{"id":22532,"date":"2015-01-28T19:53:56","date_gmt":"2015-01-28T18:53:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=22532"},"modified":"2015-01-28T19:53:56","modified_gmt":"2015-01-28T18:53:56","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-quante-di-salvatore-colantuono","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=22532","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;Quante&#8221; di Salvatore Colantuono"},"content":{"rendered":"<p>&#8211; Ma quante ne sai?<br \/>\n&#8211; Tante.<br \/>\n&#8211; Tante quante?<br \/>\n&#8211; Tante quanti sono i diamanti della corona del re del mondo.<br \/>\n&#8211; Il re del mondo? E chi \u00e8?<br \/>\n&#8211; Il suo nome \u00e8 Vaivaswata, egli \u00e8 il settimo ed attuale Re del Mondo. Vive a Shambhalla, la citt\u00e0 di smeraldo, capitale del regno sotterraneo di Agharti. Il suo regno dura un Manvatara, che \u00e8 una delle quattordici ere (quella attuale \u00e8 detta del cinghiale bianco). Di rado il sovrano si mostra al di fuori del suo regno: le ultime apparizioni pubbliche sono avvenute nel monastero di Narabanchi nel 1890, nel 1923 in Siam e nel 1937 a Delhi. Comparir\u00e0 davanti a tutti soltanto quando sar\u00e0 venuto il tempo di condurre tutti gli uomini buoni contro i cattivi, ma il tempo non \u00e8 ancora venuto. Gli uomini pi\u00f9 cattivi dell&#8217;umanit\u00e0 non sono ancora nati.<br \/>\n&#8211; Uffa, per\u00f2&#8230; cos\u00ec mi spaventi. Raccontami una storia, dai&#8230;<br \/>\n&#8211; Questa era una storia.<br \/>\n&#8211; Raccontamene un&#8217;altra, raccontami di noi.<br \/>\n&#8211; C&#8217;\u00e8 poco da dire, noi oggi ci amiamo, siamo dei buoni compagni di viaggio, ma domani? Domani forse finir\u00e0. E forse ci odieremo. Oppure rimarremo buoni amici e ci scambieremo gli auguri di natale. Oppure, semplicemente, ci cancelleremo: tu non esisterai pi\u00f9 per me ed io per te. Forse solo nei sogni, quelli pi\u00f9 remoti, di quelli che al mattino ti lasciano un piacevole retrogusto nell&#8217;anima, cammineremo ancora mano nella mano. Poi, come gi\u00e0 \u00e8 successo, moriremo. E in un&#8217;altra vita, sotto forme diverse, ci ameremo ancora. E\u2019 il nostro karma: \u00e8 Ka-Tet.<br \/>\nRicordo ancora quando tu eri un gabbiano ed io un delfino: le tue picchiate perfette sul bordo dell&#8217;acqua, la dolcezza del contatto delle tue piume sul mio dorso umido, &#8220;se fossi un altro uomo direi poesia&#8221;.<br \/>\nRicordo anche di quando eri un valoroso guerriero bretone, in battaglia invincibile, ed io sempre al tuo fianco, fiero di essere il tuo cane. Ricordo la sera, prima di dormire, anche se con te c&#8217;era una donna (e c&#8217;era sempre una donna, quante ne hai avute&#8230;) venivi a carezzarmi il cranio, a grattarmi la pancia fino a quando non mi addormentavo felice. Ricordo anche il tuo dolore quando son morto, trafitto da una lancia vichinga durante una battaglia, \u00e8 stata l&#8217;unica volta che ti ho visto piangere in quella vita. Comunque son morto felice, l&#8217;ultimo ricordo che ho \u00e8 il tuo odore che mi pervade le narici, bellissimo.<br \/>\n&#8211; Davvero sono stata anche un uomo?<br \/>\n&#8211; Certo. Cos\u00ec come sei stata un crotalo, un gatto, un&#8217;ara, una tenia&#8230;<br \/>\n&#8211; Una tenia? Vuoi dire un &#8220;verme solitario&#8221;??!! Bleahh!! Che schifo! E tu cos&#8217;eri quando io ero una tenia?