{"id":22613,"date":"2015-02-03T12:58:58","date_gmt":"2015-02-03T11:58:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=22613"},"modified":"2015-02-03T12:58:58","modified_gmt":"2015-02-03T11:58:58","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-alice-di-francesca-antici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=22613","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;Alice&#8221; di Francesca Antici"},"content":{"rendered":"<p>Alice. La mia bambina. Il suo odore di pelle morbida misto all&#8217;olio che\u00a0uso per idratare il suo corpicino dopo il bagnetto.<\/p>\n<p>La mia bambina ha i\u00a0miei stessi occhi verdi. A volte mi guarda in maniera tanto seriosa, da\u00a0far sentire me la bambina. Il papa&#8217; lei non ce l&#8217;ha; anzi, ce l&#8217;ha un\u00a0padre biologico, ovviamente. Ma di fatto non c&#8217;e&#8217;. Ce la siamo cavata da\u00a0sole, io e lei.<br \/>\nQuando sono rimasta incinta ero talmente felice, innamorata. Persa nel\u00a0mondo di lui. Quando gli ho dato la notizia, la sua freddezza ha congelato\u00a0tutti i miei sentimenti. Io non voglio un altro figlio. Non potrei mai\u00a0essere presente. Mi dispiace. Devi abortire. Paghero&#8217; tutto io. Costo<br \/>\ntotale 500 euro.<br \/>\nE cosi&#8217; ho iniziato quel calvario di analisi e certificati che solo chi ha\u00a0abortito conosce. Il ginecologo, uno privato, con lo studio ai parioli. Il\u00a0migliore, per risolvere tutto senza traumi, rapidamente. Ero quasi alla\u00a0fine del terzo mese, bisognava sbrigarsi, altrimenti non sarebbe stato\u00a0piu&#8217; possibile. Quando sono andata a fare l&#8217;ecografia, seduta nella sala\u00a0d&#8217;aspetto, mi sentivo una aliena entrata per sbaglio in un corpo umano.<\/p>\n<p>Una coppia seduta accanto a me. Lei raggiante, lui spaesato. Lei sussulta\u00a0e si tocca la pancia, a giudicare dalle dimensioni deve essere prossima al\u00a0parto. Il bambino ha tirato un calcio, lui la guarda teramente e poggia la\u00a0mano sul pancione, per sentire quell&#8217;eslposione di vita. Io cerco di\u00a0reprimere un sorriso ma non ci riesco. Cosa c&#8217;e&#8217; di piu&#8217; bello di un\u00a0bambino che scalcia dentro la pancia della mamma?<\/p>\n<p>Finalmente tocca a me,\u00a0entro nella stanzetta, mi stendo docilmente sul lettino e tiro un pochino\u00a0giu&#8217; i pantaloni. Il gel e&#8217; freddo, ma si scalda subito a contatto con la\u00a0mia pelle. Improvvisamente un rumore come un cavallo al galoppo: il cuore\u00a0della mia bimba. La vedo sul monitor, grandezza tre centimetri, un\u00a0fagiolino. E&#8217; veramente troppo. Piango tutte le lacrime del mondo e gia&#8217;\u00a0so quanto mi manchera&#8217;. Esco dal laboratorio con la mia cartellina in<br \/>\nmano, la prima vera fotografia della mia bambina. Mi bruciano gli occhi,\u00a0il vento freddo mi colpisce il collo scoperto. Devo riguardarmi. Mi\u00a0allaccio bene la giacca e annodo la sciarpa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Entro in un bar, ho bisogno\u00a0di bere, ho la gola secca. Guardo l&#8217;orologio appeso alla parete. Oddio e&#8217;\u00a0tardissimo. Lui mi aspetta al solito angolo, ha un mazzo di tulipani\u00a0colorati. Sa che e&#8217; stata dura e spera di tirarmi du&#8217; il morale con i\u00a0fiori. Mi piacciono i tulipani.<br \/>\nNon gli racconto nulla, ne&#8217; gli mostro la polaroid dell&#8217;ecografia. So che\u00a0non gli interessa. Vuole solo sapere se sto bene e se ho fame. Non ho\u00a0fame. Non ho sonno. Non sento niente. Solo il battito di quel minuscolo\u00a0cuore che mi rimbomba nella testa. Quella notte dormiamo insieme senza\u00a0sfiorarci. Mi sento come se avessi la spina dorsale spezzata e il mio\u00a0midollo osseo se ne stesse andando a spasso per tutto il corpo,\u00a0galleggiando insieme agli organi interni. Sento come se mi stessi\u00a0sciogliendo tutta dentro. Un misto di carne e sangue caldo e appiccicoso<br \/>\nche cola come lava incandescente, inarrestabile, che erutta ad ogni battito del mio cuore.<br \/>\nOrmai ho fatto tutte le analisi, ho tutti i pezzi di carta necessari, ho\u00a0fissato l&#8217;appuntamento in ospedale fra quattro giorni. Non voglio che lui mi\u00a0accompagni. Andro&#8217; da sola. Mi oppongo con tutta la mia caparbieta&#8217; e lui\u00a0non osa contraddirmi. A dire il vero, credo che si senta sollevato a non\u00a0dover venire.