{"id":22887,"date":"2015-02-15T18:29:40","date_gmt":"2015-02-15T17:29:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=22887"},"modified":"2015-02-24T11:16:21","modified_gmt":"2015-02-24T10:16:21","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-anna-di-carmela-pregadio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=22887","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;Anna&#8221; di Carmela Pregadio"},"content":{"rendered":"<p>Anna non era una bella bambina.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Aveva i capelli troppo neri, troppo ricci, una carnagione olivastra e un naso troppo pronunciato. Aveva per\u00f2 una dentatura invidiabile e bianchissima, resa ancor pi\u00f9 bianca dal contrasto con il colore della pelle e due occhi scuri e mobilissimi, dallo sguardo intenso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quello sguardo metteva soggezione, dritto e severo come spesso \u00e8 lo sguardo dei bambini infelici, che, forse senza rendersene conto, ti scaraventano in faccia tutte le tue colpe.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gli adulti avevano fuggito quello sguardo, ognuno a suo modo : il padre era morto, la madre se ne era andata con un uomo di cui poco si sapeva e i nonni, che la ospitavano , cercavano di non guardarla mai proprio negli occhi, neppure quando la piccola cercava il loro sguardo per trovare tante risposte alle domande confuse che stavano nella sua testa o che altri le suggerivano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Pi\u00f9 volte a scuola le avevano detto:\u201d Perch\u00e9 stai con i nonni ? Dove sono il tuo pap\u00e0 e la tua mamma?\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Anna scrollava le spalle, come se non le importasse di rispondere e nemmeno di sapere, ma rimetteva in cartella la merenda, perch\u00e9 , improvvisamente, le passava l\u2019appetito.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Stava in uno di quei condomini alla periferia di Roma, aveva pochi amici, qualche conoscente dei nonni la salutava sulle scale o nel cortile , ma nessuno la invitava mai. Del resto era bene cos\u00ec, lei non avrebbe potuto ricambiare perch\u00e9 i nonni non volevano gente per casa, gi\u00e0 c\u2019era tanto da fare cos\u00ec e loro erano vecchi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quella mattina Anna aveva incontrato un cane, un piccolo bastardo che per\u00f2 sembrava un barboncino bianco ben curato e in carne. L\u2019aveva seguita fino a casa e Anna aveva provato la gioia di essere stata scelta da lui che le trotterellava fra le gambe con il rischio di farla cadere e le leccava le mani quando lei si fermava per rimetterlo in pista e per cercare di mantenere l\u2019equilibrio. Anche il cane sembrava preso da una grande euforia per questo incontro e comunicava ad Anna la sua gioia\u201d Come ti chiami ? Come ti chiami?\u201d ripeteva la bimba e l \u2018 animale rispondeva alle sue parole facendo grandi salti come se volesse raggiungere il suo viso e leccarselo per bene.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Arrivarono a casa cos\u00ec, sudati e allegri. Il cane non aveva collare n\u00e9 altri segni per essere identificato e quindi Anna sperava di poterselo tenere. I nonni la guardarono come chi desidera la luna : \u201c Non ti basta il lavoro che dobbiamo fare per te, anche il cane adesso?\u201d Lui, il cane, si era seduto sulle sue zampe, aveva il muso rivolto verso l\u2019alto e guardava tutti come se si domandasse \u201c Che vogliamo fare?\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Anna era rossa in viso, stava per piangere, ma voleva raccogliere tutte le sue forze per opporre resistenza. Lei e il cane stavano sul pianerottolo e i nonni ripetevano:\u201d Finiscila, questa non \u00e8 casa tua\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le voci si erano alzate, anche il cane abbaiava, ora,e Chiara, l\u2019unica amica di Anna, che aveva qualche volta il permesso di giocare con lei, sent\u00ec il baccano, cap\u00ec la situazione e decise per tutti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cAnna, terr\u00f2 io il tuo cane, tu mi aiuterai e lo vedrai sempre, quando vorrai, ora gli diamo un nome e tu vai a mangiare, poi vieni da me che giochiamo.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201c Contenti voi \u201c dissero i nonni \u201c certo che sei ostinata e capricciosa,Anna\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Chiara aveva una di quelle famiglie vere, in cui si cerca di far contenti i bambini, almeno in quel che si pu\u00f2. Sapeva che a casa sua non ci sarebbero state liti per quella bestiola che intanto sfoderava tutta la sua simpatia e Anna ebbe il suo cane a met\u00e0. Lo chiam\u00f2 Chiarino, per ringraziare Chiara, anche se quel nome non le piaceva, ma aveva imparato ad avere le gioie a met\u00e0 e accettava queste limitazioni, meglio di niente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ora era cresciuta, Anna, era un\u2019adolescente vivace e sembrava di carattere allegro. I nonni erano pi\u00f9 vecchi e meno combattivi. Non le avevano permesso di andare all\u2019universit\u00e0, ma almeno la scuola superiore avevano accettato che la frequentasse : del resto, la ragazza era intelligente, a detta dei professori, e non era sensato privarla di un diploma.