{"id":23467,"date":"2015-04-01T16:43:09","date_gmt":"2015-04-01T15:43:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=23467"},"modified":"2015-04-01T16:43:09","modified_gmt":"2015-04-01T15:43:09","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-lultima-di-alessio-sozzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=23467","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;L&#8217;ultima&#8221; di Alessio Sozzo"},"content":{"rendered":"<p>Carlo muove appena le labbra. Sente il respiro farsi strada a fatica fino ai polmoni. La gente \u00e8 scomparsa intorno. Come per magia. Ma non ha nulla di magico la manciata di minuti che sta vivendo. I piatti giacciono sul tavolo. Ancora caldi. La mano di lei trema. Gli sar\u00e0 costata fatica dirglielo. Cancellare una storia in un attimo. Ed adesso non ha nemmeno il coraggio di leggere negli occhi di lui come ci si sente quando cammini per strada e l&#8217;asfalto si squaglia sotto la suola. Antonella. Carlo. A volte lui leggeva i loro nomi scritti a mano sul campanello di casa e gli sembrava un miracolo. Che lui potesse mai costruire, lui abituato a distruggere. Chiude gli occhi. Si concentra sulla voce della donna del tavolo alle sue spalle. Sui passi veloci e perbene del cameriere tra i tavoli. Sul battito del suo cuore che per legge fisica non si pu\u00f2 fermare. Si concentra per sperare che faccia meno male. Non ti amo pi\u00f9. Non ti amo pi\u00f9. Ma non ci riesce. Sente la voce di lei. La sente e la risente come qualche minuto prima. E si chiede se non sia stata sbagliata la sua domanda. Cosa \u00e8 che non va? Forse se avesse taciuto. Se avesse consumato quest&#8217;ennesima cena nel silenzio che li aveva investiti in questi ultimi mesi. Forse. Forse adesso respirerebbe ancora l&#8217;aria. Sarebbe ancora vivo. Con un cuore. Una bocca. Un sorriso. Riapre gli occhi. Lei lo guarda. Ma sembra un altra donna. Non pu\u00f2 essere la stessa. Non pu\u00f2 essere. La stessa che lo teneva tra le braccia dentro il letto per sentirsi pi\u00f9 sicura. La stessa che lo cercava ogni volta che apriva gli occhi. La stessa identica donna che gli chiedeva &#8216;ma mi ami?&#8217; almeno una volta ogni giorno. No non \u00e8 lei. Non \u00e8 lei. Non pu\u00f2 essere lei. Non ha nemmeno gli stessi occhi. Son freddi. Si dice. Son freddi quelli che ho davanti. E poi lei. Lei non gli farebbe mai questo. Mai. Sa che ha sbagliato. Che \u00e8 stato poco presente. Che non ha avuto i poteri per risolvere tutte le sue insoddisfazioni. Ma chi \u00e8 che non sbaglia? chi \u00e8 che non riesce a fare i miracoli? Togli Cristo&#8230;quanti cazzo sarebbero in grado di moltiplicare il pane? Ha gli occhi umidi. Li richiude. Anzi li serra. Cazzo di uomo sarebbe se in questo momento si mettesse a piangere. Magari un uomo reale. Ma non se lo pu\u00f2 permettere. Poi pensa. Passer\u00e0. Dimenticher\u00e0 questa sera. Questa serata. Lo ha fatto tante volte. Non \u00e8 pi\u00f9 un ragazzino. Ma le lacrime bussano quando pensa che di loro non rimarr\u00e0 proprio nulla. Che quello che sente. L&#8217;amore. Diventer\u00e0 polvere da sparo per scopate sparse. E che di lei perder\u00e0 le tracce. Anche se rimarranno in contatto. Si dice sempre cos\u00ec. Fino a che un&#8217;altra donna. Un altro uomo non chieda come pegno d&#8217;amore di cancellare ogni briciola del loro passato. Il cameriere torna. Prende il piatto di lei. Quasi intero. Poi guarda Carlo. Con il piatto nemmeno toccato e con gli occhi chiusi. La testa abbassata&#8230;Signore&#8230;Signore&#8230;si sente bene? Carlo si ridesta alza la testa e fissa questo semi sconosciuto davanti. Si. Si. Tutto bene&#8230;mi scusi&#8230;Porto via? Si non ho fame. Il cameriere prende il piatto. Sparisce. Lo ha gi\u00e0 visto altre volte. Non lo stesso uomo o la stessa donna. Ma ne ha gi\u00e0 visti amori persi tra le sue posate. E sa che quell&#8217;uomo torner\u00e0 nel suo locale. Torner\u00e0 con un altra donna. Quella donna con un altro uomo. Magari tra un mese. O tra un anno. Ma sa che torneranno. Diversi da ora. Sa che \u00e8 triste. Amaro. Carlo intanto si \u00e8 ripreso un minimo. Prende il calice pieno. Lo butta gi\u00f9. Lo riempie. Lo butta gi\u00f9. Antonella lo guarda. Cerca di stendere la mano verso lui. Poi si ferma. Ti far\u00e0 male. Sussurra. Carlo sorride. O forse no. E&#8217; la cosa che mi far\u00e0 meno male stasera se ti pu\u00f2 far stare tranquilla. Lei farfuglia. Sei ingiusto. Lui si versa un altro calice. La guarda perplesso. Poi si alza. Va alla cassa. Paga. Esce fuori. Si tasta la giacca. I pantaloni. Prende il pacco di sigarette e ne tira fuori una. L&#8217;accende e fuma. Poi sorride. Ha un pensiero. E sorride. Sembra tristemente divertito. Pensa. Ecco cosa. Pensa. Pensa che con le donne e le sigarette ti illudi spesso che quella tra le mani possano essere l&#8217;ultima.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_23467\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"23467\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carlo muove appena le labbra. 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