{"id":23202,"date":"2015-03-19T18:59:50","date_gmt":"2015-03-19T17:59:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=23202"},"modified":"2015-03-19T18:59:50","modified_gmt":"2015-03-19T17:59:50","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-piccoli-segreti-di-famiglia-di-anna-mainardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=23202","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;Piccoli segreti di famiglia&#8221; di Anna Mainardi"},"content":{"rendered":"<p>Oddio che risate ieri al compleanno della zia. C\u2019eravamo proprio tutti: quei ruderi delle sue amiche con i capelli viola e il brillante all\u2019anulare artritico, noi nipoti \u2013 otto &#8211; i vecchi amici dello zio e anche qualche lontano cugino. Eravamo in diciassette. Diciassette! Qualcuno, contando, lasci\u00f2 cadere il sale a terra con mossa rapida e furtiva mormorando \u201cche sbadato\u201d, qualche altro si tast\u00f2 veloce gli attributi, un terzo infine sollecit\u00f2 ironico il beagle della zia a venire a tavola come diciottesimo commensale, ma nessuno ammise di essere superstizioso. Anzi, tutte frottole, dicevamo con aria navigata. Del resto, che male c\u2019\u00e8 a prendere qualche precauzione in pi\u00f9?<\/p>\n<p>La zia, al centro dell\u2019attenzione, pareva pi\u00f9 svampita del solito e figuriamoci se\u00a0 si accorgeva\u00a0 di tutti quei conteggi, delle corna antijella sotto il tavolo e cos\u00ec via. Si guardava invece attorno trasognata e diceva \u201c<em>ma che bella tavolata\u2026 ma come avete fatto a ricordarvi\u2026 ma me lo potevate dire che c\u2019era una festa\u2026e quanto vi fermate? volete che vi prepari qualcosa?\u201d <\/em>E cos\u00ec via, alternando espressioni di compiacimento a malcelati timori di perdere la propria amata solitudine.<\/p>\n<p>In compenso noi, minacciati dalla sua offerta gastronomica, facevamo gli scongiuri perch\u00e9 conoscevamo il suo menu delle grandi occasioni: spaghetti al burro, patate lesse e prosciutto crudo, o al massimo uova fritte. Le doti della zia non erano quelle culinarie, ma quelle molteplici e variegate nell\u2019umana gamma delle virt\u00f9 meno abusate: capacit\u00e0 di ascolto, senso dell\u2019umorismo, approfondita conoscenza dell\u2019animo umano, assenza di giudizio e pregiudizio e un abbondante miscuglio tutto personale di cultura autodidatta in ogni campo dello scibile umano. Ma per quanto riguarda l\u2019arte culinaria, no, non era adatta.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, di l\u00e0 in cucina, alcuni di noi stavano provvedendo, onde scongiurare lo spettro di lei che, ciabattando, avrebbe potuto avvicinarsi ai fornelli minacciando il menu di cui sopra. Glielo impedimmo, incoraggiandola piuttosto a intrattenerci con le altre sue poliedriche virt\u00f9.<\/p>\n<p>Non le parve vero. Inizi\u00f2 seduta stante una vivace conversazione sui racconti di Cecov che stava per l\u2019appunto rileggendo e di cui si serv\u00ec per saggiare abilmente le nostre penose competenze in merito per \u00a0prosegu\u00ecre con la visione della donna in Tolstoj. In breve ci trovammo seduti ai suoi piedi mentre lei, dall\u2019unica poltrona, ci avvinceva con il racconto delle eroiche staffette partigiane in Liguria di cui fece parte almeno cinquant\u2019anni prima per conto dei partigiani della Lunigiana. Forse qualcosa inventava, ma con tale fantasiosa genialit\u00e0 da essere ancora per noi\u00a0 la pi\u00f9 affascinante delle zie, anche quando ci burlavamo di lei per qualche intemperanza di giovane ottantenne.