{"id":23570,"date":"2015-04-13T11:22:53","date_gmt":"2015-04-13T10:22:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=23570"},"modified":"2015-04-14T19:06:07","modified_gmt":"2015-04-14T18:06:07","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-il-mare-e-altre-catastrofi-di-alessandra-scarpinella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=23570","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;Il mare e altre catastrofi&#8221; di Alessandra Scarpinella"},"content":{"rendered":"<p>Stefano immaginava quella giornata con Giulia da parecchio tempo ormai.<br \/>\nAveva poco pi\u00f9 di vent\u2019anni, era un ragazzo timido e sensibile e, forse, era gi\u00e0 un po\u2019 innamorato. Si erano conosciuti all\u2019universit\u00e0.<br \/>\nLei era una matricola di lettere mentre lui era gi\u00e0 al terzo anno di ingegneria. Stava preparando un esame difficile e, studente rigoroso, si era concesso quella giornata di pausa solo dopo attenta riflessione e un al diavolo, ho voglia di rivederla.<br \/>\nDa futuro ingegnere, aveva programmato tutto fin nei minimi dettagli perch\u00e9 voleva che quel giorno fosse perfetto.<br \/>\nSarebbe andato a prenderla a casa con la macchina dei suoi e l\u2019avrebbe portata al mare in quel posto che conoscevano in pochi e che a lui piaceva tanto. Era una caletta ventosa, poco frequentata e un po\u2019 selvaggia. Per questo aveva un che di quasi intimo che ben si addiceva alla sua natura estremamente riservata.<br \/>\nPer\u00f2 aveva anche la comodit\u00e0 di un chiosco che vendeva bibite, gelati e panini, gestito da alcuni ragazzi come loro. Era una cosa spartana: due tavolini, un tendalino da barca, qualche sedia di plastica.<br \/>\nSua madre si era raccomandata che si portasse la crema solare ma era solo giugno e quindi non le aveva badato. A dire la verit\u00e0, aveva lo sciocco pregiudizio comune a molti maschi che mettere la crema protettiva sia indice di scarsa virilit\u00e0. Quindi aveva preso telo, ciabatte e occhiali da sole ed era andato.<br \/>\nPer la sera aveva gi\u00e0 scelto il ristorante sul mare dove avrebbero gustato una bella cenetta di pesce, innaffiata da un vino bianco aromatico. Malgrado l\u2019aspetto mingherlino, era un tipo deciso.<\/p>\n<p>Giulia, sebbene pi\u00f9 giovane, come tutte le ragazze, aveva gi\u00e0 una certa maturit\u00e0 da donna in erba e aveva accettato l\u2019invito di Stefano soprattutto per curiosit\u00e0, perch\u00e9 con quel carattere taciturno, qualche volta lui le metteva un po\u2019 soggezione.<br \/>\nEra simpatica, esuberante e spontanea e forse per questo gli piaceva, ma anche un po\u2019 impacciata e seria e voleva capire cosa si nascondesse dietro l\u2019alone di educato mistero di lui. Ancora non sapeva se il ragazzo le sarebbe potuto piacere, per\u00f2 aveva voglia di mare e con lui si sentiva tranquilla.<br \/>\nBionda ed esile, occhi chiari e lentiggini, al mare finiva sempre per ustionarsi per cui si era munita di crema solare, cappello e camiciola leggiera a maniche lunghe. Contava sulla presenza di un bell\u2019ombrellone e di un bar dove ripararsi dal sole durante le ore pi\u00f9 calde della giornata.<\/p>\n<p>Lui arriv\u00f2 puntuale sotto casa sua. Una citofonata ed un quarto d\u2019ora dopo erano partiti per Monterosso, la prima delle Cinque Terre.<br \/>\nStefano la guard\u00f2 con sorriso timido che gli si apriva lentamente partendogli dagli occhi. Un leggero bacio sulla guancia per salutarsi e poi avrebbe messo musica complice di sottofondo. Aveva preparato una cassetta per l\u2019occasione.