{"id":23327,"date":"2015-03-26T20:02:23","date_gmt":"2015-03-26T19:02:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=23327"},"modified":"2015-03-26T20:02:23","modified_gmt":"2015-03-26T19:02:23","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-dimitris-di-monica-fama","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=23327","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;Dimitris&#8221; di Monica Fama"},"content":{"rendered":"<p>Erano mani scolpite dal mare e dal vento e dal sole quelle di Dimitris.<\/p>\n<p>I gesti erano studiati uno ad uno nella ricerca della piega migliore, del gesto esatto che richiedeva l\u2019Oggetto di quel giorno.<\/p>\n<p>Anche la carta era stata scelta con cura, fra i tanti fogli, diversi solo per colore e tonalit\u00e0, che teneva nella bottega. Erano fogli di carta sottili leggermente trasparenti che bene potevano riparare ci\u00f2 che impacchettavano.<\/p>\n<p>Per ogni pacchetto le pieghe erano diverse. Ciascun Oggetto aveva una propria vita, un\u2019identit\u00e0; ognuno meritava personalizzazioni adeguate, almeno ai suoi occhi, perch\u00e9 a quelli degli altri, tutti i pacchetti sembravano uguali, salvo, al massimo, il variare dei colori.<\/p>\n<p>Aveva sentito che in Giappone esisteva un\u2019arte nel piegare la carta in modo rituale, preciso e sempre uguale, nella quale l\u2019esattezza del gesto ripetuto, svelava ci\u00f2 che nel foglio di carta era contenuto: un animale, un fiore, un oggetto o una figura geometrica.<\/p>\n<p>Ebbene, lui, faceva la medesima cosa eppure, allo stesso tempo, la cosa opposta: gesti precisi, pieghe esatte, ma sempre differenti e fatte per ricoprire invece che per svelare. Coprire e non svelare ci\u00f2 che nella carta era contenuto.<\/p>\n<p>Era, questo dei pacchetti, un piccolo segreto che teneva solo per s\u00e9, nella piccola isola era gi\u00e0 considerato troppo originale. I problemi di ogni giorno erano gi\u00e0 tanti e troppo complicati per lasciare posto ad un tipo strano come lui.<\/p>\n<p>Prima di dedicarsi alla carta, con attenzione, aveva avvolto l\u2019Oggetto con una paglia leggera, avendo cura di riempire ogni cavit\u00e0 e coprire ogni asperit\u00e0, in modo da proteggerli da colpi accidentali.<\/p>\n<p>Erano fragili e bastava una disattenzione perch\u00e9 non arrivassero intatti a destinazione, esattamente cos\u00ec come, con precisione, li aveva immaginati.<\/p>\n<p>Si trattava di un\u2019attivit\u00e0, se cos\u00ec si fosse potuta chiamare, che aveva avviato alcuni anni prima, quando le stagioni e l\u2019umidit\u00e0 del mare avevano fiaccato le sue forze residue e quando uno stupido incidente, in una notte chiara, lo aveva reso invalido.<\/p>\n<p>Ora doveva reggersi camminando ad un bastone e non avrebbe pi\u00f9 avuto la stabilit\u00e0 e la forza per andar per mare a sciogliere e raccogliere reti.<\/p>\n<p>Aveva mantenuto per\u00f2 le abitudini di una vita, fin da quando, all\u2019inizio, suo padre lo aveva preso con s\u00e9 sulle barche: la sveglia prima dell\u2019alba, la sosta sull\u2019uscio per respirare il vento fresco della notte, la prima sigaretta, la prima carezza al cane.<\/p>\n<p>Lo aveva fatto per decenni prima di scendere in acqua con la barca ed i compagni: interrogare mare e vento per decidere la rotta dove avrebbe cercato il pescato. Continuava a farlo oggi per decidere cosa avrebbe plasmato quel giorno.<\/p>\n<p>Qualche volta l\u2019ispirazione arrivava, altre no. Non era importante, di quegli Oggetti ne creava pochi. Non ne avvertiva il bisogno nei giorni in cui: no, l\u2019ispirazione proprio non lo coglieva!