{"id":23042,"date":"2015-03-12T17:40:00","date_gmt":"2015-03-12T16:40:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=23042"},"modified":"2015-03-12T17:40:00","modified_gmt":"2015-03-12T16:40:00","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-la-finestra-del-pendolare-di-cristina-preti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=23042","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;La finestra del pendolare&#8221; di Cristina Preti"},"content":{"rendered":"<p>Per tutta la vita aveva fatto il pendolare. Un giorno, per divertimento, calcol\u00f2 di aver percorso con il treno la tratta Empoli-Firenze almeno 17.556 volte, contando le andate e i ritorni, e sottraendo i periodi di ferie ed un po&#8217; di giorni a forfait per malattie e accidenti vari. Era una cifra da fare impressione! I suoi gesti si erano ripetuti identici a loro stessi per almeno 17.556 volte, trasformandolo in quello che mentalmente amava definire il pendolare-automa. Un individuo che in tutti gli altri momenti della giornata dimostra una personalit\u00e0 originale, ma che in occasione dei suoi viaggi in treno assume una serie di comportamenti standard assolutamente uguali a quelli dei molti altri che viaggiano tutti i giorni come lui; l&#8217;attesa sulla pensilina cercando di cogliere il punto esatto in cui la portiera del treno si aprir\u00e0, in modo da essere il primo della fila ad avere accesso al vagone; il precipitarsi dentro a prendere posto, sgomitando se necessario; e riuscire durante il viaggio a dormire profondamente, senza perdere per\u00f2 la capacit\u00e0 di risvegliarsi al momento giusto, appena in tempo per scendere. C&#8217;era un particolare, per\u00f2, e ne era profondamente convinto, che lo distingueva da tutti i suoi compagni di viaggio.<\/p>\n<p>Fin dai primi anni del suo pendolarismo aveva \u201cadottato\u201d una finestra. Un po&#8217; per caso, un po&#8217; per noia, un po&#8217; perch\u00e9 gli piaceva punteggiare le sue giornate di piccoli riti scaramantici o propiziatori, aveva iniziato ad osservare dal treno una finestra, sempre la stessa, di uno dei palazzi che, in prossimit\u00e0 della stazione di Santa Maria Novella, affaccia sulla strada che costeggia i binari.<\/p>\n<p>Un palazzo a quattro piani, che all&#8217;inizio della sua carriera di pendolare presentava una\u00a0 facciata integra e ben dipinta, di un giallo tendente al beige molto sobrio ed elegante, che col tempo si era sciupato sempre pi\u00f9, fino a presentarsi negli ultimi anni come un immobile piuttosto trascurato.<\/p>\n<p>La \u201csua\u201d finestra si trovava al secondo piano, ed era, per la precisione, una porta-finestra che si apriva su un piccolo terrazzo dalla ringhiera metallica. Generalmente era chiusa; ma poteva capitare, al mattino o anche al pomeriggio, che fosse aperta e lasciasse vedere quel che c&#8217;era al di l\u00e0. La stanza era una camera da letto; si distingueva la parte finale di un letto matrimoniale che, quando capitava che la porta-finestra fosse aperta al mattino, si presentava disfatto, con le coperte e le lenzuola tutte arruffate sul fondo e, talvolta, un cuscino poggiato di traverso. Non ricordava com\u2019era andata, ma da un certo momento in poi si era sviluppata nella sua testa una certa idea, che pian piano si era consolidata in una sorta di ossessione. Dato che succedeva abbastanza raramente che la porta-finestra fosse aperta, giunse a convincersi che quando si verificava questa evenienza gli sarebbe capitato qualcosa di particolare. Beninteso, non si aspettava nulla di eccezionale; magari soltanto una confidenza da un collega, o un buffo disguido con gli uscieri, o magari un saluto caloroso da qualche bella ragazza incontrata al bar.<\/p>\n<p>Lo stesso se l&#8217;apertura della porta-finestra si verificava durante il suo viaggio di rientro a casa, nel pomeriggio. Allora l&#8217;avvenimento particolare, grande o piccolo che fosse, si sarebbe verificato tra le mura domestiche.