{"id":23395,"date":"2015-03-31T18:41:00","date_gmt":"2015-03-31T17:41:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=23395"},"modified":"2015-03-31T18:41:00","modified_gmt":"2015-03-31T17:41:00","slug":"premio-racconti-per-corti-2015-quel-che-resta-dellassenza-di-valentina-paravano-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=23395","title":{"rendered":"Premio Racconti per Corti 2015 &#8220;Quel che resta dell&#8217;assenza&#8221; di Valentina Paravano"},"content":{"rendered":"<p>Soggetto di Hakeem Abu Jaleela<\/p>\n<p>Sceneggiatura di Hakeem Abu Jaleela, Valentina Paravano, Valerio Tassara<\/p>\n<p>Tutti i Diritti Riservati<\/p>\n<p>Scena 1. Parco. Est Giorno<\/p>\n<p>Un uomo sulla quarantina, aspetto mediterraneo, sta eseguendo una pi\u00e8ce artistica in un parco di una grande citt\u00e0:la sua arte sta nel raccontare storie, far giocolerie, creare figure a terra con le ombre che interagiscono con la natura e con i bambini che guardano curiosi insieme ai genitori. Nel suo gioco delle ombre passa vicino ad un\u2019anziana signora che sta dando da magiare ai piccioni seduta su una panchina che non si fa coinvolgere pi\u00f9 di tanto e sembra un po\u2019 imbarazzata. Adnan forma un piccione in ombra ma non cogliendo reazioni procede con il suo gioco e il suo seguito.<\/p>\n<p>ADNAN<\/p>\n<p>L\u2019ombra non \u00e8 n\u00e9 maschio n\u00e9 femmina<\/p>\n<p>Grigia anche se la accendi con il fuoco<\/p>\n<p>Mi segue, diventa grande, e si rimpicciolisce.<\/p>\n<p>Stavo camminando! Stava camminando!<\/p>\n<p>Stavo seduto! Stava seduta!<\/p>\n<p>Stavo correndo! Stava correndo!<\/p>\n<p>La stavo ingannando quando mi toglievo<\/p>\n<p>il mio mantello nero.<\/p>\n<p>Mi ha imitato e si \u00e8 tolta il suo mantello<\/p>\n<p>grigio<\/p>\n<p>Mi sono girato verso la strada accanto<\/p>\n<p>Si \u00e8 girata verso la strada accanto<\/p>\n<p>Ho detto la inganno ed esco dal tramonto<\/p>\n<p>della mia citt\u00e0<\/p>\n<p>L\u2019ho vista camminare davanti a me nel tramonto<\/p>\n<p>Di un\u2019altra citt\u00e0<\/p>\n<p>Ho detto torno appoggiato su due stampelle<\/p>\n<p>e lei \u00e8 tornata appoggiata su due stampelle<\/p>\n<p>Ho detto la porto sulla mia spalla!<\/p>\n<p>e lei ha rifiutato! (irrigidita)<\/p>\n<p>Ho detto allora la seguir\u00f2 per ingannarla e 3<\/p>\n<p>scherzando seguir\u00f2 a pappagallo le sue forme<\/p>\n<p>imiter\u00f2 colei che mi imita cos\u00ec il somigliante<\/p>\n<p>si fonde con il somigliato<\/p>\n<p>e cos\u00ec non la vedo e lei non mi vede.<\/p>\n<p>Adnan recita la poesia a chiusura del numero. Dopo l\u2019applauso finale bambini e adulti si allontanano, fermandosi presso le bancarelle di ONG umanitarie nelle vicinanze che promuovono il loro lavoro e raccolgono fondi(AMNESTY, EMERGNCY, ECT).Si tratta di un festival. I bambini vanno via correndo vocianti e mentre Adnan prepara le sue cose per andarsene si sofferma con lo sguardo sull\u2019anziana signora seduta su una panchina nascosta dietro un albero che sembra spiare le sue mosse. Adnan si \u00e8 accorto, quando ha provato a coinvolgerla, del suo modo di fare assente e lontano. Ai suoi occhi l\u2019anziana signora sembra vivere in un altro mondo. Mentre prepara Adnan le sue cose, gli si avvicina un uomo accompagnato da un altro con la pettorina di Amnesty<\/p>\n<p>UOMO AMNESTY<\/p>\n<p>Ciao, Adnan ti hanno gi\u00e0 detto che ti abbiamo inserito nella lista per la prossima partenza? Se tutto va bene, presto rivedrai la tua famiglia.