<br \/>\n&#8211; Io ero un gorilla, e ti ho portata nel mio intestino per tutta la vita.<br \/>\n&#8211; Mi sento male&#8230; Possiamo parlare d&#8217;altro?<br \/>\n&#8211; Possiamo anche non parlare.<br \/>\n&#8211; No dai, racconta ancora.<br \/>\n&#8211; Conosci la storia dell&#8217;uomo degli aquiloni?<br \/>\n&#8211; No.<br \/>\n&#8211; C&#8217;era quest&#8217;uomo che costruiva aquiloni per i bambini del paese. Non era un lavoro, non si era mai fatto pagare per questo, era una passione che si portava dentro da quando, ragazzino, per la prima volta ne aveva visto volare uno e, affascinato, aveva capuito che il suo futuro era quello: costruire aquiloni sempre pi\u00f9 perfetti. E, per fare questo, sceglieva personalmente i materiali. Sul fiume recuperava le canne di bamb\u00f9 pi\u00f9 leggero e flessibile per l&#8217;intelaiatura, che veniva ricoperta da carta lavorata con una sua personalissima mistura, fatta di cera e colla di pesce, che la rendeva resistente anche a venti impetuosi. Dopodich\u00e9, ne dipingeva la superficie con immagini ispirate dal futuro proprietario. Ad esempio: sull&#8217;aquilone di Lupetto, il pi\u00f9 birbante dei ragazzini del paese, aveva dipinto un lupo che correva all\u2019impazzata in un pollaio seminando il panico tra le galline. Su quello di Ciccio, il figlio del fornaio, un po\u2019 in carne e sempre con le mascelle in movimento, aveva fatto una caricatura dello stesso dipingendolo come un grasso piccione che si ingozza di ciambelle e che, per questo, non riesce a volare.<br \/>\nI ragazzini lo adoravano e lui adorava loro.<br \/>\nUn giorno in paese arriv\u00f2 il signor Progresso. Era un uomo rozzo e insensibile, deciso a trasformare, come aveva gi\u00e0 fatto altrove e senza chiedere il permesso a nessuno, il paese in citt\u00e0.<br \/>\nIncominci\u00f2 a riempirlo di cemento. Costru\u00ec palazzi altissimi che impedirono al vento di soffiare e cos\u00ec, tutti gli aquiloni, restarono desolatamente a terra, non si libravano pi\u00f9 fieramente in volo come un tempo.<br \/>\nI ragazzini furono internati in camerette, minuscole e poco illuminate, con un\u2019unica compagnia: una scatola magica che mostrava, 24 ore su 24, immagini psichedeliche che, a poco a poco, fecero s\u00ec che dimenticassero la magia del volo dei loro aquiloni.<br \/>\nL&#8217;uomo era disperato e cap\u00ec, in un lampo, di non avere scelta: doveva intraprendere un duro viaggio e doveva farlo a piedi. Lasci\u00f2 il paese, super\u00f2 il confine ed entr\u00f2 in Francia, raggiunse la Provenza, nella valle del Rodano precisamente, e finalmente, dopo giorni di cammino estenuante, si trov\u00f2 ai piedi del gigante: il Mont Ventoux.<br \/>\nInizi\u00f2 la sua scalata, cos\u00ec come molti secoli prima aveva fatto Petrarca, anche se per motivi diversi, e alla fine si ritrov\u00f2 sulla vetta brulla, desertica e spazzata da un vento poderoso.<br \/>\n&#8220;Eolo&#8221; url\u00f2, tra l&#8217;assordante sibilo del vento, &#8220;Mi senti? Vengo a piedi e mi devi concedere udienza, conosci le regole!&#8221;.<br \/>\n&#8220;Conosco le regole, uomo. Le ho fatte io quando la tua razza non aveva nemmeno la consistenza di un granello di sabbia delle terre del sogno!&#8221;.