{"id":23473,"date":"2015-04-01T16:47:24","date_gmt":"2015-04-01T15:47:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=23473"},"modified":"2015-04-01T16:47:24","modified_gmt":"2015-04-01T15:47:24","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-storia-di-un-tale-qualunque-di-clara-manneschi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=23473","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;Storia di un tale qualunque&#8221; di Clara Manneschi"},"content":{"rendered":"<p><strong>STORIA DI UN TALE QUALUNQUE \u00a0 <\/strong><strong>O di come il signor John Smith cambi\u00f2 drasticamente vita<\/strong><\/p>\n<p>Il signor John Smith lavorava da pi\u00f9 di dieci anni come dipendente d\u2019ufficio presso <em>Affari &amp; altre Burocrazie<\/em>. Nessuno sapeva minimamente dove abitasse. Nessuno aveva veramente mai parlato con lui, e nessuno sapeva niente sul suo conto. Era sposato? Aveva figli? Si sentiva solo? Difficile a dirsi, perch\u00e9 non c\u2019era anima viva che di lui non conoscesse solamente l\u2019impiego. Era un ottimo lavoratore, Maestro nelle arti della fotocopiatura, Gran Poeta delle scartoffie e Campione Mondiale di tiro al cestino. Ogni mattina si fermava con la sua bicicletta di fronte al calzolaio e da l\u00ec si dirigeva a piedi fino alla stazione degli autobus, scoprendosi spesso a specchiarsi nelle vetrine dei negozi di dolci. Ormai faceva sempre la stessa strada, e chi per distrazione si fosse girato a guardarlo, avrebbe potuto sommessamente sentirlo contare. <em>Uno, due, scalino, tre, quattro, marciapiede, svolta a destra&#8230;<\/em> alla fine, arrivato alla stazione degli autobus, si rassettava ben bene i pantaloni e la giacca, si passava una mano sulla pelata lucente e, con una smorfia del viso, si stringeva la cravatta.<\/p>\n<p>E aspettava.<\/p>\n<p>Questo era il suo momento preferito. Aspettare l\u2019autobus lo rendeva felice, non avrebbe potuto pensare a qualcosa di pi\u00f9 emozionante, minuto dopo minuto l\u2019eccitazione saliva al solo pensiero. La mattinata era grigia, ma questo non era importante. I pantaloni si erano leggermente infangati lungo il tragitto, ma questo non era importante. Dall\u2019altra parte della strada due giovani innamorati si tenevano per mano, ma questo non era importante. Una donna cullava dolcemente il figlio, ma neanche questo aveva la minima importanza per lui. L\u2019attesa cos\u00ec dolce avrebbe infine dato i suoi frutti. Perch\u00e9 quel fatidico mezzo, l\u2019avrebbe portato al Lavoro. La sola cosa che per lui contasse, l\u2019unica per cui e di cui viveva.<\/p>\n<p>Il lettore potr\u00e0 dunque immaginare la sua espressione, quando un ragazzino, sbucato fuori all\u2019improvviso, gli rub\u00f2 il portafogli e corse via. In un primo momento l\u2019uomo pens\u00f2 che non avrebbe di certo potuto abbandonare il luogo in cui si trovata, ma poi ricord\u00f2 che nel portafogli teneva il suo speciale tesserino del <em>DSS: Dipendente Scelto e Selezionato<\/em>, e senza neanche accorgersene si ritrov\u00f2 a correre dietro a quella piccola ombra.<\/p>\n<p>L\u2019uomo correva, correva sempre pi\u00f9 forte. Le sue gambe si piegavano come mosse da una remota eco. I suoi piedi neanche ricordavano l\u2019ultima volta che avevano calpestato il terreno con tale veemenza. I muri della citt\u00e0, i grattacieli, per la prima volta sembravano schiacciarlo. Il signor Smith sembr\u00f2 ridursi ad un\u2019impalpabile sottiletta d\u2019uomo. Il percorso diventata sempre pi\u00f9 ostile man mano che si ritrovava a incespicare tra viuzze, piccole strade sconnesse, soffocanti incroci e infine, un vicolo cieco.