{"id":23469,"date":"2015-04-01T16:45:16","date_gmt":"2015-04-01T15:45:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=23469"},"modified":"2015-04-01T16:45:16","modified_gmt":"2015-04-01T15:45:16","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-la-procedura-di-sergio-sessini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=23469","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;La procedura&#8221; di Sergio Sessini"},"content":{"rendered":"<p>Ogni sera, rientrando dal lavoro, passo al Caff\u00e8 Tambosi per un prosecco e un piattino di olive. Mi siedo a uno dei tavolini che si affacciano sul balcone interno e mi perdo a guardare gli avventori, turisti esausti che riprendono fiato scorrendo le foto al cellulare, signore con grandi buste firmate ammassate su una sedia.<\/p>\n<p>Vedo entrare un cliente abituale, uno che come me si presenta tutti i giorni ma che ieri, l\u2019ho notato, non si \u00e8 fatto vivo. Elegante, sulla sessantina, magro, occhiali che si leva appena seduto e ripone in un astuccio nero che appoggia sul tavolino. Proprio perch\u00e9 ieri non c\u2019era, mi accorgo, sono contento di vederlo. Strano, no? Uno sconosciuto che non mi piace particolarmente e con cui non ho mai scambiato una parola.<\/p>\n<p>Oggi \u00e8 venerd\u00ec, giornata piena, spazi disponibili nella sala principale al piano terra non ce ne sono. Sale sul balcone e siede al tavolino vuoto accanto al mio. Mi scosto appena per fargli posto, \u00e8 abbastanza vicino da rivolgermi un sorriso e un cenno di saluto, prima di aprire il menu che, come me, conoscer\u00e0 a memoria. So che cosa ordiner\u00e0: quello che prende sempre, un vino dolce, un passito. Oggi per\u00f2 mi sorprende, alza gli occhi e mi chiede, senza preamboli, come se stessimo parlando da ore: \u201cCom\u2019\u00e8 il prosecco?\u201d<\/p>\n<p>\u201cIo lo trovo molto buono\u201d, dico, e subito me ne pento. Metti che lo ordini e non gli piaccia. \u201cGrazie. Lo prendo, allora\u201d, risponde, con uno sguardo che poggia sulla nostra muta familiarit\u00e0, io che lo osservo ogni giorno sorseggiare il suo passito, lui che sa che per me \u00e8 prosecco tutti i giorni.<\/p>\n<p>Mi distraggo ad ammirare una ragazza che entra. Bella, una presenza che solleva attenzione e silenzio attorno a s\u00e9. Indugia davanti alla porta che tiene aperta per un momento, i capelli le ondeggiano nel mulinello buio di nevischio che si porta dietro. Con mia sorpresa alza gli occhi alla balconata, il suo sguardo mi oltrepassa e si ferma sul mio vicino con un sorriso. Sale e si siede accanto a lui. Forse \u00e8 sua nipote, penso.<\/p>\n<p>L\u2019uomo ha ordinato prosecco per entrambi. Si volta verso di me per un breve cenno di approvazione, o di ringraziamento. Meno male, gli \u00e8 piaciuto. Lei ha le guance arrossate, gli parla piano, sorridendo. Gli accarezza un braccio. Ogni tanto abbassa gli occhi. Poi si alza, appoggia un ginocchio alla sedia e si sporge a baciarlo. Lo trattiene a lungo tenendogli le mani sulla nuca. Non \u00e8 sua nipote. Mi sorprendo a pensare che probabilmente non arriva alla met\u00e0 dei suoi anni.<\/p>\n<p>Resta poco, una decina di minuti. Raccoglie veloce il soprabito, alza il bavero, si china a baciarlo nuovamente, scende la scaletta e giunge quasi di corsa alla porta. Indugio a seguire la sua figura, i capelli alzati a turbinare nel vento mentre attraversa il parcheggio, le frecce della scintillante macchina blu che ne segnalano l\u2019apertura. Il suo entrare sinuoso e rapido nella vettura, le lunghe gambe che si insinuano unite come un meccanismo di precisione, il suo imperioso ingresso nella corrente del traffico, le strisce nere degli pneumatici sul selciato coperto di neve.