{"id":2329,"date":"2009-12-04T20:15:56","date_gmt":"2009-12-04T19:15:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=2329"},"modified":"2009-12-04T20:15:56","modified_gmt":"2009-12-04T19:15:56","slug":"e-se-godot-arrivasse","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=2329","title":{"rendered":"Racconti nella Rete 2010 &#8220;E se Godot arrivasse?&#8221; di Sara Berchiolli"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\">Sporse i piedi fuori dal marciapiede, guard\u00f2 prima a destra, poi a sinistra, poi di nuovo a destra, non si sa mai e attravers\u00f2 con una corsa appena accennata. Entr\u00f2 nel bar, con gran scampanio di carillon.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0.0001pt;\">-Buongiorno- salut\u00f2 cortese<br \/>\n-Buongiorno- rispose cortese il barista, maneggiando una tazzina con destrezza da giocoliere.<br \/>\n-B\u00e8?-<br \/>\n-Cosa b\u00e8?-<br \/>\n-Non mi riconosce?-<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0.0001pt;\">-Pacifico che lavoro in questo bar da parecchio tempo, ma purtroppo no, non la riconosco. Dovrei?<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0.0001pt;\">L\u2019uomo cortese sollev\u00f2 il cappello, si lisci\u00f2 i radi capelli e, meditabondo, si arricci\u00f2 le punte dei baffi, fissando il proprio riflesso tra il Vov e la Grappa Nardini.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0.0001pt;\">-Quindi lei, seriamente, non ha la minima idea di chi io sia?- chiese appoggiando a terra la cartella di pelle lisa.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0.0001pt;\">-No, davvero, sono mortificato- il barista cerc\u00f2 lo sguardo della cassiera, intenta, purtroppo, a posizionare su una mensola un agghiacciante cane depresso ripieno di cioccolatini, a loro volta ripieni di rum.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0.0001pt;\">Era un bell\u2019imbarazzo, per il barista. Trovarsi di fronte gli occhi sgranati di questo signore cortese e dovergli dare un cos\u00ec grande dispiacere.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0.0001pt;\">-Eppure ero certo che mi avrebbe riconosciuto. Ma non si ricorda l\u2019estate del 1963? Aveva appena compiuto\u2026-<br \/>\n-Avevo appena compiuto tredici anni.<span> <\/span>Quindi?- il barista era di indole cortese e ben disposta verso il prossimo. Ma le cose inspiegabili lo infastidivano, nel profondo. Ad esempio: com\u2019era possibile perdere un libro quando era rimasto sul comodino fino all\u2019altro giorno? Dove era andata a finire la fotografia della squadra di pallacanestro del \u201971? Dove aveva seminato la bicicletta? E via di questo passo. E il fatto che questo strano signore facesse intendere di conoscere la sua tarda infanzia, lo infastidiva. Nel profondo.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0.0001pt;\">-S\u00ec, aveva appena compiuto tredici anni e per caso trov\u00f2 la piccola Alice che piangeva seduta sul ciglio della strada, se lo ricorda?-<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0.0001pt;\">La piccola Alice. Aveva i capelli color del miele. E le lentiggini sulla punta del naso. E il corpo in sboccio, come solo le ragazzine a quell\u2019et\u00e0 possono avere. Quella volta, quella delle lacrime sul ciglio della strada, per intendersi, era inciampata e si era ferita il ginocchio.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0.0001pt;\">-E lei, si ricorda? Le pul\u00ec la ferita con devozione e con la punta del dito ferm\u00f2 la goccia di sangue che scendeva gi\u00f9 per il polpaccio, si ricorda?-<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0.0001pt;\">Se lo ricordava. Si succhi\u00f2 il dito, poi, con gran stupore della ragazzina, che rise e si fece offrire un gelato. Un ghiacciolo al tamarindo. Raccapricciante, con il senno di poi. Il sangue di Alice aveva il sapore pungente del ferro, ma si distingueva nitida la traccia dell\u2019erba e della terra che si erano mescolate al liquido rossastro, quasi nero. Carlo, come chiameremo per semplicit\u00e0 il nostro barista, si sent\u00ec pervaso da tutta la forza dell\u2019erba, della terra e del ferro, di sempre, dall\u2019inizio dei tempi fino ad allora. Solo perch\u00e9 aveva Alice dentro di s\u00e9, e con un gesto cos\u00ec piccolo, in cuor suo, aveva suggellato un amore eterno.<br \/>\n-B\u00e8, chi pensa che abbia fatto saltar fuori dal nulla una radice per consentire alla piccola Alice di planare a terra in attesa del qui presente eroe?- ammicc\u00f2, il signore cortese, toccandosi la punta del naso con il polpastrello.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0.0001pt;\">-Non diciamo fesserie, forza- si riscosse il nostro barista Carlo, fattosi trascinare dai ricordi di quell\u2019estate. \u2013Ora se non le dispiace, pu\u00f2 andarsene? Abbiamo da lavorare, noi.