{"id":23012,"date":"2015-02-26T19:32:53","date_gmt":"2015-02-26T18:32:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=23012"},"modified":"2015-02-26T19:32:53","modified_gmt":"2015-02-26T18:32:53","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-lolio-di-nonno-vincenzo-di-raffaella-notaroberto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=23012","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;L&#8217;olio di nonno Vincenzo&#8221; di Raffaella Notaroberto"},"content":{"rendered":"<p>Andrea stava assaggiando l\u2019olio nuovo che avrebbero imbottigliato per consegnarlo ai vari supermercati della Toscana. L\u2019olio di Nonno Vincenzo.<\/p>\n<p>La resa della raccolta dell\u2019uva per il vino era andata bene ed erano riusciti a vendere tutta la produzione. La lavorazione del pane a lievitazione naturale stava dando i suoi buoni frutti: tante persone chiedevano il pane cotto con i metodi tradizionali.<\/p>\n<p>Marco gli stava passando una fetta di pane abbrustolito, cosparso con l\u2019olio nuovo, quando il suo pensiero and\u00f2 a qualche anno fa, quando, come tanti giovani, cercava di trasformare i suoi sogni in realt\u00e0. Ma, come tanti ragazzi della sua et\u00e0, aveva dovuto da subito fare i conti con la vita, quella vera, dal sapore un po\u2019 amaro: una realt\u00e0 fatta di compromessi, rinunce e ricerca di nuove strade da percorrere. Per alcuni queste strade avevano significato lasciare l\u2019Italia e andare all\u2019estero proprio come avevano fatto tanti italiani agli inizi del novecento. Per Andrea, e altri come lui, aveva significato rimanere in Italia e riscrivere il proprio sogno per renderlo realizzabile. E Andrea aveva iniziato a riscrivere il suo sogno solo qualche anno fa, accettando un altro \u2018copione\u2019 che la vita aveva preparato per lui. In quel momento gli parve di sentire ancora il sapore agrodolce del giorno in cui aveva capito che un\u2019occasione pu\u00f2 diventare un\u2019opportunit\u00e0 solo seguendo con coraggio la nuova via che ti indica la vita, perch\u00e9 purtroppo non sempre i nostri desideri diventano veri. La vita non \u00e8 come quella dei film. Delle volte, la vita si pone di fronte agli uomini come un soldato che sbarra il passaggio e ti obbliga a tornare indietro o a cercare un percorso alternativo per riuscire ad arrivare dall\u2019altra parte.<\/p>\n<p><em>\u201cGentile Signor Andrea Altieri, siamo spiacenti ma al momento la nostra struttura \u00e8 al completo. Il suo curriculum verr\u00e0 inserito nel nostro data base nel caso il suo profilo ci dovesse tornare utile in futuro.\u201d<\/em><\/p>\n<p>\u2018Futuro?!\u2019 aveva esclamato ad alta voce Andrea, mentre riduceva la lettera in una pallina di carta da lanciare nel cestino. I giornali sembravano dei necrologi delle aziende che chiudevano e del numero dei disoccupati che aumentava. Tanti giovani italiani partivano per l\u2019estero, emigravano con il trolley invece della vecchia valigia di cartone.<\/p>\n<p>Si era preso la testa tra le mani per trattenere la rabbia, la delusione, che sentiva dentro. Si sentiva impotente.<\/p>\n<p>Poi, sua madre era venuta a distoglierlo dai suoi pensieri ricordandogli che doveva accompagnare il nonno dall\u2019oculista.<\/p>\n<p>Nonno Vincenzo &#8211; sopravvissuto alla guerra e ai campi di concentramento &#8211; era riuscito a rinascere, come tutti gli italiani nel dopo guerra, partecipando alla ricostruzione del paese.