<\/p>\n<p>S\u00ec, la zia quel giorno compiva ottant\u2019anni, una venerabile et\u00e0 distribuita su un volume corporeo considerevole e accogliente, un viso aguzzo dai vispi occhi neri sotto un caschetto di capelli straordinariamente castani e mani delicate e forti, con unghie da adolescente perennemente rosicchiate. Ma ecco, proprio mentre stavamo per sederci a tavola, compreso il cane che appoggiava educatamente, ma con vivo interesse, il grosso tartufo sulla tavola imbandita, ecco, dicevo, che suonano alla porta.<\/p>\n<p>La zia Mariuccia a capotavola fa per alzarsi ma Viviana, la pi\u00f9 giovane delle nipoti, \u00e8 gi\u00e0 volata all\u2019uscio. Sulla soglia una presenza inattesa, l\u2019unica sorella della zia ancora vivente, la pi\u00f9 giovane, nata dal secondo matrimonio di suo padre, quella che non le parla da anni per vecchie ruggini famigliari a cui Mariuccia \u00e8 sempre rimasta indifferente. Forse anche Iole ha deciso oggi di buttarsi alle spalle il passato e cos\u00ec Mariuccia, incredula e commossa, le si lancia addosso per un abbraccio conciliatorio che provoca, nell\u2019enfasi, lo spacco della cucitura centrale nei pantaloni. Spacco che lascia affacciare candide mutande ascellari in puro filo di scozia, spacco che argina provvidenzialmente la dilagante emozione e la trasforma in risata argentina.<\/p>\n<p>La zia ride fragorosamente, come solo lei sa fare, \u00a0noi la seguiamo a ruota e Iole ci guarda costernata mentre qualcuno, il piccolo Robertino forse, domanda se si pu\u00f2 andare a tavola in mutande. No, certo che no, \u00e8 la risposta corale e immediata. Urge pertanto provvedere al rattoppo, ma nel frattempo l\u2019abbigliamento va sostituito. Si avverte in cucina di sospendere i preparativi.<\/p>\n<p>Il nipote Stefano, cuoco provetto ancorch\u00e9 saltuario tra i fornelli di casa propria (dove la moglie, secondo lui, non lo apprezza quanto dovrebbe), Stefano dunque, spegne deluso il forno con dentro le famose \u201c<em>cr\u00e8p\u00e8s a la fa\u00e7on \u00a0de ma \u00a0tante\u201d <\/em>che vanno mangiate calde calde altrimenti si ammosciano. Sua moglie Emma inganna l\u2019attesa tagliuzzando verdure multicolori mentre il figlio adolescente Vittorio controlla le etichette dei vini con particolare empatia.<\/p>\n<p>L\u2019eterea Lidia, diciottenne figlia del cugino Matteo, \u00e8 corsa intanto a rovistare nell\u2019armadio da cui tira fuori una gonna lunga con uno spacco laterale che la zia rigira tra le mani amorosamente, con aria sognante. La sua linea si \u00e8 con il tempo appesantita, ma con qualche forzatura pu\u00f2 sfoggiarla ancora e il lieve rossore di cui nessuno sembra accorgersi dipende forse soltanto dallo sforzo di chiudere la cerniera. In realt\u00e0 Mariuccia quella gonna l\u2019aveva indossata soltanto in occasione delle nozze d\u2019argento con il suo Nino, vent\u2019anni prima. La buonanima l\u2019aveva allora molto apprezzata, una volta rimasti soli, ma purtroppo quello era stato il canto del cigno per lui. Un uomo esile, un romantico intellettuale che all\u2019improvviso aveva voluto strafare, pensava indulgente e tenera la zietta. E cos\u00ec lei non aveva pi\u00f9 avuto l\u2019animo di indossarla, dopo. Il ricordo di quell\u2019ultimo esaltante amplesso era ancora straziante \u00a0cos\u00ec come il desiderio di lui, amante focoso ai bei tempi che furono. Ma la piccola Lidia, che ne poteva sapere della storia della gonna? A lei sembrava, e in effetti lo era nel pi\u00f9 che sobrio guardaroba avito, l\u2019unica adatta a una festa di compleanno, l\u2019unica tra tutti quei vecchi abiti impalati nell\u2019armadio come fantasmi muti.