{"id":23605,"date":"2015-04-22T17:58:02","date_gmt":"2015-04-22T16:58:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=23605"},"modified":"2015-04-22T17:58:02","modified_gmt":"2015-04-22T16:58:02","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-la-navicella-di-valeria-lacarra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=23605","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;La navicella&#8221; di Valeria Lacarra"},"content":{"rendered":"<p>E&#8217; un boato che parte dalle viscere delle piastrelle del bagno.<\/p>\n<p>Lo so che viene da l\u00ec.<\/p>\n<p>Vibra nel mio cuore e scuote il corpo di mia madre in cucina.<\/p>\n<p>Mi piace guardarla, ferma, davanti al lavello, mentre l\u2019acqua scorre e i piatti sbattono tra di loro, \u00e8 una musica di oggetti.<\/p>\n<p>Le mani di mia madre sono sempre bianche e profumano di limone, sotto l\u2019acqua sono velocissime, e mentre il boato sembra farla tremare tutta, le sue mani invece seguono precise lo sporco sui piatti e lo cancellano via come una gomma su un foglio di linee disegnate a matita.<\/p>\n<p>Non si accorge del boato, \u00e8 dentro un oblio impregnato di limone.<\/p>\n<p>L\u2019odore di detersivo mi ricorda la casa al mare del nonno, con l\u2019albero di limoni in giardino, dove mia madre e mio padre mi portavano da bambina e che a un certo punto, nell\u2019anno in cui mio nonno se ne era andato, era svanito dai miei ricordi.<\/p>\n<p>Mi raccontarono che se l\u2019era portata via, che ci era entrato per l\u2019ultima volta e come un astronauta nel suo shuttle era partito lontano.<\/p>\n<p>Anche quando mia madre non lava i piatti sembra non accorgersi delle cose che le accadono intorno.<\/p>\n<p>Non si \u00e8 accorta, per esempio, di quando mio padre ha cominciato di nuovo a fumare, di notte, sul balcone della cucina.<\/p>\n<p>&#8211; E queste cicche? &#8211; ha detto una mattina, spazzandole fuori dal balcone, sul bucato steso al piano di sotto.<\/p>\n<p>Ha interrogato mio padre che \u00e8 rimasto zitto e ha continuato a bere il suo caff\u00e8, sfogliando il giornale, poi ha guardato me e io mi sono sentita responsabile come se quelle sigarette le avessi consumate io.<\/p>\n<p>Ho abbassato lo sguardo e mi sono presa la colpa.<\/p>\n<p>E lei ci ha creduto.<\/p>\n<p>Ora il rombo \u00e8 pi\u00f9 forte.<\/p>\n<p>Torno in camera mia e mi stendo sul letto a pensare ma il boato copre persino i pensieri che sussurro ad alta voce per farli sembrare pi\u00f9 reali.<\/p>\n<p>Sento mia madre che sistema i fornelli, l\u2019acqua ha smesso di scorrere.<\/p>\n<p>Le griglie in ghisa sbattono fra di loro, sono suoni metallici e senza calore.<\/p>\n<p>Intanto il boato \u00e8 scandito da pause in cui il fragore \u00e8 pi\u00f9 ovattato, e in queste pause penso che dovrei scrivere a mia madre, dovrei scriverle un messaggio prima di mettermi in viaggio.<\/p>\n<p>Ho sempre pensato che gli ultimi messaggi hanno qualcosa di inesorabile e che \u00e8 un po\u2019 patetico pensare che qualcuno voglia leggere o sentire le ultime parole di una persona che ha deciso di andarsene.<\/p>\n<p>Esco sul balcone per sfuggire un po\u2019 al boato e mi chiedo come si sentano gli uomini e le donne, in cravatta e tailleur, che vedo muoversi in mezzo alle scrivanie degli uffici del palazzo di fronte.<\/p>\n<p>Se dall\u2019altra parte degli auricolari in cui parlano gesticolando, ci sono voci che li istruiscono per le loro missioni.<\/p>\n<p>Si muovono ma non vanno da nessuna parte, rimangono in quelle stanze al neon, con i muri giallini e i computer sempre accesi. Senza via di fuga.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Io ho scoperto di poter fuggire via da questa camera, da questa casa e da questa terra, passando per caso davanti alla porta del bagno, in un pomeriggio in cui tutte le finestre erano bloccate dall\u2019esterno, o almeno a me sembrava cos\u00ec.<\/p>\n<p>Avevo fumato in un angolo della mia camera, tra la scrivania e la poltrona, e mi ero sentita cos\u00ec piccola rispetto a quello che avevo intorno.<\/p>\n<p>La libreria mi sembrava un grattacielo, la scrivania una capanna con un tetto di legno chiaro e i vestiti, sparsi sul parquet, cadaveri di un\u2019esplosione del mio armadio.<\/p>\n<p>Sentivo il fragore del tram che passa ogni dieci minuti sotto la mia finestra e uno spiffero freddo sul collo.<\/p>\n<p>Poi il salone si era riempito di una nebbia chiara che aveva invaso la mia camera e non mi faceva vedere al di l\u00e0 del mio naso.<\/p>\n<p>Veniva dal bagno e diventava pi\u00f9 fitta ogni volta che arrivava un boato a scuotere i mobili.<\/p>\n<p>E in quel momento, tra le pareti di marmo celeste avevo scoperto la navicella e il suo manuale d\u2019istruzioni.