioco. Tutto soltanto un gioco.<\/p>\n<p>Con le sue sorelle e i nipoti parlai al telefono. Si presero un po&#8217; di tempo, perch\u00e9 le lacrime devono scorrere, non le puoi ricacciare dentro gli occhi.<\/p>\n<p>Poi giorni dopo mi vollero vedere, da solo, e mi dissero che s\u00ec, sarebbe stato un gioco.<\/p>\n<p>Credo che Maria avesse gi\u00e0 capito ma, per paura o perch\u00e9 la malattia stava gi\u00e0 degenerando, si comportava come se nulla fosse.<\/p>\n<p>Iniziammo a chiamarci Scordarello e Scordarella.<\/p>\n<p>Cos\u00ec quando lei cercava disperatamente l&#8217;orologio che aveva al polso, io fingevo di dimenticarmi il nome di mia madre.<\/p>\n<p>Scordarella?<\/p>\n<p>Scordarello?<\/p>\n<p>E gi\u00f9 a ridere.<\/p>\n<p>Un Sabato la vidi annodarsi al collo una delle mie cravatte.<\/p>\n<p>Le andai dietro con le braccia incrociate e l&#8217;aria perplessa. Lei mi vide dallo specchio.<\/p>\n<p>Cosa c&#8217;e&#8217;?<\/p>\n<p>Nulla signor Mario, le feci. Che bella cravatta!<\/p>\n<p>Lei si guard\u00f2.<\/p>\n<p>Io scoppiai a ridere subito. A lei ci volle un po&#8217; di pi\u00f9.<\/p>\n<p>Ci fu una mattina in cui non ci riuscii neanche io, a ridere.<\/p>\n<p>Ero uscito a prendere il giornale; colazione al bar e due chiacchiere con i vicini di quartiere.<\/p>\n<p>Davanti al portone mi accorsi di non aver preso le chiavi di casa e citofonai.<\/p>\n<p>Chi \u00e8<\/p>\n<p>Amore sono io, ho dimenticato le chiavi.<\/p>\n<p>Scusi chi \u00e8 lei?<\/p>\n<p>Amore sono Giulio&#8230;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Giulio chi?<\/p>\n<p>Rimasi qualche minuto davanti al portone.<\/p>\n<p>Poi andai al parco vicino casa, su una panchina. Aprii il giornale e ci piansi dentro. Forte. Fortissimo. Fino a urlare.<\/p>\n<p>Paola<\/p>\n<p>Dimmi Zio<\/p>\n<p>Puoi venire a casa nostra con le chiavi?<\/p>\n<p>Che \u00e8 successo?<\/p>\n<p>Maria non mi riconosce pi\u00f9&#8230;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Arriv\u00f2 il momento degli infermieri e delle cure a casa.<\/p>\n<p>Arriv\u00f2 il momento dell&#8217;imboccare per farla mangiare e del lavarla.<\/p>\n<p>Arriv\u00f2 il momento delle urla, della rabbia improvvisa e delle risate isteriche.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ridevo. Ridevo e cercavo di farla ridere mentre le portavo il cucchiaio alla bocca. Mentre le lavavo la schiena. Ridevo, anche se lei non rideva pi\u00f9 e mi diceva che avrebbe chiamato la polizia se non me ne fossi andato immediatamente.<\/p>\n<p>Allora uscivo un attimo. Suonavo il campanello e dicevo che ero della polizia, che poteva stare tranquilla, e lei mi diceva:<\/p>\n<p>Posso offrirle un caff\u00e8 agente?<\/p>\n<p>Perch\u00e9 no signora, lei \u00e8 molto gentile.<\/p>\n<p>Allora riuscivamo a stare insieme per qualche ora fino a quando non riconosceva pi\u00f9 neppure il poliziotto.<\/p>\n<p>Diventavo ogni giorno idraulico, pittore, elettricista, falegname ecc.<\/p>\n<p>Le sue sorelle erano talvolta suore o un comitato di quartiere o altre cose che s\u2019inventavano al momento. I bambini non potevano portarli pi\u00f9.