{"id":2288,"date":"2009-11-24T16:31:59","date_gmt":"2009-11-24T15:31:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=2288"},"modified":"2009-11-24T16:31:59","modified_gmt":"2009-11-24T15:31:59","slug":"racconti-nella-rete-2010-tanti-tantissimi-infiniti-venerdi-di-aurora-di-maggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=2288","title":{"rendered":"Racconti nella Rete 2010 &#8220;Tanti, tantissimi, infiniti venerd\u00ec&#8221; di Aurora di Maggio"},"content":{"rendered":"<p><strong><span style=\"Garamond;\">Tanti, tantissimi, infiniti venerd\u00ec \u2013 <\/span><\/strong><strong><span style=\"Garamond;\">Confessione d\u2019una<\/span><\/strong><strong><span style=\"Garamond;\"> <\/span><\/strong><strong><span style=\"Garamond;\">bugiarda virtuale in brevi atti. <\/span><\/strong><strong><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><strong><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"Garamond;\">Ho serrato quella finestra, per l\u2019ultima volta.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"Garamond;\">Ironia della semantica, pensavo: <em>finestre. <\/em><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Garamond;\">C\u2019era un tempo in cui le bizzarrie della mia famiglia erano il capro espiatorio della mia infelicit\u00e0, e quelle della tua \u2013 ricorderai \u2013 un vero e proprio canto di paradiso: \u201cL\u2019erba del vicino \u00e8 sempre pi\u00f9 verde\u201d. (Specie se un prato all\u2019inglese ce l\u2019ha davvero, il vicino; e, in tal caso, poco importa che non sia proprio il tuo dirimpettaio, e che per le incursioni nella sua orbita tu debba percorrere a piedi tutto il quartiere). <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Garamond;\">Non era certo per trascorrere il mio tempo con te che quei tanti, tantissimi<em>, <\/em>infiniti venerd\u00ec,<em> <\/em>potevi vedermi dalla tua finestra voltare le spalle al giardino e tornare sulla mia strada, dopo intere giornate in casa tua. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Garamond;\">Il mio eterno alter ego, tua sorella, e il mio primo amore\u2026 Gli occhi cerulei del tuo pap\u00e0.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Garamond;\">Non mi lascerei dire da nessuno che sono stata una fanciulla pericolosa, visto che con nessuno mi sono mai spinta, per tutti gli anni di quella \u201cfantasiosa acerbit\u00e0\u201d, oltre l\u2019esercizio criptico, goffo, della mia virt\u00f9 esteriore; linguaggi che non si abbandonano mai, quando pure si schiudono a scoperte e gioie pi\u00f9 vere. Tutta la mia giovent\u00f9 si \u00e8 fatta caratterizzare da simboli molto pi\u00f9 che da esperienze, e tu sei stato indubbiamente tra questi. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Garamond;\">Penserai che ti stia scrivendo per trasformare in fiaba triste il riepilogo di un tempo tanto irreale e lontano, che ben conosci: penserai che voglia volgere in lirica pensieri e ricordi assolutamente inutili, oramai. E qui ti sbagli. In realt\u00e0\u2026 \u00e8 della realt\u00e0 che voglio parlarti, e di storie che ti riguardano in senso molto pi\u00f9 diretto. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Garamond;\">Caro Filippo, sai come ti avrei descritto, se qualcuno mi avesse chiesto di dipingerti con gli occhi di allora? Avrei detto di te che eri il frutto peggio riuscito dell\u2019albero cui era rivolta ogni mia devozione. Potrei cominciare da come solo i miei occhi commentavano la tua presenza: avevi una statura da trampoliere, la sagoma di un traliccio, una gestualit\u00e0 scoordinata e vagamente \u201cfemmina\u201d; il nasone,\u2026 e neppure gli occhi azzurri di tutta la famiglia. Qualora non fosse bastato, eri ombroso e umorale, e perci\u00f2 non c\u2019\u00e8 mai stato verso di incastrarti nelle mie simpatie: sono stata sadicamente felice che il rapporto tra te e tua sorella fosse un tale conflitto. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Garamond;\">Ma sopra d\u2019ogni cosa credo di averti inflitto il castigo per una qualche intuizione \u201clunare\u201d, animalesca, \u201csatanica\u201d verso di te. L\u2019intuizione che tu nutrissi nei miei confronti il richiamo che il soldatino di stagno ha verso la ballerina di carta: quando la vede e <span style=\"black;\">pensa che lei come lui abbia una gamba sola, e indovina in questo malinteso l\u2019acme della sua grazia, perch\u00e9 di pi\u00f9 gli \u00e8 simile. In parole povere, tu trovavi in me le fragilit\u00e0 e le mancanze che di me detestavo, e in gran segreto le adoravi. Come avresti potuto godere di cornice peggiore nel mio immaginario?<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"black;\">Ma ricorderai che, due anni pi\u00f9 tardi del tuo diploma, fui costretta a chilometri e chilometri di distanza da quella piccola reggia uterina, circondata dal prato<span> <\/span>inglese.<strong><\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"black;\">Quanto mi sorpresi a cambiare, non potresti capirlo. Lontana dalla quiete di quella primavera, inesaurita, in cui ero certa di avere tutto!