{"id":22393,"date":"2015-01-19T13:01:19","date_gmt":"2015-01-19T12:01:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=22393"},"modified":"2015-01-19T13:01:19","modified_gmt":"2015-01-19T12:01:19","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-sullargine-di-anna-maria-dambrosio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=22393","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;Sull&#8217;Argine&#8221; di Anna Maria D&#8217;Ambrosio"},"content":{"rendered":"<p>La casa emergeva dal fogliame con l&#8217;ampio cappello del tetto; era bianca e, come se porte e finestre fossero sempre aperte, il verde mai del tutto fuori. &#8211; Posso uscire ? &#8211; chiedeva Madi correndo verso uno sportello che non si apriva con le mani, si faceva finta e una volta di l\u00e0 era come di qua, per\u00f2 diversissimo perch\u00e9 segreto.<br \/>\nLo sportello speciale cigol\u00f2: opl\u00e0! Madi saltell\u00f2 sull&#8217;Argine, stretto quanto un piede e rialzato a sufficienza sul ruscello per darle la sensazione di guardare gi\u00f9. Chiazze di luce apparivano e sparivano secondo il tremolare delle foglie. Madi era piccola e gi\u00e0 amava il chiaroscuro. Il ruscello non aveva la cupa profondit\u00e0 del Fosso, che costeggiava la strada principale, n\u00e9 era attorniato dai rovi, ma da un&#8217;erba alta e fine, con fiori delle pi\u00f9 svariate specie, tra le quali spiccavano il ranuncolo e il palloncino lilla del trifoglio. Lei aveva le maniche a palloncino, la coda con il fiocco e le scarpe dalla punta arrotondata. Una farfalla si pos\u00f2 su uno stelo. La bambina si ferm\u00f2; la colp\u00ec un eccesso di calma, sul quale era steso il vocio dei pioppi che in fila si parlavano. L&#8217;acqua prendeva il colore dell&#8217;ombra. Sembrava uno specchio fluido sopra il fango. Madi, camminando piano, sfiorava l&#8217;erba. Distingueva nel folto: la fragola selvatica, l&#8217;ortica, il tarassaco, la viola&#8230; un elenco che non riusciva a completare. Erba \u00e9 una parola che ne racchiude tante, dava il capogiro. E se quella era la variet\u00e0 di un argine, cosa doveva essere moltiplicato e moltiplicato si domand\u00f2 la bambina, allargando la vista alla campagna. Le risaie, appena allagate, mandavano bagliori di stagnola. Lungo la strada, le case somigliavano a blocchetti, simili a quelli di plastica per le costruzioni. E invece l\u00e0 Madi situ\u00f2 la bottega dell&#8217;Egidio che a ogni cliente faceva: &#8211; Desidera? &#8211; E se entrava una bambina, lei per esempio, si curvava a chiedere:<br \/>\n&#8211; Che classe fai ? &#8211;<br \/>\n&#8211; La seconda. &#8211; e poi non c&#8217;era seguito alla conversazione.<br \/>\nSulla strada scivolavano le auto come scatoline. Una risaia pi\u00f9 avanti, ecco la chiesa con il suo piccolo portico a due colonne. A messa, lei si distraeva e, al cospetto del crocifisso inclinato sull&#8217;altare, fissava le gocce di sangue che stillavano sulla fronte del Cristo a causa delle spine e il sangue pi\u00f9 copioso sul costato. Rosso come il libretto dei canti con il titolo dorato. I colori erano netti. Il bianco dei gigli e dei ricami. Il rosso e l&#8217;azzurro dei mantelli di Santi dipinti e scolpiti. Sotto la statua di Maria con il manto celeste sulla veste candida, stazionava Erminia, la Perpetua, con il velo in testa che, sui capelli crespi, le stava sollevato. In chiesa le donne e le bambine mettevano il velo, i maschi no. Anzi gli uomini si toglievano il cappello. Perch\u00e9? Erminia, con un&#8217;espressione addolorata e la gonna plissettata, sempre quella, aveva risposto: &#8211; Si usa. &#8211;<br \/>\nMadi si sent\u00ec sull&#8217;Argine lungo una linea di frontiera. S&#8217;appoggi\u00f2 a un tronco. La corteccia era ruvida. Dal basso balenava il cielo traverso le fronde di un ramo che si frapponeva e innanzi indicava il cielo aperto, di una tale dismisura. Un frullo la distolse. Madi riprese la sua andatura naturale e pass\u00f2 davanti a casa continuando a saltellare.