<\/p>\n<p><strong><em>Leggere attentamente il presente manuale <\/em><\/strong><strong><em>e conservarlo con cura. Il presente manuale fornisce le informazioni sull\u2019utilizzo della navicella. <\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201c<em>Cara Mamma\u201d<\/em> inizio a scrivere su una pagina strappata dal diario \u201c<em>Vorrei spiegarti per bene le motivazioni per cui sto andando via ma in realt\u00e0 quello che posso dirti \u00e8 che partir\u00f2 in un viaggio senza ritorno. Domani ti sveglierai e non mi troverai pi\u00f9, immaginami in un posto caldo, senza vento o in una casa senza finestre.<\/em><\/p>\n<p><em>Viagger\u00f2 verso luoghi in cui le parole che scriviamo durano il tempo di essere lette, ci assomigliano per un po\u2019 e poi svaniscono nel nulla.<\/em><\/p>\n<p><em>Intanto spero starai bene.<\/em><\/p>\n<p><em>Ti voglio bene.<\/em><\/p>\n<p><em>Valentina.\u201d<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Chiudo la lettera in una busta bianca e la lascio sul mio cuscino, insieme ai libri che non posso portarmi dietro.<\/p>\n<p>Sto rileggendo il manuale quando mia madre passa dalla mia camera.<\/p>\n<p>&#8211; Cosa vuoi per cena? &#8211; mi chiede; ha le mani ancora umide, il viso stanco e gli occhi infossati.<\/p>\n<p>Rispondo che non ci sono per cena, lei annuisce solamente e va a sedersi davanti alla tv, alza il volume per coprire il boato insistente ma lo fa con l\u2019inconsapevolezza delle persone che sono altrove.<\/p>\n<p>Controllo l\u2019ora ed \u00e8 proprio il momento.<\/p>\n<p>Apro la finestra della mia camera perch\u00e9 voglio che lo spazio che ho vissuto respiri un po\u2019 della vita di fuori e non senta la mancanza del mio corpo.<\/p>\n<p>Mi sembra che per un attimo la vita all\u2019esterno della mia stanza si fermi per dirmi addio.<\/p>\n<p>Sorrido al mondo fuori e do le spalle alla finestra.<\/p>\n<p>Guardo il mio letto disfatto, i libri sul cuscino e la lettera per mia madre.<\/p>\n<p>Serro le palpebre per non piangere ed entro in bagno.<\/p>\n<p>Le istruzioni per partire sono semplici, le ho studiate attentamente. Tre semplici passaggi.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><em style=\"line-height: 1.5;\"><strong>PUNTO 1<\/strong>: Aprire l\u2019obl\u00f2, inserirsi nella capsula, chiudere bene lo sportello. Quando si usa la navicella per la prima volta, eseguire un ciclo di viaggio a vuoto: il ciclo a vuoto andr\u00e0 effettuato con le coordinate azzerate.<\/em><\/p>\n<p><strong><em>N.B:<\/em><\/strong><em> L\u2019efficienza della navicella dipende dalla determinazione del viaggiatore. Il viaggiatore deve inserire la motivazione del viaggio selezionandola sull<\/em><em>\u2019<\/em><em>apposita manopola. <\/em><\/p>\n<p><strong><em>Avvertenza<\/em><\/strong><em>: non aggiungere pi\u00f9 motivazioni del necessario.<\/em><\/p>\n<p><em>Superare il dosaggio consigliato di entusiasmo e impulsivit\u00e0 (indicato in stampatello sul retro dell\u2019obl\u00f2) causa situazioni di panico o\/e euforia.<\/em><\/p>\n<p>Faccio un bel respiro e chiudo per un attimo gli occhi.<\/p>\n<p>Li riapro e sbircio il manuale.<\/p>\n<p><em><strong> PUNTO 2<\/strong>: Tenere premuto il tasto di selezione velocit\u00e0 finch\u00e9 la velocit\u00e0 desiderata non verr\u00e0 mostrata sul display.<\/em><\/p>\n<p>Mi rannicchio ed entro nell\u2019obl\u00f2.<\/p>\n<p>Un profumo di ammorbidente mi fa sentire avvolta dalle coperte del mio letto, ed \u00e8 bello partire cos\u00ec.<\/p>\n<p>La centrifuga inizia a girare e io con lei, in un turbine colorato vedo: le piastrelle del bagno, l\u2019accappatoio attaccato alla maniglia della porta, i flaconi di shampoo sulla mensola del lavello, lo specchio con la mia faccia riflessa che gira, gira, gira.<\/p>\n<p>Chiudo gli occhi e sono in un tunnel, di occhi piccoli, di mani veloci e di pareti rosa.<\/p>\n<p>Mi sento leggera e lontana, un puntino da qualche parte che cerca di non andare a sbattere con le stelle e con i pianeti.<\/p>\n<p>Un\u2019eroica pallina che fa impazzire le luci al neon di un flipper.<\/p>\n<p><em><strong>PUNTO 3<\/strong>: La navicella si fermer\u00e0 automaticamente alla fine del ciclo di viaggio. Il simbolo \u201cEND\u201d apparir\u00e0 sul display. Aprire lo sportello e scendere a destinazione. <\/em><\/p>\n<p>Sono dentro una navicella che su questa terra chiamano lavatrice.<\/p>\n<p>Il resto \u00e8 fuori.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_23605\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"23605\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E&#8217; un boato che parte dalle viscere delle piastrelle del bagno. 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