<\/p>\n<p>ADNAN<\/p>\n<p>Lo spero tanto, ma non riesco a credere che mi diano un permesso temporaneo per rientrare a casa, sarebbe troppo bello.<\/p>\n<p>UOMO AMNESTY<\/p>\n<p>Ce la stiamo mettendo tutta per smuovere il tuo caso. Noi, l\u2019ambasciata anche le Nazioni Unite hanno dato la loro autorizzazione.<\/p>\n<p>Riesci a sentire i tuoi? Come stanno?<\/p>\n<p>ADNAN<\/p>\n<p>Come pesci in un acquario con un sub che gli d\u00e0 la caccia.<\/p>\n<p>UOMO AMNESTY<\/p>\n<p>E tu?<\/p>\n<p>ADNAN<\/p>\n<p>Vivo come un\u2019ombra. Il mio cuore \u00e8 laggi\u00f9, ma la mia vita \u00e8 qui e non vale niente. 4<\/p>\n<p>UOMO AMNESTY<\/p>\n<p>Non dire cosi! Dobbiamo aspettare il momento buono.<\/p>\n<p>ADNAN<\/p>\n<p>Aspettare&#8230;<\/p>\n<p>UOMO AMNESTY<\/p>\n<p>Non abbatterti. Un giorno tutto questo finir\u00e0. Immagina di essere un ponte tre due mondi. Sar\u00e0 fondamentale per tutti che tu qui abbia creato qualcosa qui. Coraggio!<\/p>\n<p>ADNAN<\/p>\n<p>Ma s\u00ec, certo.<\/p>\n<p>UOMO AMNESTY<\/p>\n<p>Resisti. La settimana prossima c\u2019\u00e8 una conferenza, vorrei che venissi a raccontare la tua storia.<\/p>\n<p>Adnan annuisce; i tre si abbracciano e si salutano, poi i due si allontanano.<\/p>\n<p>Scena 2. Parco. Est. sera<\/p>\n<p>Adnan ha finito di raccattare i suoi strumenti di lavoro e si avvicina ad un uomo in tenuta da giardiniere che una targhetta indica come il responsabile del parco.<\/p>\n<p>RESPONSABILE<\/p>\n<p>Come \u00e8 andata?<\/p>\n<p>ADNAN<\/p>\n<p>Tieni, fatti una birra alla mia salute.<\/p>\n<p>RESPONSABILE<\/p>\n<p>Grazie.<\/p>\n<p>ADNAN<\/p>\n<p>Senti, chi \u00e8 quella signora laggi\u00f9 che viene a vedermi tutti i giorni?<\/p>\n<p>RESPONSABILE<\/p>\n<p>Una mezza pazza, per\u00f2 non d\u00e0 fastidio a nessuno. Passa le giornate a dare da mangiare ai piccioni. Dice che aspetta 5<\/p>\n<p>il marito, ma so che \u00e8 morto nella seconda guerra ad El Alamein.<\/p>\n<p>ADNAN<\/p>\n<p>Non ha nessuno?<\/p>\n<p>RESPONSABILE<\/p>\n<p>L\u2019ho sempre vista sola, a volte se ne sta l\u00e0 a fissare il vuoto per ore come fosse in un altro mondo. Il tuo numero le deve piacere molto se si alza per venirti a spiare&#8230;Ci vediamo.<\/p>\n<p>L\u2019uomo si allontana.<\/p>\n<p>Adnan si avvicina piano alla vecchia signora e le si siede accanto, le loro ombre vicine si toccano. Entrambi le osservano in silenzio,<\/p>\n<p>ADNAN<\/p>\n<p>Le piace il mio numero?<\/p>\n<p>La signora non risponde, ma allunga una mano e porge delle briciole per un piccione, non alla persona ma verso l\u2019ombra del braccio di Adnan. Lui prende le briciole e le d\u00e0 ai piccioni in silenzio. Intorno il parco \u00e8 semideserto \u00e8 l\u2019ora di pranzo e si sentono solo le voci del parco.