{"id":23384,"date":"2015-03-31T18:30:39","date_gmt":"2015-03-31T17:30:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=23384"},"modified":"2015-03-31T18:30:39","modified_gmt":"2015-03-31T17:30:39","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-africa-di-rossana-jommi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=23384","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;Africa&#8221; di Rossana Jommi"},"content":{"rendered":"<p>Si erano conosciuti nel corso di un lungo viaggio in Africa. Erano stati diciotto giorni a stretto contatto condividendo ogni momento della giornata compreso il sedile posteriore dell\u2019auto con cui effettuavano lunghi spostamenti da un luogo all&#8217;altro del paese. Non si erano scambiati per un periodo che poche parole. Lui se ne stava un po\u2019 in disparte, riservato, come se non volesse essere pi\u00f9 di tanto coinvolto dagli altri e dalle dinamiche del gruppo dei compagni di viaggio. Aveva qualche volta scherzato con lei prendendola in giro e ridendo dei segni dell\u2019et\u00e0 nel loro corpo, meno giovane rispetto agli altri del gruppo. Era una schermaglia allegra ma superficiale e tutto finiva l\u00ec. Lei per la prima volta in vita sua se n\u2019era partita prima di Natale, giorno da sempre passato con i genitori, la figlia e i fratelli, aggregandosi a un viaggio che le avrebbe permesso di scavallare tutte le festivit\u00e0 natalizie e post natalizie che gi\u00e0 le portavano sempre una certa malinconia tanto pi\u00f9 in quel periodo della propria vita segnato particolarmente da depressione e dolore. Era una donna anche vivace e allegra quando non era sola ma la solitudine in cui versava la sua vita e un senso profondo di inutilit\u00e0 dal momento in cui aveva smesso di lavorare e sua figlia aveva preso la sua strada, l\u2019avevano portata a un passo dal perdere quasi completamente la voglia di vivere e non era donna capace di sopportare semplicemente di sopravvivere.<\/p>\n<p>Lui si mostrava come persona \u201cnormale\u201d, poco definibile in realt\u00e0 se non per i pochi fatti che aveva descritto della sua situazione di vita: sposato da molti anni, un figlio a sua volta sposato. Non esprimeva altro di s\u00e9 ed era la persona che nel gruppo appariva la pi\u00f9 adattabile. Nessuno nel gruppo manifestava interesse a conoscerlo al di l\u00e0 di quelle apparenze di normalit\u00e0 che a lui piaceva mostrare ad eccezione forse di lei che, se non altro per la loro stretta vicinanza in auto, aveva cercato almeno di porgli qualche domanda sulla sua vita. D\u2019altra parte in realt\u00e0 nel gruppo a nessuno interessava approfondire i rapporti con nessun altro; volevano fare quel viaggio ognuno proveniente da storie che a nessuno importava condividere e dovevano per forza aggregarsi ad altri. Per fortuna quella volta i partecipanti erano solo sette.<br \/>\nLui non prendeva mai parte neppure alle piccole e innocue discussioni che avvenivano nel gruppo, non interveniva per scelta programmatica di rimanerne fuori o forse, per carattere. Lei lo aveva soprannominato \u201cl\u2019ignavo\u201d con una certa lungimiranza.<br \/>\nMa un giorno, forse il terzo o il quarto dalla loro partenza, mentre al solito stavano viaggiando in auto, lei improvvisamente scoppi\u00f2 in un pianto convulso e irrefrenabile che le scuoteva le spalle, senza una ragione apparente. Singhiozzava senza poter darne o darsene una ragione come se un dolore senza nome improvvisamente le fosse esploso da dentro e non pot\u00e9 essere frenato dalla presenza degli altri, in fondo estranei a lei. Invece lui d\u2019impulso la strinse in un abbraccio a cui lei si abbandon\u00f2 totalmente infrangendo di colpo ogni normale barriera che avrebbe posto al contatto cos\u00ec vicino col corpo di uno sconosciuto. Si adagi\u00f2 sul suo petto con una fiducia e un abbandono all&#8217;apparenza ingiustificato. Era cos\u00ec buono