{"id":23305,"date":"2015-03-26T19:58:43","date_gmt":"2015-03-26T18:58:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=23305"},"modified":"2015-04-13T16:35:30","modified_gmt":"2015-04-13T15:35:30","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-il-principe-nero-di-alessandra-scarpinella-sezione-racconti-per-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=23305","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;Il Principe Nero&#8221; di Alessandra Scarpinella (sezione racconti per bambini)"},"content":{"rendered":"<p>C\u2019era una volta un principe ma non era azzurro: era nero come la pece.<br \/>\nGirava con un cappello a larghe falde, la cui piuma di struzzo ballava al vento quando cavalcava, e due stivaloni da mettere paura. Il mantello, anch\u2019esso colore della notte, disegnava nell\u2019aria ali lugubri attorno alla sua figura, sottile e misteriosa.<br \/>\nI capelli attorcigliati gli incorniciavano un volto d\u2019ebano opaco illuminato da occhi a mandorla scurissimi.<br \/>\nUn Re curioso del mondo lo aveva scovato bambino in un paese lontano e lo aveva portato con s\u00e9 per farne il suo scudiero. Ma quando fu a casa la moglie rimase colpita da lui, tenero come un piccolo cigno, la cui rarit\u00e0 rendeva ancora pi\u00f9 attraente, e lo volle allevare come figlio loro.<br \/>\nA dispetto delle chiacchiere delle dame di corte, se ne occup\u00f2 personalmente per recuperare con il piccolo un legame fisico altrimenti impossibile e lo fece istruire dai migliori maestri. La storia che imparava, per\u00f2, non era la sua ma di chi lo aveva strappato alla sua terra e alle sue radici.<br \/>\nPer questo il giovane, crescendo, tendeva ad accentuare la sua unicit\u00e0 invece di assimilarsi alla cultura di cui era imbevuto. Si vestiva di nero perch\u00e9 voleva essere, se non l\u2019Africano che era nato, almeno il Principe che portava su di s\u00e9 la sua terra come un fregio, come una magnifica perla rara.<br \/>\nQuesto suo desiderio di non appartenenza addolorava molto la madre e anche il Grande Re, che avrebbe voluto sentirsi veramente padre.<br \/>\nIl ragazzo, pur amando quelle persone che chiamava \u201cgenitori\u201d, non riusciva a perdonare di essere stato strappato alla sua vera vita per essere un servitore e viveva combattuto tra due sentimenti opposti e ugualmente potenti: l\u2019amore e il rancore.<br \/>\nTrascorreva le sue giornate a cavallo. Passava come un lampo nero sull\u2019orizzonte mentre i contadini, curvi sui campi, avevano appena il tempo di farsi il segno della croce prima di vederlo scomparire di nuovo.<br \/>\nNe avevano un timore superstizioso. Lo credevano figlio del diavolo e pensavano che la sua presenza pesasse sul raccolto come una maledizione. Dopo il suo passaggio occorrevano parecchi giorni di riti propiziatori per restituire loro la fiducia nel prossimo raccolto.<br \/>\nIl bel Principe non aveva amici. Non riusciva mai a capire se la gente volesse avvicinarsi a lui per simpatia o soltanto perch\u00e9 un giorno sarebbe stato il loro re.<br \/>\nSi sentiva esule anche nell\u2019anima.<br \/>\nDa piccolo talvolta si rotolava nella polvere fino a che la sua pelle non diventava color marrone pallido, come il viso dei barcaioli alla fine dell\u2019estate. Poi correva a specchiarsi nel fiume pi\u00f9 vicino, trafelato, temendo che il vento potesse di nuovo spogliarlo di quell\u2019apparenza di normalit\u00e0. Aveva pianto per il suo aspetto buio, per i capelli ingovernabili, per l\u2019altezza di molto superiore a quella dei coetanei, per le lunghe gambe inadatte ai cavalli di quella regione.<br \/>\nNemmeno le cure amorevoli della Regina riuscivano a dissipare la sua inquietudine e per questo riversava i suoi pensieri nelle ballate che componeva, accompagnandosi con il liuto. Era un personaggio romantico, solitario e malinconico, che suscitava le fantasie delle ragazze che lo scorgevano da lontano.<br \/>\nPochi lo avevano visto in volto, perch\u00e9 sfuggiva agli sguardi degli estranei. Preferiva la compagnia degli animali a quella degli uomini e la foresta ai saloni del castello.