<\/p>\n<p>Scena 3. Casa Adnan. Int. sera<\/p>\n<p>Luca, un uomo sulla trentina, si sta preparando per uscire. Si guarda allo specchio, si mette lo zaino e si avvia quando su una mensola accanto alla porta trova una serie di bollette. Le guarda, si lascia sfuggire un\u2019imprecazione, quindi torna indietro e bussa con forza alla porta del bagno che apre con violenza. Adnan si sta facendo la barba. Luca gli sbatte davanti gli occhi le bollette.<\/p>\n<p>LUCA<\/p>\n<p>Ce la staccano!!<\/p>\n<p>ADNAN<\/p>\n<p>Cazzo! Mi sono dimenticato di dirti che non riuscivo a pagarla questo mese.<\/p>\n<p>LUCA<\/p>\n<p>Questo mese? Basta, Adnan! Questa la 6<\/p>\n<p>paghi tu!<\/p>\n<p>ADNAN<\/p>\n<p>Mi dispiace, Luca, mi sa che non ce la faccio questo mese.<\/p>\n<p>LUCA<\/p>\n<p>Tu fai l\u2019artista e io a correre dietro alle bollette. Almeno avessi accettato il lavoro che ti avevo rimediato adesso non staresti cosi!<\/p>\n<p>ADNAN<\/p>\n<p>Sono loro che non mi hanno accettato!<\/p>\n<p>LUCA<\/p>\n<p>S\u00ec, certo. Potevi pure evitare di dire che stai per tornare nel tuo paese&#8230;<\/p>\n<p>ADNAN<\/p>\n<p>Luca, primo io sono un artista, secondo sai benissimo che non posso garantire la mia presenza per un anno. Gli avrei dato una fregatura, non posso farlo&#8230;<\/p>\n<p>LUCA<\/p>\n<p>S\u00ec, s\u00ec, certo il Pirandello del nuovo secolo!Il nuovo realismo teatrale! Ma va, va&#8230; Questa la pago io, ma \u00e8 l\u2019ultima volta.<\/p>\n<p>Luca si volta e fa per andarsene. Ma in corridoio inciampa su una valigia messa in un angolo vicino alla porta.<\/p>\n<p>LUCA<\/p>\n<p>Cazzo! \u2018Sta valigia di merda sempre in mezzo alle palle&#8230;<\/p>\n<p>Luca torna indietro verso il bagno e guardando Adnan dice.<\/p>\n<p>LUCA<\/p>\n<p>Ma che aspetti a disfarla? Non ti rendi conto che neanche L\u2019ONU potrebbe<\/p>\n<p>farti tornare a casa???<\/p>\n<p>Luca esce. Adnan con il volto rasato per met\u00e0 si affaccia dal bagno e guarda la sua valigia con aria sconsolata. 7<\/p>\n<p>Scena 4. Parco. Est. giorno<\/p>\n<p>Lo spettacolo \u00e8 in corso, quando arriva il giardiniere che comunica che bisogna interrompere perch\u00e9 stanno arrivando i vigili. Il cielo si fa scuro, Adnan ferma lo spettacolo con le ombre.<\/p>\n<p>La folla si allontana. Intorno ad Adnan, si crea il vuoto. Lui rimane solo e, mentre finisce di mettere a posto, si accorge che in lontananza l\u2019anziana signora \u00e8 ancora l\u00ec, seduta sulla panchina, e senza curarsi di nulla continua a nutrire i piccioni. E gioca con la sua ombra mentre a voce alta ripete parte della poesia di Adnan. Adnan, mescolandosi fra le persone, si avvicina di soppiatto senza farsi vedere.<\/p>\n<p>SIGNORA<\/p>\n<p>Stavo camminando! Stava camminando!<\/p>\n<p>Stavo seduto! Stava seduta!<\/p>\n<p>Stavo correndo&#8230;<\/p>\n<p>ADNAN<\/p>\n<p>Stava correndo!<\/p>\n<p>SIGNORA<\/p>\n<p><i><span style=\"font-family: Courier New,Courier New; font-size: medium;\"><span style=\"font-family: Courier New,Courier New; font-size: medium;\">(COLTA DI SORPRESA CONTINUA A DAR DA MANGIARE A PICCIONI) <\/span><\/span><\/i><\/p>\n<p>Mahmud Darwish \u00e8 un grande poeta!<\/p>\n<p>ADNAN<\/p>\n<p>Lo conosce? Mi meraviglia, non \u00e8 stato mai tradotto in italiano&#8230;<\/p>\n<p>SIGNORA<\/p>\n<p>La stavo ingannando quando mi toglievo il mio mantello nero.