{"id":23344,"date":"2015-03-26T12:01:43","date_gmt":"2015-03-26T11:01:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=23344"},"modified":"2015-03-26T12:01:43","modified_gmt":"2015-03-26T11:01:43","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-cosa-ce-dietro-inverno-a-milano-di-diego-piselli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=23344","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;Cosa c&#8217;\u00e9 dietro?  (Inverno a Milano)&#8221; di Diego Piselli"},"content":{"rendered":"<blockquote><p>Milano \u00e8 percorsa continuamente da impulsi invisibili, che passano nei muri, sotto le strade, nell\u2019aria e magari anche nell\u2019acqua dei Navigli e dell\u2019Idroscalo: dietro le vite dei residenti e dei pendolari, dietro la realt\u00e0 dei ragazzi e i sogni dei vecchi scorre un incessante battito di terabyte.<\/p>\n<p>Gli impulsi fanno prelevare dai bancomat gli euro nuovi di stampa, fanno scambiare le azioni in borsa ai bancari e spedire le newsletter dei grandi magazzini e degli oratori. Fanno parlare le ragazze dei <em>call center<\/em> non ancora traslocati in Albania e scambiare i messaggini degli amanti con le Emoticon.<\/p>\n<p>Quasi nessuno si chiede chi- \u00a0o che cosa &#8211; stia dietro questi impulsi, chi &#8211; o che cosa &#8211; governi il mormorio di sottofondo dei giorni e delle notti ambrosiani.<\/p>\n<p>Pochi cercano una spiegazione, provano a capire la trama del traffico di dati.<\/p>\n<p>Qualcuno ci prova per lavoro, come i ragazzi della Telecom e di Google e i poliziotti della Postale.<\/p>\n<p>A loro modo provano a capire per mestiere anche gli hacker, i ladri di identit\u00e0 e gli spammatori professionali.<\/p>\n<p>Qualcun altro cerca la direzione degli input perch\u00e9 \u00e8 appassionato ai complotti e cerca la tana del Grande Vecchio che governa la Rete.<\/p>\n<p>Ma di solito, per quelli come me, il mistero di cosa c\u2019\u00e8 dietro i miliardi di impulsi che girano per la citt\u00e0 non vale nemmeno la pena di essere considerato.<\/p>\n<p>Qualche settimana fa \u00e8 successa una cosa strana.<\/p>\n<p>Me l\u2019ha raccontata un amico che lavora in un <em>social network<\/em> a Londra: \u00e8 addetto al controllo del traffico italiano e, forse, gli piace spiare quello che fanno le persone (diciamo che va un po\u2019 oltre il confine e \u2013 quando pu\u00f2 \u2013 indaga nelle memorie dei pc e dei tablet o controlla le SIM degli <em>smartphone<\/em>).<\/p>\n<p>La storia era talmente bella che mentre lui parlava io ho iniziato a prendere appunti: per la prima volta mi era chiaro che dietro il traffico di segnali sulla Rete forse c\u2019\u00e8 qualcosa.<\/p>\n<p>Gli appunti sono lievitati nel mio cuore fino a che ho scritto questa cronaca.<\/p>\n<p>\u00c8 talmente incredibile che la tengo nel mio diario per rileggerla ogni tanto.<\/p>\n<p><strong>CRONACA.<\/strong><\/p>\n<p>Milano, una sera d\u2019inverno, inizio gennaio.<\/p>\n<p>Non fa molto freddo ma l\u2019aria \u00e8 sporca e una pioggia oleosa scende piano sulle case e sui taxi, coprendo con il suo mantello umido il lavoro incessante delle reti dati.<\/p>\n<p>I programmi televisivi del pomeriggio sono quasi finiti e le radio mandano tanta pubblicit\u00e0.