<\/p>\n<p>\u201cAllora al governo c\u2019era gente onesta, che aveva sofferto come noi, che aveva visto le atrocit\u00e0 della guerra, che sapeva cosa volevano dire i sacrifici, il rispetto e la dignit\u00e0 di ogni essere umano,\u201d diceva a gran voce nonno Vincenzo quando sentiva al telegiornale l\u2019ennesimo caso di mal governo o di spreco delle risorse pubbliche. In camera di nonno Vincenzo troneggiava la fotografia di Sandro Pertini, che considerava un grande uomo e un grande politico italiano.<\/p>\n<p>Cos\u00ec mentre erano in auto per andare dall\u2019oculista, nonno Vincenzo aveva detto: \u2018Andiamo a trovare il mio amico Giovanni che vive verso Siena. Tanto tua madre \u00e8 fuori per lavoro tutto il giorno e anche per tuo padre oggi \u00e8 giorno di lavoro\u2026\u2019 aveva aggiunto il nonno facendo l\u2019occhiolino ad Andrea.<\/p>\n<p>E senza accorgersene, quasi per magia, Andrea si era trovato in direzione di Pisa Aeroporto per imboccare la strada verso Empoli e poi Siena. Era da diverso tempo che lui e il nonno non fuggivano insieme come due scolaretti che hanno deciso di non andare a scuola.<\/p>\n<p>Giovanni viveva nel suo casolare sperso nella campagna senese. Dopo la guerra aveva deciso di fare l\u2019agricoltore, di coltivare la terra per non morire pi\u00f9 di fame, tanto diceva: \u2018tutti hanno bisogno di mangiare\u2019.<\/p>\n<p>Furono accolti da Giovanni e da sua moglie Teresa, dal sorriso fresco di chi vive a contatto con la natura e sa apprezzare le cose semplici.<\/p>\n<p>\u201cIl governo ci massacra con le tasse e ci soffoca con la burocrazia. Le stagioni sono sempre pi\u00f9 imprevedibili ed estreme, e delle volte il mal tempo distrugge il sacrificio del nostro lavoro, ma, nonostante tutto, ci sforziamo di andare avanti vivendo dignitosamente quanto la vita ha da offrirci e ringraziando ogni giorno il Signore per il pane che ci mette sulla tavola.\u201d, diceva Giovanni mentre sorseggiavano il vino nuovo prodotto dalle sue cantine, &#8220;Tanti giovani italiani non vogliono pi\u00f9 lavorare la terra, per fortuna mio figlio Marco ha deciso di portare avanti il nostro lavoro e grazie anche alle braccia di gente che viene fuori dall\u2019Italia riusciamo ancora a lavorare i nostri campi.\u201d<\/p>\n<p>Andrea aveva ascoltato in religioso silenzio la conversazione tra Giovanni e nonno Vincenzo e aveva capito perch\u00e9 il nonno lo aveva portato in quella fattoria: disoccupato da pi\u00f9 di sei anni ormai e dopo aver svolto tra i pi\u00f9 disparati lavori, si ritrovava ancora a vivere con i suoi genitori: sua madre, commessa in un supermercato, e suo padre, impiegato presso un\u2019azienda di servizi, messo in cassa integrazione che alternava giorni a casa e giorni in ufficio. La pensione del nonno li aiutava a pagare le spese e ad arrivare in fondo al mese, oltre ad aver contribuito al conseguimento della laurea di Andrea. La laurea? Un foglio di carta che non garantiva pi\u00f9 nulla, che attestava semplicemente che dopo le scuole superiori avevi continuato a studiare, sperando che il tuo sogno potesse diventare il tuo lavoro. Il suo amico Paolo aveva scelto di partire per la Nuova Zelanda per fare il biologo marino, in Italia non avrebbe avuto nessuna prospettiva, nessun futuro. Aldo aveva aperto una pizzeria a Manhattan e sempre pi\u00f9 spesso gli diceva di raggiungerlo negli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Marianna era partita per Londra con la sua laurea in Scienze della Comunicazione ed era entrata a lavorare in un\u2019agenzia pubblicitaria, e per sposarsi aveva dovuto usare le ferie perch\u00e9 in Inghilterra non esiste la licenza matrimoniale. Giada lavorava d\u2019estate in Norvegia come accompagnatrice turistica mentre d\u2019inverno faceva l\u2019istruttrice di sci quando la stagione andava bene. Luca lavorava come skipper in giro per il mondo: aveva trasformato la sua passione per la barca a vela in un lavoro.