ora quello che sentiva che poteva stare bene anche col dolore. C\u2019era una consolazione inspiegabile che le veniva da quel contatto di cui gli fu subito grata dentro di s\u00e9 tanto che non volle staccarsene. Quell&#8217;abbraccio li aveva colti entrambi di sorpresa e qualcosa dell\u2019uno e dell\u2019altro d\u2019un tratto erano entrati in risonanza bypassando d\u2019un colpo ogni barriera tra loro. Non se ne erano pi\u00f9 staccati per tutto il resto del loro viaggio, come se misteriosamente qualcosa di ognuno di loro di molto intimo e familiare fosse entrato improvvisamente e imprevedibilmente in risonanza profonda. Da allora ogni momento passato sul sedile posteriore di quell&#8217;auto li aveva visti senza sosta l\u2019uno abbracciato all&#8217;altra e baci e carezze erano stati il loro modo di stare assieme, con una tenerezza, una dolcezza, all&#8217;apparenza ingiustificate. Veniva tutto cos\u00ec naturale che anche l\u2019usuale pudore per la presenza degli altri era stato completamente spazzato via. Che cosa li aveva cos\u00ec avvicinati in un attimo? Quali mancanze di entrambi li avevano spinti cos\u00ec imperiosamente l\u2019uno verso l\u2019altra? Non se lo chiedevano e tanto meno se lo dicevano. Parlavano con i loro corpi. Lei gli era grata per quel contatto benefico che le faceva sorprendentemente cos\u00ec bene e l\u2019aveva inondato con un fiume di dolcezza infinita che non avrebbe mai voluto smettere di donargli lasciandolo stupito e affascinato. Tutto stava avvenendo cos\u00ec naturalmente e insieme follemente. Vivevano fuori dalla loro realt\u00e0 ma chiss\u00e0 perch\u00e9 erano decisi a prendersi tutto quel buono che sentivano ne stava venendo. Era una follia quella o era folle la vita che conducevano ognuno nella propria realt\u00e0, che lui soprattutto conduceva nella propria realt\u00e0? Lei era una donna libera, libera mentalmente e l\u2019amore e il vivere autenticamente era sempre stato in cima alla sua scala di valori, disadattata rispetto a una realt\u00e0 attorno che andava in direzione opposta. Ma lui appariva come ben adattato, cos\u00ec normale, quasi quasi dove lo mettevano stava, tanto sembrava incapace di fare scelte sue sulla base dei propri desideri, dei propri bisogni pi\u00f9 profondi di cui probabilmente non sapeva nulla. Ma quella volta era emerso qualcosa di diverso, di autentico e vivo in lui, forse dimenticato da tanto tempo.<br \/>\nPoi ci fu una notte in cui per caso si erano trovati posti a dormire nella stessa stanza, lei nel letto matrimoniale con una compagna di viaggio e lui in un letto al suo fianco.<br \/>\nAvevano spento la luce da pochi minuti quando lei senza poter comandare in alcun modo i propri gesti, allung\u00f2 un braccio a cercare quello di lui accanto con una intensit\u00e0 che la sua mente non comandava pi\u00f9 e lui le corrispose con la stessa intensit\u00e0. Si era generato un qualcosa tra loro che cresceva minuto dopo minuto e pretendeva di essere comunicato attraverso il contatto dei loro corpi. Nessun freno li inibiva e tutto sembrava loro cos\u00ec naturale e fluido. Dopo pochi secondi cadde l\u2019ultimo argine e lei, con una spinta che anticipava la propria volont\u00e0, si infil\u00f2 rapidamente nel letto di lui e il desiderio flu\u00ec spontaneamente, naturalmente, intensamente e quietamente tra loro come se i loro corpi si attendessero da sempre. Lui la baci\u00f2 dappertutto e il corpo di lei vibr\u00f2 a quei baci attesi da sempre. Nessun pudore tra loro a trattenerli, nessuna difesa all&#8217;incontro pi\u00f9 intimo che si stava realizzando. I loro corpi si muovevano all&#8217;unisono come se sapessero l\u2019uno dell\u2019altro, in sintonia e lui le baci\u00f2 il sesso mente lei inarcava la schiena per il piacere e accresceva a sua volta il desiderio di lui. Era cos\u00ec forte quello che lei sentiva con lui che gli chiese di fermarsi perch\u00e9 