<br \/>\nAveva una radura preferita nel bosco, oltre il parco che circondava il castello.<br \/>\nUn giorno che era l\u00ec una fanciulla bellissima, capelli come spighe mature e occhi come laghi calmi, arriv\u00f2 attratta dalla sua musica struggente.<br \/>\nI due giovani si fissarono, quasi sobbalzando dalla sorpresa.<br \/>\nLei cap\u00ec che quello era il leggendario Principe Nero mentre lui credette di aver risvegliato una ninfa.<br \/>\nRimasero entrambi a bocca aperta, la musica scomparve e nell\u2019aria gli animali percepirono un\u2019intensit\u00e0 sospesa, che sembrava unire come un ponte i due giovani.<br \/>\nLa fanciulla fu la prima a riaversi e il suo viso si illumin\u00f2 di un sorriso spontaneo. Il giovane Principe era pi\u00f9 timido: non sapeva che fare, se parlare o continuare a fissarla.<br \/>\nForse le parole non dette, ma trasmesse negli sguardi, riuscirono a rompere il ghiaccio malgrado loro e i due si sentirono di colpo a loro agio.<br \/>\nLui riprese a cantare mentre lei lo ascoltava e il tempo sembr\u00f2 fermarsi.<br \/>\nAll\u2019improvviso la notte li avvolse e la ragazza ebbe un sussulto perch\u00e9 ormai era da tanto che si era allontanata da casa e tutto il villaggio doveva essere in subbuglio per lei.<br \/>\nIl Principe la accompagn\u00f2 a cavallo fin nei pressi della sua povera casa, dove lei rientr\u00f2 cercando di non farsi vedere, per paura che la gente pensasse che fosse tornata con il diavolo. Prima di lasciarsi, per\u00f2, si promisero di ritrovarsi dove si erano incontrati e cos\u00ec fecero per molti giorni felici.<br \/>\nIl Re e la Regina osservarono con gioia il piacevole cambiamento nel carattere del loro misterioso figliolo e se ne allietarono senza osare chiedere nulla.<br \/>\nLa famiglia della ragazza, invece, cominci\u00f2 a notare con apprensione le lunghe sparizioni e i silenzi in cui sembrava allontanarsi in un mondo tutto suo.<br \/>\nLei, che era sempre stata vivace e ciarliera, sorrideva muta illuminandosi come per una gioia segreta fino a diventare evanescente e inarrivabile come una dea.<br \/>\nI suoi genitori, brava gente che le voleva bene, cominciarono a temere che si fosse ammalata di una malattia misteriosa.<br \/>\nA quei tempi i ricchi si rivolgevano a medici e sapienti per i loro mali mentre i poveri si affidavano a santoni o stregoni, che facevano dell\u2019erboristeria un rituale magico.<br \/>\nIn quel villaggio viveva una vecchia temuta e rispettata, che applicava strane pomate dal colore indefinibile e faceva ingurgitare pozioni amarissime per curare sia i mali del corpo che le pene dell\u2019anima.<br \/>\nNon sempre le cure erano efficaci quando il disturbo era fisico, ma il risultato era quasi assicurato se si trattava di un malessere spirituale perch\u00e9, dopo avere bevuto i suoi filtri, gli ammalati erano troppo presi da dolori di stomaco per ricordarsi di soffrire per una pena di origine diversa. Trascorso qualche giorno, erano cos\u00ec sollevati per la fine del mal di pancia, che questo scacciava il tarlo che li aveva immalinconiti fino ad allora.<br \/>\nLa fanciulla fu condotta dalla Maga, che volle restare sola con lei.<br \/>\nAlla fine del colloquio la conged\u00f2, richiam\u00f2 i genitori preoccupati e sentenzi\u00f2 con competenza che la ragazza aveva un male grave, seppur curabile: era innamorata ma il matrimonio l\u2019avrebbe senz\u2019altro guarita.<br \/>\nI poveretti caddero dalle nuvole. Innamorata?! Ma se non dava retta a nessuno dei giovani del villaggio e andava nel bosco a cercare bacche piuttosto che alle fiere a ballare\u2026<br \/>\nA questo punto la vecchia fece un sorriso di chi la sa lunga e anche la madre cap\u00ec: il bosco! L\u00ec si incontrava certamente con qualcuno. Ahim\u00e8, in che guaio si era cacciata e che vergogna! I genitori la supplicarono di tenere per s\u00e9 quanto aveva scoperto.<br \/>\nPer ricompensarla le offrirono le due oche pi\u00f9 grasse che avevano e ritornarono in fretta e furia dalla figlia, che li aspettava fuori. La presero per un braccio e, torvi, la riportarono a casa.