{"id":22581,"date":"2015-02-02T22:54:16","date_gmt":"2015-02-02T21:54:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=22581"},"modified":"2015-02-02T22:54:16","modified_gmt":"2015-02-02T21:54:16","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-linsopportabile-zia-di-michele-emidi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=22581","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;L&#8217;insopportabile zia&#8221; di Michele Emidi"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">&#8211; Ma che cavolo hai fatto Gianni??!!e perch\u00e8??!!- gli imprec\u00f2 lo zio, gli occhi infiammati di sangue e rabbia, la camicia rosa aperta nel torso peloso ed intriso di calce biancastra, mentre lo strattonava violentemente.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">&#8211; Non la sopportavo pi\u00f9!- rispose lui, asciutto ed aspro, mentre qualche lacrima acre gli scivolava dagli occhiali e gli rigava il pizzetto. La risposta secca del nipote rimase per qualche secondo sospesa in aria e poi piomb\u00f2 sul pavimento del capannone come un enorme macigno provocando un tonfo assordante.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Il padre di Gianni, che stava in angolo del cantiere dietro l&#8217;ombra di se stesso, e la madre, che ripensava a quel ragazzino con le lentiggini e il dente mancante come nel ritratto arcaico attaccato all&#8217;armadio, facevano ora i conti con l&#8217;ineluttabile; gli altri, la maggior parte parenti trattandosi di un cantiere edile a conduzione famigliare, ed un paio di dipendenti e di vicini curiosi, stavano tutt&#8217;attorno al corpo esanime della zia, azzimata e riversa nella poltrona, il viso color latte e la cornetta del telefono ancora nella mano, mentre la oramai orfana stampante laser sfornava fogli contabili che, pieno il vassoio, cadevano a terra e cadenzavano meticolosamente i secondi, dando a quella assurda situazione un minimo di tangibilit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">&#8211; Non la sopportavi pi\u00f9??? non la sopportava pi\u00f9&#8230;.!!!oddio oddio mi sento male &#8211; esclam\u00f2 di nuovo lo zio, quasi ironico ma ancora incredulo, con una mano nella fronte e con l&#8217;altra a cercare una sedia sulla quale sprofondare. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Mezz&#8217;ora prima, proprio all&#8217;inizio del turno pomeridiano di quel Luned\u00ec di met\u00e0 Gennaio, Gianni aveva maturato l&#8217;estrema decisione covata da molto tempo, nell&#8217;ultimo periodo rafforzata dai suoi recenti stati di stress, primo su tutti il Natale, e poi, tra gli altri, l&#8217;incidente con la moto e la lunga relativa convalescenza, la separazione definitiva dalla fidanzata Francesca, l&#8217;inevitabile rientro a quel lavoro che lo straziava, e forse anche il troppo alcool degli ultimi decenni, oltre i problemi ordinari che avevano tutti. Quindi, prima di uscire dal suo monolocale distante solo pochi metri dal cantiere dove lavorava, aveva meccanicamente caricato ben due pistole nelle rispettive larghe tasche della silhouette color beige legata a met\u00e0; perch\u00e8 due pistole non era consentito sapere nemmeno a lui, forse per la sua consueta megalomania o forse, spiegazione pi\u00f9 plausibile, per essere sicuro di portare a compimento quell&#8217;atto: \u201cChiss\u00e0 se la sola ed unica pistola non avesse funzionato proprio sul pi\u00f9 bello come avrebbe sopportato ulteriormente la zia in futuro&#8230;!!\u201d aveva pensato sghignazzante. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Quindi, indossatosi anche un improbabile berretto rosso in testa e gli occhiali da vista dalla montatura anch&#8217;essa di amaranto, era partito in alta uniforme quasi da personaggio di \u201cA team\u201d, deciso e volitivo forse per la prima volta in vita sua verso quel luogo di lavoro tanto detestato da anni. I soliti saluti convenevoli di circostanza a due cugini incontrati e poi in direzione degli uffici di cantiere, con gesti sistematici e meccanici forse programmati da giorni, nemmeno fosse stato Rick Santoro nel piano sequenza iniziale di \u201cOmicidio in diretta\u201d di Brian de Palma. Poi, aperta la porta a vetro del piccolo ufficio dove lavorava l&#8217;insopportabile donna le aveva sparato un colpo secco alla fronte, cos\u00ec, senza nemmeno darle il tempo di guardarlo in faccia, un po&#8217; per pudore ma soprattutto per paura.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Sfiduciato e fifone se ne stava ora come un gatto inchiodato sopra uno sgabello e svogliatamente in attesa, a fissare la punta delle sue Adidas rosse mentre lo zio, sempre pi\u00f9 forsennato, ripeteva come un feroce mantra le parole esaurienti \u201cnon la sopportava pi\u00f9 non la sopportava pi\u00f9!!\u201d.