<\/p>\n<p>E adesso la gonna era di nuovo qui, faticosamente indossata dalla proprietaria che sentiva su di s\u00e9 il tocco delicato e nostalgico della carezza coniugale. Era, la gonna, di un bel color bordeau, n\u00e9 troppo acceso n\u00e9 troppo spento, una tonalit\u00e0 calda e intensa con ricami argentati che s\u2019intonavano benissimo alla camicetta grigio perla cui era abbinata, anch\u2019essa naturalmente riposta nel cassetto dentro una fodera di velluto, con qualche rametto di alloro ad allontanare le tarme. Uno spruzzo leggero di acqua di colonia cancell\u00f2 il lieve sentore di chiuso e finalmente la zia pot\u00e9 tornare a tavola soddisfatta di s\u00e9, anche se nostalgica per il bel tempo che fu e che pi\u00f9 non torna.<\/p>\n<p>La sua amica Edvige, acuta osservatrice, \u00a0valutava con un po\u2019 di invidia il fisico ben conservato della zia che, nonostante i fianchi abbondanti, aveva ancora marcati il punto vita e il seno, piccolo ma sodo, cosa che non si poteva certo dire della maggior parte delle loro amiche, pi\u00f9 simili a un cilindro che a una bottiglia, come Edvige stessa non poteva fare a meno di considerare.<\/p>\n<p>Finalmente risolto il problema pantaloni e finalmente ripreso ognuno il proprio posto a tavola (il beagle aveva momentaneamente disertato il desco preferendo tener d\u2019occhio gli avanzi in cucina) ripresero alacremente i preparativi culinari che esalavano profumi sempre pi\u00f9 invitanti fino a trionfare in tavola nella gioiosa accoglienza famigliare.<\/p>\n<p>Il pasto fu gustoso e lento, la compagnia gradevole, la conversazione spedita e disordinata, l\u2019atmosfera gaia e leggera e quando infine venne il momento della torta \u00a0si pretese all\u2019unanimit\u00e0 che la festeggiata affrontasse di persona l\u2019enorme crostata alle visciole impastata per l\u2019occasione dall&#8217; amica Liliana, purtroppo assente per il matrimonio di una nipote. Mentre il nipote Vittorio si arrabattava a stappare il prosecco per il brindisi, la zia smorz\u00f2 con insolita energia la miriade di candeline in un sol colpo, ma l\u2019energia fu forse eccessiva se, per meglio raggiungere l\u2019obiettivo di una fetta perfetta (quasi impossibile a ricavarsi da una pasta friabile ma asciutta quale quella della crostata), si era dovuta alzare in piedi per affondare con forza la punta del coltello provocando con ci\u00f2 la simultanea caduta della famosa gonna.<\/p>\n<p>Per la seconda volta nella stessa serata scoppiammo a ridere, qualcuno pi\u00f9 contenuto, qualcun altro pi\u00f9 sgangherato, ma tutti, perfino la seriosa sorella Iole, ridevamo a crepapelle gesticolando disordinatamente in direzione della zia, rimasta impassibile nel suo sorriso placido. Nessun abito le resisteva pi\u00f9, \u00a0mormorammo con voce strozzata, ma lei, lungi dal risentirsi, parve riconoscere nel bizzarro fenomeno l\u2019intervento della buonanima l\u00ec presente a ricordarle ancora il loro felice passato, e ne arross\u00ec tutta confusa. Non era la prima volta che la gonna crollava miseramente al suolo, pensava, eppure vent\u2019anni orsono si era divertita di pi\u00f9, anche se il finale neppure allora era stato all\u2019altezza dei preliminari, doveva ammetterlo. Ma cos\u00ec era la vita e la zia, in sottoveste e grata al ricordo, continu\u00f2 a tagliare la torta distribuendone una fetta a ciascuno di noi. Poi, alzando il calice di prosecco friulano, mormor\u00f2 silenziosamente \u201cprosit\u201d amorosamente rivolta al ritratto del suo Nino appeso alla parete di fronte. Era sicura che lui fosse l\u00ec con lei anche adesso.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_23202\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"23202\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oddio che risate ieri al compleanno della zia. 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