<\/p>\n<p>L\u2019uomo \u00e8 rimasto. Ha ancora il bicchiere pieno a met\u00e0, guarda qualcosa nel cellulare. Anch\u2019io prendo il mio, per imitazione. C\u2019\u00e8 un messaggio di Silvia. Dice di non fare tardi, sta preparando le seppie coi piselli. Sorrido. Me le promette da mesi. Speriamo che abbia comprato tanto pane, di quello buono, per la scarpetta.<\/p>\n<p>Mentre faccio per alzarmi, l\u2019uomo mi fa un cenno. Mi avvicino. Mi stringe la mano, dice di chiamarsi Fabio Dell&#8217;Orso.<\/p>\n<p>\u201cGrazie per il consiglio. Buono davvero. Posso offrirgliene uno?\u201d<\/p>\n<p>Guardo l\u2019orologio. \u201cLa ringrazio, ma non ho molto tempo\u2026\u201d<\/p>\n<p>\u201cSieda solo un momento, allora. Le dispiace?\u201d Siedo.<\/p>\n<p>\u201cChe cosa pensa della mia amica?\u201d Mi chiede neutro, come se parlasse del tempo, senza sorridere e senza ricercare complicit\u00e0.<\/p>\n<p>\u201cBella ragazza\u201d. Non so che altro dire.<\/p>\n<p>\u201cBella, s\u00ec, bella. E giovane, non \u00e8 vero?\u201d<\/p>\n<p>Annuisco. Annuisce anche lui, mentre si accende una sigaretta. Un gesto che mi colpisce, mi rendo conto che gente che fuma non ne conosco pi\u00f9.<\/p>\n<p>\u201cMi vuole sposare\u201d.<\/p>\n<p>Sono perplesso e un po\u2019 imbarazzato, non so dove voglia arrivare.<\/p>\n<p>\u201cCongratulazioni\u201d, dico.<\/p>\n<p>\u201cNon si congratuli, non ci arriveremo al matrimonio\u201d, mi interrompe. \u201cLa sto per lasciare\u201d.<\/p>\n<p>Arriva il cameriere con un prosecco anche per me, deve avere capito male. B\u00e8, ora che c\u2019\u00e8. Accosto il bicchiere alle labbra mentre lui riprende.<\/p>\n<p>\u201cSono stato un po\u2019\u2026 diciamo un po\u2019 leggero, con Adele\u201d. Si sfrega il labbro superiore col pollice, pensieroso. \u201cSono notevolmente pi\u00f9 vecchio, ma non \u00e8 questo il punto\u201d.<\/p>\n<p>Non so se mi viene richiesto di parlare o tacere. Azzardo una frase che non indugi troppo apertamente sulla differenza d\u2019et\u00e0.<\/p>\n<p>\u201cSiete troppo diversi\u2026\u201d Azzardo, lasciando la frase sospesa perch\u00e9 lui si possa agganciare.<\/p>\n<p>\u201cNelle donne cerco opposti perfetti\u201d, risponde lui deciso. \u201cMa questo non \u00e8 un problema. Semmai rende tutto pi\u00f9 interessante. Per me \u00e8 stato sempre cos\u00ec, non concepisco altra relazione che quella tra opposti. Solo l\u00ec c\u2019\u00e8 energia\u201d.<\/p>\n<p>Sorride come un bambino. Ha un entusiasmo che non conosco in un uomo della sua et\u00e0. Penso a mio padre, alla sua poltrona da giardino, ai pomeriggi al lago con la canna da pesca appoggiata a terra e la Settimana Enigmistica sfregiata dalle correzioni a penna.<\/p>\n<p>\u201cAnche lei. Se mi ha ascoltato sino ad ora, \u00e8 perch\u00e9 mi considera un po\u2019 bizzarro, giusto? Vuole sapere dove vado a parare. Fossimo uguali, le sembrerei un vecchio noioso come tanti\u201d.<\/p>\n<p>Aspira vigorosamente dalla sigaretta. La brace gli si riflette nelle iridi scure.<\/p>\n<p>\u201c\u00c8 cos\u00ec per tutti. O forse dovrei parlare per me solo. Una donna deve giungere dagli antipodi. \u00c8 quello che noto subito, un\u2019aliena in avvicinamento. E allora ci metto poco a innamorarmi. Sei, otto secondi. Alla faccia di chi sostiene che un rapporto va coltivato, nasce dalla fiducia, si basa sulla stima. Alla faccia dei siti di incontri che hanno elaborato la ridicola idea di <em>affinit\u00e0 di coppia\u201d,<\/em> dice con autentico disprezzo, allargando le braccia sui braccioli delle sedie vicine.