quell&#8217;intensit\u00e0 che la travolgeva troppo completamente potesse essere stemperata quel tanto che potesse essere sopportabile se lui le avesse dato tempo per sostenerla. Lei non poteva contenerla in quella situazione in cui non erano liberi di essere come avrebbero voluto, costretti com&#8217;erano a controllare il sonno della compagna di stanza. Il loro desiderio pretendeva che non ci fossero limiti alle loro espressioni, quelle coperte sotto le quali nascondevano le loro effusioni di amore non bastavano pi\u00f9 a contenere i gesti e i movimenti che i loro corpi chiedevano di compiere imperiosamente senza limiti e senza pudori. Si sarebbero voluti dare l\u2019uno all&#8217;altra completamente lentamente dolcemente teneramente come veniva loro stranamente naturale ma la situazione non permetteva di andare oltre. Lei perci\u00f2 gli chiese di fermarsi, non per porre termine a quanto veniva succedendo tra loro, ma come una sosta che chiedeva di essere ripresa appena possibile , perch\u00e9 quell&#8217;intensit\u00e0 cos\u00ec potente da risultare dolorosa potesse stemperarsi ed essere pienamente goduta passo dopo passo in una situazione che permettesse loro di espandersi in ogni direzione fosse nata da loro. Lei si forz\u00f2 a ritornare nel letto matrimoniale accanto all&#8217;intrusa, ma trasport\u00f2 con s\u00e9, sulla propria pelle e nel proprio corpo, il corpo di lui e i suoi gesti di amore. Il suo corpo all&#8217;insaputa della sua mente provava qualcosa che ,nel trattenerlo temporaneamente, non faceva che crescere e che senza saperlo le aveva toccato l\u2019anima.<br \/>\nI giorni successivi li videro quasi sempre a fianco anche se ci volle la spinta di lei perch\u00e9 lui uscisse definitivamente allo scoperto anche di fronte agli altri e anche di fronte a loro continuasse a mostrare con gesti pubblici quella tenerezza che ormai, se pur in quella inusuale situazione, lontana ognuno dalla propria realt\u00e0, provavano l\u2019uno per l\u2019altra.<br \/>\nUn giorno nel corso del viaggio che li aveva portati in cima a una montagna si erano soffermati quando ormai il sole stava calando a cercare di individuare una bellissimo animale con grandissime corna in mezzo al bosco mentre il freddo era sceso su di loro. Lui le aveva cinto col braccio le spalle come a lei non succedeva da una vita e lei aveva voluto trattenersi fino all\u2019ultimo con lui nonostante il freddo della sera le fosse penetrato dentro provocandole un tremore incontrollabile. Non voleva perdersi nulla di quella tenerezza di cui sentiva la mancanza da sempre. Chiss\u00e0 se lo stesso fosse per lui. Non se lo chiedeva decisa com\u2019era a godersi questo regalo che la vita le stava dando dopo tante amarezze, tanto dolore. Non la sfiorava il pensiero del dopo, tanto impellente era il bisogno di prendersi quella cosa tanto buona che le stava avvenendo inaspettatamente. Sentiva una dolcezza dentro di s\u00e9 per lui che le faceva bene dopo tanti anni di deserto nel corpo e negli affetti. Da quel primo abbraccio aveva goduto momento per momento questa strana e pazza cosa che le succedeva accanto a lui, quell\u2019inusitata intensit\u00e0 di sensazioni e di emozioni che travolgeva entrambi, senza porsi interrogativi e senza alcun freno. Le veniva naturale. Lui pi\u00f9 reticente si lasciava dapprima forse un po\u2019 trascinare da lei e ma poi quando i loro corpi erano vicini lui era come lei. Questo le scioglieva ogni riserva e il fiume di quelle emozioni che li venivano attraversando non trovava pi\u00f9 ostacoli a fluire in loro.<br \/>\nIl freddo di quella sera le era penetrato talmente dentro che una volta nella stanza, che condividevano con gli altri del gruppo, non poteva smettere di tremare e sembrava che nulla potesse fermare quel tremore che le squassava il corpo. Lui si preoccup\u00f2 di lei e la copr\u00ec con tutte le coperte che riusc\u00ec a trovare . \u201csar\u00e0 cos\u00ec morire?