-<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0.0001pt;\">Per\u00f2, intanto, aveva sbattuto il caricatore della macchina del caff\u00e8, lo aveva riempito di polvere e lo aveva innescato con sotto due tazzine. La cassiera si stava limando un\u2019unghia rosata, canticchiando e mangiando chewing gum.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0.0001pt;\">Il signore cortese trascin\u00f2 uno sgabello e ci si appollai\u00f2 sopra, scuotendo distrattamente una bustina di zucchero di canna. \u2013Quindi ancora lei non ha capito chi sono io- iniziava a perdere le speranze. Si affliggeva ogni minuto di pi\u00f9.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0.0001pt;\">Carlo gli lanci\u00f2 un\u2019occhiataccia, scaraventandogli davanti con malagrazia la tazzina fumante.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0.0001pt;\">-Riproviamo. Vediamo un po\u2019- girava piano il cucchiaino. Appoggi\u00f2 il mento sulla mano sinistra e si mise a pensare.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0.0001pt;\">-Ci siamo. Natale \u201980. Era solo, si ricorda? Non parlava da mesi con sua madre. Il perch\u00e9 lo aveva dimenticato gi\u00e0 dopo la seconda settimana di silenzio. Ricorda\u2026?-<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0.0001pt;\">Ricordava. E infatti s\u2019incup\u00ec, il buon Carlo. Corrug\u00f2 la fronte spaziosa e i due cespugli di sopracciglia si unirono. Era un Natale gelido, dentro e fuori. Voleva telefonare alla madre, chiederle scusa per tutto, per le idiozie, per le parole, per le accuse. Voleva parlarle, anche solo per sentire la sua voce: cos\u00ec calda e roca, che faceva diventare casa anche il peggior tugurio. Carlo camminava con i pugni in tasca, testa bassa. Sperava in un meteorite catastrofico che lo cancellasse dalla faccia della terra. Faceva attenzione a non calpestare le righe della pavimentazione pubblica.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0.0001pt;\">-E and\u00f2 a sbattere contro sua madre, se lo ricorda? Vi guardaste negli occhi, cos\u00ec uguali. Farfugli\u00f2 un \u201cmamma\u201d, davvero ridicolo se lo lasci dire. Sua madre, gran donna, le moll\u00f2 un ceffone e l\u2019abbracci\u00f2 stretto. Se lo ricorda?- trangugi\u00f2 rapido il caff\u00e8.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0.0001pt;\">Profumava di sapone di Marsiglia, sua madre. Di quello e di fumo. E c\u2019era pure un buon odore di crema idratante, la Nivea, nella scatolina rotonda, bianca e blu.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0.0001pt;\">-Sa chi fece venire in mente a sua madre l\u2019 impellente bisogno del salame che vendono solo nella strada dove vi siete incontrati?-<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0.0001pt;\">-Lei?-<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0.0001pt;\">-Esatto. Impara in fretta per\u00f2\u2026-<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0.0001pt;\">-Ma \u00e8 impossibile. Chi \u00e8 lei? Dio? Il destino? Guardi, mi faccia il piacere\u2026- Carlo era costernato. Ormai aveva smesso di affaccendarsi in cose inutili, dopo aver lasciato le due tazzine vuote nel lavandino, rimase a fissare il bancone. Guardava quel bar, sempre uguale a se stesso, pilastro e bastione della tradizione cittadina che non aveva subito gli stravolgimenti degli spritz, degli happy hour, dei salatini. Lo guardava eppure non lo riconosceva, non riconosceva se stesso, non riconosceva quest\u2019uomo cortese che tanto crudelmente lo stava trascinando negli angoli pi\u00f9 reconditi del suo passato.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0.0001pt;\">-Vorrei che mi credesse, signor Carlo. Io conosco queste cose e molte altre. So la canzone che cantava nell\u2019orecchio a sua moglie, quando vi conosceste, quella sera sulla spiaggia. So il nome che voleva dare a suo figlio, so che il suo sogno pi\u00f9 grande \u00e8 vedere il tramonto in ogni posto del mondo. E, si lasci dire, far\u00f2 in modo che tutto questo accada, sa? Ma lei deve aiutarmi. Deve credere in me, in quello che sono qui a rappresentare. Non si lasci trascinare dalla corrente della mediocrit\u00e0, della vita fotocopia- il signore cortese parlava, affabulatore niente male eh? E intanto si era servito un generoso bicchiere di spuma bionda.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0.0001pt;\">Carlo lo guardava, frastornato e confuso.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0.0001pt;\">-Cambi strada la mattina. Non percorra sempre le solite sette vie per arrivare fin qui. Prenda sua moglie per mano e la porti a vedere il cielo, una sere di queste. Dia retta, \u00e8 preferibile che vada domani sera, perch\u00e9 \u00e8 prevista una notevole pioggia di stelle. Far\u00f2 in modo che non ci sia nessuno, eccetto voi-.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0.0001pt;\">Carlo fu tentato dall\u2019alzare il telefono e comporre il numero della polizia. O del manicomio. O di tutte e due, meglio non farsi cogliere alla sprovvista.