<\/p>\n<p>\u201cAffinit\u00e0 di coppia. Come se un rapporto di amore fosse un passatempo basato su gusti condivisi. Come se non fosse proprio il potenziale <em>contrario<\/em> che io intuisco in una donna: un\u2019entit\u00e0 energica, oscura, un buco nero capace di estrarmi da me stesso, di salvarmi dai miei gusti e dalle mie manie\u201d.<\/p>\n<p>Spegne la sigaretta puntigliosamente, assicurandosi che non rimanga un filo di fumo, toglie un fiocco di cenere dalla tovaglia col dorso della mano.<\/p>\n<p>\u201cNon tutti riescono a tollerare un rapporto vero, intenso, scomodo. Ho avuto la fortuna di avere questo nella mia vita. Due volte. Ma non con Adele. All\u2019inizio sembrava esserci qualcosa, ma era solo differenza negli anni, nella provenienza. Grattata via la superficie, siamo semmai troppo simili. Potrei stupirla dicendole che Adele \u00e8 troppo vecchia per me\u201d, aggiunge senza sorridere.<\/p>\n<p>\u201cIo\u2026 io non la amo\u201d conclude con uno schiocco di labbra, come di chi assaggia un vino.<\/p>\n<p>\u201cE lei, \u00e8 innamorata?\u201d<\/p>\n<p>Dell&#8217;Orso annuisce in silenzio.<\/p>\n<p>\u201cSe voglio una donna, si innamorer\u00e0 di me\u201d.<\/p>\n<p>Riesce a pronunciare questa frase boriosa in modo semplice e senza vanit\u00e0. Lo guardo per capire se scherza. Attendo che si apra in un sorriso complice. Non sorride. Non scherza.<\/p>\n<p>\u201cLei non ricorda di avermi visto in passato con un\u2019altra donna, vero?\u201d Mi dice. Improvvisamente s\u00ec che ricordo. Qualche mese prima. Un\u2019altra donna, gi\u00e0. Non cos\u00ec strepitosa come Adele, meno visibile. Ma giovane e molto bella anche lei. Capelli, neri, intensa. Al tavolo vicino alla porta. Anche lei lo baciava. Anche quella volta avevo pensato: \u00e8 sua nipote.<\/p>\n<p>\u201cVede, io ho una procedura infallibile. Ed \u00e8 anche molto semplice. Dunque\u2026 Oh, ma mi scusi, lei deve andare, non \u00e8 vero?\u201d<\/p>\n<p>\u201cPosso stare ancora un po\u201d.<\/p>\n<p>\u201cBene, allora continuo. Lei ha visto il film<em> il paziente Inglese?<\/em>\u201d<\/p>\n<p>\u201cNo\u201d.<\/p>\n<p>\u201cPeccato, sarebbe stato pi\u00f9 semplice spiegare. Comunque. In quel film c\u2019\u00e8 un uomo, nel deserto, che racconta della sua tecnica per catturare uno struzzo. L\u2019uomo sa attendere. Ha tempo. Come me. Scopre uno struzzo tra le dune e si ferma a sedere a grande distanza. Una distanza tale da far sentire l\u2019uccello al sicuro\u201d. Muove la mano a disegnare un orizzonte di sabbia.<\/p>\n<p>\u201cIl giorno dopo si ripresenta. Appena pi\u00f9 vicino. E rimane seduto, fermo, per qualche ora. E il giorno dopo, ancora pi\u00f9 vicino, un poco. E non si muove. Capisce dove voglio arrivare?\u201d<\/p>\n<p>\u201cLo struzzo si abitua alla sua presenza\u201d. Dell\u2019Orso annuisce di nuovo.<\/p>\n<p>\u201cOgni volta un po\u2019 pi\u00f9 vicino. Finch\u00e9 un giorno \u00e8 cos\u00ec vicino da poterlo catturare\u201d, concludo.<\/p>\n<p>\u201cEsatto\u201d, fa lui. \u201cGli esseri umani, come gli animali, finiscono per trovare naturale ci\u00f2 che accade di frequente, qualsiasi cosa sia\u201d, continua.<\/p>\n<p>\u201cAnch\u2019io sono un uomo estremamente paziente. Se una donna mi piace \u2013 ma mi deve piacere davvero, badi bene, perch\u00e9 la procedura richiede parecchio tempo ed energia \u2013 comincio a farmi vivo. Qualche telefonata, un invito qua e l\u00e0. Non spingo mai la situazione. Le mie attenzioni sono pi\u00f9 di quelle di un semplice amico e meno di quelle di un innamorato. Giusto un pelino in pi\u00f9 della semplice cortesia. Voglio che pensi che probabilmente non voglio nulla da lei. Divento una presenza familiare e non minacciosa. Mai geloso, mai in competizione con altri. In questo la mia et\u00e0 aiuta\u201d, sorride.