<br \/>\n&#8220;Bene, allora ti sfido: scommetto che il mio aquilone regge i tuoi venti pi\u00f9 potenti per almeno un minuto. Se perdo, ti prendi la mia vita. Se vinco, distruggerai tutti i palazzi del mio paese e farai s\u00ec che tutto torni come prima&#8221;.<br \/>\n&#8220;Sei un pazzo uomo. Anche se distruggessi i palazzi, verrebbero a costruirne degli altri. Progresso \u00e8 pi\u00f9 potente anche di noi Dei, la gente preferisce credere in lui e si \u00e8 scordata di noi. Una volta eravamo temuti, ci dedicavano templi, oggi siamo solo parte di un passato che nessuno vuole pi\u00f9 ricordare&#8221;.<br \/>\n&#8220;Accetti o no? Guarda che non ho tempo da perdere&#8221;.<br \/>\n&#8220;D&#8217;accordo piccolo uomo, sei presuntuoso e arrogante come tutti quelli della tua razza, tira fuori il tuo aquilone e vediamo quanti nanosecondi resiste&#8221;.<br \/>\nDetto questo, emise una possente risata e, contemporaneamente, si crearono due vortici di vento giganteschi i cui vertici si congiunsero a formare un&#8217;enorme clessidra. Una folata improvvisa di sabbia, proveniente direttamente dalle rive del mar nero, and\u00f2 a stanziarsi nel vortice superiore e il Dio disse, con voce ironicamente professionale da speaker radiofonico consumato:<br \/>\n&#8220;Il cronometro \u00e8 pronto a scattare al tuo via&#8221;.<br \/>\nL&#8217;uomo estrasse dallo zaino il suo aquilone. Era decisamente il pi\u00f9 bello e perfetto che avesse mai creato e l&#8217;aveva costruito per se. Il dipinto con il quale lo aveva ornato, e che decisamente rappresentava alla perfezione la sua vita, era formato da una miriade di aquiloni svolazzanti in un cielo blu cobalto.<br \/>\n&#8220;Ora!&#8221;, url\u00f2 al dio e, nello stesso istante, la sabbia dal vortice superiore dell&#8217;immensa clessidra incominci\u00f2 a scorrere nel vortice sottostante, tutti i venti del pianeta convertirono sul Ventoux&#8230; e fu l&#8217;inferno.<br \/>\nIl cielo si oscur\u00f2, mentre l&#8217;aquilone si gonfiava impazzito retto a stento dalle mani dell&#8217;uomo. Le canne di bamb\u00f9 si flettevano in modo innaturale, sembravano poveri arti umani sottoposti a torture di inquisitoria memoria, ma reggevano. Fu un minuto interminabile. E solo quando l&#8217;ultimo granello ebbe raggiunto i suoi fratelli nel vortice sottostante, la furia di Eolo si plac\u00f2. Con sguardo carico d&#8217;odio guard\u00f2 l&#8217;uomo e proruppe in una delle sue risate fragorose.<br \/>\n&#8220;Bene, piccolo uomo, mi hai battuto, vanne fiero. Rimetter\u00f2 a posto il tuo paese, ma sappi che hai vinto una battaglia, perch\u00e9 la guerra per te deve ancora cominciare. E il tuo vero nemico non \u00e8 un vecchio Dio dimenticato come me, il progresso \u00e8 un nemico di gran lunga superiore e pericoloso. Ora vai e non tornare mai pi\u00f9 altrimenti ti uccido!&#8221;.<br \/>\nL&#8217;uomo si volt\u00f2 senza pronunciare parola. Raccolse il suo aquilone e imbocc\u00f2 la strada del ritorno. Dopo giorni di cammino, arriv\u00f2 finalmente al paese, In lontananza si vedeva lo svolazzare di numerosi aquiloni che compivano spettacolari evoluzioni, il cuore gli si riemp\u00ec di gioia e una lacrima solitaria gli rig\u00f2 la guancia. Ripens\u00f2 alle parole del Dio: &#8220;E&#8217; un nemico di gran lunga superiore e pericoloso&#8221;, tast\u00f2 con le mani il suo aquilone all&#8217;interno dello zaino e si avvi\u00f2 verso casa.