<\/p>\n<p>Si ferm\u00f2 un attimo a riprendere fiato, mentre grosse gocce di sudore stilavano dalla pelle liscia della fronte e della nuca rasata. Si sentiva talmente confuso, perso e desolato, che in un primo momento non si accorse della graziosa allodola azzurra che aveva spiccato il volo da un punto poco distante. Ora, chiunque si fosse trovato in un\u2019analoga situazione avrebbe pensato di essere diventato pazzo. Oppure avrebbe potuto accogliere ognuno di quegli strani avvenimenti, come un segno mandato dall\u2019Alto. Il signor Smith non era abbastanza lucido per fermarsi a riflettere, ma mentre un groviglio di pensieri si contorceva nella sua testa, i suoi occhi erano rapiti da tutt\u2019altra visione: la piccola allodola azzurra stava risalendo in fretta verso il cielo &#8211; poteva quasi sentire il suo canto ascendente e melodioso \u2013, si ferm\u00f2 per un istante lasciandosi solleticare dai pochi raggi del sole, poi si volt\u00f2 e cadde. Puntava a terra come un peso morto, inarrestabile. Minacciava di cadere proprio davanti a lui, che guardava la scena impotente e assolutamente sbigottito. Il suo istinto lo spinse a tendere in avanti le mani, ma la piccola allodola sembrava aver gi\u00e0 scelto il suo tragitto. Ed ecco l\u2019asfalto era a\u00a0 pochi centimetri dal suo becco, che la <em>Bella<\/em> si volt\u00f2 nuovamente verso il cielo e scomparve.<\/p>\n<p>Quando il signor Smith sollev\u00f2 lo sguardo da terra, sul muro del vicolo cieco, una piccola porta era segnata col gesso. Rimuginava ancora sull\u2019accaduto: aveva letto pi\u00f9 di una volta di tale comportamento tipico della specie pennuta. Era il prematuro segnale del sopraggiungere della \u00a0Primavera. Qualcosa di nuovo e straordinario stava per accadere.<\/p>\n<p>Si avvicin\u00f2 lentamente al muro di cemento e premendo il dito sul riquadro si accorse che quello si spostava con facilit\u00e0, mentre una stretta fessura luminosa si apriva in quell\u2019omogeneo grigiore.<\/p>\n<p>I suoi occhi furono improvvisamente pieni di luce, ciechi, mentre una brezza profumata di narcisi gli stuzzicava le narici. A poco a poco riusc\u00ec ad abituare la vista: il cielo era plumbeo ma doveva essere ancora mattina, davanti a lui un viottolo di mattoni si prolungava all\u2019infinito, mentre\u00a0 i lati della strada erano affollati di estranei. Dovunque era un crogiolo di colore, e il signor Smith impieg\u00f2 qualche minuto prima di capire che si trovava nel bel mezzo di un mercato, con tanto di banchi apparecchiati e stracolmi, decorazioni colorate e rumori di festa. <em>Tutto ci\u00f2 non ha alcun senso<\/em>, pens\u00f2. E si chiedeva in effetti dove e come fosse finito in un luogo come quello. Man mano che si avvicinava vedeva gente sempre pi\u00f9 strana, surreale.<\/p>\n<p>Alla sua destra un uomo occhialuto e pingue gridava ostentando la merce \u201c<em>Cristoforo Colombo scopr\u00ec l\u2019America nel 1492! Si faccia avanti signore! ?: 3,14159265&#8230;! Teoremi freschi!<\/em>\u201d. Andava gridando senza sosta un insegnamento dietro l\u2019altro, teorie antiche ripetute da manuale, lezioni prese da tomi alti pi\u00f9 di due metri. Ma nessuno lo ascoltava, era davvero troppo noioso.