{"id":23016,"date":"2015-02-26T19:35:31","date_gmt":"2015-02-26T18:35:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=23016"},"modified":"2015-02-26T19:35:31","modified_gmt":"2015-02-26T18:35:31","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-se-mi-dico-che-sono-felice-posso-esserlo-di-barbara-bertani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=23016","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;Se mi dico che sono felice, posso esserlo&#8221; di Barbara Bertani"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Se mi dico che sono felice, posso esserlo. Qualcosa di buono pu\u00f2 accadere, sempre, in qualsiasi momento. Piccole cose, certo, meglio iniziare a vedere quelle. Come nelle favole, possono verificarsi cambiamenti attorno. Ma questo accade sempre con un protagonista che \u00e8 rimasto semplice, buono e fiducioso anche nelle avversit\u00e0. Tipo Biancaneve, mi dico, o Cenerentola, incalzo. Apro un occhio, poi l\u2019altro, mi stiracchio, infilo le ciabatte \u2013 bucate \u2013 e mi alzo. S\u00ec, ce la posso fare, mi dico. (Parlo molto con me stessa ultimamente). Cos\u00ec mi lavo, mi vesto, prendo un caff\u00e8 al volo ed esco.<br \/>\nDiluvia!<br \/>\nEcco.<br \/>\nDov\u2019\u00e8 l\u2019ombrello? Lo apro. E\u2019 sbilenco, tutto schiacciato su un lato. Sabato l\u2019avevo chiuso nella portiera.<br \/>\nUffa!<br \/>\n\u2026 ma \u201cio\u201d sono rimasta \u201csemplice, buona e fiduciosa\u201d?<br \/>\n\u2026 almeno una delle tre?!<br \/>\nSospiro. Mi tiro su il colletto del giaccone e allungo il passo. La fermata dell\u2019autobus \u00e8 vicina, per fortuna. Oggi far\u00f2 la mia prima intervista per il giornale! L\u2019acqua schizza in qua e in l\u00e0. Mi hanno detto che sar\u00f2 affiancata da un giornalista. Che bello! Non ho niente da temere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Villa \u00e8 bella. Hanno preparato un buffet per gli ospiti e la stampa. Roberto il giornalista mi ha fatto avere il cartellino. \u201cSTAMPA\u201d. E\u2019 mio!<br \/>\n-Vieni.- mi prende per mano e mi porta verso il giardino, verso gli autori finalisti del premio letterario.<br \/>\nNon piove pi\u00f9. Sono emozionata, ma la mano sudaticcia e appiccicosa \u00e8 la sua\u2026 Lo guardo. E\u2019 secco secco. Basso. Ha gli occhiali spessi. Il volto rasato. Profuma di dopobarba. Nell\u2019altra mano tiene una cartellina e il libro. Un tomo altissimo. Non l\u2019ho letto tutto. E\u2019 un romanzo storico. Una palla! L\u2019inizio, un capitolo in mezzo e la fine mi sono sembrati pi\u00f9 che sufficienti.<br \/>\n-Eccola. E\u2019 lei.-<br \/>\nUna snob di mezza et\u00e0 incastrata in una poltroncina in vimini. Odora di lacca e rossetto. Oddio! Non mi piace neppure l\u2019autrice, come posso fare un buon pezzo? Non voglio fare una critica negativa.<br \/>\n-Faccio io le prime domande?- mi chiede premuroso Roberto \u2013Tanto per rompere il ghiaccio.-<br \/>\nGli sorrido riconoscente. Si schiarisce la gola. La saluta. Si presenta. Mi presenta.<br \/>\n-Cominciamo?-<br \/>\nImpugna la penna. Una bic blu di plastica. Una bic?<br \/>\n-Signora Serenella.- inizia -Posso chiamarla per nome?- non aspetta la risposta \u2013E\u2019 da tanto che scrive?-<br \/>\nMa cosa le chiede?<br \/>\nLo osservo perplessa. Per darsi un tono, mentre attende la risposta, struscia la penna sotto il mento.<br \/>\nLei, cortese, risponde:-Ho iniziato a lavorare a questo romanzo circa tre anni fa.- sorride.<br \/>\n-Ha figli?- la interrompe \u2013Nipoti?-<br \/>\nMa con chi mi hanno mandato? Voglio scappare di qui. Lei guarda me. Io guardo lui: ha il mento tutto scritto di blu, la penna era stappata e alla rovescia.<br \/>\nBene.<br \/>\nSorrido alla signora e le chiedo: -Da cosa \u00e8 nato il suo desiderio di dare vita ad Alma e Fernando, ambientando la loro storia d\u2019amore nel \u2018700? Dove ha svolto le sue ricerche per dare informazioni cos\u00ec accurate?-<br \/>\nSerenella inizia a dare dettagli, tira fuori aneddoti e io scrivo, scrivo, scrivo, finch\u00e9 non mi fa male il polso, e incalzo con domande.