{"id":23506,"date":"2015-04-07T11:23:26","date_gmt":"2015-04-07T10:23:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=23506"},"modified":"2015-04-07T11:23:26","modified_gmt":"2015-04-07T10:23:26","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-solo-al-mondo-di-andrea-bertagni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=23506","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;Solo al mondo&#8221; di Andrea Bertagni"},"content":{"rendered":"<p>&#8211; Deve scendere a Bellinzona, signore.<\/p>\n<p>&#8211; S\u00ec, certo, grazie mille.<\/p>\n<p>L\u2019Orfano cerc\u00f2 di sorridere, ma, nonostante gli sforzi, non ci riusc\u00ec molto. Colpa dei denti. Storti e cariati. Ma soprattutto della cicatrice a met\u00e0 guancia che lo faceva somigliare pi\u00f9 a un galeotto o a un marinaio dei peggiori galeoni, che a un tranquillo viaggiatore. Il controllore lo guard\u00f2 ancora per qualche istante, poi volt\u00f2 lo sguardo. A Bellinzona avrebbe finito il turno. Non voleva problemi. Non quella notte .<\/p>\n<p>&#8211; C\u2019\u00e9 gi\u00e0 stato? A Bellinzona, intendo?<\/p>\n<p>A parlare questa volta era stato l\u2019uomo seduto dietro a lui. L\u2019aveva notato subito, perch\u00e9 erano saliti tutti e due alla stazione di Milano e ora erano rimasti gli unici passeggeri dello scompartimento. Prima di rispondere, l\u2019Orfano lo guard\u00f2 meglio. Capelli curati. Vestiti firmati. Sembrava un tipo a posto. Nulla di cui preoccuparsi.<\/p>\n<p>&#8211; No, \u00e8 la prima volta \u2013 rispose sincero.<\/p>\n<p>&#8211; Viaggio d\u2019affari? \u2013 continu\u00f2 il damerino.<\/p>\n<p>L\u2019Orfano non si fece problemi a rispondere anche a quella domanda,<\/p>\n<p>&#8211; S\u00ec, esattamente \u2013 disse, convinto di finire in quel momento la conversazione.<\/p>\n<p>&#8211; Che tipo d\u2019affari? \u2013 lo incalz\u00f2 ancora l\u2019uomo.<\/p>\n<p>Questa volta l\u2019Orfano lasci\u00f2 passare alcun secondi. Giusto il tempo di una galleria corta.<\/p>\n<p>&#8211; Ottimi affari &#8211; rispose, secco.<\/p>\n<p>Un secondo dopo tocc\u00f2 ancora la valigetta, come a controllare che fosse sempre al suo posto. L\u2019uomo guard\u00f2 l\u2019Orfano per un istante lunghissimo. Infine tolse lo sguardo. Verso il finestrino. Verso in altri pensieri. Pi\u00f9 importanti.<\/p>\n<p>Questa era la sua occasione. L\u2019Orfano lo sapeva benissimo, cos\u00ec come sapeva che non poteva fallire. Appena arrivato a Bellinzona avrebbe dovuto consegnare la valigetta in banca. Poi avrebbe dovuto telefonare allo Scuro, il suo capo. Solo cos\u00ec lo Scuro non gli avrebbe fatto saltare la testa.<\/p>\n<p>&#8211; Anche lei scende a Bellinzona? \u2013 disse, voltandosi verso il damerino.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 aveva continuato la conversazione? Diavolo, non lo sapeva. Le parole gli erano uscite quasi da sole. Incontrollate. Libere. Come impazzite. Che diamine, forse voleva solo parlare. Che male c\u2019era?<\/p>\n<p>L\u2019uomo lo guard\u00f2 ancora una volta negli occhi. Questa volta pi\u00f9 a lungo. Poi pronunci\u00f2 parole che all\u2019Orfano rimasero impresse nella memoria, a lungo.<\/p>\n<p>&#8211; S\u00ec, devo uccidere un uomo.<\/p>\n<p>La prima reazione fu quella di tastare la valigia tra le gambe. La seconda di far finta di non aver sentito. Ma era troppo tardi. Quello sguardo, piantato dritto nei suoi occhi, valeva piu di mille parole.<\/p>\n<p>Muovendosi pi\u00f9 veloce che pot\u00e8, l\u2019Orfano corse verso la porta dello scompartimento, strigendo forte la valigetta tra le dita. Proprio in quel momento il treno si inclin\u00f2. La voce registrata si azion\u00f2 poco dopo.<\/p>\n<p>&#8211; Prossima fermata, Bellinzona. Prossima fermata, Bellinzona.<\/p>\n<p>Non sapeva perch\u00e9 aveva agito cos\u00ec. Istinto, forse. O esperienza. Sta di fatto che ora si era rinchiuso nel gabinetto del vagone,lasciandosi quello psicopatico alle spalle. Ma perch\u00e9 ci voleva cos\u00ec tanto per Bellinzona?