<\/p>\n<p>Alla sua sinistra invece un banco mostrava le pi\u00f9 svariate tipologie di specchi, che per\u00f2 dovevano essere rotti, perch\u00e9 riflettevano ciascuno un\u2019immagine differente del signor Smith. Uno specchio ne mostrava i lineamenti corrucciati, altri mostravano espressioni estasiate, patetiche, drammatiche, spaventate, inquietanti&#8230;<\/p>\n<p>Poco distante un uomo, che teneva un banco di maschere dalle fattezze umane, gridava contro di lui inutilmente: <em>Ridammi subito quella maschera che indossi!! Non l\u2019hai pagata<\/em>!!!<\/p>\n<p>Ma il signor Smith non cap\u00ec cosa intendesse il venditore e affrett\u00f2 il passo. Attravers\u00f2 il banco di una donna dagli occhi spenti, con su scritto <em>Sogni Accantonati<\/em>, quello di due gemelli, <em>Trionfo e Sconfitta,<\/em> e ancora quello di un folle, che si illudeva di possedere la merce pi\u00f9 preziosa. Tutti lo invitavano ad avvicinarsi, e fu in quel momento che il signor Smith si accorse di essere l\u2019unico cliente presente. Incerto prosegu\u00ec lungo il viottolo, sicuro di stare sognando. Era un sogno, un sogno\u00a0 cos\u00ec reale eppure lontano, impalpabile. Forse il ricordo di un sogno, o il sogno di un ricordo.<\/p>\n<p>Fu in questo turbine di immagini, odori e flash senza senso che il signor Smith fece una serie di strani e misteriosi incontri.<\/p>\n<p>Il primo avvenne con l\u2019<em>Anagrafe<\/em>, un uomo vestito di tutto punto, con grandi baffi folti e vocione autoritario. \u2013Chi \u00e8 lei, signore?\u2013 esord\u00ec all\u2019improvviso, \u2013 Il mio nome dice? S\u00ec, s\u00ec, ho capito. Mi chiamo John Smith\u2013 rispose. L\u2019uomo inizi\u00f2 a controllare una lunghissima lista che arrivava fino a terra ma conteneva un solo nome. \u2013Impossibile, a noi non risulta alcun John Smith. Qui \u00e8 scritto esplicitamente che lei \u00e8 <em>Principe Johnny<\/em> <em>Naso-lungo<\/em>, sovrano di <em>Letto a Castello Superiore<\/em>. Lo conferma? \u2013 l\u2019altro era sbigottito \u2013Assolutamente no!\u2013 rispose. \u2013 La pregherei signore, di rimanere calmo. E\u2019 o non \u00e8 questo il suo nome? \u2013 Non lo \u00e8 \u2013 Mh, in tal caso non posso farla procedere oltre \u2013<\/p>\n<p>Il signor Smith era sconcertato ma voleva in tutti modi dimostrare a quel truffatore la sua vera identit\u00e0: &#8211; Aspetti!- disse &#8211; Ho qui la mia carta d\u2019identit\u00e0, posso mostrargliela&#8230;Oh no \u2013. Il signor Smith si ricord\u00f2 che la carta d\u2019identit\u00e0 stava ben ripiegata nel suo portafoglio, che non possedeva pi\u00f9. \u2013 Documenti come quelli non hanno alcun valore qui\u2013 sentenzi\u00f2 l\u2019Anagrafe. \u2013 Ma che cos\u2019\u00e8, in fondo, un nome? \u2013 le parole gli uscirono di bocca senza neanche rendersene conto, ma improvvisamente, una parte di lui sentiva l\u2019urgentissimo bisogno di continuare quel viaggio in un modo o nell\u2019altro. Aveva sempre usato l\u2019arte della retorica al lavoro, per lavarsi le mani da affanni troppo gravosi: forse in quel momento la disciplina gli sarebbe stata davvero utile. L\u2019Anagrafe si accorse del tono persuasivo con cui il signor Smith aveva formulato quelle parole e si affrett\u00f2 a rispondere, severo: \u2013 Non \u00e8 davvero importante, caro signore, l\u2019insieme di lettere che compongono quello che anni addietro i vostri genitori scelsero come vostro nome di battesimo. E\u2019 ci\u00f2 che si cela dietro quel nome, l\u2019uomo che rimane oltre le parole, tra la curva sinuosa di una J e le linee rigide di una T. Perch\u00e9, a mio avviso, alla domanda <em>Chi sei tu? <\/em>Non dovremmo mai rispondere con il nostro nome \u2013.