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>D&#8217;un tratto non riuscii pi\u00f9 ad imboccarla. I dottori mi dissero che stava peggiorando rapidamente e non riusciva pi\u00f9 a deglutire.<\/p>\n<p>Dissero che era meglio ricoverarla. Dissero cos\u00ec.<\/p>\n<p>Io le presi un letto attrezzato da ospedale e un&#8217;infermiera 24 ore su 24.<\/p>\n<p>Dormivo sul divano. Ma tanto ormai non dormivo pi\u00f9.<\/p>\n<p>Paola mi chiam\u00f2 al telefono un giorno.<\/p>\n<p>Le dissi che lei stava sempre peggio ma lei voleva sapere come stavo io.<\/p>\n<p>Ed io non seppi rispondere. Non seppi rispondere.<\/p>\n<p>Una notte la sentii urlare. L&#8217;infermiera si svegli\u00f2 subito.<\/p>\n<p>Poi venne da me e mi disse di portarla all&#8217;ospedale.<\/p>\n<p>Correvo dietro l&#8217;ambulanza come se fossi io a guidarla. E la strada e tutto il resto non esistevano pi\u00f9.<\/p>\n<p>La misero dentro a una stanza e chiusero la porta. Presi un caff\u00e8 alla macchinetta e chiamai tutti quelli che mi vennero in mente.<\/p>\n<p>Arrivarono in molti.<\/p>\n<p>Poi usc\u00ec un dottore.<\/p>\n<p>Chi \u00e8 il marito? Mi alzai.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il sistema nervoso di sua moglie non risponde agli stimoli. Inoltre soffre di polmonite. Stiamo somministrando una cura farmacologica composta da bla bla bla. Crediamo che bla bla bla. Se posso essere sincero non bla bla bla.<\/p>\n<p>Poi scosse la testa.<\/p>\n<p>Che cazzo scuote la testa?<\/p>\n<p>Come scusi?<\/p>\n<p>Le ho chiesto, se non sono troppo indiscreto, cosa cazzo scuote la testa!!!!!<\/p>\n<p>Arriv\u00f2 mio fratello che mi prese sottobraccio.<\/p>\n<p>Andiamo a fumare una sigaretta Giulio.<\/p>\n<p>Mi disse delle cose sul destino, poi gli scherzi che mi faceva quando eravamo bambini. Una roba del genere.<\/p>\n<p>Fumai tre sigarette poi dissi che ero calmo ma volevo rientrare.<\/p>\n<p>Piangevano.<\/p>\n<p>Elvira, Paola, Patrizia.<\/p>\n<p>Piangevano.<\/p>\n<p>E tutti gli altri ad abbracciarle e i medici fuori dalla stanza a dare pacche sulle spalle.<\/p>\n<p>Sentii le braccia di mio fratello attorno al collo. Disse che dovevo essere forte adesso.<\/p>\n<p>Poi mi videro e iniziarono a camminare verso di me. E allora io no, non potevo riuscirci. No. E indietreggiai, ma loro avanzavano e dicevano Giulio! Giulio! Ed io ancora no. Dissi: No! Urlai: No!<\/p>\n<p>Poi corsi via.<\/p>\n<p>Fuori dall&#8217;ospedale e continuai a correre.<\/p>\n<p>E gli abbracci sulla nave e continuai a correre.<\/p>\n<p>E l&#8217;anello e le cene a lume di candela e Fritz il cagnolino che ci mor\u00ec da cucciolo e i baci da fidanzati e le sue gambe tra le mie mentre dormivamo e continuai a correre.<\/p>\n<p>Scordarella era morta ed io volevo solo correre.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_23657\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"23657\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>All&#8217;inizio pensai che fosse uno scherzo. 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