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il buon profitto scolastico, le nuove competenze acquisite nei lavori di casa, resero Anna pi\u00f9 sicura di s\u00e9 e pi\u00f9 apprezzata dai nonni,ma la sua era una vita fatta di solitudine e soprattutto le mancava il successo con l\u2019altro sesso : lei non aveva particolari doti fisiche, non poteva permettersi abiti di moda, non aveva beni da esibire e quindi non era ricercata nel gruppo dei suoi coetanei.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I suoi sogni, i suoi desideri si consumavano nel piccolo spazio della sua camera, dove viveva le sue avventure nei video e ascoltava la sua musica, certo un po\u2019 retr\u00f2 per una ragazza della sua et\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Chiara era rimasta una sua grande amica , ma ora passava l\u2019inverno all\u2019estero,per gli studi, e tornava a casa solo d\u2019estate, i viaggi di Anna stavano nelle cartoline di Chiara.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ci fu una grande estate per le due amiche.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il quartiere dove abitavano organizzava molte feste con gare per tutti i gusti . Chiara aveva una grande passione per il ballo e si trascinava l\u2019amica ovunque si ballasse anche se il gruppo che frequentavano ne avrebbe fatto volentieri a meno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Avere Anna vicino per\u00f2 permetteva a Chiara di isolarsi con Roberto quando voleva e di impedire a lui intimit\u00e0 pericolose. Anna faceva il palo a quell\u2019amore, praticamente, ma si accontentava di pensare che anche per lei, forse, poteva accadere qualcosa di simile: magari con un ragazzo meno bello e meno ricco di Roberto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quella sera, a quella festa, Chiara e Roberto si erano imboscati e Anna aspettava che tornassero . Stava vicino al palco dove si esibiva una band giovane, ma preparata e osservava l\u2019animatore del gruppo che si aggirava fra i ragazzi invitandoli a partecipare scegliendo le canzoni o cantando con l\u2019orchestra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Forse fu quello sguardo intenso e triste di Anna che spinse l\u2019animatore ad avvicinarla e a parlarle. S\u00ec, alla ragazza piaceva la musica, conosceva il gruppo, canticchiava un po\u2019 in solitudine o quando era melanconica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E allora dai , era il caso di provare, non succedeva nulla, era un gioco,diceva lui e lei, a sorpresa, disse che era d\u2019accordo, avrebbe cantato My Wei. L\u2019animatore la guard\u00f2 perplesso, non capiva una scelta cos\u00ec difficile, ma Anna sal\u00ec sul palco, non vide pi\u00f9 nulla a causa delle luci e mise in quella canzone tutti i suoi sogni e tutti i suoi dolori. Quella voce era solo sua, non doveva dividerla con nessuno, era libera, bella, piena come un\u2019opera compiuta. Fu un successo inaspettato, per tutti. Anche Chiara e Roberto ritornarono vicino al palco richiamati dal fascino di quella canzone e dalla forza di quella voce e Chiara pianse di commozione e di gioia. Anna fin\u00ec il suo brano e, mentre tutti chiedevano a gran voce che cantasse ancora, si port\u00f2 le mani sul petto, guard\u00f2 verso la folla come se cercasse Chiara e si accasci\u00f2 : era svenuta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Almeno cos\u00ec pareva. Si fermarono gli applausi e le voci, Chiara corse vicino all\u2019amica e qualcuno chiam\u00f2 un\u2019ambulanza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La festa finiva coll\u2019irrompere di una realt\u00e0 cruda in un corridoio di ospedale : medici e infermiere si allertarono come quando si trovavano di fronte ad un\u2019urgenza. Nessuno parlava e Chiara aspettava dietro la grande porta del Pronto Soccorso di rivedere l\u2019amica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma nessuno rivide pi\u00f9 Anna: se ne era andata, a modo suo, dopo aver assaporato la grande gioia di un applauso, di un amore gratuito per aver saputo emozionare una folla di giovani sconosciuti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019autopsia disse che la ragazza aveva una malformazione cardiaca, poteva essere aiutata se se ne fosse accorta, ma una grande emozione poteva essere fatale per lei.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_22887\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"22887\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anna non era una bella bambina. &nbsp; Aveva i capelli troppo neri, troppo ricci, una carnagione olivastra e un naso troppo pronunciato. 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