<\/p>\n<p>\u201cPer\u00f2, di tanto in tanto, divento estremamente premuroso\u201d. Cerca nelle tasche, estrae un\u2019altra sigaretta. \u201cTanto da farla dubitare. <em>Che sia davvero interessato a me? Ma no, cosa vado a pensare. Ha il doppio dei miei anni.<\/em> Poi, quando non ci pensa pi\u00f9, un giorno o due, mi avvicino un altro po\u2019. E cos\u00ec via\u201d.<\/p>\n<p>Offre una sigaretta anche a me. Faccio segno di no.<\/p>\n<p>\u201cLa procedura dello struzzo\u201d.<\/p>\n<p>\u201cS\u00ec\u201d, risponde. Si sporge verso di me. Utilizza la sigaretta ancora spenta come esempio, la tiene verticale tra due dita davanti ai miei occhi.<\/p>\n<p>\u201cLa procedura dello struzzo, esatto. Si applica a tutti i rapporti umani, sa? Non solo a quelli amorosi. Lavoro, amicizia, persino tra sconosciuti. Funziona. Sempre. Io l\u2019ho perfezionata. Ho aggiunto una piccola variante\u201d.<\/p>\n<p>Accende la sigaretta, tira una boccata profonda, e poi me la rimette davanti agli occhi. Capisco che la sigaretta \u00e8 la donna.<\/p>\n<p>\u201cQuando sento che la ragazza si \u00e8 abituata alle mie attenzioni, le sottraggo\u201d. Volta la mano di scatto, nascondendo la sigaretta. Poi riprende a fumare.<\/p>\n<p>\u201cSolo per un po\u2019. Dimentico un regalo. Non mi presento a un appuntamento. Ecco, s\u00ec, soprattutto questo: <em>non mi faccio vivo per una volta.<\/em> In questo modo le permetto di accorgersi quanto la mia presenza sia ormai naturale. Di accorgersi che sente la mia mancanza. Si porr\u00e0 delle domande. Mi rifar\u00f2 vivo? Forse, dopotutto, si era soltanto immaginata il mio interesse? Possibile che un uomo cos\u00ec grande mi cerchi davvero? E che io pensi a lui, proprio ora?\u201d<\/p>\n<p>Si appoggia allo schienale, prende un altro sorso.<\/p>\n<p>\u201cQuando mi ripresento, il mio interesse per lei ha un valore nuovo. A quel punto \u00e8 sufficiente un piccolo gesto di avvicinamento. Qualcosa di pi\u00f9 del solito. Che la faccia propendere in favore dell\u2019idea che io sia veramente coinvolto. Dopo l\u2019assenza un abbraccio, un invito a cena, acquistano valore. Devo solo essere premuroso e disponibile senza spingere troppo, e la procedura \u00e8 completa\u201d.<\/p>\n<p>Si alza, finisce il prosecco piegando la testa all\u2019indietro, mi d\u00e0 la mano.<\/p>\n<p>\u201cCome le avevo detto, questa storia della procedura \u00e8 molto semplice. Spero di non averla annoiata con le mie piccole idee fisse\u201d.<\/p>\n<p>Mentre si allontana, dico \u201cE lei ha usato la procedura con quella ragazza\u201d.<\/p>\n<p>\u201cEsatto\u201d, risponde, senza voltarsi.<\/p>\n<p>\u201cE anche <em>con me. <\/em>Giusto?\u201d<\/p>\n<p>Si arresta solo per un secondo. \u201cEsatto\u201d, dice di nuovo, questa volta girandosi, mostrando un sorriso divertito, puntando verso di me la sigaretta come un indice prima di sparire del tutto discendendo la scalinata con un passo veloce e fluido, pieno della freschezza del giocatore.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_23469\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"23469\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ogni sera, rientrando dal lavoro, passo al Caff\u00e8 Tambosi per un prosecco e un piattino di olive. 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