<\/p>\n<p>C&#8217;era il Fosso che mormorava dal suo fondo nascosto, odoroso d&#8217;umido; nel solo tratto scoperto e poco profondo con un paio di gradini sulla pietra per lavare. Di fronte abitava la signora Console. Di solito usciva con un mazzetto di prezzemolo dalla sua portina che dava sulla strada, scendeva e lo immergeva nell&#8217;acqua. Il ciuffo si agitava nella corrente, mentre la Console stava in ginocchio, nero vestita e con il grembiule, posando la mano sulla pietra sconnessa. Madi, che sost\u00f2 a curiosare, si chiese che faceva la Console quando non lavava il prezzemolo nel Fosso. Un tempo su quella pietra insaponava il bucato; un tempo che Madi non aveva vissuto e intanto alla Console era successo di invecchiare. La bambina sent\u00ec come spersa nell&#8217;aria questa storia di una volta; ora nell&#8217;acqua nuotavano i girini, vale a dire che era un&#8217;altra storia, schiusa sul futuro, se era vero che quelle virgole marroni tutto coda poi diventava rane! Pass\u00f2 un ciclista applicato sul pedale, su una bici da uomo con la canna. Oltre alla Console, abitante onoraria delle parti fantastiche, nessun altro abitava nella zona del Fosso. Madi allung\u00f2 lo sguardo al primo palazzone della periferia e si volse dalla parte opposta verso le Dune.<br \/>\n&#8211; Nella citt\u00e0 di Mantova\/ c&#8217;\u00e8 una ragazza bella&#8230; &#8211; canticchiava, pienamente favorevole al re, -&#8230;il re che l&#8217;ha saputo\/ la vuole andar vedere&#8230;- e non sapeva se immaginarsi re o ragazza, mentre Mantova era un bosco, il famoso Bosco- di Mantova,traversato da un sentiero che portava al Castello.-&#8230;e si vest\u00ec da povero\/ col manticello ro&#8230;ss\u00f2&#8230;-<br \/>\nAncora il rosso. Rosso papavero, rosso mora, fragola, bacca&#8230;Come continuava la filastrocca? Stava assieme per un filo che tratteneva altre parole, immagini, figure, e spezzandosi lasci\u00f2 cadere almeno due strofe dopo manticello rosso.Le dune erano lontanissime da casa, precedute dalle margherite, il posto segreto pi\u00f9 bello: un prato fitto di margherite, ma tante! Le margherite le si adagiavano dentro. La super\u00f2 un camion da cui si lev\u00f2 un muggito; Madi si volt\u00f2 e fra le sbarre intavide il muso di una mucca, il suo occhio triste e mansueto. Dalle Margherite si scorgevano le Dune, ondulazioni con sopra i cascinali; quanti castelli in cima ai dossi, collegati da una strada che svoltando scompariva! In discesa, sembrava che le gambe corressero da sole. Madi correva a braccia aperte per le Dune. I prati la invogliavano alle capriole, ma lei non era proprio felice, non pi\u00f9. Pensava al mattatoio. Si disse: matto, mattone, macello. Al mattatoio si macellavano&#8230; si ammazzavano le mucche. La bambina risent\u00ec lo sguardo della mucca; quello sguardo s&#8217;imprimeva rovinando tutto il bello. Salendo, lei si accorse che l&#8217;albero sul dosso s&#8217;accorciava. Da vicino era un pioppo maestoso, sereno e attratto dalla luce. Madi port\u00f2 le braccia in alto, fece l&#8217;albero. Cos\u00ec era troppo sola in mezzo alla campagna; ebbe