<\/p>\n<p>ADNAN<\/p>\n<p>Mi ha imitato e si \u00e8 tolta il suo mantello grigio&#8230;<\/p>\n<p>SIGNORA<\/p>\n<p>L\u2019ho imparata ascoltandola. A mio marito piacerebbe tanto, lui ama la cultura araba. Sa, io e mio marito stiamo insieme da una vita. Io avevo 16 anni quando ci siamo fidanzati, ancora non c\u2019era la 8<\/p>\n<p>televisione&#8230;<\/p>\n<p>ADNAN<\/p>\n<p><i><span style=\"font-family: Courier New,Courier New; font-size: medium;\"><span style=\"font-family: Courier New,Courier New; font-size: medium;\">(D\u00c0 UN OCCHIATA AL PARCO E NON VEDE NESSUN MARITO, MENTRE I VIGILI CONTROLLANO IN GIRO) <\/span><\/span><\/i><\/p>\n<p>Suo marito \u00e8 qui con lei?<\/p>\n<p>SIGNORA<\/p>\n<p>Mio marito \u00e8 partito per la guerra e io lo sto aspettando.<\/p>\n<p>ADNAN<\/p>\n<p>Quale guerra signora?<\/p>\n<p>SIGNORA<\/p>\n<p>La guerra! C\u2019\u00e8 da domandarsi quale? C\u2019\u00e8 sempre una guerra da qualche parte&#8230;<\/p>\n<p>ADNAN<\/p>\n<p>E suo marito torna sempre?<\/p>\n<p>SIGNORA<\/p>\n<p>Scherza? E\u2019 da quando siamo fidanzati che ci diamo appuntamento qui. Non \u00e8 mai mancato&#8230;<\/p>\n<p>Non abbiamo avuto figli, ma abbiamo passato tutta la vita insieme. Io lo aspetto sempre qua, sono sicura che verr\u00e0 anche questa volta, come sempre, e saremo di nuovo felici<\/p>\n<p>Sa, \u00e8 molto bello il suo numero con le ombre. Lei \u00e8 molto bravo.<\/p>\n<p>ADNAN<\/p>\n<p>Grazie.<\/p>\n<p>La signora allunga di nuovo del pane ad Adnan che la aiuta a dare da mangiare ai piccioni<\/p>\n<p>SIGNORA<\/p>\n<p>Le ombre sono pericolose riempiono i vuoti e ci ricordano quello che \u00e8 stato o quello che avremmo potuto essere..<\/p>\n<p>Spesso sopravvivono alle persone. Lei \u00e8 molto bravo a giocare con le ombre. Ma ci crede nel mondo delle ombre, signor&#8230;? 9<\/p>\n<p>ADNAN<\/p>\n<p>ADNAN, il mio nome \u00e8 Adnan. Certo che ci credo alle ombre, sono un effetto della nostra vita, riflettono ci\u00f2 che siamo<\/p>\n<p>SIGNORA (SORRIDENDO)<\/p>\n<p>S\u00ec, le ombre ci sono sempre tranne quando c\u2019\u00e8 troppo sole o troppa felicit\u00e0. Allora si ribellano forse e spariscono e non si sa mai se tornano.<\/p>\n<p>Venga a sedersi. Quindi lei \u00e8 extracomunitario&#8230;<\/p>\n<p>ADNAN<\/p>\n<p>Sono palestinese.<\/p>\n<p>SIGNORA<\/p>\n<p>A volte quando il sole \u00e8 molto forte certe ombre ci vengono a trovare. Lei le ha mai viste?<\/p>\n<p>ADNAN (OSSERVANDO DA LONTANO I VIGILI CHE SI ALLONTNANO)<\/p>\n<p>No. Ora devo andare, magari un\u2019altra volta. Arrivederci, signora. E\u2019 sicura che non vuole che chiami qualcuno o che l\u2019accompagni da qualche parte?<\/p>\n<p>La signora senza togliere lo sguardo dall\u2019orizzonte risponde.<\/p>\n<p>SIGNORA<\/p>\n<p>No, grazie, aspetto mio marito.<\/p>\n<p>Adnan prende un foglio, vi scrive il suo numero di telefono e glielo mette nella tasca.<\/p>\n<p>ADNAN<\/p>\n<p>Se le occorre qualcosa cosa, questo \u00e8 il mio numero&#8230;<\/p>\n<p>La signora senza distogliere lo sguardo dall\u2019orizzonte risponde.<\/p>\n<p>SIGNORA<\/p>\n<p>Grazie. 10<\/p>\n<p>Scena 5. Casa Adnan. Int. giorno<\/p>\n<p>In cucina, mentre Adnan sta cucinando, Luca entra facendo esercizi di giocoleria con tre arance.