<\/p>\n<p>Insomma, come gli antichi auguri traevano auspici dal volo degli uccelli, cos\u00ec lui si era messo a far pronostici sulla sua giornata sulla base della chiusura o dell&#8217;apertura della sua finestra.<\/p>\n<p>Gli era sembrata, specialmente all&#8217;inizio, una fissazione abbastanza sciocca, e si era dato del matto; ma suo malgrado aveva dovuto ammettere che la finestra diceva la verit\u00e0; non era forse aperta il giorno in cui aveva conosciuto i risultati del concorso interno che gli aveva permesso di avanzare di livello? E il giorno in cui Liliana gli aveva detto che accettava di sposarlo, non era forse spalancata? E quando sua moglie gli aveva annunciato che aspettava un bambino, la sua finestra non era forse aperta? E non era stata ostinatamente chiusa per tutta la lunga agonia del suo povero padre, preannunciando con largo anticipo che per quel vecchio malato non c&#8217;era pi\u00f9 nulla da fare?<\/p>\n<p>E ricordava bene come la sua finestra lo avesse puntualmente avvertito che, per quanto gli sembrasse incredibile, la collega dell&#8217;ufficio economato avrebbe accettato di andare a prendere quel caff\u00e8 con lui, in piazza della Signoria; cos\u00ec come, a distanza di parecchi mesi, interrogata spasmodicamente ogni mattina all&#8217;andata e al ritorno, gli avesse dolorosamente rivelato che con quella collega non avrebbe mai pi\u00f9 sorseggiato alcun caff\u00e8, n\u00e9 fatto nient&#8217;altro.<\/p>\n<p>Un giorno, ed erano ormai passati tanti e tanti anni dall&#8217;inizio della sua carriera di pendolare, improvvisamente nel vano della finestra era comparsa una cyclette; e per la prima volta si era chiesto chi mai potesse abitare in quella casa, domanda che non si era mai posto in tutto quel tempo. Non aveva mai visto nessuno affacciarsi dal terrazzino, ma, dato che il letto che intravedeva era un letto matrimoniale, immagin\u00f2 che la casa fosse abitata da una famiglia del tutto simile alla sua, e la sera, rincasando, chiese a Liliana se per caso non ritenesse opportuno comprarsi una cyclette, in modo da poter fare quel minimo di esercizio fisico che il medico le andava consigliando da tempo per cercare di alleviare la sua artrosi.<\/p>\n<p>Adesso che il momento della pensione si avvicinava, si sorprendeva sempre pi\u00f9 spesso a chiedersi chi mai abitasse in quella casa; se in tutti quegli anni ci avessero vissuto sempre le stesse persone, o se magari gli inquilini nel corso del tempo fossero cambiati; se anche l\u00ec ci fossero state feste nuziali e giornate di lutto; se adesso il capofamiglia stesse per andare in pensione, proprio come lui. Gliene venne una tale curiosit\u00e0, che per qualche giorno medit\u00f2 di fare delle ricerche; l&#8217;indirizzo lo aveva, voleva provare ad andare all&#8217;ufficio anagrafe\u00a0 del Comune per chiedere informazioni su quell&#8217;immobile; \u00a0ma nel palazzo c&#8217;erano vari appartamenti, e lui non sapeva a quale corrispondesse la \u201csua\u201d finestra; e poi, in Comune gli avrebbero certamente chiesto a che titolo faceva simili ricerche.<\/p>\n<p>Pens\u00f2, allora, perch\u00e9 no, di recarsi personalmente in quella casa. Chiss\u00e0 chi ci avrebbe trovato? E cosa avrebbe detto a quelle persone?<\/p>\n<p>Non riusciva ad immaginare esattamente le parole che avrebbe pronunciato, sapeva soltanto che adesso che si avvicinava il momento in cui non avrebbe pi\u00f9 guardato a quella finestra due volte al giorno per indovinare il suo destino quotidiano gli veniva a mancare qualcosa di importante, di fondamentale, un punto di riferimento essenziale per il suo benessere e la sua sicurezza. Ecco, avrebbe detto questo: quella porta-finestra\u00a0 quasi sempre chiusa, quel terrazzino dalla ringhiera metallica, quelle pallide testimonianze di una vita che si svolgeva parallela e completamente estranea alla sua erano stati per tanti anni motivo di conforto e rassicurazione, e con il loro muto linguaggio lo avevano accompagnato nel corso di tanti avvenimenti.