paura. Rilasci\u00f2 le braccia e guard\u00f2 intorno. In lontananza, il volo degli uccelli, le nuvole, la dimensione dell&#8217;azzurro le diedero il senso di un trascorreredentro al paesaggio. Tutto cambiava e svaniva. Dov&#8217;erano i fiori della stagione scorsa, le bestie condannate, gli alberi di prima, il prima della Console, ma anche il dopo dei girini? L&#8217;unico punto certo sembrava l&#8217;ora di quel pomeriggio che intanto passava. Il silenzio le premeva sulle orecchie, Madi ci prov\u00f2 a sfidare la paura. &#8211; Mad&#8230;Madda&#8230;lena-a-a!- grid\u00f2, come fosse un fantasma di dentro a suggerirle il suo nome. Prese la rincorsa, spicc\u00f2 un salto e balz\u00f2 a piedi uniti dentro casa.<br \/>\n&#8211; Guarda che scarpe! &#8211; osserv\u00f2 sorridente la mamma. &#8211; Ti metto in lavatrice con la centrifuga&#8230;- e roteando l&#8217;indice fece: &#8211; Vrrr!!-<br \/>\n&#8211; Vrrr!!-ripeteva Madi ridendo, anche lei con il dito a centrifuga.<br \/>\nS\u00ec, volentieri avrebbe fatto merenda e si sarebbe messa a disegnare. Procur\u00f2 l&#8217;occorrente. Sfil\u00f2 dall&#8217;astuccio la matita a strisce gialle e nere come una vespa e la punt\u00f2 sul foglio. Una folla di margherite, che si voleva manifestare, stava per irrompere quando imediatamente le margherite si complicarono. Madi tracci\u00f2 una linea orizzontale e su questa le righe degli steli a cui applicare le corolle. Che pesantezza e lei aveva in mente le margherie che dondolano! Perplessa, piant\u00f2 un albero e procedette con molte foglie a cuore per riprodurre le foglioline del pioppo. &#8216;Ste dispettose si allargavano come orecchie a sventola. Mancava il colore; solo la campagna colorata, lei si disse, sarebbe stata quella vera. La scatola dei colori a tempera era sul tavolo. Occorreva il verde. Quello in tubetto non corrispondeva al verde della campagna che aveva di quelle sfumature, di quei toni! Madi dos\u00f2 il suo unico verde oliva in una ciotolina mischiandolo con il bianco e cominci\u00f2 dall&#8217;erba. Intinse il pennello nel vasetto di vetro; il pallido oliva comp\u00ec una curva voluttuosa che intorbid\u00f2 l&#8217;acqua. Era un continuo allontanarsi. Madi asciug\u00f2 il pennello, valutando molto insoddisfatta la nascente vegetazione. Sbagli\u00f2 a chiedere alla mamma:-Ti piace? &#8211;<br \/>\n-E&#8217; di scuola? &#8211; rimand\u00f2 la mamma indaffarata.<br \/>\nI grandi stavano dentro le abitudini come in una corazza. Non sapevano rispondere alle pi\u00f9 semplici domande. A chiedere a un adulto:- Ma tu sei felice? -, sembrava una mancanza di rispetto.<br \/>\nMadi ammise fra di s\u00e9 che il suo disegno non diceva la verit\u00e0, aveva ottenuto un falso. Anche nelle fiabe lei sentiva delusione proprio sulla fine, come se dopo una trama tortuosa quel &#8221; vissero e felici e contenti&#8221; ponesse i personaggi in una durata bugiarda.<br \/>\nPi\u00f9 tardi dal suo letto, Madi chiam\u00f2:-Mamma, -aggrappandosi al lenzuolo- e se divento albero? &#8211;<br \/>\n-Cosa dici, stupidella? &#8211; e la mamma si chin\u00f2 a darle un bacio nel punto in cui la guancia si schiudeva su una gemma.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_22393\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"22393\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La casa emergeva dal fogliame con l&#8217;ampio cappello del tetto; era bianca e, come se porte e finestre fossero sempre aperte, il verde mai del tutto fuori. &#8211; Posso uscire ? 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