<\/p>\n<p>Poi sent\u00ec alcuni passi fermarsi proprio fuori dalla porta.<\/p>\n<p>Non si era sbagliato, dunque. Quel tizio l&#8217;aveva seguito e ora voleva ucciderlo. Respirando forte, chiuse gli occhi. Poi si appiccic\u00f2 pi\u00f9 possibile alla parete opposta.<\/p>\n<p>&#8211; Apri e dammi la valigetta, se vuoi vivere.<\/p>\n<p>Aveva sentito bene. Il damerino stava trattando. Forse quello, dopotutto, non era poi il suo giorno sfortunato.<\/p>\n<p>&#8211; Chi sei?<\/p>\n<p>Il calcio fece vibrare la porta. Un altro paio di colpi cos\u00ec e i cardini avrebbero ceduto. All\u2019istante.<\/p>\n<p>&#8211; Risposta sbagliata \u2013 sent\u00ec dire dall\u2019altra parte.<\/p>\n<p>Era un damerino, ma ci sapeva fare. E lui uno stupido che non era capace di stare zitto. Ma che cazzo stava facendo? Perch\u00e9 si metteva a parlare con quello? Doveva pensare a salvarsi la pelle, ecco cosa doveva fare. Dargli la valigetta e scomparire.<\/p>\n<p>Invece parl\u00f2. Un\u2019altra volta.<\/p>\n<p>&#8211; Nella valigetta c\u2019\u00e8 un milione di euro. Facciamo met\u00e0 e risolviamo \u2013 prov\u00f2 a dire.<\/p>\n<p>&#8211; Mi stai facendo perdere tempo &#8211; sent\u00ec ancora dall&#8217;altra parte.<\/p>\n<p>&#8211; Prossima fermata, Bellinzona. Prossima fermata, Bellinzona &#8211; gracchi\u00f2 ancora l\u2019altparlante, spedito.<\/p>\n<p>Proprio in quel momento il treno si inclin\u00f2 di traverso quasi perdendo il contatto con i binari.<\/p>\n<p>Perch\u00e9? Perch\u00e9 a lui? Pi\u00f9 ci pensava e pi\u00f9 l\u2019Orfano faceva fatica a trovare una risposta. Perch\u00e9 il destino si era accanito cos\u00ec con lui? \u00c8 vero, aveva la lingua lunga, ma in altre occasioni la \u201cparlantina\u201d l\u2019aveva salvato, tirato fuori da guai peggiori. Inoltre era sempre stato un gregario fidato. Uno di quelli che non discute mai gli ordini. Dove aveva sbagliato?<\/p>\n<p>Sent\u00ec solo il dolore al petto. Lo sparo no. Forse era stato coperto dal rumore della porta sfondata. Ma il dolore, accidenti, non pot\u00e9 non sentirlo. Forte come il fuoco. Caldo come le fiamme dell\u2019inferno. Le ginocchia gli cedettero poco dopo. Molli come se non facessero parte delle ossa, del suo stesso scheletro. Un attimo dopo anche le gambe caddero sul pavimento del treno come liberate da un peso incessante. Era dunque questa la fine? L\u2019Orfano non riusc\u00ec a rispondersi, perch\u00e9 era gi\u00e0 morto.<\/p>\n<p>&#8211; Bellinzona, stazione di Bellinzona.<\/p>\n<p>Ancora pochi istanti e le porte del treno si sarebbero aperte. Il damerino prese la valigetta, avvicinandosi alla porta, pronto a buttarsi gi\u00f9, sulla banchina e poi a correre lontano, con i soldi.<\/p>\n<p>Invece una lama gli si conficc\u00f2 al collo, uccidendolo all\u2019istante.<\/p>\n<p>Con un gesto rapido e determinato allo stesso tempo il controllore afferr\u00f2 il damerino per la giacca e lo scaravent\u00f2 dentro al gabinetto. Insieme all\u2019Orfano. Poi prese la valigetta e con comodo scese la scaletta. Quando ebbe finito di togliersi la giacca e il berretto, liberandosi del travestimento, un sorriso beffardo comparve sul suo volto.<\/p>\n<p>Ora s\u00ec che tutto quel denaro era al sicuro. Anche questa volta lo Scuro ci aveva visto giusto. In troppi a Milano sapevano di quei soldi, di quel primo viaggio. Avevano fatto bene a essere prudenti. A mandare avanti l\u2019Orfano. L\u2019unico su cui, da morto, nessuno avrebbe versato una lacrima. A Milano. O nel mondo.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_23506\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"23506\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8211; Deve scendere a Bellinzona, signore. &#8211; S\u00ec, certo, grazie mille. 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