<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"black;\">Avevo vent\u2019anni quando il solo posto nel quale mi sentivo altrettanto in patria era un posto senza un filo di vento, e senza l\u2019odore dell\u2019erba; un posto affollato di sagome tutte uguali e tutte talmente diverse, nel quale le storie e le anime sono uno sterminato drappeggio di parole. Farei ben prima a chiamarlo \u201cinternet\u201d\u2026 E anche questo lo sai bene. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"black;\">Se ne fanno, l\u00ec, di cose balorde. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"black;\">Avevo saputo da alcune nostre comuni conoscenze che gestivi per tuo conto un circoletto digitale. Un sito-web che mi tocc\u00f2 visitare, quantomeno per sogghignarne. Ma devo dirti che, come lo vidi,<span> <\/span>mi fu sorprendentemente gradito. Subito ci trovavo espressioni del tuo gusto, un\u2019audacia e una maturit\u00e0 che non ti avevo mai riconosciuto.<span> <\/span>(Facile asserire che formato ectoplasma eri assai pi\u00f9 apprezzabile che nelle mie memorie).<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Garamond;\">Allora una volta ti scrissi un breve messaggio privato: plauso al discorsetto politico che facevi, super commentato, in un articolo a ridosso delle elezioni. Naturalmente, evitai di concludere: \u201cComunque ciao! Io sono Sara!\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Garamond;\">Questo, il principio della perdizione. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Garamond;\">Puntualissimo: un trabocco di stile senza i prevedibili virtuosismi\u2026 Eri pressoch\u00e9 perfetto, ma mantenevi sempre una misura di distanza. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Garamond;\">Il che, ad ogni modo,<span> <\/span>non ti salv\u00f2 dal cascarci fino alla cima dei capelli.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Garamond;\">Scintille distribuite tra le email per me e lo spazio pubblico online. Sai, per quanto sia curioso appurare come tante volte un semplice diario virtuale possa accendere i riflettori su chi lo ricolma \u2013 dedito e appassionato \u2013, nel tuo caso c\u2019era qualcosa in pi\u00f9: perch\u00e9 il popolo di internet parlava tanto di te, si riferiva alla tua sagacia, alla tua esperienza. E sembravano frotte. Titolo dell\u2019episodio: \u201cUna stella nel web\u201d. Allora non avevo idea che ce ne fossero tali e tante. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Garamond;\">Ma come posso spiegarti, come mi venne la smania di intrufolarmi a forza di espedienti virtuali, nella tua vita? Abbassare al ridicolo (o almeno provarci strenuamente) la tua intelligenza. E cos\u00ec a lungo!<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Garamond;\">Io credo che \u201cCarolina\u201d ti fosse andata a genio grazie a tre, quattro mosse strategiche. Studiava ingegneria chimica, ma aveva sempre avuto una vera vocazione per la poesia. Poi la tua musica, qualche boccone di cinema d\u2019\u00e8lite per arrotondare, e naturalmente Joyce. E\u2026 le debite, caute, differenze che ci dessero brodo di cui discutere un po\u2019: che ci dessero verosimiglianza, almeno un po\u2019. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Garamond;\">La tentazione di dirti che passavo di provino in provino come speaker radiofonica era forte. Era il mio unico vero interesse di allora. La tentazione di dirti che eravamo orfani entrambi, pure. Invece no: l\u00ec diventavo Carolina dai quattro fratelli, e Carolina dalle notti brave. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Garamond;\">Mentre tu eri tu: non mi trascrivesti informazione che non fosse\u2026 di una sincerit\u00e0 conclamata e nuda; o almeno cos\u00ec avevo ragione di credere. Mi accordavi abbastanza materia grigia da lasciar \u201csbrilluccicare\u201d senza remore la tua, e, via via, ti lasciavi andare anche a qualche conato fuori controllo. Che bisogno c\u2019\u00e8 di ricordartelo?<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Garamond;\">Una corrispondenza piena d\u2019empatia, ma che quasi mai lasciava intuire, e tantomeno sperare, che di \u201clei\u201d tu avessi bisogno. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Garamond;\">Mi scrivevi il mercoled\u00ec, qualche volta nei pomeriggi di domenica; qualche volta, nelle notti infrasettimanali. Fin troppo fedeli al clich\u00e9 i nostri scambi d\u2019opinione sulle cose del mondo, finch\u00e9 non riuscivo a strapparti quell\u2019agognato stralcio di confidenza. Battaglia personale dove non c\u2019\u00e8 da indovinare nulla di cui non debba vergognarmi molto (molto!) peggio di una ladra. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Garamond;\">\u00c8 troppo chiaro che il gioco mi prese la mano. La solitudine, la curiosit\u00e0, le sabbie mobili in cui affondano i piedi di persone come quella che ero. Dannato network e dannata stura alla mia follia, o alla mia mediocrit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Garamond;\">Perch\u00e9, se fosse stata una sceneggiatura, potremmo ben dire che sarebbe stata una pena. Ma cosa c\u2019\u00e8 di pi\u00f9 reale\u2026 di un flusso telematico di parole? Te lo dico io cosa: poco o nulla; e se ci\u00f2 ti desse mai la nausea, sarebbe comprensibile\u2026 ma pi\u00f9 ci penso pi\u00f9, qualche volta, ne sono convinta. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Garamond;\">Ovviamente ti starai chiedendo come risolsi il problema delle fotografie. Presto detto: era la mia amica Shirley, quella ragazza; un\u2019irlandese a spasso con l\u2019Erasmus, al mio Dams. E tu dicesti che assomigliavo a Kate Hudson. Ti confesso che era solo fotogenia. Niente di simile alle tue foto, che erano limpide e palpabili: un riflesso trasparente del tuo essere. E il tuo sorriso, una larga falce di zucchero.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Garamond;\">Fino a che non ci raccontammo del passato, alleluia. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Garamond;\">E allora non fu importante quel fiume debordante di informazioni note e ignote che mi concedesti, quanto, beh\u2026 il ricordo di quella ragazza svitata, di cui non osasti mai dire che era stata il tuo primo amore, e che spariva piccola e nera come una chiocciolina, nel vuoto. Nella tramontana fuori dal giardino, tutti i venerd\u00ec. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Garamond;\">Quello fu il mio tremore, la conquista cui non sapevo di voler arrivare fino a che non ci fossi arrivata. La sublimit\u00e0 e la conferma storica. Il segreto di un libro prezioso, prima che vi incombessero un presente e un futuro in cui non c\u2019era traccia di me. Gi\u00e0, un presente e un futuro che sembravano \u2013 <em>sembravano <\/em>\u2013 assai pi\u00f9 popolati e interessanti. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Garamond;\">Ah, Amico mio\u2026 (quanto mi servirebbe uno <em>smile<\/em>) Finestre evanescenti da cui si affacciano masse eteree; maschere disincarnate che filtrano la solitudine. Motivi a colori profondamente vuoti, e riquadri scorrevoli che divengono la geometria di un\u2019intimit\u00e0 nuova e irripetibile: almeno fino a che fuori non abbia smesso di piovere&#8230; o non sia sopraggiunto il miraggio di un\u2019amicizia a portata di braccia.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Garamond;\">Pioggia\u2026 Una sinfonia di polpastrelli che ti fa sentire a casa, nella calda gola dell\u2019amore facile. Il network \u00e8 questo, senz\u2019altro, ma anche un prodigioso cannocchiale nello spazio celeste di gente come te. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Garamond;\">\u00c8 passato molto tempo dai venerd\u00ec infiniti. La piccola vezzosa Elettra invaghita di tuo padre mi ha abbandonato: i vedovi dagli occhi cerulei non fanno pi\u00f9 al caso mio. E tua sorella non la sento da una vita. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Garamond;\">Sono tornata, sono tornata dov\u2019ero. Ti vedo volare sulla metropolitana al mattino quando migri verso il tuo istituto di ricerca. Di tanto in tanto, mi rivolgi un sorriso distratto, e non sento la tua voce dal mattino di quel caff\u00e8 ultrarapido nel quale, puoi credermi, avrei invece voluto fare tuffi e capriole acquatiche. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Garamond;\">Ma coi miei occhi, tizzoni di carboncino, quante volte vorrei scavare i tuoi, pungenti e illuminati, di smeraldo\u2026 <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Garamond;\">E poi c\u2019\u00e8 <em>lei.<\/em> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Garamond;\">Tutto questo tu non lo sai, e forse non lo saprai mai. Ch\u00e9, se solo avessi una speranza su centomila, di averti per me, certo non la getterei cos\u00ec nel turbine dei tuoi rancori, pi\u00f9 o meno \u201cdigitabili\u201d. Io lo conosco, il tuo pudore, e non ho ancora del tutto smarrito il mio. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Garamond;\">Ma presto o tardi avrai cenni di me\u2026<span style=\"red;\"> <\/span>che mi costringo a perdonarmi per inventarmi una prospettiva: non riesco a non immaginarti addentro al mio futuro, sia pure a titolo di un affetto senza straordinarie licenze o pretese. Mi vergogno \u2013 ripeto \u2013 ma sono conscia di aver trovato con la strada sbagliata quel che non avrei mai visto a occhio nudo, e che senza il morbo impenitente di una vita cos\u00ec banale non sarebbe mai apparso in tutta la sua immensa, infinita e reale\u2026 meraviglia. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Garamond;\">Con tutto il cuore grazie, e a molto presto.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><em><span style=\"Garamond;\">Sara.<\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">\u00a0<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_2288\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"2288\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tanti, tantissimi, infiniti venerd\u00ec \u2013 Confessione d\u2019una bugiarda virtuale in brevi atti. 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