<\/p>\n<p>Il secondo incontro ebbe luogo con una vecchia fioraia, una donna davvero minuta, dall\u2019aria gentile e dal dolce profumo di margherite. Mostrava un banco pieno di fiori, dai girasoli alle anemoni, dai cardi ai crisantemi, dai lill\u00e0 alla lavanda. Ognuno di quei fiori sembrava avere un particolare significato, ognuno di quegli odori rispecchiava un\u2019essenza profonda che non comprendeva. Ma ogni petalo dagli svariati colori, sembrava emanare piccole volute variopinte, come nebbia dolce. Il signor Smith venne subito attratto da uno splendido girasole e gli si avvicin\u00f2. \u2013Oh signore, non si avvicini\u2013 esord\u00ec la vecchietta \u2013 Quel fiore tanto bello, simboleggia <em>false ricchezze<\/em>. Non fa per lei \u2013 l\u2019uomo ritirandosi vide che l\u2019anziana seguiva le indicazioni di una giovane donna, che rimaneva nascosta dietro al banco e non sapeva parlare. Lei le indicava i fiori e la vecchia li interpretava al suo posto. La giovane era davvero graziosa, dalla carnagione chiara e gli occhi cerulei e il signor Smith non riusc\u00ec a distogliere lo sguardo da quella creatura cos\u00ec fragile e perfetta. \u2013A lei in particolare, signore, non pu\u00f2 <em>ancora<\/em> avvicinarsi!\u2013 esclam\u00f2 la vecchia, avvicinandosi preoccupata alla fanciulla. La giovane donna, vestita di bianco, sorrise e chinando leggermente il capo, indic\u00f2 loro altri fiori. \u2013 Per lei signore \u2013 disse la donna, tornado al banco\u2013Narciso, <em>nuovi inizi<\/em>, Bucaneve, <em>speranza<\/em>, Camomilla, <em>forza nelle difficolt\u00e0<\/em>, e Camelia, <em>il mio futuro \u00e8 nelle tue mani <\/em>\u2013. Poi la ragazza prese da sola altri due fiori e li porse al signor Smith. Le labbra della giovane si schiusero come per articolare le parole, simili a petali di rosa. Ma ancora una volta la voce era quella della vecchia: \u2013 Garofano e Non-ti-scordar-di-me, <em>io non ti dimenticher\u00f2, tu non dimenticarmi<\/em>.<\/p>\n<p>Il signor Smith si allontan\u00f2, tenendo in mano il mazzetto di fiori. Non riusciva a togliersi dalla mente l\u2019idea che quella ragazza somigliasse moltissimo alla figlia del calzolaio \u2013 davanti al quale lasciava la bicicletta tutte le mattine \u2013 che lo fissava sempre dalla vetrina, gli sorrideva e arrossiva.<\/p>\n<p>Il terzo incontro avvenne con una prostituta, che giaceva addormentata su di un cespuglio di mirto, all\u2019ombra di un albero. Era davvero bellissima, dall\u2019appetitosa carnagione color caramello. Le lunghe ciglia nere le accarezzavano le guance, mentre i capelli, sciolti da una parte e raccolti dall\u2019altra, sembravano indomabili e ricadevano sul collo e sulle spalle come drappeggi di velluto. Appena intravide l\u2019uomo avvicinarsi si dest\u00f2 e gli sorrise. Lui si limit\u00f2 a sedersi accanto a lei.