<br \/>\nNon so cosa le dissero, di cosa la accusarono, come la insultarono ma a nulla valsero le sue proteste di innocenza. Lacrime calde e torrentizie finirono per formare una pozza a terra, al bordo del pagliericcio che le serviva da letto.<br \/>\nLe intimarono di rivelare con chi si incontrava di nascosto perch\u00e9 ormai avrebbe dovuto sposarla. Non alzarono le mani su di lei ma la chiusero in casa per farla confessare.<br \/>\nTemevano che lo sconosciuto fosse un brigante o, peggio ancora, un marito fedifrago e mascheravano la loro pena con parole e gesti violenti.<br \/>\nIl silenzio, fino ad allora come un velo soffuso, si trasform\u00f2 per la ragazza nel muro di sbarre di una prigione.<br \/>\nLa solitudine che la avvolgeva era dura ma lo strazio che colse il Principe quando lei smise di venire nel bosco fu inimmaginabile.<br \/>\nQuella creatura di luce aveva illuminato e animato il suo mondo. Attraverso di lei, aveva iniziato a vedere, a gioire e a sorridere. Ora tutte le porte gli si erano richiuse in faccia e si sentiva tradito, beffato, abbandonato. Perse la voglia di vivere e si ammal\u00f2.<br \/>\nIl dolore gli tolse l\u2019appetito e il sonno, smise di lavarsi e lasci\u00f2 che la barba gli invecchiasse il bel viso, che aveva assunto il colore della terra inaridita del deserto.<br \/>\nFece chiudere tutte le finestre della sua stanza e bloccare ogni fessura perch\u00e9 i raggi del sole non gli ferissero gli occhi e sul castello fu il lutto.<br \/>\nIl Principe ereditario non era morto ma si comportava come se lo fosse. Sopravviveva ma come chiuso in una tomba.<br \/>\nA nulla valsero le visite dei pi\u00f9 grandi sapienti del tempo. Il giovane sfuggiva a qualsiasi cura, faceva scacciare tutti e illanguidiva giorno dopo giorno.<br \/>\nIl Re non riusciva a darsi pace perch\u00e9 amava quello strano ragazzo e avrebbe dato persino il suo Regno per vederlo di nuovo fra i vivi.<br \/>\nLa sua sposa, dopo averle tentate tutte con tenerezza, decisione, lacrime e minacce, sent\u00ec la sua ancella che parlava con un\u2019altra della Maga del villaggio: \u201cEh, lei s\u00ec che potrebbe guarire il Principe nero\u201d &#8211; bisbigliava-\u201cdopo tutto, lei con il diavolo ha dei commerci, si sa. Solo lei pu\u00f2 scacciarne il maleficio\u201d.<br \/>\nLa Regina ordin\u00f2 all\u2019ancella di mandare a chiamare la Maga, che venne dopo avere ricevuto magnifici doni.<br \/>\nFu condotta nella stanza del ragazzo, ormai troppo debole per opporre qualsiasi resistenza. \u201cUscite tutti!\u201d \u2013 intim\u00f2 alle ancelle, alla Regina e persino al Re.<br \/>\nNel buio profondo e nel silenzio che li avvolgevano, vide la luce febbricitante che animava lo sguardo del giovane e vi lesse l\u2019amore.<br \/>\nRiconobbe quello sguardo perduto e seppe che una sola poteva essere la salvezza.<br \/>\nTorn\u00f2 senza indugio al villaggio ed entr\u00f2 nella casa dove la fanciulla era ancora segregata e da cui sgorgava un fiume che arrivava fino al bosco. Guad\u00f2 la distanza che le separava e le disse che era tempo che la luce e la notte si incontrassero.<br \/>\nLei cap\u00ec e la segu\u00ec fino al castello.<br \/>\nArrivata nella stanza dell\u2019amato la illumin\u00f2 con la sua dolcezza e per lui rinacque il giorno, come il primo del mondo.<br \/>\nDa allora fu guarito nell\u2019anima e anche il corpo non tard\u00f2 a tornare forte e vitale.<br \/>\nIl Re e la Regina accolsero quella giovinetta come una benedizione del cielo da cui sembrava caduta, tanto era bella.<br \/>\nLe nozze, fastose, furono benedette da molti figli colore dell\u2019ambra.<br \/>\nCol tempo il Principe divenne un Re giusto e magnifico di cui tutto il popolo andava fiero e di cui si diceva che la sola presenza facesse crescere rigoglioso il grano.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_23305\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"23305\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019era una volta un principe ma non era azzurro: era nero come la pece. 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