<\/p>\n<p>LUCA (IRONICO)<\/p>\n<p>Queste tre arance invece del tuo teatro sperimentale ti farebbero guadagnare sicuramente pi\u00f9 soldi, non credi?<\/p>\n<p>Adnan gli sorride ma poi il suo sguardo preoccupato torna sulla TV dove al Jazeera (o la RAI) riporta gravi notizie sulla Palestina. Luca si ferma.<\/p>\n<p>LUCA<\/p>\n<p>Sei preoccupato per i tuoi figli?<\/p>\n<p>ADNAN<\/p>\n<p>Loro sono giovani e se non fanno follie se la caveranno. E\u2019 mia madre che mi preoccupa, non ho notizie da giorni.<\/p>\n<p>Il telefono squilla. Luca risponde.<\/p>\n<p>LUCA<\/p>\n<p>Pronto&#8230; (poi rivolto ad Adnan)&#8230; Credo sia arabo.<\/p>\n<p>ADNAN<\/p>\n<p>Pronto Amina, ringraziamo Dio! Come stai? Ti prego, dammi notizie della mamma&#8230; capisco, capisco, no, non ti sento bene&#8230;<\/p>\n<p>Adnan attacca il ricevitore, Luca che era rimasto nelle vicinanze chiede<\/p>\n<p>LUCA<\/p>\n<p>Tutto bene???<\/p>\n<p>ADNAN<\/p>\n<p>Sono morti dei nostri amici. Mia madre e la mia famiglia stanno bene per ora. Dice che vivono come ombre e che l\u2019unica cosa che gli d\u00e0 forza \u00e8 il ricordo della nostra famiglia quando eravamo insieme e felici.<\/p>\n<p>Ad Adnan cade lo sguardo sulla valigia, Luca segue il suo sguardo e si accorge della malinconia dell\u2019amico. 11<\/p>\n<p>ADNAN<\/p>\n<p>Temo che quella valigia rimarr\u00e0 qui ancora per molto tempo.<\/p>\n<p>Scena 6. Parco. Est. giorno<\/p>\n<p>Adnan sta facendo il suo spettacolo quando sopraggiunge un improvviso nuvolone che costringe gli astanti a scappare e Adnan a terminare improvvisamente il suo numero. Mente raccoglie frettolosamente le sue cose, vede la vecchina seduta sulla panchina fissare il vuoto davanti a s\u00e9 e continuare a dare da mangiare a voraci piccioni che non si fanno spaventare neanche dall\u2019arrivo della pioggia. Adnan corre da lei e le si siede accanto.<\/p>\n<p>ADNAN<\/p>\n<p>Signora, presto verr\u00e0 a piovere, non va a casa???<\/p>\n<p>SIGNORA<\/p>\n<p>Non posso, sto aspettando mio marito.<\/p>\n<p>ADNAN<\/p>\n<p>E\u2019 sicura che verr\u00e0 anche con la pioggia?<\/p>\n<p>SIGNORA<\/p>\n<p>Guardi lei stesso; credo che lei sappia vedere le ombre anche senza il sole<\/p>\n<p>Sullo sguardo perso dei due vediamo il parco (probabilmente virato seppia o qualcosa di simile in color correction) che per un momento si anima di persone come negli anni \u201830. In una bella giornata di sole vediamo in lontananza un uomo che si avvicina sorridendo e salutando.<\/p>\n<p>Il momento quasi mistico \u00e8 interrotto da un tuono improvviso che sembra risvegliare Adnan che, quasi spaventato dall\u2019improbabile visione si alza, indossa la giacca intorno alle spalle della signora saluta e se ne va. Da lontano si volta per osservare la signora che si ripara sotto un albero e continua a guardare nella stessa direzione.<\/p>\n<p>Scena 7. Saletta Amnesty. Int. sera<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 una conferenza. Adnan sta presenziando assorto in silenzio, il 12<\/p>\n<p>relatore sforna dati e cifre sulla guerra in corso.<\/p>\n<p>Il telefono squilla di nuovo, stavolta \u00e8 il cellulare di Adnan che risponde in tutta fretta.