<\/p>\n<p>\u2013Sono confuso\u2013 disse \u2013 Credo di essere innamorato \u2013. La donna sorrise e lo ammon\u00ec: \u2013Oh, mio caro, non sai proprio niente dell\u2019amore. Vedi questo cespuglio di mirto? Simboleggia il vero amore, ma ha impiegato anni per diventare cos\u00ec rigoglioso. Anche l\u2019amore deve essere coltivato e nutrito, ma prima di tutto deve essere scelto. Perch\u00e9 l\u2019amore \u00e8 la cosa pi\u00f9 impegnativa e appagante che possa esistere. E\u2019 tiepido, \u00e8 sussurrato, ha la delicatezza delle cose importanti. Ma \u00e8 anche forte, \u00e8 un calore che ti pervade, ti inebria e ti fa sentire libero di essere tutto quello che sei, e tutto quello che potresti e vorresti essere. Trova il tuo tempo, devi ancora imparare a vivere, e l\u2019amore \u00e8 per coloro che vivono. Busser\u00e0 anche alla tua porta, pi\u00f9 presto di quanto immagini. Oppure l\u2019ha gi\u00e0 fatto, e non ti resta che prepararti ad aprire \u2013.<\/p>\n<p>\u2013 E come far\u00f2 a capire di essere pronto? \u2013 chiese lui allarmato. Ma la donna sorrise di nuovo e sinuosa, si sollev\u00f2 da terra come un angelo e si allontan\u00f2 svanendo nella fiamma rosea del tramonto.<\/p>\n<p>Il signor Smith si ritrov\u00f2 nuovamente solo, ma in quel momento la sua attenzione era gi\u00e0 stata attratta da un\u2019altra immagine differente. Ormai si era allontanato dalla calca del mercato, eppure l\u00ec davanti a lui c\u2019era ancora un ultimo banco isolato e fatiscente. Avvicinandosi ebbe la possibilit\u00e0 di vedere chiaramente le sembianze del venditore. Era un ometto minuscolo, a met\u00e0 tra un bambino e un vecchio, non rimaneva mai pi\u00f9 di qualche secondo nella stessa posizione e teneva costantemente le braccia tese in avanti, come inseguisse qualcosa. Non si accorse neanche del signor Smith e continuava ad esclamare concitati <em>Oh! Che bello! Bellissimo! Stupefacente! Assolutamente meraviglioso!.<\/em> Fu allora che il signor Smith si accorse che l\u2019omuncolo aveva degli occhi spropositatamente grandi. \u2013Cosa c\u2019\u00e8 di tanto meraviglioso? \u2013 chiese, \u2013Tutto! Tutto! \u2013 rispose quello. \u2013Questa foglia, non vede che bel colore brillante? Il sole cos\u00ec splendente! Questa formica cos\u00ec piccola e cos\u00ec forte! Il modo in cui brillano gli occhi degli innamorati! La risata di un bambino! Magnifico! \u2013. Il signor Smith si chiese chi mai potesse essere quell\u2019uomo che trovava meravigliose anche le cose pi\u00f9 piccole e insignificanti, e che trovava comunque la capacit\u00e0 di stupirsi. Di sicuro doveva essere strano forte, perch\u00e9 a vedersi nessuno si avvicinava pi\u00f9 a quel banco da diverso tempo.<\/p>\n<p><em>FORSE SI ERANO PERFINO DIMENTICATI CHE ESISTESSE.<\/em><\/p>\n<p>\u2013 Come fai a stupirti di cose tanto banali? \u2013 chiese il signor Smith. \u2013 Nulla di ci\u00f2 che la vita ci offre dovrebbe essere considerato banale&#8230;<em>Oh!<\/em> <em>Banale <\/em>ci appare ci\u00f2 che non ci tocca [<em>Che bello!!<\/em>], il che, \u00e8 un po\u2019 in antitesi con il vero significato della parola \u201cvivere\u201d. [<em>Fantastico!<\/em>] Non trovi? \u2013 l\u2019omuncolo era riuscito a proferire queste parole con tono serio, ma senza mai smettere di tremare come una spiga di grano al vento. \u2013 Dovremmo lasciare una parte di noi stessi in ogni cosa che ci colpisce, cos\u00ec quelle stesse cose possono lasciare qualcosa in noi. Le cose <em>banali<\/em> non dovrebbero esistere. Dovremmo continuamente riscoprire noi stessi, solo per non far apparire <em>banale<\/em> la nostra esistenza&#8230;<em>Meravigliosoo!!!