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il buffet \u00e8 ottimo. Serenella vince il terzo premio. Il mio articolo va in stampa. Non lavorer\u00f2 pi\u00f9 con Roberto, anche se mi fa tenerezza. Il prossimo libro lo legger\u00f2 tutto. Promesso. Adesso devo correre ad un\u2019alimentari: non ho niente in casa, ma ho invitato un\u2019amica a cena. Sono le sette. Entro trafelata. Ci sono solamente due persone. Ok. Ce la posso fare. La vecchina con la borsetta stretta tra le mani parla sottovoce al negoziante. Star\u00e0 comprando gli ingredienti per una ricetta segreta? Lui sorride.<br \/>\n-Cara signora.- urla \u2013 certo che ho le carote.-<br \/>\nHa le guance rubiconde e un grembiulone immacolato.<br \/>\n-Quante ne vuole?- grida ancora.<br \/>\n-Vediamo.- sussurra la vecchietta. Si china sulla cassetta. Le osserva. Lui le sceglie. Gliele mostra. Inizia una trattativa. Alla fine ne sceglie DUE! Sono passati gi\u00e0 cinque minuti.<br \/>\nOsservo l\u2019altro avventore. Una donna in jeans e maglione. I capelli a caschetto ossigenati. Il portafogli in mano. Sbuffa. Avr\u00e0 cinquanta anni.<br \/>\n-Gliele incarto e le metto con il resto?- chiede, sempre urlando, il negoziante.<br \/>\n-S\u00ec.- dice pensosa la vecchietta<br \/>\nIl cartoccio finisce in un mucchietto di una decina di sacchettini.<br \/>\n-Vuole altro?- grida, iniziando a mettere i cartocci in una borsa di plastica.<br \/>\nLa cinquantenne guarda nervosamente l\u2019orologio.<br \/>\nPossibile che non ci sia nessun altro a servire?<br \/>\nLa vecchietta, con un sospiro, dice: -Beh. S\u00ec. Certo. Voglio anche un bel carciofo.-<br \/>\n-Ah! Ora anche il carciofo.- sbotta la bionda \u2013 e no, il carciofo, no!-<br \/>\nMi volto a guardarla, ma \u00e8 gi\u00e0 fuori dal negozio.<br \/>\nUna bustina di crema liofilizzata deve esserci ancora in casa e il tonno in scatola sar\u00e0 perfetto, decido. L\u2019importante tra amiche \u00e8 stare insieme, no? Esco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Meno male che Lucia porta del buon vino rosso, almeno brindiamo allegre alla crema di verdura bruciacchiata, che, dopo avere bollito fuori dal pentolino si \u00e8 attaccata al fondo. Ho trovato anche dei biscottini al cioccolato e il mio caff\u00e8 \u00e8 sempre ottimo!<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a7<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi alle cinque al \u201cBricCaff\u00e8\u201d mi aspetta Roderigo. Non lo conosco, ma ci sar\u00e0 il mio amico Luca. Ho bisogno di qualche entrata in pi\u00f9. Mi piace stare in mezzo alla gente. Non so niente di tazzine e comande, ma esco spesso con gli amici per l\u2019apericena. Non sar\u00e0 poi tanto complicato. Dovr\u00f2 stare solamente dall\u2019altra parte del bancone. I miei capelli lunghi profumano di balsamo. Il mio vestito leggero fruscia sulle caviglie. Fa caldo. Ho uno zainetto viola sulle spalle. Salgo gli ultimi gradini e vedo in fondo alla stanza alcuni uomini attorno ad un tavolo di marmo. L\u2019ambiente \u00e8 fresco e spazioso. Un ometto grassoccio con un\u2019uniforme bianca su cui si allargano patacche di grasso. Non pu\u00f2 essere. E\u2019 il cuoco. (ambiente pulito?) Un ragazzo con jeans e maglietta strappati. Non pu\u00f2 essere. E\u2019 troppo giovane. Luca! Gli sorrido. Sventola la mano in segno di saluto e mi invita ad avvicinarmi. Mette la mano su una spalla di un signore vestito tutto di nero e gli dice qualcosa. Il signore si alza e si volta verso di me. E\u2019 altissimo. Ha i capelli arruffati. Sorride, ma sembra indietreggiare, anche se sta fermo. Mi squadra.<br \/>\n\u2013Un paio di sere qui, un paio al ristorante. Hai il libretto? No? Fallo e fammelo avere. Paga oraria e, se ci sono, mance divise. Quando sei qui sono solo tue.- ha una voce simpatica, per\u00f2 parla troppo in fretta.<br \/>\nMi sta assumendo? Luca mi guarda inorridito. O meglio guarda inorridito il mio zainetto.<br \/>\n-Tutto a posto?- lo interrompe \u2013La mia amica pu\u00f2 iniziare da domani?-<br \/>\nMi guardo intorno. Perch\u00e9 mancano i tavoli 13 e 17?