<\/p>\n<p>Amina, regolare in Italia, \u00e8 giovane ma gi\u00e0 un po\u2019 vecchia: le stanno venendo gli occhi arrabbiati sotto i capelli (tanti capelli e tanto ricci): il fiato \u00e8 stanco e sa di sigaretta.<\/p>\n<p>Ha seguito un amore e le cose non sono andate bene, forse perch\u00e9 stringere nel pugno l\u2019aria di Milano \u00e8 tanto difficile quanto raccogliere la sabbia del deserto: adesso deve arrangiarsi da sola, magari arrotondando con qualche consegna non proprio legale.<\/p>\n<p>La giornata di lavoro al <em>fast food<\/em> \u00e8 finita: Amina si \u00e8 cambiata, ha salutato il capo e le colleghe e sta tornando a casa in tram dal centro, guardando distratta lo schermo del Nokia.<\/p>\n<p>Con Facebook magari arriva il contatto per una consegna.<\/p>\n<p>\u00c8 seduta e tiene il telefono appoggiato in grembo, sui <em>jeans<\/em> slavati un po\u2019 attillati.<\/p>\n<p>Marco \u00e8 un uomo molto alto, con un principio di pancia e la brillantina: si veste sempre un po\u2019 <em>blas\u00e9<\/em> col cappottino strizzato e gli piacciono i ristoranti di pesce a mezzogiorno dei feriali; qualche volta di sera va al bar per il torneo di scopa con gli amici imprenditori.<\/p>\n<p>\u00c8 uscito da un incontro d\u2019affari da un notaio in Via San Damiano.<\/p>\n<p>Viene dalla provincia di Brescia e fa l\u2019impresario con suo fratello. Non \u00e8 pi\u00f9 sposato.<\/p>\n<p>Oggi la sua societ\u00e0 ha comprato dalla cooperativa di Bologna un palazzo sui Navigli con permesso per sopralzo e parcheggio sotterraneo: se va tutto bene in quattro o cinque anni la cosa \u00e8 fatta e si guadagna qualcosa.<\/p>\n<p>Per le tasse non ci sono problemi: nei paesi della Bassa ci sono tante cartiere che stampano fatture di costi per abbattere l\u2019utile, con modica commissione.<\/p>\n<p>Marco \u00e8 salito in macchina e ha acceso il navigatore dell\u2019Audi: a Milano non viene spesso e non saprebbe ritrovare da solo lo svincolo per l\u2019A4.<\/p>\n<p>Lo schermo dello MMI, per\u00f2, rimane vuoto: invece della solita voce di donna si sente uno strano rumore, come quello delle scariche delle vecchie radio.<\/p>\n<p>Marco si spazientisce, parcheggia ed entra in un bar a bere un caff\u00e8, mettendosi a giocare un po\u2019 con Facebook sul telefono, mentre pensa che sabato \u00e8 invitato al matrimonio di quel suo amico che ha una distilleria di grappa e sposa una cubana.<\/p>\n<p>Da un\u2019altra parte della citt\u00e0 (bel quartiere, qualche albero e i panifici come una volta), Giulia sta pensando a cosa preparare per cena.<\/p>\n<p>Suo marito \u00e8 andato a prendere i bambini in piscina: \u00e8 un ragazzo di quarant\u2019anni calmo e un po\u2019 stempiato.<\/p>\n<p>Giulia \u00e8 molto bella e non lo sa, ha quarant\u2019anni anche lei e quattro figli. Non \u00e8 pelle e ossa e, quando cammina, gli uomini si voltano.<\/p>\n<p>Quattro figli sono tanti: \u00e8 una cosa un po\u2019 sovversiva e le colleghe in banca la trattano sempre come se avesse qualcosa da farsi perdonare.<\/p>\n<p>Mentre guarda cosa c\u2019\u00e8 in frigorifero fa una pausa e scorre il suo Facebook sull\u2019IPad.<\/p>\n<p>\u00c8 iscritta a tanti gruppi, anche quello della Parrocchia e quello di un partito, per quando si sente militante.