<\/p>\n<p>Giunse finalmente il suo ultimo giorno da pendolare. Al mattino, guardando come al solito la \u201csua\u201d finestra, non si stup\u00ec affatto di trovarla aperta; era un giorno troppo speciale perch\u00e9 la sua personale musa divinatrice non ne tenesse conto.<\/p>\n<p>Quando, poi, al termine di quella giornata cos\u00ec particolare, durante la quale ovviamente non aveva affatto lavorato, si incammin\u00f2 verso la stazione, si ferm\u00f2 in un bar ed acquist\u00f2 una scatola di cioccolatini; quindi, ostentando un atteggiamento di grande disinvoltura, si diresse verso la via che costeggiava la stazione.<\/p>\n<p>Col cuore in gola si trov\u00f2 di fronte al palazzo, e se ne stette cinque minuti buoni davanti al portone, a naso in su; sulla pulsantiera spiccavano dodici targhette con dodici cognomi sconosciuti; individu\u00f2 i tre che potevano corrispondere agli appartamenti del secondo piano, esit\u00f2. L&#8217;indice destro si avvicin\u00f2 pi\u00f9 volte ora all&#8217;uno, ora all&#8217;altro campanello, ma non trov\u00f2 il coraggio di premere il pulsante.<\/p>\n<p>Con la sua scatola di cioccolatini in mano se ne torn\u00f2 indietro e sal\u00ec sul primo treno per Empoli. Quando, poco dopo la partenza, il treno pass\u00f2 come al solito davanti al vecchio palazzo beige, meccanicamente volse lo sguardo alla \u201csua\u201d finestra, e gli manc\u00f2 il fiato; sul terrazzino, appoggiata con le braccia alla ringhiera di metallo, una persona guardava verso di lui. Era un uomo non pi\u00f9 giovane, poteva avere la sua et\u00e0; non ebbe il tempo di mettere a fuoco altri particolari, poich\u00e9 il treno stava prendendo velocit\u00e0 e in pochi secondi il vecchio palazzo era stato superato. Si alz\u00f2 di scatto, guard\u00f2 indietro dal finestrino; e si accorse, con estremo stupore, che lo sconosciuto, voltato a seguire il percorso del treno, aveva alzato un braccio e gli stava rivolgendo ampi cenni di saluto.<\/p>\n<p>Rest\u00f2 a lungo in piedi, a guardare inutilmente la campagna toscana che gli sfilava davanti, accarezzata dal sole al tramonto di quel suo ultimo pomeriggio da pendolare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_23042\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"23042\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per tutta la vita aveva fatto il pendolare. Un giorno, per divertimento, calcol\u00f2 di aver percorso con il treno la tratta Empoli-Firenze almeno 17.556 volte, contando le andate e i ritorni, e sottraendo i periodi di ferie ed un po&#8217; di giorni a forfait per malattie e accidenti vari. Era una cifra da fare impressione! [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_23042\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"23042\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":6576,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[217],"tags":[],"class_list":["post-23042","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2015"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23042"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/6576"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=23042"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23042\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":23160,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23042\/revisions\/23160"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=23042"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=23042"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=23042"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}