<br \/>\nFece per aprirla ma si accorse di avere preso solo la custodia. Come inizio non c\u2019\u00e8 male, pens\u00f2 irritato. \u201cChe stazione preferisci, Giulia? Scegli tu\u201d \u2013 le disse accendendo la radio e risolvendo con eleganza la situazione.<br \/>\nLei fece finta di non accorgersi del piccolo incidente e selezion\u00f2 Radio Babboleo che, a dispetto del nome, era divertente ma non totalmente demenziale.<br \/>\n\u201cDove andiamo?\u201d \u2013 gli chiese poi.<br \/>\n\u201cE\u2019 una sorpresa. Spero proprio che tu non conosca il posto perch\u00e9 voglio fartelo scoprire \u201d.<br \/>\nMentre imboccavano l\u2019autostrada che da Genova li avrebbe portati a Levanto, Stefano vide che l\u2019indicatore della benzina, che prima segnava un rassicurante met\u00e0 serbatoio, era precipitato di colpo in riserva. Oh no, si \u00e8 rotto di nuovo. Ma non lo avevano fatto riparare due settimane fa?<br \/>\nIl ragazzo calcol\u00f2 che le 30.000 lire che aveva in tasca gli sarebbero bastate a malapena per la benzina per andare e tornare e per l\u2019autostrada. Dopo di che, se anche avessero preso solo un panino ed una bibita al mare, sarebbe rimasto quasi completamente al verde per la cena al ristorante. Da gentiluomo qual\u2019era si sent\u00ec morire.<br \/>\nGli piaceva offrire tutto a una ragazza, come aveva sempre visto fare a suo padre.<br \/>\nPer lui era una forma di galanteria ma anche l\u2019assunzione di un ruolo maschile tradizionale in cui si sentiva a suo agio.<br \/>\nMise un po\u2019 di benzina e pag\u00f2 il pedaggio sperando nella buona sorte.<br \/>\nGiulia, intanto, cantava spensierata il brano che davano alla radio mentre lui, gi\u00e0 poco chiacchierone, era ammutolito del tutto, impensierito dalla piega inaspettata che stavano prendendo gli eventi. Si limitava a guardare la ragazza ogni tanto e sorriderle.<\/p>\n<p>Arrivarono alla famosa caletta che era quasi mezzogiorno e faceva gi\u00e0 un caldo pazzesco.<br \/>\nStefano, anche per la tensione accumulata durante il viaggio, era tutto sudato e si sentiva a disagio. Giulia ammir\u00f2 la bellezza del posto con esclamazioni entusiastiche ma poi gli chiese ingenuamente: \u201cAffittiamo un ombrellone?\u201d<br \/>\n\u201cMi dispiace, Giulia, ma qui non affittano niente. E\u2019 un posto quasi selvaggio; \u00e8 proprio questa la sua bellezza. Non ci troverai mai famiglie con bambini, ma magari qualche coppia con un cane\u2026\u201d<br \/>\n\u201cAh\u201d &#8211; fece lei, preoccupata, guardando il sole, che gi\u00e0 iniziava a scottarle sulla pelle \u2013 \u201callora troviamo un posto un po\u2019 riparato, se c\u2019\u00e8. Mi aiuti a spalmarmi la crema sulla schiena?\u201d Stefano si rilass\u00f2 un attimo pensando che le cose non erano poi cos\u00ec disastrose.<br \/>\nCercarono un posto dietro un masso e si misero in costume. Erano entrambi di un pallore preoccupante. Giulia era magra ma ben proporzionata. Era proprio carina, anche color mozzarella. Stefano evit\u00f2 di sdraiarsi troppo vicino, per precauzione.<br \/>\nAd ogni modo era giugno e si poteva anche buttare in acqua, se necessario.<br \/>\nLa pelle di lei era dolce sotto le sue mani mentre la ungeva con una crema spessa quanto immaginava potesse essere il grasso di foca. Si pass\u00f2 il residuo di crema sul naso ma rifiut\u00f2 drasticamente l\u2019offerta di metterla anche sul corpo. Lei era ricoperta da una patina spessa che la faceva rassomigliare ad un fantasma traslucido, ma sembrava esserci abituata.