<\/p>\n<p>Ogni volta un solo Oggetto.<\/p>\n<p>Quello che lui chiamava \u201cOggetti\u201d erano, in realt\u00e0, sempre imbarcazioni, di varie forme e tipologie: velieri, barche, transatlantici, pescherecci o catamarani, alla fine erano sempre e solo oggetti fatti per andar per mare.<\/p>\n<p>Ogni volta era il mare a suggerirgli la rotta, un Oggetto diverso, una barca diversa.<\/p>\n<p>Era quello, in fondo, il solo modo, il suo modo, per mantenere il contatto con il mare, per continuare ad amarlo, a sfidarlo persino.<\/p>\n<p>Per vivere poi, vendeva quelle altre cose fatte da gente lontana, che magari il mare non lo aveva neppure visto, di certo non lo avevano vissuto. Erano cose senza valore, senza vita.<\/p>\n<p>I suoi Oggetti invece, li vendeva a quei pochi adatti ai suoi occhi, a quelli che non li avrebbero subito dimenticati su un mobile, ma a quelli a cui avrebbero parlato, coloro per i quali avrebbero avuto qualche significato, anche non il suo, ma un significato. Agli altri poneva un rifiuto netto, quelle barche non erano in vendita, del resto non erano neppure sue.<\/p>\n<p>Dopo aver coperto l\u2019Oggetto del giorno con la carta colorata la legava con un cordino. Solo dopo aver approvato il risultato finale, appoggiava la confezione sul tavolo alle sue spalle, prendeva la mazzetta di gomma rigida sul piano sopra di s\u00e9 ed assestava tre colpi netti al pacchetto.<\/p>\n<p>Tre colpi, n\u00e9 troppo forti, n\u00e9 troppo delicati, giusti.<\/p>\n<p>Colpi da non sbriciolare, ma da rompere in un certo numero di pezzi, abbastanza piccoli da non renderne facile l\u2019eventuale ricostruzione, abbastanza grandi da renderla possibile.<\/p>\n<p>Poi la scatola con l\u2019indirizzo lontano e sconosciuto.<\/p>\n<p>L\u2019idea gli era venuta grazie alla bella italiana, alla fine di un giorno di fine estate di alcuni anni prima.<\/p>\n<p>Il suo sorriso di luce l\u2019aveva preceduta dentro al suo negozio.<\/p>\n<p>All\u2019uscita, assieme al color miele dei suoi occhi, era rimasta quell\u2019idea.<\/p>\n<p>Il suo nome Aemilia.<\/p>\n<p>Aemilia amava viaggiare. Voleva poi, al termine di ogni viaggio, portare con s\u00e9 un pezzo di quella vacanza: un sasso per poter ritrovare una spiaggia, un tessuto per rivederne i colori, un oggetto per rivivere una storia.<\/p>\n<p>La prima volta che visit\u00f2 la bottega di Dimitris fu due anni prima, un tardo pomeriggio d&#8217;estate. Il negozio, in penombra e fresco, era accogliente: fuori l&#8217;aria era ancora densa di calore e di luce, ma mitigata da un lieve vento che, con pi\u00f9 o meno intensit\u00e0, sempre soffiava sull&#8217;isola. Entrando nel laboratorio di Dimitris, ricordava di aver osservato quelle barche in ceramica, disposte sugli scaffali, e di aver percepito in quelle variet\u00e0 di pigmenti e fogge, seppur immobili, una qualche forma di movimento. Ci fu un istante in cui pens\u00f2 persino di aver sentito il suono del mare fra quelle vele, quello che si ascolta, nei giochi di bambini, accostando l&#8217;orecchio ad una conchiglia. Un richiamo.<\/p>\n<p>Dimitris, intento sul suo lavoro, sentendola entrare aveva distolto lo sguardo e lo rivolse, in modo diretto e per un breve istante, a Aemilia. Senza parlare. La guard\u00f2 come abbandonandosi ad una profondit\u00e0 conosciuta del mare. Aemilia non era entrata per acquistare, ma intendeva limitarsi a guardare, ad ammirare la bellezza e la forma viva di quelle opere..