<\/em> \u2013<\/p>\n<p>Il signor Smith se ne and\u00f2, lasciando l\u2019omino di nuovo da solo. Pi\u00f9 procedeva avanti e pi\u00f9 si sentiva strano e confuso. Qualcosa si stava muovendo dentro di lui, ma non sapeva dargli un nome, n\u00e9 una causa. Non ne intuiva la natura, n\u00e9 che cosa ne sarebbe scaturito. Si potrebbe dire che non avrebbe neanche percepito <em>che qualcosa stesse cambiando<\/em>, se <em>qualcosa non stesse cambiando<\/em>, in quel preciso momento.<\/p>\n<p>Camminando a lungo per quel sentiero ormai sterrato continuava a non vedere nessuno, mentre una fitta foresta gli si parava all\u2019orizzonte. Era quasi sera. Ad un tratto per\u00f2 vide qualcosa muoversi sul ciglio della strada, nascosta tra l\u2019erba alta e gli asparagi: fu questo il quinto incontro. Avvicinandosi vide che altro non era che una ragazzina, aveva gli occhi velati di lacrime e il corpo in fermento. Sembrava una crisalide sul punto di spaccarsi: da fuori si pu\u00f2 percepire solo un leggero tremito, mentre all\u2019interno una tempesta, una metamorfosi perfetta e incontrollabile sta operando all\u2019oscuro di tutti. \u2013 Ciao \u2013 esord\u00ec cauto il signor Smith, scostando l\u2019erba alta. La ragazzina lo guard\u00f2 negli occhi (dello stesso colore dei suoi), sembrava terrorizzata e sul punto di scoppiare, ma sussurr\u00f2 solamente: \u2013 Per favore, fermati a parlare con me \u2013 . Il signor Smith, senza dire una parola, si sedette accanto a lei sull\u2019erba, ben attento a non pestarle il vestito azzurro. \u2013 Come ti chiami? \u2013 le chiese. \u2013 <em>Bella <\/em>\u2013 rispose lei.<\/p>\n<p>\u2013 Perch\u00e9 tremi cos\u00ec tanto Bella? \u2013<\/p>\n<p>\u2013 Perch\u00e9 ho paura \u2013<\/p>\n<p>\u2013 Perch\u00e9 hai paura Bella? \u2013<\/p>\n<p>\u2013 Perch\u00e9 ci sono cose che non posso controllare \u2013<\/p>\n<p>\u2013 Capisco. Ad esempio? \u2013<\/p>\n<p>\u2013 Beh, sono una bambina. Non riesco a controllare niente che vada oltre l\u2019orlo del mio vestito \u2013<\/p>\n<p>\u2013 Mh. Non preoccuparti: dimmi cosa desideri, te lo potr\u00f2 dare io \u2013<\/p>\n<p>\u2013 Vedi quel fiore l\u00ec? Ecco &#8230; s\u00ec s\u00ec quello. Non riesco a raggiungerlo \u2013 disse la piccola con le lacrime agli occhi.<\/p>\n<p>\u2013 Ma \u00e8 cos\u00ec vicino \u2013<\/p>\n<p>\u2013 Lo so, ma non ci riesco \u2013<\/p>\n<p>\u2013 Vuoi che lo preda io al tuo posto? \u2013<\/p>\n<p>\u2013 No, devo farlo da sola. Ci sono cose che dovr\u00f2 fare da sola, non potrai sempre essere l\u00ec ad aiutarmi \u2013<\/p>\n<p>\u2013 Cosa vuoi che faccia? \u2013<\/p>\n<p>\u2013 Resta con me \u2013<\/p>\n<p>\u2013 Ma certo. Fino alla fine \u2013<\/p>\n<p>La bambina si mosse un poco, si sollev\u00f2 leggermente, pieg\u00f2 le gambe e fu in ginocchio. Poi guard\u00f2 il signor Smith: aveva negli occhi lo sguardo di chi sta facendo qualcosa di pericoloso, ma giusto, necessario. Era emozionata. Con le sue sole forse fu in piedi, mosse prima un passo, poi l\u2019altro, con cautela. Come se il prato fosse di legno scricchiolante. Ecco a pochi metri faceva capolino quel delicato dente di leone. La bambina si chin\u00f2 e lo afferr\u00f2 con le dita, ma in quel momento si sent\u00ec cedere, come se una forza la spingesse di nuovo verso terra. Una sua personale gravit\u00e0. Il signor Smith fu abbastanza veloce da accoglierla tra le sue braccia, prima che la testa colpisse la terra dura.