<\/p>\n<p>&#8211; &#8230;&#8230;&#8230;.<br \/>\n&#8211; Cosa c&#8217;\u00e8?<br \/>\n&#8211; Ti voglio bene.<br \/>\n&#8211; Anch&#8217;io te ne voglio. Aggiungerei, addirittura, che ti amo.<br \/>\n&#8211; Ti amo&#8230; ma che vuol dire? E poi perch\u00e9 l&#8217;amore \u00e8 anche sofferenza?<br \/>\n&#8211; Perch\u00e9 \u00e8 stato rubato.<br \/>\n&#8211; Rubato? Da chi?<br \/>\n&#8211; C&#8217;\u00e8 una storia che si perde nella notte dei tempi:<br \/>\nle civilt\u00e0 gloriose di Atlantide e Mu erano gi\u00e0 scomparse, da tempo, distrutte da una guerra stupida (come tutte le guerre) causata dalla loro arroganza e presunzione. La razza umana era ripiombata in uno stato di barbarie, la scintilla dell&#8217;intelligenza era definitivamente scomparsa ma, soprattutto, non esisteva pi\u00f9 l&#8217;amore, dimenticato nei meandri del tempo passato. L&#8217;incontro tra sessi opposti era ritornato ad essere solo un puro istinto, si era ritornati all&#8217;accoppiamento animale e non ci si guardava pi\u00f9 negli occhi mentre ci si accoppiava.<br \/>\nUn giorno un maschio, che per comodit\u00e0 chiameremo Sgruff (non esisteva pi\u00f9 un linguaggio e, di conseguenza, non c&#8217;erano nomi), di ritorno da una battuta di caccia poco fruttuosa, si ferm\u00f2 a bere sulla riva di un fiume. In quel mentre, ud\u00ec dei suoni (si trattava di un canto ma, per la sua mente limitata, non erano che degli strani suoni). Si avvicin\u00f2 timoroso e, nascostosi dietro un cespuglio, vide una femmina, immersa nell&#8217;acqua, che era diversissima da tutte le femmine che avesse mai visto: aveva i capelli lunghi e chiari, gli occhi di un azzurro magnetico, la carnagione rosea, non ricoperta dallo strato di sporcizia solito per quei tempi ed un corpo perfetto e statuario. Di fronte a cotanta bellezza, la sua rozza psiche reag\u00ec nella maniera pi\u00f9 basilare possibile: gli venne un&#8217;erezione.<br \/>\nRimase l\u00ec, fermo e incerto sul da farsi, quando la vista gli cadde sugli indumenti di lei: non si trattava delle pelli animali che erano soliti usare tutti ma di pelli sottili e chiare (era seta ma lui non poteva saperlo), e poi, poggiati sulle vesti, c&#8217;erano degli oggetti che luccicavano. Fu attratto da uno in particolare, un anello con incastonato un diadema sfavillante color rubino, e decise all&#8217;istante che quell&#8217;oggetto doveva essere suo. Balz\u00f2 fuori dal cespuglio, agguant\u00f2 l&#8217;anello e scapp\u00f2 via veloce come un fulmine.<br \/>\nAfrodite non ebbe nemmeno il tempo di capire cosa stesse succedendo che Sgruff era gi\u00e0 scappato via.<br \/>\n&#8220;Povero, stupido uomo&#8221;, pens\u00f2 la dea dell&#8217;amore. &#8220;Hai rubato l&#8217;anello dell&#8217;amore che io stesso vi avrei donato quando fosse giunto il momento. Ma adesso \u00e8 presto, siete ancora troppo barbari per capire l&#8217;amore e ne traviserete sicuramente il senso. Col tuo gesto hai condannato la tua razza a vivere l&#8217;amore come sofferenza, come noia, come possesso, perch\u00e9 non lo capite e non lo capirete mai da soli&#8221;.