<\/p>\n<p>Erano trascorsi due anni da quando aveva visitato l&#8217;isola. Questa volta, per\u00f2, avrebbe scelto qualcosa da portare con s\u00e9 a casa, al termine della vacanza. Niente le era sembrato pi\u00f9 adeguato se non uno degli oggetti costruiti da Dimitris.<\/p>\n<p>Si rec\u00f2 quindi al suo negozio e lo ritrov\u00f2 intento a lavorare -come sempre- con la stessa intensit\u00e0 e dedizione, solo che non stava costruendo barche, ma stava realizzando pacchetti di svariati colori e forme. Non se ne stup\u00ec: anche questa volta avvert\u00ec per quelle composizioni lo stesso richiamo. Ne era certa, al loro interno, qualunque cosa contenessero, una volta aperti, avrebbe trovato il mare.<\/p>\n<p>Il negozio era, insolitamente per l\u2019ora, affollato da turisti americani in pantaloni di lino e sandali, in cerca di fresco, disinteressati e chiassosi: Dimitris preferiva poter vendere le sue opere in una situazione pi\u00f9 intima. Vendere, anche quello era un&#8217;arte. Ed era un gioco. Dimitris si allontan\u00f2 dal suo lavoro per dedicarsi ai suoi avventori. Aemilia osservava le mosse dell&#8217;uomo, il modo in cui squadrava il cliente dapprima con diffidenza, per poi trovare un punto di contatto e condurlo a ricercare una &#8216;forma&#8217; sugli scaffali che gli corrispondesse e paff!!!\u2026 ecco le due tessere del puzzle che si incastravano perfettamente. Era evidente che il suo era un istinto, intuiva che cosa sarebbe piaciuto e a chi. Era consapevole che i suoi clienti non sapevano cosa volevano: andavano da lui per scoprirlo. L&#8217;ultimo cliente usc\u00ec e finalmente il negozio si rifece vuoto e silenzioso.<\/p>\n<p>Aemilia salut\u00f2 Dimitris con uno sguardo. Si riconobbero. Dimitris, senza esitazione, si volt\u00f2 verso lo scaffale per prendere con precisione un pacco e, in un inglese imperfetto, disse: &#8216;Questo \u00e8 suo: lo conservavo per quando fosse tornata. Mi servono i suoi dati. Per la spedizione, intendo&#8217;<\/p>\n<p>Aemilia si stup\u00ec nel notare la tenerezza nella sua voce di lui, a dispetto di un suo gesto cos\u00ec affermativo. Compil\u00f2 il foglio e glielo consegn\u00f2. Pag\u00f2. Poi sorrise e se ne and\u00f2.<\/p>\n<p>Dimitris nel guardarla allontanarsi sospir\u00f2. Poi, soddisfatto, sorrise.<\/p>\n<p>Avrebbe dovuto attendere la fine della vacanza per conoscere il contenuto di ci\u00f2 che aveva acquistato. Quel giorno, per lei, significava distacco, mancanza.<\/p>\n<p>Dal finestrino dell&#8217;aereo che decollava, Aemilia vedeva la terra allontanarsi; rapidamente l&#8217;isola svan\u00ec al suo sguardo, per lasciare posto ad un altro blu, pi\u00f9 azzurro, ed a qualche cumulo di nubi. La sua citt\u00e0, la sua casa erano rimaste, loro s\u00ec, immobili ad attenderla. Le sue giornate ripresero ad essere scandite dai ritmi del lavoro, animate per\u00f2 da un sentimento di attesa. Finalmente il pacco arriv\u00f2: quando il corriere glielo consegn\u00f2 fu la prima volta che Aemilia lo prese tra le mani. Era piuttosto pesante. Lo scosse con delicatezza \u2026. lieve rumore di cocci. Corrug\u00f2 le sopracciglia. Una smorfia sulla labbra, poi il viso si apr\u00ec in un&#8217;espressione di stupore e gioia. Cap\u00ec che avrebbe dovuto ricostruire qualcosa, forse una di quelle barche che due anni prima non aveva comprato, forse altro, chiss\u00e0! Quel uomo era cos\u00ec fuori dall\u2019ordinario che da lui si sarebbe aspettata questo, s\u00ec! per\u00f2 al termine del lavoro quel qualcosa le sarebbe apparso in una rinnovata bellezza e le sarebbe appartenuto in un modo diverso da qualunque altro bene: sarebbe stato davvero <em>Suo<\/em>.