{"id":22670,"date":"2015-02-03T13:10:55","date_gmt":"2015-02-03T12:10:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=22670"},"modified":"2015-02-03T13:10:55","modified_gmt":"2015-02-03T12:10:55","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-inespresso-di-sergio-sessini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=22670","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;Inespresso&#8221; di Sergio Sessini"},"content":{"rendered":"<p>Sono una barista. Ho una caffetteria in centro, la migliore. Dicono che come faccio il caff\u00e8 io, nemmeno a Napoli. Sono quattro anni che ti servo un espresso lungo, tutte le mattine. Non vuoi nient\u2019altro.<\/p>\n<p>Entri sul presto, elegante, pronto per andare al lavoro, sempre allegro, e mi chiedi immancabilmente come sto. Ti rispondo con una breve battuta. Non hai bisogno di ordinare, vuoi sempre lo stesso. Ci conosciamo bene, ci frequentiamo, passeggiate e cene in compagnia di un giro di amici. Di tua moglie, a cui sto molto simpatica. <em>Una persona speciale,<\/em> dice di me. <em>Credo abbia sofferto molto. <\/em>Nessuno sospetterebbe che \u00e8 per te che muoio. Ti ho amato senza speranza, da subito, senza che nessuno si accorgesse di niente. Se ti chiedessero se mi piaci risponderesti <em>ma va?<\/em> <em>Non penso proprio. <\/em><\/p>\n<p>Sei appena uscito. Metto la tua tazzina nella lavapiatti con tenerezza invisibile e mi fermo ad osservare le persone sedute ai cinque tavolini. Sono convinta di attirare un certo tipo di clientela. Gli infelici. Sguardi fissi, facce abituate alla noia, esperte nello scacciare il dispiacere, nel distrarsi, nel dimenticare, nel non pensarci. Le riconosci: le persone vengono marchiate dalla sofferenza in un modo che \u00e8 impossibile non avvertire. Pi\u00f9 delicate, ammorbidite come una bistecca ben passata col batticarne. Che spandono dolore, invisibile e ben riconoscibile come una scia di profumo. Drogate di chiacchiere, novit\u00e0, alcol, shopping e viaggi. Distrazioni con cui hanno iniziato a nutrire un simulacro di s\u00e9, un fantoccio socievole che hanno imparato a mandare avanti nel mondo, incontro agli altri, mentre loro stanno accovacciate e cercano di dimenticare, dormire. Lo so, quello che ognuno dei miei avventori sta pensando, quando per un attimo smette l\u2019inutile esercizio del distrarsi e improvvisamente ricorda. Pensano: nessuno soffre come me.<\/p>\n<p>Ma si sbagliano tutti. Nessuno soffre <em>come<\/em> <em>me. <\/em><\/p>\n<p>Sono un\u2019esperta. Ho maturato migliaia di ore di sofferenza, come un pilota di linea matura ore di volo. \u00c8 questo numero di ore che mi qualifica.<\/p>\n<p>L\u2019ho adoperata. Ho rinunciato ai tentativi di dimenticarla. L\u2019ho tenuta dinanzi ai miei occhi senza risparmiarmi. Ho imparato ad usarla. Ne ho fatto mattoni con cui ho costruito una fortezza solitaria e invincibile. La sofferenza d\u2019amore \u00e8 cos\u00ec, si presta poco ad essere dimenticata, dato che l\u2019oggetto del tuo dolore e quello del tuo amore, che cerchi continuamente, sono la stessa cosa.<\/p>\n<p>Qualche settimana fa ho riconosciuto una come me per strada. Una malata d\u2019amore. Per niente illusa di poterlo avere, per niente capace di lasciar perdere. Occhi infossati, qualcosa agli angoli della bocca che non riesce a riposarsi. So cos\u2019\u00e8. \u00c8 il non accettare, il non volerci credere. Volont\u00e0 senza speranza. Ci siamo guardate per un attimo e poi ci siamo voltate in fretta, simultaneamente, e ci siamo allontanate in direzioni opposte.<\/p>\n<p>Sono bravissima nel nascondere. Non ho mai detto nulla che potesse generare il minimo sospetto, non mi sono tradita mai. Esprimere \u00e8 spremere, estrarre qualcosa che \u00e8 meno di quanto c\u2019\u00e8 all\u2019origine, io lo so, che di spremute ne faccio tante, e mi sento come quella spoglia di limone o pompelmo cavo che getto nel bidone.<\/p>\n<p>L\u2019amore espresso \u00e8 ridicolo, l\u2019amore inespresso \u00e8 nobile e ha una forza pari a quella della morte. Tutto si inchina davanti a lui.