\u201d le chiese lei \u2013 ad un tratto come rivolta all\u2019unico affetto che possedeva. Non aveva mai provato il gelo penetrarle dentro cos\u00ec in tutte le fibre del suo corpo . Lui le stava accanto chiss\u00e0 perch\u00e9, finch\u00e9 la ricopr\u00ec col proprio piumino che finalmente cominci\u00f2 a scaldarla e pose fine alla sua agonia. Quel gesto di cura gratuito e tenero in mezzo a tanta indifferenza glielo fece sentire ancora pi\u00f9 vicino, e la leg\u00f2 ulteriormente a lui senza che se ne rendesse conto.<br \/>\nQuella notte tutto il gruppo dorm\u00ec nella stessa stanza e lui si era disposto sul letto a castello sopra di lei ma era cos\u00ec in alto che la mano di lei non poteva raggiugerlo come avrebbe voluto. Stranamente quella notte, lui che sembrava sempre cos\u00ec tranquillo, ebbe un sonno agitatissimo che fece traballare tutto il letto a castello turbando il sonno se pur indotto dai sonniferi di lei. Non tutto \u00e8 tranquillo e \u201cnormale\u201d nella sua vita come vuole ad ogni costo fare apparire di giorno, lei si trov\u00f2 a pensare. Trapelavano delle falle nella vita di lui che lei valutava positive perch\u00e9 quella sua vita dichiarata cos\u00ec normale e in fondo noiosa non era coerente con quello che stava succedendo tra loro. Avrebbe voluto allungare una mano verso di lui, in una condizione che le impediva decisamente quella volta di salire fino alla sua branda, avrebbe voluto calmarlo col contatto del proprio corpo ma non fu possibile e non ci fu pi\u00f9 l\u2019occasione di quella notte che li aveva visti nello stesso letto . Forse se lui avesse avuto pi\u00f9 coraggio avrebbe potuto una notte trovare ospitalit\u00e0 nella tenda di lei ma troppa era la vicinanza con gli altri e lui comunque non ebbe questo coraggio e lei non si sent\u00ec di ripetere la sfrontatezza di quell\u2019unica notte magica. Questa volta aspettava da lui che facesse il suo stesso gesto ma lui non lo fece. Sembrava che lui agisse di rimessa, senza una iniziativa propria fatta eccezione per quel primo spontaneo abbraccio con cui avevano stabilito quel contatto definitivo ma che lei temeva lui potesse disconoscere da un momento all\u2019altro.<br \/>\nArriv\u00f2 il giorno che li avrebbe separati per sempre. Il viaggio volgeva al termine ma ancora lunghe ore di attesa li aspettavano all&#8217;aeroporto prima del volo che li avrebbe dapprima condotti con lo stesso volo al Cairo e poi con voli separati lei a Roma e lui a Milano. C\u2019erano brandine in aeroporto dove potevano distendersi nell&#8217;attesa ma lui non sembrava fare nulla perch\u00e9 potessero ancora prolungare la loro vicinanza scegliendone due accanto. Questo la fer\u00ec. Sentiva quella separazione come uno strappo che la lacerava dentro insopportabilmente e un dolore, che pur apparendole sproporzionato alla situazione, le trapassava il corpo. Lui invece si mostrava tranquillo. Lei non volle mostragli il suo dolore per orgoglio o perch\u00e9 il dolore non le impedisse ancora per un po\u2019 di godere fino all&#8217;ultimo della sua vicinanza. Si prese delle gocce di calmante e si distese accanto a lui tenendogli la mano. \u201cse vuoi fare il viaggio accanto a me fai tu in modo di ottenere posti vicini\u201d \u2013 gli disse con un po\u2019 di risentimento misto a una tenerezza e a un desiderio che non riusciva a staccare cos\u00ec di colpo da s\u00e9. Lui lo fece e si sedette accanto a lei per quelle tre ore e mezzo prima della loro definitiva separazione. Il desiderio li spingeva ancora una volta quasi disperatamente l\u2019uno verso l\u2019altra. Riuscirono ad ottenere due posti accanto sul&#8217;aereo ma quelle maledette luci non venivano mai spente mentre uno stupido pasto veniva loro servito. Loro non potevano aspettare oltre e si coprirono come poterono allo sguardo dei vicini con una coperta per continuare ad accarezzarsi, baciarsi , ad amarsi con una sete l\u2019uno dell\u2019altro che non sopportava rinvii. Avrebbero voluto fare l\u2019amore l\u00ec, ignari degli altri attorno a s\u00e9, ma il bracciolo in mezzo a loro li ostacolava.