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel solito istante entrarono tre carabinieri, trafelati, avvisati poco prima da qualcuno della famiglia, ed il pi\u00f9 anziano, con aria altera e leggermente incazzato per l&#8217;incombenza insolita, esclam\u00f2 &#8211; Vorr\u00e0 dire che sopporter\u00e0 meglio almeno trent&#8217;anni di carcere che gli daranno-, &#8211; guarda che casino hai combinato- , rivolgendoglisi poi quasi paternamente; gli altri due, pi\u00f9 giovani, uno magro ed alto con dei lunghi basettoni e l&#8217;altro un po&#8217; pi\u00f9 basso e tarchiato, si precipitarono a togliere la pistola ciondolante ancora nella mano sinistra di Gianni. I due carabinieri sbloccarono poi Gianni dallo sgabello e sotto gli ordini del superiore lo accompagnarono alla auto di ordinanza appena fuori dal cancello di ingresso, senza nemmeno ammanettarlo e perseguirlo ulteriormente, \u201cTanto questo \u00e8 un coglione\u201d aveva enfatizzato poco prima il milite capo, non rivolgendoglisi pi\u00f9 come ad un figlio. E meno male, qualche mese prima, poco prima dell&#8217;incidente, si era tagliato i lunghi dread, \u201cgli avrebbero dato sicuramente del tossicodipendente o del comunista\u201d, pensava snobisticamente Gianni.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">L&#8217;autovettura part\u00ec, davanti agli occhi increduli della madre del ragazzino lentigginoso e lo sgomento degli altri, che ormai erano diventati una folla sempre pi\u00f9 numerosa, nemmeno fosse stata la presa e l&#8217;assedio finale del Palazzo d&#8217;Inverno nella Rivoluzione d&#8217; Ottobre del Febbraio 1917 a Pietroburgo; l&#8217;auto naturalmente segu\u00ec il tragitto pi\u00f9 complicato e lungo per dirigersi al carcere cittadino, tracci\u00f2 le strade interne di quella zona artigianale limitrofa e periferica al paese. Passarono davanti alla casa di Cristian, il migliore amico di infanzia di Gianni, e davanti alla baracca in alluminio dove una decina di anni prima suonavano tutti insieme, lui cantava, o almeno ci provava, quella musica pseudo alternativa, per descriverla con un termine riduttivo che avrebbe forse inalberato gli altri componenti del gruppo, ma soprattutto assordante e insensata che per il frastuono che procurava di sicuro faceva tanto arrabbiare la zia. Lo sbirro basettone stava accanto a lui, nemmeno entrava nel sedile posteriore, l&#8217;altro guidava l&#8217;autovettura e il capo al posto del passeggero. Intanto nel monolocale il suo telefono cellulare squillava invano, era Francesca, i due non si sarebbero pi\u00f9 rivisti e sentiti, lei sarebbe ritornata a Milano al suo destino e lui al suo. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Rifletteva appagato Gianni \u201ctrover\u00f2 sicuramente la pace, in carcere legger\u00f2 tutti i giorni, manger\u00f2 e berr\u00f2, dormir\u00f2 quanto mi andr\u00e0, guarder\u00f2 la televisione&#8230;.forse trover\u00f2 la pa<\/span><span style=\"font-size: medium;\">ce&#8230;.\u201d e poi rovistando nei ricordi di tutti i libri letti che la vita gli aveva concesso gli venne in mente una frase letta poco tempo prima \u201cT<\/span><span style=\"font-size: medium;\">utti siamo chiusi in una prigione. La mia me la sono costruita da solo, ma non per questo \u00e8 pi\u00f9 facile uscirne.\u201d <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Poi il tarchiato svolt\u00f2 verso l&#8217;altra corsia per un sorpasso non azzardato, il grosso camion di fronte era infatti lontano almeno un chilometro, ma la grossa cabina era davanti spezzata da un disegno rappresentativo che Gianni non pot\u00e8 non notare, e con un grande sobbalzo gli tornarono alla mente ricordi, immagini, sensazioni, delusioni, indolenze, in ordine sconclusionato: il drago&#8230;il drago&#8230;il fucile, la \u201cPappa\u201d, la \u201cDiavola\u201d, la zia, i cani a Pistoia, \u201cpollo e patate\u201d, Wrat 69, il Marasma, \u201csciagura\u201d, il drago, \u201cPistacchietto\u201d, 1888, la vespa viola, l&#8217;Alfa 33 grigia, l&#8217;Hondina blu, le Timberland, lo scooter, la zia, la Spagna, Marsiglia, Santa Liberata, il drago, Modena 2000, la polizia alla stazione, il cinese in carcere, la zia, i Karasci\u00f2, il microfono, il matrimonio, il megafono, Milano, le stampelle, la tromba, i guantoni, la zia&#8230;la zia&#8230;- Vergogna vergogna !!!- ed in un millesimo di secondo estrasse la pistola ancora nella tasca destra. E spar\u00f2! Un colpo, secco, pi\u00f9 di quello del primo pomeriggio, alla tempia dello sbirro pilota, dalla quale schizz\u00f2 sangue che si scaravent\u00f2 sul finestrino anteriore formando uno schizzo caotico come in un quadro di Williem De Kooning. Gli altri due, prima immersi nei loro telefoni virtuali, non fecero nemmeno in tempo ad accorgersi di quello che era appena accaduto, che il grosso drago se li divor\u00f2.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">E cos\u00ec la pace, proprio come Jonny Free vittima innocente della guerra, eroe creato da Gianni in uno dei suoi testi deliranti, scritti, cantati ed osannati in quei sabati pomeriggio passati tutti insieme a suonare, fumare, ridere, bere, ma soprattutto divertirsi, giorni che, spazzati via dal vento dell&#8217;impermanenza, non sarebbero mai pi\u00f9 tornati.<\/span><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_22581\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"22581\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8211; 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