<br \/>\n-S\u00ec.- sento che risponde Roderigo \u2013Piacere. Ci vediamo domani.- mi liquida.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho il posto! Luca mi ha chiamata subito sul cellulare: -Niente viola, niente venerd\u00ec diciassette, niente marted\u00ec 13, niente giallo, butta via quello zainetto! Hai avuto un culo tremendo. Se vuoi ti accompagno a fare il libretto. Roderigo \u00e8 estremamente superstizioso.-<br \/>\nOra me lo dice.<br \/>\n-Sar\u00e0 rimasto abbagliato dalla tua semplicit\u00e0. \u2013<br \/>\nHa detto che sono \u201csemplice\u201d!!<br \/>\nPer festeggiare mi vado a comprare un bel paio di morbide ciabatte da casa, viola.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a7\u00a7<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I primi tempi devo stare in cucina. Apparecchio, sparecchio, asciugo le posate. Al limite posso portare l\u2019acqua ai tavoli, ma niente comande. Che ci vorr\u00e0 mai? Dici quello che \u00e8 segnato sulla lavagna, raccogli l\u2019ordine, lo porti in cucina con il numero del tavolo e poi ritiri i piatti quando suona la campanella. Dopo tre ore il ristorante \u00e8 talmente pieno che per i dessert decidono di buttarmi nella mischia.<br \/>\n-Sono solo tre tipi di dolci. Non ti puoi confondere. Prendi l\u2019ordinazione. Torni qui al banco. Prepari il vassoio. Torni al tavolo. Ora vai in terrazza.- dice Rebecca, mentre mi porge il taccuino e la penna.<br \/>\nEsco in veranda. C\u2019\u00e8 un panorama mozzafiato. L\u2019aria \u00e8 ancora calda. Mi guardo intorno. C\u2019\u00e8 una famiglia di nove persone, bambini e nonni compresi, che ha appena finito il secondo. Inizio a sparecchiare e chiedo loro se vogliono un dolce.<br \/>\n-Cosa avete?-<br \/>\nElenco i tre dolci. Impilo tutti i piatti. Ci pensano. Chiedono consiglio. Decidono. Prendo l\u2019ordine. Metto il taccuino e la penna nella tasca dei pantaloni e rientro con una pila traballante di piatti sporchi che lascio in cucina. E ora a noi, dolci. Prendo il vassoio. Rileggo l\u2019ordine. Nove dolci? E dove li metto tutti? Proviamo. Preparo i piattini. Li incastro sul vassoio. Lo sollevo a fatica. Esco in veranda, con questo tremendo peso, che non so perch\u00e9 non ho deciso di fare due viaggi. Va a finire che ora mi cade tutto! Stringo il vassoio e mi guardo intorno. Non vedo pi\u00f9 la famigliola. Ho impiegato troppo tempo e hanno deciso di andarsene senza che nessuno mi dicesse niente? Come pesa quest\u2019affare.<br \/>\n-Signorina!- una voce di donna sta chiamando qualcuno.<br \/>\nNon ci sono proprio pi\u00f9. Eppure erano l\u00ec, vicino alla siepe. Avanzo tra i tavoli. Ci sono altre persone. Non c\u2019\u00e8 un tavolo libero.<br \/>\n-Signorina!- ancora la stessa voce gentile.<br \/>\nForse si \u00e8 gi\u00e0 seduta altra gente? E ora? Che si fa in questi casi? A chi do\u2019 questi dolci?<br \/>\n-Signorinaaaaa!-<br \/>\nMi volto per vedere chi diamine sta cercando. Oddio, \u00e8 il mio tavolo. Non era sparito.<br \/>\n-Siamo quiiii.- dice la signora sventolando la mano.<br \/>\nEro uscita in terrazza dal lato sbagliato.<br \/>\n-Caff\u00e8?- chiedo sorridendo, mentre finalmente appoggio il vassoio e distribuisco i piatti.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a7\u00a7\u00a7<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho imparato a fare le lasagne al forno e il pesce al cartoccio. Ora le amiche mi portano anche il vino bianco. Leggo tutti i libri e se non mi piacciono lo dico, comunque non faccio pi\u00f9 solamente recensioni. Ho imparato a stare al banco del bar e che sono negata per servire ai tavoli, ho imparato che \u00e8 bello mettere passione nelle cose che si fanno e che vale la pena rialzarsi ogni volta che si cade: serve a capire cosa veramente ci rende felici e ad esserlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_23016\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"23016\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se mi dico che sono felice, posso esserlo. 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