- \u201c Adesso ti vengo sopra \u201c &#8211; lei gli disse in un impeto che non poteva frenare e quello che non potevano fare se lo dissero all&#8217;orecchio sfiniti da un sonno di cui erano privi da troppe ore. Lui le sussurr\u00f2 all&#8217;orecchio passo per passo tutti i gesti d\u2019amore che avrebbe fatto con lei se non fossero stati impediti dalla situazione , glielo disse con tale carica di desiderio che per lei era come averlo vissuto davvero col corpo e con la mente. Prov\u00f2 una sorta di orgasmo e croll\u00f2 nel sonno tra le sue braccia.<br \/>\nAll&#8217;aeroporto del Cairo si dovettero separare. Lei non volle il suo numero di telefono ma gli dette il suo: -\u201cSe vuoi chiamami tu\u201d &#8211; gli disse, carica di un dolore insopportabile quanto inspiegabile razionalmente. Si conoscevano appena! Oppure no, si erano conosciuti pi\u00f9 profondamente andando diretti alla loro essenza pi\u00f9 profonda? Due voli diversi li avrebbero riportati alle loro rispettive destinazioni.<br \/>\nStordita per il viaggio senza sonno e ancor pi\u00f9 per quanto era successo, una volta a casa, lei dormi per quasi due giorni. Il terzo giorno lui la chiam\u00f2. Il loro contatto non si era interrotto come lei temeva con la fine del viaggio ma le parole di lui erano asettiche, prive di quella intensit\u00e0 che i loro corpi avevano provato. Ma iniziarono a comunicare con le parole . L\u2019incapacit\u00e0 di lui di esprimere le proprie emozioni con le parole la feriva mentre lei continuava a sentire dentro di s\u00e9 e nel proprio corpo la presenza di lui. Ma poi cap\u00ec che In modo diverso e soprattutto con modi diversi di esprimerlo entrambi si mancavano e portavano ancora addosso tutte le sensazioni provate mentre stavano insieme. Non potevano smettere di parlarsi questa volta con le parole e a distanza come a continuare a sentirsi incollati l\u2019uno all&#8217;altra. Venti, trenta messaggi ogni giorno, e poi un appuntamento fisso ogni giorno al telefono per ore a dirsi tutto quello che provavano e a ripercorrere quello che avevano vissuto e che ancora avevano sulla pelle l\u2019uno dell\u2019altro. Lui era diventato un compagno fisso che la accompagnava in ogni minuto della giornata e la dolcezza, la tenerezza folle che l\u2019aveva spinta tra le sue braccia cresceva accanto a un affetto che la scaldava e non la faceva pi\u00f9 sentire sola. Lui c\u2019era sempre, coi suoi messaggi e con le sue lunghe telefonate appena uscito dal lavoro.<br \/>\nSi promisero di rivedersi. Lui sarebbe andato un weekend a trovarla a casa sua . Lui abitava ormai la casa di lei e lei se lo sentiva a fianco, soprattutto la notte quando le veniva naturale nel letto allungare una mano per toccarlo e sentirlo l\u00e0 dove gi\u00e0 lei sentiva che lui era, accanto a lei. Si svegliava nel mezzo della notte e non poteva fare a meno di coprire di baci con tutta la dolcezza di cui era capace il cuscino accanto a lei, come ad anticipare la presenza di lui. Anche il desiderio cresceva e lei gli aveva descritto quello che le succedeva pensandolo con lei che inarcava la schiena e si allungava nel letto pronta ad accogliere il desiderio di lui. Non aveva mai provato qualcosa del genere in vita sua e temeva questa follia che l\u2019aveva presa, ma lui la rassicurava. \u201cnon si possono comandare i sentimenti!\u201d le aveva scritto quando lei gli aveva manifestato i propri timori. Lui c\u2019era sempre nell&#8217;arco di tutta la giornata, non perdevano mai il contatto tra loro.