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">^*^*^<\/p>\n<p>Tre persone diverse, che non si conoscono, stanno percorrendo lo stesso fiume di dati, navigando con le loro piccole\u00a0<em>sim card<\/em>.<\/p>\n<p>I minuti passano, i dati scorrono e le radio mandano i successi del cantante che \u00e8 morto da poco, con un po\u2019 di pubblicit\u00e0 e le parole sommesse degli <em>speaker<\/em> che parlano stando attenti alle vocali.<\/p>\n<p>A un certo punto i video si appannano, iniziano a lampeggiare e succede qualcosa.<\/p>\n<p>Sul Facebook di Amina compare la nuova richiesta di amicizia di un utente maschio.<\/p>\n<p>Amina accetta senza pensarci e subito l\u2019utente le manda un indirizzo: \u00e8 quello di un posto in periferia, dove ci sono i depositi dei corrieri.<\/p>\n<p>Dev\u2019essere \u00e8 il contatto per una consegna: \u00e8 un pochino lontano e forse pericoloso, ma il Signore la protegger\u00e0, come ha fatto altre volte.<\/p>\n<p>Bisogna tornare a casa, farsi prestare lo scooter del vicino e andarci.<\/p>\n<p>Marco sta verificando se la ragazza dell\u2019immobiliare con gli occhiali da sole extra large ha accettato la sua richiesta di amicizia: \u00e8 carina e gli farebbe fare bella figura.<\/p>\n<p>Intanto sulla sua <em>mail<\/em> arriva un messaggio da utente cifrato: lo apre e c\u2019\u00e8 scritto lo stesso indirizzo che \u00e8 arrivato a Amina.<\/p>\n<p>Marco non sa dov\u2019\u00e8 il posto, ma la via e il numero gli rimangono impressi.<\/p>\n<p>Paga il caff\u00e8, guardando assorto i vecchi che giocano con le slot e risale in macchina.<\/p>\n<p>Senza pensarci digita nel navigatore l\u2019indirizzo ricevuto via mail invece di quello di casa sua: questa volta l\u2019MMI funziona e inizia a dirigere, ronzando, il percorso della macchina.<\/p>\n<p>Intanto, a casa di Anna, le onde del 3G nutrono il tablet.<\/p>\n<p>Facebook \u00e8 pieno di inserzioni.<\/p>\n<p>Una \u00e8 un po\u2019 strana e si ripete continuamente.<\/p>\n<p>Non \u00e8 vera e propria pubblicit\u00e0 e dice: \u201cPACCO DA RITIRARE. URGENTE. ULTIMA POSSIBILIT\u00c0\u201d.<\/p>\n<p>Sotto c\u2019\u00e8 un indirizzo, lo stesso che \u00e8 apparso sugli schermi di Amina e Marco.<\/p>\n<p>Il messaggio \u00e8 sempre pi\u00f9 insistente e si sovrappone alle pagine di Facebook, come quei banner che ti tocca cliccare altrimenti non te ne liberi.<\/p>\n<p>Giulia sente che il richiamo le riempie il cuore.<\/p>\n<p>Prova una curiosit\u00e0 irrefrenabile e capisce che deve andare a vedere che pacco c\u2019\u00e8.<\/p>\n<p>Sente i bambini che salgono con pap\u00e0 sulle scale, tornando dalla piscina.<\/p>\n<p>A lui e a loro non pu\u00f2 dire niente. Sono un po\u2019 egoisti e gi\u00e0 dicono che \u00e8 fanatica di Facebook.<\/p>\n<p>S\u2019infila la giacca e mentre entrano scappa fuori borbottando al marito con troppa allegria: \u201c<em>Amore, scappo! Mi ero dimenticata una riunione a scuola<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Non dice quale scuola, scappa per le scale e sale in macchina, inseguita da richieste di indicazioni per la cena, che non ha preparato.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">*^*^*<\/p>\n<p>L\u2019indirizzo \u00e8 quello di un vecchio deposito su un viale largo e male illuminato, vicino alla Tangenziale, dove corrono i furgoni colorati dei padroncini che consegnano per i corrieri.