{"id":23537,"date":"2015-04-10T11:18:41","date_gmt":"2015-04-10T10:18:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=23537"},"modified":"2015-04-10T11:19:32","modified_gmt":"2015-04-10T10:19:32","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-su-per-le-scale-di-federico-manzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=23537","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015  &#8220;Su per le scale&#8221; di Federico Manzi"},"content":{"rendered":"<p>Varc\u00f2 quella porta come se non fosse mai entrato nella hall di un albergo, con il suo caffettano a righe, i sandali polverosi e quel suo turbante in testa.<\/p>\n<p>Entr\u00f2 con quell\u2019alterigia, con quell\u2019arroganza che esprimevano tutto il suo potere economico e sociale. Ma entrando si trov\u00f2 di fronte a un uomo con la barba bianca e lunga, con due occhi che sembravan due pozzi pieni di braci che lo fece sentire piccolo con quel suo modo distaccato di guardarlo. Aveva infatti un\u2019espressione che esternava un misto tra la pena e la rabbia. Aveva, quel portiere, una tale forza dentro a quel corpo vecchio come il mondo, che riusc\u00ec incredibilmente a farlo balbettare. Le parole che lui stesso pronunci\u00f2 gli sembrarono sconosciute tanto fu schiacciato dall\u2019immane energia che permeava quella sala\u2026<\/p>\n<p>Dove devo andare? Significava senz\u2019altro quel suono che la sua bocca emise;\u00a0 su per le scale rispose il portiere. E poi? Cerc\u00f2 di informarsi\u2026. su per le scale \u00e8 tutto quanto hai da sapere rispose quel vecchio, con quella voce roboante come il tuono di un vulcano.<\/p>\n<p>Si avvi\u00f2 quindi, e sal\u00ec, sal\u00ec senza sapere perch\u00e9 finch\u00e8 trov\u00f2 una porta alla fine e seppe che era la sua, e vi entr\u00f2.<\/p>\n<p>L\u2019altro arriv\u00f2 in smoking, con le sue guance rasate ed abbronzate, un po\u2019 cadenti per quegli eccessi di cibo inutili per la sua vita; inutili come quel bastone intarsiato di gemme che portava, inutili come quegli eserciti che comandava, che a suo dire eran necessari, inutili come tutti i segreti che si portava appresso. E della futilit\u00e0 di tutto ci\u00f2 ebbe conferma quando chiese al vecchio: dove devo andare? \u201csu per le scale\u201d rispose lui, e glielo disse con quel tono che ha una mamma quando manda un bambino in camera sua, glielo disse con un alito che sapeva di fumo e con una fiammata delle sue ardenti pupille che ridussero a cenere tutto ci\u00f2 per cui aveva lottato tutta la vita, tutto ci\u00f2 che aveva accaparrato\u00a0 con il suo arrivismo, con i suoi sordidi complotti, con il suo essere immorale. Altro non pot\u00e9 fare che avviarsi su per le scale destinato ad una porta che avrebbe trovato nessuno sa quanto pi\u00f9 in alto.<\/p>\n<p>Fu il momento allora di quel signore mite, con quello starno cappello in testa, che guard\u00f2 il vecchio con aria educata e sempre con gentilezza disse, in una lingua che avrebbe giurato di non conoscere: \u201cscusi, dove devo andare?\u201d<\/p>\n<p>L\u2019anziano portiere lo scrut\u00f2 senza il minimo rispetto e disse nella stessa lingua: se dipendesse da me andresti altrove ma per adesso vai su per le scale. E mentre saliva sent\u00ec gli occhi di quell\u2019agghiacciante vecchietto puntati nella sua schiena, sentiva ogni accusa che perforava la sua la sua giacca nuova, le sentiva come dardi infuocati che da quegli occhi crudeli si conficcavano dritti nel suo cuore senza sbagliare neppure un colpo.<\/p>\n<p>Venne allora una donna con la pelle olivastra, arriv\u00f2 scortata da mille ancelle profumate, ma quando si volt\u00f2, una volta entrata nella hall non vide che il vuoto dietro di se. I servitori che l\u2019avevano venerata per tutta la vita erano scomparsi, i suoi umili schiavi avevano osato abbandonarla proprio nel momento in cui aveva pi\u00f9 bisogno di loro. Pensava gi\u00e0 alla frusta del boia quando una voce austera la fece trasalire\u2026 \u00e8 da sola che devi proseguire adesso, la tua destinazione \u00e8 su per quelle scale le disse quell\u2019anima forte, vai e non ti voltare che te ne potresti pentire.<\/p>\n<p>Giunsero in molti, ognuno con le sue particolarit\u00e0, ognuno con le sue credenze, tra nuvole di profumo e stole di ermellino, ma anche vestiti di semplici stracci, arrivaron tutti al cospetto di quel vecchio terribile che li mand\u00f2 tutti, ad un o ad uno, su per quelle scale.<\/p>\n<p>Si ritrovarono in preda ad uno stupore senza precedenti, tutti in una enorme sala, dove su uno scranno di freddo marmo sedeva una donna bellissima, sedeva e li guardava con i suoi occhi gialli mentre un odio antico iniziava a serpeggiare in quella ampia stanza. Nemici di mille vite si trovarono tutti insieme in uno spazio troppo piccolo per loro, per loro che si erano combattuti ed uccisi per comandare il loro mondo. Iniziarono allora ad urlare offese inimmaginabili azzardando verit\u00e0 inconfutabili sulla potenza, ognuno del proprio Dio, ma nel clamore, nel caos assoluto in cui precipitarono, una voce un milione di volte pi\u00f9 potente delle loro tutte messe insieme li zitt\u00ec. Li ammutol\u00ec con quel carisma, con quella verit\u00e0 che fece ad ognuno di loro accapponare la pelle: IO SONO DIO, disse quella donna alzandosi, IO SONO DIO, disse diventando un vecchio,<\/p>\n<p>IO SONO DIO, disse ancora diventando prima giallo, poi bianca, poi un albero ed infine una tigre gigantesca, e in quella lingua che non aveva padroni continu\u00f2: adesso avete capito per cosa avete combattuto ed ucciso nella vostra immonda esistenza? Per niente, figli miei! Se fosse per quell\u2019essere che avete incontrato gi\u00f9 saresti tutti all\u2019inferno, ma l\u2019inferno voi lo vivete ogni giorno, straziando la vita dei vostri simili per dei motivi che son del tutto inesistenti. Quindi \u00e8 l\u00ec che vi rimander\u00f2, nell\u2019inferno delle vostre vite terrene mescolando per\u00f2 prima tutte le vostre assurde religioni, sperando che un giorno riusciate a capire quanto siete STUPIDI\u00a0 !!!<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_23537\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"23537\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Varc\u00f2 quella porta come se non fosse mai entrato nella hall di un albergo, con il suo caffettano a righe, i sandali polverosi e quel suo turbante in testa. 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