<\/p>\n<p>\u2013 Pap\u00e0, non ci sono riuscita \u2013<\/p>\n<p>\u2013 Si che ci sei riuscita! Guarda, hai il tuo fiore \u2013<\/p>\n<p>\u2013 Allora perch\u00e9 sono caduta? \u2013<\/p>\n<p>\u2013 Perch\u00e9 sei stanca, hai fatto tutto da sola \u2013<\/p>\n<p>\u2013 Hai ragione. Ma tu eri qui? \u2013<\/p>\n<p>\u2013 Io sono qui- disse il signor Smith, poi aggiunse: -Hai visto non era tanto lontano? \u2013<\/p>\n<p>\u2013 Lo so: tutti desideriamo qualcosa, ma molti non la raggiungono. Si arrendono e non si accorgono di essere molto pi\u00f9 vicini di quanto pensano.- Il signor Smith divenne improvvisamente muto e malinconico: quanti sogni aveva abbandonato lui? Chiuse gli occhi, e quando l\u00ec riaprii la bambina era scomparsa e il dente di leone era ben posizionato nel suo taschino. Per la prima volta nella sua vita, non ebbe paura. Non si chiese che fine avesse fatto la piccola, ne se stesse diventando pazzo. Anche se tutti quegli avvenimenti fossero stati frutto di un sogno o di un delirio irrefrenabile. Il signor Smith non si pentiva di nulla, avrebbe rifatto tutto.<\/p>\n<p>Ora avvertiva uno scosciare d\u2019acqua poco distante e si scopr\u00ec assetato. Non molto lontano infatti, scorreva un fiume e sulla riva se ne stava un vecchio. \u2013Tu invece chi sei?\u2013 gli chiese. \u2013Io sono te- rispose, \u2013 Sono ci\u00f2 che sei, che potresti essere. Sono ci\u00f2 che sei stato e che hai dimenticato. Io sono il <em>Principe Johnny Naso-lungo<\/em>, come ci chiamava nostra sorella quando eravamo piccoli. Io sono innamorato della figlia di James il Calzolaio, e amo la nostra bellissima bambina. Io non vivo per il lavoro anche se apprezzo profondamente ci\u00f2 che faccio. Tu non sai pi\u00f9 per cosa impieghi il tuo tempo. Tu vivi come se gli altri non ci fossero, e allo stesso tempo, proprio per questo, hai annullato te stesso. Tu vivi con una maschera, fino al punto da non sapere pi\u00f9 chi rimane sotto di essa. Tu hai dimenticato tutti coloro che hai incontrato e cos\u00ec hai dimenticato te stesso. Ognuno di noi, fin dal momento in cui nasce, ha la possibilit\u00e0 di accogliere nella sua vita persone, sentimenti, ricordi ed esperienze. Cos\u00ec come possiamo scegliere di rifiutarle se lo riteniamo necessario. Sono le nostre scelte che determinano chi siamo, da soli non saremmo completi n\u00e9 minimamente costruiti. Questo fa la differenza tra essere vivi e no, essere uomini o semplicemente fantocci. Noi dobbiamo vivere, dobbiamo ardere, dobbiamo trovare il nostro equilibrio ma mai cedere. Dobbiamo scoprire, stupire e stupirci con occhi di meraviglia. Solo cos\u00ec possiamo accogliere ogni aspetto della nostra vita al meglio, ogni dono senza renderlo banale o scontato. \u2013 Il signor Smith sorrise: un sorriso sghembo, complice.<\/p>\n<p>\u2013 Qual \u00e8 lo scopo di tutto questo? \u2013 chiese.<\/p>\n<p>\u2013 Farti capire che pu\u00f2 esserci uno scopo. Che puoi vivere ogni giorno, anche nel tuo piccolo rendendolo speciale. Che puoi vivere tutti i giorni della tua vita, e non sprecarne nemmeno uno. \u2013<\/p>\n<p>\u2013 E la morte? \u2013. Il vecchio fece una lunga pausa.