<\/p>\n<p>Il posto sembra abbandonato, \u00e8 buio e senza insegne.<\/p>\n<p>Amina \u00e8 gi\u00e0 arrivata quando, insieme, frenano la macchina di Marco e quella di Anna.<\/p>\n<p>Marco scende, un po\u2019 frastornato.<\/p>\n<p>Non capisce perch\u00e9 \u00e8 arrivato l\u00ec.<\/p>\n<p>Giulia e Amina sono deluse.<\/p>\n<p>A quanto pare, non c\u2019era proprio nessuna ragione per perdere del tempo e venire a prendere freddo.<\/p>\n<p>I tre sono\u00a0un po\u2019 sospettosi.<\/p>\n<p>Temono di essere stati attirati in una trappola e diffidano l\u2019uno dell\u2019altro.<\/p>\n<p>Marco ne ha avuto abbastanza di scherzi con le donne e non vuole storie.<\/p>\n<p>Giulia e Amina si osservano, scontrose, scrutandosi i vestiti.<\/p>\n<p>Per un po\u2019 non succede niente e i tre stanno per andarsene.<\/p>\n<p>Poi il traffico cessa per un attimo e dall\u2019interno del deposito si sente un rumore, prima fioco e poi sempre pi\u00f9 forte.<\/p>\n<p>Sembra un gatto che miagola ma, se si ascolta bene, il suono \u00e8 troppo rotondo per essere quello di un animale.<\/p>\n<p>Sul viale non c\u2019\u00e8 nessuno e il deposito \u00e8 buio.<\/p>\n<p>Le due donne accendono le torce dei telefonini e si precipitano verso l&#8217;ingresso, senza nemmeno guardarsi.<\/p>\n<p>Marco le segue, incredulo.<\/p>\n<p>La porta del deposito \u00e8 semiaperta e da dentro viene odore di umido e di borse della spazzatura vecchie.<\/p>\n<p>I tre entrano a cominciano a percorrere le stanze, guidati dal rumore, che non \u00e8 mai cessato.<\/p>\n<p>Passano in mezzo a mucchi di sporcizia e di macerie.<\/p>\n<p>\u00c8 una sequenza di stanzoni vuoti: ci sono solo pochi mobili rovesciati, elenchi telefonici pieni di muffa e scatoloni di documenti ingialliti.<\/p>\n<p>Il suono \u00e8 sempre pi\u00f9 vicino.<\/p>\n<p>Viene da un ripostiglio, dove c\u2019\u00e8 un bimbo dentro un borsone da palestra, avvolto in una coperta rossa tutta macchiata.<\/p>\n<p>\u00c8 cianotico e piange disperato: bisogna fare qualcosa subito.<\/p>\n<p>Nessuno parla, ma la diffidenza \u00e8 sparita.<\/p>\n<p>Marco prende in braccio il bambino, mentre le due donne si tolgono le giacche e lo avvolgono bene, piangendo per l\u2019emozione.<\/p>\n<p>Poi si telefona al 118.<\/p>\n<p>Qualche minuto ed \u00e8 tutta una confusione di sirene, infermieri e volanti della polizia.<\/p>\n<p>Arriva, insieme alla polizia, anche una troupe di RAI Regione.<\/p>\n<p>Marco, Amina e Giulia riferiscono cosa \u00e8 successo al capopattuglia della Volante.<\/p>\n<p>Poi i poliziotti li invitano al Commissariato di zona per il verbale e un caff\u00e8: incredibilmente nessuno chiede loro cosa ci facevano al deposito e si perde molto tempo solo perch\u00e9 il sovrintendente \u00e8 troppo commosso e il computer si blocca spesso.<\/p>\n<p>Quando escono \u00e8 tardi.<\/p>\n<p>Ormai si trattano come amici e, senza bisogno di mettersi d\u2019accordo, salgono tutti e tre sulla macchina di Marco per andare in ospedale a vedere come sta il bambino.<\/p>\n<p>Lo vedono dal vetro della nursery<em>. <\/em>\u00c8 inequivocabilmente lui, un bel maschietto: solo che adesso \u00e8 pulito e ha un bel colore.