<\/p>\n<p>ADNAN<\/p>\n<p>S\u00ec, sono io chi parla? &#8230; Vengo subito.<\/p>\n<p>Scena 8. Corridoio ospedale. Int sera<\/p>\n<p>Nel corridoio Adnan parla con un dottore avviandosi verso una stanza.<\/p>\n<p>DOTTORE<\/p>\n<p>Non aveva documenti. L\u2019unico recapito che le abbiamo trovato addosso \u00e8 il suo numero di telefono. Non fa altro che parlare di suo marito, dice che lo sta aspettando&#8230; che non pu\u00f2 morire senza salutarlo&#8230; Lei \u00e8 un parente?<\/p>\n<p>ADNAN<\/p>\n<p>&#8230; un amico. Posso vederla?<\/p>\n<p>Scena 9. Camera ospedale. Int. sera<\/p>\n<p>Adnan entra nella stanza insieme al dottore e all\u2019infermiera. Si siede vicino alla signora, le prende la mano. Lei lo guarda e gli sorride.<\/p>\n<p>SIGNORA<\/p>\n<p>Amore mio, sei qui finalmente! Quanto ti ho aspettato&#8230;<\/p>\n<p>Adnan guarda il dottore e l\u2019infermiera.<\/p>\n<p>ADNAN<\/p>\n<p>S\u00ec, sono qui&#8230;<\/p>\n<p>SIGNORA<\/p>\n<p>Lo sapevo che saresti arrivato.<\/p>\n<p>La signora sorride. Il diagramma elettronico della macchina del battito cardiaco si appiattisce e il suono che decreta la sua morte si fa sempre pi\u00f9 insistente. 13<\/p>\n<p>Scena 10. Parco. Est. giorno<\/p>\n<p>E\u2019 un giorno di sole. Adnan \u00e8 seduto sulla panchina della signora, intorno a lui i piccioni sembrano reclamare inutilmente il loro pasto.<\/p>\n<p>Adnan fissa nel vuoto e nel controcampo della sua soggettiva rivediamo quello stesso parco in color correction come lo abbiamo visto precedentemente: persone vestite anni Trenta, carrozzine e, in lontananza, un signore che levandosi un cappello Borsalino s\u2019incammina felice e con gran sorriso verso di noi.<\/p>\n<p>Fino a portarci ai titoli di coda.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_23395\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"23395\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Soggetto di Hakeem Abu Jaleela Sceneggiatura di Hakeem Abu Jaleela, Valentina Paravano, Valerio Tassara Tutti i Diritti Riservati Scena 1. Parco. Est Giorno Un uomo sulla quarantina, aspetto mediterraneo, sta eseguendo una pi\u00e8ce artistica in un parco di una grande citt\u00e0:la sua arte sta nel raccontare storie, far giocolerie, creare figure a terra con le [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_23395\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"23395\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":6685,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[218],"tags":[],"class_list":["post-23395","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-per-corti-2015"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23395"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/6685"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=23395"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23395\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":23464,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23395\/revisions\/23464"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=23395"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=23395"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=23395"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}