{"id":22606,"date":"2015-02-03T12:52:43","date_gmt":"2015-02-03T11:52:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=22606"},"modified":"2015-02-05T11:02:32","modified_gmt":"2015-02-05T10:02:32","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-memoria-di-maria-tomasucci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=22606","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;Memoria&#8221; di Monica Tomasucci"},"content":{"rendered":"<p>Anna apr\u00ec la porta, lentamente, senza fare rumore. Il nonno stava riposando e non voleva disturbarlo.<\/p>\n<p>Ne approfitt\u00f2 per sistemare alcune cose che aveva portato: mise i pigiami puliti nei cassetti, cos\u00ec come il cambio della biancheria; appoggi\u00f2 la tazza da t\u00e8 sul comodino e nascose un pacco di biscotti nell\u2019armadio.<\/p>\n<p>Fece la massima attenzione per non svegliarlo. Aveva il viso pallido, stanco. La lunga malattia lo stava sfiancando: una lotta contro i mulini a vento, che avrebbe ancora combattuto a lungo, se le forze lo avessero assistito, ma che non avrebbe mai vinto. Lui non lo sapeva, ma lei s\u00ec e per questo non voleva sottrargli la minima possibilit\u00e0 di rimettersi in forze, per riprendere la lunga e faticosa battaglia.<\/p>\n<p>Scost\u00f2 leggermente la tenda della finestra e contempl\u00f2 la vista che si presentava da questa nuova prospettiva. Lo avevano appena trasferito di stanza, ora ne aveva una tutta per s\u00e9: sarebbe stato pi\u00f9 facile andare a fargli visita, senza il timore di recare disturbo agli altri ricoverati. La finestra si affacciava sul parco della clinica, deserto a quell\u2019ora; le panchine erano vuote, a parte qualche passero che timidamente si avvicinava alla ricerca di un po\u2019 di briciole. Era un tiepido pomeriggio di aprile, il sole era ancora alto.<\/p>\n<p>Si allontan\u00f2 dalla finestra per prendere una sedia e torn\u00f2 con lo sguardo a suo nonno. Si era svegliato e le sorrideva, un sorriso assente, lontano.<\/p>\n<p>\u201cCiao nonno, ben svegliato!\u201d<\/p>\n<p>\u201cCiao\u201d le rispose, senza chiamarla per nome.<\/p>\n<p>\u201cPrima che mi dimentichi, ti devo portare i saluti di Gigi e Anteo. Li ho incontrati stamattina e si sono tanto raccomandati che lo facessi.\u201d<\/p>\n<p>\u201cChi?\u201d le chiese con voce debole.<\/p>\n<p>\u201cGigi e Anteo! I tuoi vecchi compagni d\u2019avventura, gli amici del bar, della briscola\u2026avete passato anni al circolo del porto insieme!\u201d<\/p>\n<p>Sembr\u00f2 pensarci un attimo poi rispose: \u201cNon ricordo\u201d.<\/p>\n<p>Era la frase che ormai ripeteva da mesi, non ricordo. Ogni barlume di memoria sembrava aver abbandonato quel corpo ormai privo di forze, che un tempo aveva accolto un fiero marinaio, l\u2019orgoglio dei suoi figli e dei suoi nipoti. Tutti lo conoscevano al Porto e non solo; la sua storia era entrata a far parte della tradizione popolare: di come aveva conosciuto la nonna sui banchi di scuola, della loro amicizia che poi era diventata una storia vera, dei viaggi fatti insieme a lei e in seguito da solo, dei tanti anni che era rimasto lontano, per mare; e di come, quando tutti lo credevano ormai morto, era riapparso davanti alla nonna proprio nell\u2019attimo in cui il postino le stava recapitando una sua lettera!<\/p>\n<p>Lui ormai non ricordava pi\u00f9 nulla di tutto ci\u00f2, tantomeno che quel giorno sarebbe stato il cinquantesimo anniversario del loro matrimonio.<\/p>\n<p>Anna cerc\u00f2 di non pensarci e gli offr\u00ec una tazza di t\u00e8, che il nonno accett\u00f2 volentieri.