<\/p>\n<p>Dopo un po\u2019 la temperatura, per vari motivi, aveva raggiunto il livello di guardia cos\u00ec si tuffarono. La differenza tra i loro corpi accaldati e il freddo dell\u2019acqua di inizio stagione fu uno shock ma, nuotando, si stava quasi bene. C\u2019erano solo loro due in quel mare calmo e pulito che brillava di scaglie di sole contro l\u2019orizzonte. Si guardavano sorridendo. La ragazza fece qualche tentativo di conversazione per allentare la tensione e evitare cos\u00ec il preludio ad un\u2019intimit\u00e0 per la quale non si sentiva pronta.<br \/>\nPoi si stesero al sole ad asciugare. La sabbia scottava sotto i loro piedi cos\u00ec fecero di corsa il tragitto fino al chiosco. Il tendalino riparava pochissimo.<br \/>\nGiulia si era messa la camicia a maniche lunghe e il cappello ma aveva gi\u00e0 il naso rosso. Stefano, invece, era tutto rosso a parte il naso.<br \/>\nSi scolarono due coche ghiacciate e mangiarono due panini. Il piccolo gruzzolo del ragazzo si stava assottigliando paurosamente, dato che aveva anche dovuto pagare il parcheggio.<br \/>\nRimasero fino alle sei, quando sulla loro pelle restava segnato il bianco del dito che ci premevano per fare la prova.<br \/>\nIn macchina iniziarono ad avere i brividi, pelle che tirava dappertutto e, in alcuni punti, il tormento del prurito dell\u2019eritema solare.<br \/>\nMalgrado cappello e crema, Giulia era scottata anche in faccia perch\u00e9 in acqua si era divertita a raccogliere i piccoli molluschi attaccati alle rocce, di cui il padre era ghiottissimo. Stefano soffriva in silenzio, ormai un vero crostaceo.<br \/>\nNell\u2019ambiente, surriscaldato, si stava diffondendo un fortissimo odore di pesce.<\/p>\n<p>Nonostante questo e il loro aspetto da naufraghi, deciso a seguire fino in fondo il programma prestabilito- Stefano port\u00f2 Giulia a cena in un locale affacciato sulla costa.<br \/>\nPrima, per\u00f2, fu costretto a confessarle che non era sicuro di farcela con i soldi.<br \/>\n\u201cNon ti preoccupare, ho qualcosa io\u201d \u2013 lo rassicur\u00f2 lei- ma, purtroppo, era ben poco.<br \/>\nDopo due pizze e una bottiglia d\u2019acqua gelata (ma con vista), ridendo a crepapelle ogni cinque minuti -non senza qualche fitta di sofferenza a causa delle ustioni- i due ragazzi presero la via del ritorno.<\/p>\n<p>Si era fatto tardi e, com\u2019era prevedibile, c\u2019era anche la coda.<br \/>\nSarebbe stato il caso di avvertire almeno i genitori della ragazza.<br \/>\nA questo punto Stefano si ricord\u00f2 delle provvidenziali 3.000 lire di sicurezza che teneva sempre nel portafoglio. Uno sguardo all\u2019indicatore, per\u00f2, li persuase ad usare fino all\u2019ultima monetina per mettere benzina.<br \/>\nAvrebbero risparmiato anche il pedaggio autostradale viaggiando sull\u2019Aurelia, ma per telefonare non restava neanche un gettone.<br \/>\nLa zona delle Cinque Terre li aiut\u00f2, consentendogli di mettere a folle per lunghi tratti mentre, a causa della tensione, in macchina gli unici a dare prepotenti segni di vita erano i molluschi.<\/p>\n<p>Arrivarono a casa di Giulia che era quasi mezzanotte. I suoi genitori dovevano essere molto in ansia e lei scapp\u00f2 via dopo un saluto estremamente frettoloso.<br \/>\nLa macchina port\u00f2 miracolosamente Stefano fino a casa sua che era l\u2019una passata.<br \/>\nLa pelle gli era ormai esplosa.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_23570\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"23570\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stefano immaginava quella giornata con Giulia da parecchio tempo ormai. 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