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0.0001pt;\">-Aiuti la sua vita. Non lasci che sia il destino, come ha detto lei, a definire tutto quanto. E\u2019 previsto il libero arbitrio, sa? Che si crede? Che sia tutto gi\u00e0 scritto e programmato? E allora le giornate storte che senso avrebbero? Se fosse tutto gi\u00e0 scritto, non crede che tutto andrebbe come deve andare? Quando perde il treno, ad esempio, \u00e8 perch\u00e9 quella mattina era stato calcolato che facesse colazione al bar, invece ha preferito restare a casa, per fare le cose con calma. Ecco che il treno parte senza di lei. Ma intanto, ha l\u2019occasione, propizia, di avere un\u2019inaspettata giornata libera da dedicare a se stesso.-<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0.0001pt;\">Il signore cortese si era alzato, lentamente. Aveva, lentamente, infilato e abbottonato il cappotto e, sempre lentamente, aveva calcato il cappello.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0.0001pt;\">-Mi creda, signor Carlo. Pu\u00f2 essere e fare quello che vuole. Deve crederci per\u00f2, deve reimparare a sognare a occhi aperti, come faceva da bambino. Non si faccia offuscare da questa trivialit\u00e0 parossistica e tachicardica. Sia lento, sia consapevole. Si goda ogni goccia della sua esistenza, come si fa con un rum pregiato. Mi dispiace, ma il mio tempo \u00e8 finito. Spero che prima o poi possa riuscire a ricordarsi di me, farebbe felice un povero vecchio- sorrise il signore cortese, avviandosi verso la porta. Sollev\u00f2 appena la tesa del cappello in direzione della cassiera e scomparve nella notte.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0.0001pt;\">Carlo, sballottato, stanco e sconvolto si era appoggiato alla vetrinetta dei super alcolici di importazione, le braccia conserte e lo sguardo nel vuoto. Con difficolt\u00e0 aveva colto il senso di quello sproloquio, e stava cercando di fare mente locale su chi, dove, cosa e perch\u00e9 fosse.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0.0001pt;\">-Carlo? \u2013 cinguett\u00f2 la cassiera che con un salto sgraziato era scesa dal trespolo su cui era rimasta, ignara, tutto questo tempo.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0.0001pt;\">-Mh?- mugugn\u00f2 Carlo il barista, stropicciandosi gli occhi.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0.0001pt;\">-Quel suo amico ha lasciato qui la borsa. Gliela vuole ridare? C\u2019\u00e8 il nome sopra.-<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0.0001pt;\">-Il nome?- si agit\u00f2 incredibilmente il barista Carlo. Strapp\u00f2 la cartella di pelle lisa dalle mani della cassiera che, offesa, caracoll\u00f2 nuovamente al suo posto. Carlo si gir\u00f2 tra le mani la borsa, cercando una targhetta, un adesivo, un segno di riconoscimento. Trov\u00f2 un cartellino, legato al manico da uno spago rovinato e sporco.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0.0001pt;\">Il nome era quasi scomparso dal cartellino, ma era ancora facilmente decifrabile una G, una D e una T.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0.0001pt;\">-Godot- sussurr\u00f2 piano Carlo, il barista &#8211; Ma certo. Godot.-<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0.0001pt;\">\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0.0001pt;\">Nella notte, un signore cortese rabbrividiva appena, stringendosi nelle spalle e sbuffando sotto i baffi. Si avvi\u00f2 lentamente verso la stazione, traballando lungo la strada ghiacciata. Pass\u00f2 il foyer, attravers\u00f2 i binari e spar\u00ec.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_2329\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"2329\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sporse i piedi fuori dal marciapiede, guard\u00f2 prima a destra, poi a sinistra, poi di nuovo a destra, non si sa mai e attravers\u00f2 con una corsa appena accennata. Entr\u00f2 nel bar, con gran scampanio di carillon. -Buongiorno- salut\u00f2 cortese -Buongiorno- rispose cortese il barista, maneggiando una tazzina con destrezza da giocoliere. -B\u00e8?- -Cosa b\u00e8?- [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_2329\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"2329\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":611,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-2329","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-racconti-2010"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2329"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/611"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2329"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2329\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2329"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2329"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2329"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}