<\/p>\n<p>Non piange e dorme sereno.<\/p>\n<p>Marco e le due donne escono e si ritrovano, un po\u2019 svuotati, sul marciapiede davanti all\u2019ospedale.<\/p>\n<p>Si sono dimenticati dei telefonini ma, stranamente, non sono arrivati messaggi o telefonate.<\/p>\n<p>\u201c<em>Ragazze, fino a stasera non vi conoscevo, ma vi devo ringraziare. Abbiamo fatto una cosa bellissima<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Le donne ridono di cuore mentre il fiato si congela, avvolte nella giacche un po\u2019stropicciate che hanno ancora l\u2019odore del bimbo e della polvere del deposito.<\/p>\n<p>Amina ha dimenticato la rabbia e, per la prima volta dopo tanti anni, gli occhi sono pieni di pagliuzze dorate.<\/p>\n<p>Giulia pensa a cosa avrebbero fatto le colleghe e soprattutto la vicina di scrivania che veste in <em>greige<\/em>, con i tacchi alti e la circonferenza vita di un serpente magro, ma scaccia subito il pensiero, che le sembra egoista.<\/p>\n<p>\u00c8 lei la prima a salutare: \u201c<em>Ora mi sa che devo andare. Marito e figli mi daranno per scomparsa. Vi lascio il mio numero di cellulare<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Marco sospira pensando che adesso bisogna fare un po\u2019 di autostrada.<\/p>\n<p>Amina ride, pensando a una bella colazione con le amiche e dice \u201c<em>Ciao, ci rivediamo<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Da quella sera tre persone condividono un segreto e ogni tanto si sentono con WhatsApp.<\/p>\n<p>Quando il messaggio arriva, sullo schermo appare una luce dorata.<\/p>\n<p>La vedono solo loro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>NOTE<\/strong>.<\/p>\n<p>Dalla Piccola Treccani ed. 1995: <em>il termine \u00a0epifanea (\u201cmanifestazione\u201d) era usato dai Greci per indicare l\u2019azione di una divinit\u00e0 che, invisibilmente presente, manifesta la sua presenza attraverso un segno.<\/em><\/p>\n<p>Dal Corriere della Sera di qualche settimana fa: <em>ieri sera a Milano per diverse\u00a0ore si sono verificati problemi di connettivit\u00e0 internet. Per tutta la durata del black out gli utenti hanno ricevuto messaggi confusi da destinatari sconosciuti.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Dal sito <a href=\"http:\/\/www.milanotoday.it\/\">www.milanotoday.it<\/a>: <em>continua la gara di solidariet\u00e0 per il piccolo Marco, il<\/em><em> neonato <\/em><em>che ai primi di gennaio \u00e8 stato trovato in un deposito \u2026 i cittadini contattano il centralino dell\u2019ospedale per offrire un aiuto, o anche solo per manifestare il loro affetto \u2026\u00a0 Molti offrono somme di denaro o portano vestitini. I medici fanno sapere che il bimbo sta bene<\/em>.<\/p><\/blockquote>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_23344\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"23344\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Milano \u00e8 percorsa continuamente da impulsi invisibili, che passano nei muri, sotto le strade, nell\u2019aria e magari anche nell\u2019acqua dei Navigli e dell\u2019Idroscalo: dietro le vite dei residenti e dei pendolari, dietro la realt\u00e0 dei ragazzi e i sogni dei vecchi scorre un incessante battito di terabyte. 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