<\/p>\n<p>Da ragazzina uno che \u00e8 stato il mio ragazzo mi disse che ero ancora una bambina. Aveva ragione, lo sentivo, emanava un\u2019energia matura impensabile in un maschio di quell\u2019et\u00e0. Gli chiesi cos\u2019\u00e8 che ti fa diventare grande. Lui rispose che non si cresce finch\u00e9 non giunge un lutto. Sua sorella e sua madre erano morte in un incidente. Mi sorpresi a sperare in una qualche impossibile forma di lutto indolore che mi liberasse. Un lutto senza morte.<\/p>\n<p>Sono stata senz\u2019altro accontentata. Il problema coi desideri \u00e8 che si avverano sempre.<\/p>\n<p>A un certo punto ne ho avuti anch\u2019io, di lutti veri. Ma questo, mi vergogno a dirlo, \u00e8 pi\u00f9 forte. Magari tu fossi morto; invece ti ripresenti ogni mattina tra le otto e mezza e le nove meno venti, con la tua faccia ignara. Tu non hai sofferto. Sei ancora un bambino, sei Adamo prima della mela. \u00c8 per questo che vedi cos\u00ec poco, che mi piaci cos\u00ec tanto.<\/p>\n<p>Ho cominciato a leggere il Buddha. Dice che a non desiderare nulla si arriva a una specie di felicit\u00e0 che \u00e8 meglio della felicit\u00e0. Il distacco, lo chiama. Anche lui deve aver sofferto molto, per arrivare a elaborare un\u2019idea del genere.<\/p>\n<p>Ho ripreso a fumare. Sono costantemente malata, prendo tutti i virus e le influenze che ci sono in giro. Mangio due spicchi di aglio crudo ogni mattina. Devo avere un alito satanico. Eppure, gli uomini che mi stanno attorno si innamorano di me. Mi seguono per strada, mi fanno proposte pochi secondi dopo avermi incontrato. Come se mi conoscessero, come se li incoraggiassi. Come se il dolore fosse una specie di feromone. Tranne uno naturalmente, tu, che non mi hai mai veduto.<\/p>\n<p>Ne ho parlato con il mio analista. S\u00ec, per un periodo ho avuto l\u2019analista. C\u2019e stato un momento che ho deciso che dovevo riprendermi, e ho cercato una terapia psicologica. Mi sono ricordata un numero di telefono che avevo ricevuto per caso un paio di anni prima. Come mai, dottore, pi\u00f9 sono svuotata e spremuta e pi\u00f9 gli uomini mi stanno attorno?<\/p>\n<p>Mi ha abbracciato. Un abbraccio non terapeutico, non fraterno. Mi ha detto che forse la cosa migliore per me sarebbe staccare, allontanarsi da tutto e da tutti. Che ha una casa in collina, potremmo andare a viverci insieme. Potremmo stare l\u00ec per un po\u2019, sei mesi, un anno, riposarsi, lasciarsi andare, fare l\u2019amore, se mi va.<\/p>\n<p>Ma non \u00e8 contro le regole, ho chiesto. Quali regole, mi fa. La deontologia professionale, dico io. Ha preso a guardare il suo taccuino, come se non stessimo parlando, e ha cambiato argomento, introdotto una nuova idea. Sai, forse sei tu quello che ha bisogno di aiuto, gli ho fatto io, e lui allora ha alzato il sopracciglio da un posto lontano e inaccessibile. Non ci sono tornata pi\u00f9.<\/p>\n<p>Sono rimasta a macerare in silenzio, aspettando ogni giorno le otto e mezzo di mattina, il momento di servirti l\u2019espresso col cioccolatino che non tocchi mai e il piccolo bicchiere d\u2019acqua, nella tazzina che ho scelto per te sin dalla mattina presto, ho messo a scaldare sulla macchina, ho toccato e accarezzato con gli occhi sino al momento in cui entri e mi saluti spensierato, incapace di leggere i miei occhi cerchiati, senza sospettare che sei tu la candela attorno alla quale volteggio ogni notte in giri sempre pi\u00f9 stretti, fino a bruciarmi.<\/p>\n<p>\u201cCome stai?\u201d Mi hai chiesto solo cinque minuti fa. Io fissavo le tue labbra, sfiorate dal tovagliolino di carta che hai gettato, come al solito, dentro la tazzina, con un lancio infallibile e compiaciuto.<\/p>\n<p>Ho sorriso e alzato le spalle. Le parole non sono niente. Le azioni e le spiegazioni non sono niente. Le trame delle storie non sono niente. L\u2019espresso caldo e denso che ti ho messo davanti e ha risvegliato i tuoi sensi col suo aroma pungente e amaro, non \u00e8 niente. Reale \u00e8 soltanto ci\u00f2 che \u00e8 costretto a rimanere inespresso.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_22670\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"22670\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono una barista. 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