<\/p>\n<p>Elisabetta era un\u2019insegnante precaria che ogni mattina partiva da Pisa per andare ad insegnare a Volterra: con lo stipendio che percepiva non poteva permettersi una casa in affitto.<\/p>\n<p>Dario era stato assunto per sostituzione di maternit\u00e0 presso un\u2019azienda farmaceutica, ma aveva gi\u00e0 comprato il biglietto di sola andata per l\u2019Australia. Chiara, la sua ragazza, lavorava come baby sitter, nella speranza che un giorno avrebbe potuto fare l\u2019avvocato e costruire una famiglia con Andrea. E tanti altri suoi amici vivevano di lavori precari per qualche mese oppure partecipavano a qualche concorso pubblico &#8211; dove si presentavano a migliaia per l\u2019assunzione di una sola figura lavorativa &#8211; oppure non riuscivano a lavorare e continuavano ad andare avanti con l\u2019aiuto delle loro famiglie.<\/p>\n<p>L\u2019Italia, meta turistica di tanti stranieri, terra dalle mille risorse, culla di scienziati, inventori, imprenditori, poeti, scrittori, ricca di opere d\u2019arte, baciata da madre natura con un clima mite e un territorio variegato, veniva distrutta a colpi di macete da coloro che per primi dovevano valorizzarla, arricchirla. Ma dove erano finiti gli Italiani? E l\u2019articolo 1 della Costituzione che recitava: \u201c<em>L&#8217;Italia \u00e8 una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. <\/em><em>La sovranit\u00e0 appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione<\/em>.\u201d era solo un articolo privo di contenuti?<\/p>\n<p>Cos\u00ec Andrea, quel giorno, in visita alla fattoria, mentre ascoltava i discorsi di nonno Vincenzo e del suo amico Giovanni, aveva deciso che il suo sogno di fare il giornalista lo avrebbe \u2018piantato\u2019 nei campi lavorando la terra nella speranza che un giorno l\u2019Italia si sarebbe, con orgoglio, risollevata, ridestata dal torpore nel quale era caduta grazie a quelli che come lui decidevano comunque di rimanere e lottare per un paese migliore e onesto, anche in onore di quegli italiani che avevano sacrificato la vita per difenderla durante la guerra, in onore di suo nonno Vincenzo e di Giovanni che erano sopravvissuti, ma i cui occhi erano sempre pi\u00f9 tristi e spenti.<\/p>\n<p>\u2018Andrea domani mattina viene il veterinario\u2019 disse Marco mentre usciva dalla cantina, richiamandolo al presente.<\/p>\n<p>Il tramonto ormai volgeva verso l\u2019imbrunire, Andrea prese alcune uova fresche, covate dalle galline nostrane e si diresse verso il casolare. La luna sembrava sorridergli. Si ferm\u00f2 un attimo e si mise ad osservare il cielo stellato. Per un attimo gli parve di sentire la voce di nonno Vincenzo: \u201cAndrea, quando ero nel campo di concentramento ogni mattina che aprivo gli occhi pensavo di essere fortunato perch\u00e9 potevo vivere ancora un altro giorno e scoprire cosa la vita aveva da offrirmi.\u201d Con il ricordo di quelle parole si diresse verso il casolare.<\/p>\n<p>Chiara lo aspettava sulla porta avvolta nel suo maglione di lana, lavorato dalle mani rugose di Teresa: mani rugose ma ancora utili e forti. Le accarezz\u00f2 il pancione. Abbracciati entrarono in casa dove fra due mesi sarebbe arrivato Lorenzo.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_23012\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"23012\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Andrea stava assaggiando l\u2019olio nuovo che avrebbero imbottigliato per consegnarlo ai vari supermercati della Toscana. 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