<br \/>\nSi erano dati un appuntamento per il primo weekend in cui lei avrebbe avuto la sua casa libera. Solo due settimane e sarebbero stati di nuovo insieme. Nell&#8217;attesa ansia, paure, desiderio crescente tutto si rimescolava in lei. L\u2019avrebbe riconosciuto? Gli chiese \u2013 \u201cO avrebbero dovuto ricominciare a conoscersi da zero? \u2013 e lui le rispondeva che si sarebbero riconosciuti subito, sicuro di riprendere quel miracoloso contatto che la separazione fisica aveva temporaneamente messo in stand by.<br \/>\nPer l\u2019occasione lei si era anche comprata due abiti nuovi. Non l\u2019avrebbe riconosciuta senza i soliti pantaloni stracciati da viaggio e truccata! Certamente la trasformazione lo avrebbe sorpreso favorevolmente! Non l\u2019aveva conosciuta che nelle sue peggiori condizioni durante un viaggio cos\u00ec faticoso.<br \/>\nSolo due settimane!<br \/>\nPoi un giorno lui le comunic\u00f2 che sua madre stava male e che l\u2019avrebbe fatta ricoverare in ospedale per accertamenti. Nulla per\u00f2 sembrava cambiato verso di lei nonostante questa nuova imprevista e preoccupante situazione e continuava a comunicare costantemente come sempre con lei, come al solito affettuosamente.<br \/>\nPolmonite. Sua madre aveva la polmonite a 90 anni . Lei cominci\u00f2 a sentirsi preoccupata nonostante lui non desse segno di alcun cambiamento. Poi all&#8217;improvviso lui le comunic\u00f2 che sua madre era morta.<br \/>\nSubito dopo cominci\u00f2 a mostrare preoccupazione per l\u2019affezione che lei aveva mostrato sempre pi\u00f9 per lui e qualche parola fra le righe la misero in allarme. Perch\u00e9 gli aveva scritto \u201c se qualche storia sar\u00e0 possibile tra noi..\u201d \u201c che intendevi con la parola storia?\u201d- le chiese. Il colpo le arriv\u00f2 al cuore e la fer\u00ec . Stava mettendo le mani avanti? Si stava cominciando a difendere da quei sentimenti che entrambi avevano provato?<br \/>\nLui le disse solo che era pi\u00f9 sconvolto di quanto avesse pensato prima per la morte della madre, \u201cquando avremmo potuto vederci? Ora poi tra sei mesi?\u201d- Ma questa realt\u00e0 era presente anche prima di quel momento, anche nei giorni precedenti quando le dimostrava il suo affetto e la sua attenzione! Perch\u00e9 dunque solo ora era diventata un ostacolo insormontabile? Non le disse mai: \u201cE\u2019 finita. Ma ora lei sentiva che per lui era diventata una nemica , una nemica da cui difendersi. Cercava spunti per provocare una discussione che aveva l\u2019unico scopo di allontanarsi da lei. Lei si sottrasse a questo gioco e gli disse solo \u201c Ricordati delle cose belle e ritroverai il tuo cuore\u201d \u201c Non ho da dirti altro che non possa rileggere nei messaggi e negli scritti che ti ho mandato\u201d<br \/>\nE lui scomparve. Da un momento all&#8217;altro nessun messaggio pi\u00f9, nessuna telefonata all&#8217;uscita dal lavoro o alla sera quando era solo in casa.<br \/>\nLei tacque. Non lo cerc\u00f2. Sapeva che era inutile e si protesse come pot\u00e9 dal dolore che le faceva mancare l\u2019aria, le toglieva le forze e le stringeva la bocca dello stomaco impedendole di nutrirsi di alcunch\u00e9.<br \/>\nPassarono giorni e giorni durissimi. Non poteva credere che da un giorno all&#8217;altro tutto potesse essere cancellato, annullato. Chi \u00e8 folle? A momenti lei si illudeva che dopotutto era meglio cos\u00ec. Avrebbe forse sofferto di pi\u00f9 andando avanti nel tempo, ma poi che importava il dopo quando la vita pu\u00f2 finire da un momento all&#8217;altro?- si ribellava subito dopo. Proteggersi da che, quando il futuro alla loro et\u00e0 \u00e8 una dimensione cos\u00ec aleatoria da poter essere portato via in un attimo! Amare. \u00c8 cos\u00ec raro e prezioso, questo non pu\u00f2 essere buttato via cos\u00ec. Ma era impotente e si sforz\u00f2 di tenersi su e di dimenticarlo. Si gett\u00f2 tra le braccia di un amico a cercare inutilmente quel calore perduto. Ma non era possibile semplicemente traslocare emozioni e sentimenti da una persona ad un\u2019altra.<br \/>\nPer un attimo lo aveva creduto possibile .