<br \/>\nSgruff raggiunse trafelato la grotta dove viveva il suo branco. Nella furia aveva dimenticato le sue poche prede e fu aggredito, con suoni gutturali, dalla sua femmina. La scacci\u00f2 in malo modo, si appart\u00f2 in un angolo e, assicuratosi che nessuno potesse vederlo, tir\u00f2 fuori l&#8217;anello e si mise a rimirarlo perdendosi nel suo luccichio.<br \/>\nSi risvegli\u00f2 da quel torpore dopo un bel po&#8217; di tempo e si accorse che era calato il buio. Nella grotta c&#8217;era chi dormiva e chi si accoppiava emettendo grugniti. Si accorse che questa cosa lo infastidiva, era la prima volta che notava una cosa del genere.<br \/>\nRaggiunse la sua femmina, che stava dormendo, e la svegli\u00f2. Lei, intimorita e pensando che volesse ancora picchiarla, si accucci\u00f2 su se stessa. Lui le tese la mano e la invit\u00f2 ad uscire dalla grotta.<br \/>\nFuori c&#8217;era un cielo stellato illuminato da una luna piena spettacolare. Sgruff guard\u00f2 in alto affascinato, guard\u00f2 la sua femmina e le carezz\u00f2 istintivamente il viso.<br \/>\nSulle prime, lei si ritrasse. Poi, un po&#8217; alla volta, incominci\u00f2 ad avvertire una strana sensazione: le mani di lui sul suo viso le procuravano dei brividi, fremiti mai provati prima (nemmeno quando si toccava da sola). Si distesero e lei, istintivamente, gli volt\u00f2 le spalle. Lui la gir\u00f2 delicatamente, le divaric\u00f2 le gambe e la penetr\u00f2, molto dolcemente, guardandola negli occhi. Si muovevano all&#8217;unisono, i loro respiri diventavano sempre pi\u00f9 affannosi, le loro bocche si cercarono e le lingue si incontrarono. Raggiunsero l&#8217;estasi nello stesso momento e rimasero abbracciati per tutta la notte.<br \/>\nErano diventati un uomo e una donna.<\/p>\n<p>&#8211; Mmmmhhhhhhh!!!!!!<br \/>\n&#8211; Che fai, mugoli?<br \/>\n&#8211; Sshhii&#8230; mi piacciono le tue storie, starei ad ascoltarti per sempre.<br \/>\n&#8211; Non sono le mie storie, le storie sono di tutti. E poi non \u00e8 vero, gi\u00e0 so che prima o poi ti stuferai.<br \/>\n&#8211; Uffa&#8230; Tu, tu, tu, tu, tu e tu! Tu non mi credi&#8230; Yawnnn, ho tanto sonno.<br \/>\n&#8211; Dormi allora piccolina, che Morfeo abbia cura di te e ti guidi nelle regioni pi\u00f9 dolci del sogno. io rester\u00f2 qui a vegliarti, come un solitario guardiano di un faro sperduto che veglia il suo mare, e pianger\u00f2 guardandoti dormire: perch\u00e9 sei troppo bella e sembri solo un sogno che presto svanir\u00e0.<\/p>\n<p>La donna chiuse gli occhi e il suo respiro divent\u00f2 subito regolare.<br \/>\nL&#8217;uomo rimase per un po&#8217; a guardarla e poi si alz\u00f2 dal letto. Indoss\u00f2 una maglia, perch\u00e9 sentiva freddo, apr\u00ec il cassetto del mobile di fronte al letto, ne estrasse uno scrigno di madreperla e lo apr\u00ec, con una piccola chiave che portava sempre con se appesa al collo.<br \/>\nLo scrigno conteneva un oggetto che la sua famiglia si tramandava da sempre.<br \/>\nUn oggetto di rara bellezza e di potenza inaudita:<br \/>\nUn anello con un diadema sfavillante color rubino.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_22532\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"22532\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8211; Ma quante ne sai? &#8211; Tante. &#8211; Tante quante? &#8211; Tante quanti sono i diamanti della corona del re del mondo. &#8211; Il re del mondo? 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