<\/p>\n<p>\u2013 Scoprirai che ci sono cose pi\u00f9 determinanti della morte, pi\u00f9 importanti della paura che si pu\u00f2 avere di lei, e perfino pi\u00f9 dolorose. \u2013<\/p>\n<p>Il signor Smith, adesso, sapeva esattamente cosa fare. Le parole di quell\u2019uomo avevano penetrato il suo cuore come una lama e ora non desiderava altro che iniziare tutto d\u2019accapo. E tutto di lui in quel momento era pervaso da una strana energia che finalmente avrebbe potuto aprirgli la mente. Adesso poteva tornare a vivere davvero.<\/p>\n<p>In quel momento il suo sguardo venne attratto da una luce perfino pi\u00f9 forte di quella che portava dentro di s\u00e9, nel profondo dei suoi occhi. \u2013Cosa c\u2019\u00e8 dall\u2019altra parte? \u2013 chiese. \u2013Tutto ci\u00f2 che puoi immaginare\u2013 gli rispose il vecchio. In un istante il signor Smith si tolse le scarpe e si tuff\u00f2 nel fiume.<\/p>\n<p>La sua figura sembrava impotente di fronte alla corrente minacciosa, ogni bracciata era un\u2019agonia, eppure ogni metro che percorreva dava all\u2019uomo un\u2019energia nuova, e quelle acque cos\u00ec tumultuose non potevano che parergli rigeneranti. Poi ad un tratto, le sue dita si schiantarono sulla roccia dell\u2019altra riva e, infine, RIEMERSE.<\/p>\n<p>Ovviamente nessuno al di fuori di lui avrebbe mai conosciuto questa storia, nessuno avrebbe capito cosa un giorno lo spinse a cambiare vita, a riemergere dalla coltre di nebbia in cui si era nascosto. Nessuno avrebbe mai visto nulla di tutto questo, o sentito alcunch\u00e9. E nessuno gli avrebbe comunque creduto.<\/p>\n<p>Quindi si dir\u00e0 semplicemente che il signor Smith impazz\u00ec, cambi\u00f2 radicalmente, rassegnandosi alla perdita nel tesserino <em>DSS. <\/em>E che proprio quel giorno fu visto, seduto ai piedi della solita stazione, con i piedi nudi e un dente di leone stretto tra le labbra. Sorrideva. Ma questa volta non aspettava l\u2019autobus.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <em>Aveva imparato ad essere&#8230;<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0<\/em><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_23473\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"23473\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>STORIA DI UN TALE QUALUNQUE \u00a0 O di come il signor John Smith cambi\u00f2 drasticamente vita Il signor John Smith lavorava da pi\u00f9 di dieci anni come dipendente d\u2019ufficio presso Affari &amp; altre Burocrazie. Nessuno sapeva minimamente dove abitasse. Nessuno aveva veramente mai parlato con lui, e nessuno sapeva niente sul suo conto. Era sposato? [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_23473\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"23473\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":6701,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[217],"tags":[],"class_list":["post-23473","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2015"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23473"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/6701"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=23473"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23473\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":23491,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23473\/revisions\/23491"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=23473"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=23473"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=23473"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}