<br \/>\nArriva il giorno dell&#8217;operazione. Mi alzo presto e senza dire nulla a\u00a0nessuno, vado al policlinico. Davanti al reparto IVG incrocio subito lo\u00a0sguardo disperato di altre donne, la maggior parte straniere, un paio\u00a0molto giovani, accompagnate dalla mamma.<\/p>\n<p>Guardiamo tutte il pavimento. Non\u00a0ci si guarda molto in queste circostanze, non ci si parla, ognuna ha le\u00a0sue ragioni e le ripete a se stessa in modo ossessivo, come un mantra.<br \/>\nFinalmente si entra, ciascuna sceglie il proprio letto e iniziamo a\u00a0spogliarci e ci cambiamo per l&#8217;intervento: una camicia da notte larga e\u00a0comoda, una vestaglia, ciabatte. L&#8217;infermiera e&#8217; dolce e comprensiva,\u00a0nonostante sia abituata. Ci tratta con energica tenerezza. Dai, non\u00a0sentirai nulla, l&#8217;anestesia e&#8217; forte e veloce, ti addormenti subito e ti\u00a0risvegli dopo un&#8217;ora al massimo, poi ti teniamo un poco in osservazione e\u00a0quando stai bene, ti dimettiamo, e vai a casa a riposare (e a\u00a0dimenticare).<br \/>\nE&#8217; il mio turno. Ho paura. Ho freddo. Voglio la mia mamma. Ma non c&#8217;e&#8217;. Mi\u00a0accompagnano in sala operatoria e mi fanno sdraiare sul lettino. L&#8217;ago\u00a0entra nel braccio, l&#8217;anestesista ha appena studiato le mie analisi, e&#8217;\u00a0gia&#8217; pronto con la siringa con la dose di anestetico. Chiudo gli occhi. Li\u00a0riapro di colpo, mi tiro su&#8217; dal tavolo, sembro una invasata. Gli occhi\u00a0sgranati, l&#8217;adrenalina che mi schizza nelle vene. Non urlo, dico\u00a0semplicemente NO. Non voglio piu&#8217;. Scusate il disturbo. Voglio tenerla. Ci\u00a0ho ripensato. Voglio tornare a casa. Il chirurgo abbassa la ascherina e\u00a0mi sorride con empatia. Vai a casa e riguardati, non sara&#8217; una passeggiata\u00a0ma alla fine ne sara&#8217; valsa la pena.<br \/>\nEntro nella camerata, mi rivesto come una furia, prendo tutte le mie cose\u00a0dall&#8217;armadietto ed esco di corsa. Oltre la porta a vetri opachi ci sono le\u00a0due mamme delle minorenni, mi guardano, capiscono. Non dicono nulla.<\/p>\n<p>Esco\u00a0dall&#8217;ospedale quasi correndo, il cuore mi batte cosi&#8217; forte che sembra\u00a0voglia uscire dal mio petto. Dentro di me sento anche l&#8217;altro cuoricino\u00a0che mi saluta felice. Piove, non forte, per fortuna. Mi fermo sotto la\u00a0pioggia e guardo in su&#8217;. Mi sento libera, viva. Torno a casa in taxi, un\u00a0piccolo lusso.<br \/>\nNon e&#8217; stato facile parlare con i miei genitori. Non vivevo piu&#8217; con loro\u00a0da parecchi anni, praticamente da quando ho iniziato a lavorare ho sempre\u00a0abitato per conto mio, dividendo l&#8217;affitto con altre persone. Ma mia madre\u00a0e mio padre mi hanno accolta e sono tornata a casa per un po&#8217;. La\u00a0gravidanza e&#8217; andata bene, poche nausee, non sono nemmeno ingrassata<br \/>\ntroppo e comunque subito dopo il parto sono tornata in forma velocemente.<br \/>\nIl parto. Che dolore atroce. Nonostante l&#8217;anestesia epidurale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quando ho\u00a0visto Alice la prima volta, le ho sorriso e le ho dato il benvenuto. Ora\u00a0siamo felici. Abitiamo di nuovo da sole, in un monolocale piccolissimo,\u00a0trovato ad un affitto non troppo indecente.<\/p>\n<p>Lavoro da mattina a sera. Di\u00a0giorno la bambina sta con i nonni e poi ceniamo sempre insieme e parliamo\u00a0molto. L&#8217;ho sempre fatto con lei, non le ho mai nascosto chi sia suo padre\u00a0e perche&#8217; non e&#8217; con noi. Mia madre ripete sempre che avrei dovuto\u00a0dirglielo che non avevo abortito, che magari sarebbe cambiato tutto. Ma\u00a0ormai che importanza ha?<br \/>\nSo che lui ha trovato un&#8217;altra compagna, una donna divorziata con due\u00a0bambini piccoli. Strana la vita. Ipocriti gli uomini.<br \/>\nAlice e&#8217; una bambina severa, ma socievole. Quando incontra altri bambini,\u00a0non si butta subito nella mischia, li osserva per un po&#8217;. Quando poi ha\u00a0scelto, va dritta verso il suo nuovo compagno di giochi. E non sbaglia\u00a0mai.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_22613\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"22613\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alice. 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