<\/p>\n<p>Apr\u00ec il termos che aveva portato da casa e un\u2019essenza densa e amarognola di sambuco si diffuse per la stanza. Anna sapeva che quello era il t\u00e8 preferito da suo nonno; aveva sempre amato l\u2019odore intenso e penetrante di quell\u2019arbusto dai fiori bianchi che, in un certo senso, aveva fatto da cornice ai fatti importanti della sua vita: quando aveva conosciuto la nonna, quando era tornato dal suo viaggio, nel giorno del loro matrimonio; quella pianta c\u2019era sempre stata.<\/p>\n<p>Gli porse la tazza; il nonno la prese e l\u2019odore lo pervase. Fu a quel punto che successe una cosa incredibile: cominci\u00f2 a raccontare! Non erano vaneggiamenti di un povero vecchio senza memoria, al contrario, i dettagli della sua lunga vita erano vividi, e uscivano dalle sue labbra come acqua fresca! Raccont\u00f2 di come il suo sguardo aveva incontrato quello della nonna, a dieci anni, e di come, insieme, avevano preso la Prima Comunione: appena usciti dalla chiesa, vicino al fiume, il suo sguardo si era fermato su una pianta di sambuco il cui odore aleggiava nell\u2019aria, lo stesso che avrebbe sentito dieci anni pi\u00f9 tardi, quando l\u2019aveva sposata. E ancora raccont\u00f2 del suo viaggio in nave nei paesi caldi, dove quel profumo non c\u2019era, ma era talmente nitido nella sua memoria che gli pareva di trovarlo ovunque e lo aveva aiutato a sentirsi pi\u00f9 vicino a casa. Si perse il nonno nei ricordi che da tanto tempo lo avevano abbandonato e che solo l\u2019essenza di quel t\u00e8 era riuscita a ridestare.<\/p>\n<p>Tutto quel parlare lo fece stancare e dopo un po\u2019 si addorment\u00f2. Anna non poteva credere a quanto aveva appena assistito: una sorta d\u2019incantamento aleggiava in quella stanza! Forse c\u2019era ancora una speranza, forse aveva trovato una chiave di accesso alla mente di suo nonno! Rimase seduta a osservarlo e a gustare l\u2019odore e il sapore di quel \u201ct\u00e8 del ricordo\u201d che teneva fra le mani.<\/p>\n<p>Pass\u00f2 un\u2019ora e lui si risvegli\u00f2.<\/p>\n<p>\u201cCome ti senti? Hai riposato bene? Raccontami ancora qualcosa! Della nonna, del tuo viaggio, di quello che vuoi!\u201d<\/p>\n<p>\u201c\u2026non ricordo\u2026\u201d Lo sguardo era di nuovo assente; il t\u00e8 al sambuco era finito, il profumo si era ormai dissolto, cos\u00ec come i ricordi di quell\u2019uomo che tanto amava.<\/p>\n<p>Anna decise che ne avrebbe portato ancora e ci avrebbe riprovato. In fondo, come le avevano raccontato in una fiaba da bambina, Madre Sambuco, sebbene la chiamino con altri nomi, altri non \u00e8 che il ricordo.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 tardi, mentre camminava verso casa, si sentiva pi\u00f9 leggera, invasa da una nuova speranza. Percorse la strada lungo il fiume. Era ormai il tramonto e l\u2019aria profumava di primavera; poi, a un tratto l\u2019odore cambi\u00f2: era talmente familiare che non poteva non riconoscerlo! Volse lo sguardo verso la riva e vide un\u2019enorme pianta di sambuco, che col suo abito bianco troneggiava sulla vegetazione circostante. Si avvicin\u00f2, come spinta da un\u2019attrazione magnetica e rimase a contemplarla, inebriandosi di quell\u2019odore acre e amaro.<\/p>\n<p>Fu allora che cap\u00ec: come per suo nonno, anche per lei ogni evento importante della vita, ogni singolo ricordo, sarebbe sempre stato inesorabilmente legato a quella pianta, depositaria della loro Memoria; l\u2019incantesimo che aveva avuto luogo poc\u2019anzi era stato un passaggio di consegne, un\u2019eredit\u00e0 che li avrebbe indissolubilmente legati per sempre.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_22606\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"22606\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anna apr\u00ec la porta, lentamente, senza fare rumore. 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