<br \/>\nUna sera, dopo molti giorni che non lo faceva, lei telefon\u00f2 a sua madre : \u201cQuando vuoi puoi venirmi a trovare\u201d \u2013 lei le disse. Si ricord\u00f2 allora quel giorno in cui lui le aveva accennato alla possibilit\u00e0 di incontrarsi quando fosse andata dalla madre, che abitava in una citt\u00e0 sul mare vicina a lui. Qualcosa si riapr\u00ec dentro di lei e di nuovo lo sent\u00ec dentro di s\u00e9 e riprov\u00f2 quel dolore per l\u2019abbandono che la spossava.<br \/>\nAvrebbe potuto comunicargli la propria intenzione di recarsi a casa di sua madre e chiedergli se voleva incontrarla. Si fece coraggio e glielo scrisse. Lui non disse di no. Si sarebbero potuti incontrare sulla spiaggia cos\u00ec bella d\u2019inverno alle due del pomeriggio del successivo weekend.<br \/>\nDurante l\u2019attesa lei non sapeva pi\u00f9 cosa provava. La confusione che sentiva la proteggeva forse dalla paura di cosa sarebbe potuto succedere in quell&#8217;incontro. Forse non provava pi\u00f9 niente per lui che l\u2019aveva cos\u00ec ferita? Non lo sapeva perch\u00e9 i suoi stati d\u2019animo mutavano continuamente dentro di lei. Ora non provava pi\u00f9 nulla ma poi un attimo dopo un dolore lancinante le toglieva il fiato all&#8217;idea che tutto fosse finito.<br \/>\nDecise di recarsi all&#8217;appuntamento. Arriv\u00f2 molto in anticipo e passeggi\u00f2 a lungo sulla battigia della spiaggia deserta poi da lontano lo intravide. Quando furono a una ventina di metri l\u2019uno dall&#8217;altro lei spalanc\u00f2 le braccia e chiuse gli occhi. Non voleva vedere il suo viso che avrebbe scrutato per sapere. A occhi chiusi assapor\u00f2 l\u2019aria salata attorno a s\u00e9, l\u2019avrebbe salutata freddamente o sarebbe corso verso di lei ? Le avrebbe chiesto perdono per la sofferenza che le aveva dato scomparendo cos\u00ec all&#8217;improvviso? Avrebbe sentito il colpo sul suo petto del corpo di lui che d\u2019impeto la raggiungeva? Un turbinio di emozioni contrastanti le faceva girare la testa. Ripens\u00f2 a tutta la dolcezza che lui le aveva suscitato , alla sorpresa di lui nell&#8217;abbandonarsi a lei , a quel desiderio cos\u00ec intenso e tenue insieme che li aveva avvinti.<br \/>\nUn colpo la raggiunse al petto. Croll\u00f2 a terra mentre un rivolo di sangue macchi\u00f2 la sabbia sotto di lei. Una pallottola di una calibro 22 le era penetrata nel cuore. Lui l\u2019aveva uccisa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_23384\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"23384\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si erano conosciuti nel corso di un lungo viaggio in Africa. Erano stati diciotto giorni a stretto contatto condividendo ogni momento della giornata compreso il sedile posteriore dell\u2019auto con cui effettuavano lunghi spostamenti da un luogo all&#8217;altro del paese. Non si erano scambiati per un periodo che poche parole. Lui se ne stava un po\u2019 [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_23384\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"23384\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":6448,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[217],"tags":[],"class_list":["post-23384","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2015"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23384"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/6448"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=23384"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23384\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":23457,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23384\/revisions\/23457"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=23384"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=23384"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=23384"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}