<\/p>\n<p>Dimitris lo sapeva: nel momento esatto in cui completava una sua opera, comunque non sarebbe stata pi\u00f9 sua: l&#8217;idea era sparita, rimaneva solo quello che dell&#8217;idea comprendevano o vedevano gli altri.<\/p>\n<p>Di quella esperienza volle dare un cenno a Dimitris, non sapeva perch\u00e9, ma sapeva che sarebbe stato giusto farlo.<\/p>\n<p>Recuper\u00f2 la carta che aveva avvolto i pezzi e vi scrisse una storia in un inglese elementare: la storia di una barca rotta poi rinata.<\/p>\n<p>Mise la barca sul pavimento, la guard\u00f2 e cap\u00ec che non andava bene.<\/p>\n<p>Prese quindi un telo azzurro, azzurro come il mare, lo distese sul parquet, vi appoggi\u00f2 la barca e scatt\u00f2 una foto.<\/p>\n<p>Infine una busta e l\u2019indirizzo del mittente.<\/p>\n<p>L\u2019idea a Dimitris era venuta grazie alla bella italiana, alla fine di un giorno di fine estate di alcuni anni prima, ricevendo la lettera.<\/p>\n<p>Non si era mai dato risposta.<\/p>\n<p>Davvero. Non sapeva se a condizionarlo fosse stata la bellezza dell\u2019italiana o la sua storia.<\/p>\n<p>Si era chiesto, molte volte, se la storia lo avrebbe colpito altrettanto se, a raccontarla, fosse stato un uomo.<\/p>\n<p>Certo che gli piacevano le belle donne! Gli erano sempre piaciute!<\/p>\n<p>Anche se negli anni quel interesse era cambiato, si era trasformato. Ora le guardava senza intenzione. Ora le guardava e veniva sedotto dal loro sorriso, dalla profondit\u00e0 dello sguardo, da un gesto, da sfumature talvolta.<\/p>\n<p>Era un uomo vecchio ed aveva vissuto molto.<\/p>\n<p>Non sorrideva pi\u00f9 alle donne per bellezze scontate ed evidenti, sorrideva quando leggeva in loro una scintilla. La giovane italiana era fra quelle.<\/p>\n<p>Non aveva, quindi, alcuna risposta da darsi.<\/p>\n<p>Forse, con gli anni, assieme allo scavarsi delle rughe sul volto, si erano aperte delle vie di accesso all\u2019 anima che lo rendevano pi\u00f9 sensibile alle emozioni.<\/p>\n<p>Si commuoveva, si commuoveva spesso, succedeva per particolari che, ai pi\u00f9, sfuggivano e che altri avrebbero ritenuto senza importanza: il profumo del mare di un\u2019ora del giorno, il colore di un cielo, uno sguardo, o una storia.<\/p>\n<p>Una storia ed uno sguardo. Cos\u00ec era successo con l\u2019italiana.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, da allora, confezionando gli Oggetti, inseriva una busta con dentro esattamente quanto i clienti avevano pagato, ed un biglietto. Un foglietto scritto in inglese, nel semplice inglese che conosceva e che spiegava che servivano nel caso la barca, \u201cthe ship\u201d, si fosse rotta nel trasporto. Erano dracme, poche dracme. Gli Oggetti non costavano quasi nulla e il prezzo non era poi cos\u00ec importante per lui.<\/p>\n<p>E infine i tre colpi di mazzetta.<\/p>\n<p>Non aveva mai ricevuto alcuna protesta.<\/p>\n<p>Lo emozionava pensare che almeno qualcuno, almeno uno, fra i tanti clienti, avrebbe provato a dare nuova vita ai suoi Oggetti, ricostruendole pezzo a pezzo, come avviene tutti i giorni con le vite vere.<\/p>\n<p>Erano mani scolpite dal mare e dal vento e dal sole quelle di Dimitris.<\/p>\n<p>Ed anche quel giorno i gesti erano studiati uno ad uno nella ricerca della piega migliore, del gesto esatto che, oggi, richiedeva l\u2019Oggetto.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_23327\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"23327\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Erano mani scolpite dal mare e dal vento e dal sole quelle di Dimitris. 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