{"id":22362,"date":"2015-01-15T17:57:02","date_gmt":"2015-01-15T16:57:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=22362"},"modified":"2015-01-15T17:57:02","modified_gmt":"2015-01-15T16:57:02","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-il-feliciante-di-roberto-montenero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=22362","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;Il Feliciante&#8221; di Roberto Montenero"},"content":{"rendered":"<p>Eccomi qui, seduto su una sgangherata sedia di alluminio all\u2019interno di quella che doveva essere una sala riunioni di una qualche scuola. Non sono solo. Altre 31 persone sono sedute come me, disposte in 4 file. Un leggero brusio rimbalza tra le pareti. La porta in fondo a destra si apre e il mormorio cala d\u2019intensit\u00e0, fino a cessare. Un uomo coperto da un mantello lacero e marrone fa il suo ingresso. La sua camminata \u00e8 leggermente strascicata, i suoi passi lunghi sono silenziosi. Si volta verso di noi e ci guarda con i suoi occhi verdi e profondi. Prima di sedersi borbotta a mezza voce:<\/p>\n<p>\u201cBeh, questa \u00e8 proprio una brutta stanza per morire. Non credo ce ne siano di belle in giro, ma questa qui fa proprio schifo.\u201d<\/p>\n<p>L\u2019uomo, apparentemente tranquillo, guarda alla sua destra il Maestro Cerimoniere. Questi si avvicina e lo cosparge con una polverina argentea che poi comincia a spazzolare con tre penne d\u2019oca. Mentre compie questa operazione ripete pi\u00f9 volte a voce alta, in modo che tutti lo sentano: \u201cUno di morte e uno di vita, cos\u00ec il mondo si avvita. Uno di vita e uno di morte, \u00e8 cos\u00ec che s\u2019apriranno le porte.\u201d E\u2019 il segnale che tutti stavamo aspettando. L\u2019uomo sorride con i suoi denti bianchissimi e comincia a raccontare.<\/p>\n<p>\u201cMi chiamo Ril e sono un Feliciante.\u201d<\/p>\n<p>Il mio vicino sobbalza sulla sedia. Possibile che non lo sapesse? Lo guardo con un po\u2019 di attenzione. Sandali, calzini spaiati, un paio di pantaloni neri tendenti al grigio con un maglione viola. La camicia che spunta sotto \u00e8 tra il rosso ed il rosa. Da come \u00e8 vestito capisco che \u00e8 un Dubbioso. Vorrei scrivergli qualcosa ma il timbro caldo ed avvolgente di Ril copre tutti gli spazi della sala, si insinua tra i presenti e mi costringe ad ascoltarlo<\/p>\n<p>\u201cSe siete qui sapete come \u00e8 andato il mondo fino ad ora e come andr\u00e0 dopo di me. Nel mio nome, come nel vostro, c\u2019\u00e8 scritto gran parte del nostro destino Nel mio c\u2019\u00e8 scritta anche la fine. La mia fine.\u201d Si ferma a prendere fiato. \u201cDovrete avere pazienza. Perch\u00e9 tutto funzioni correttamente devo raccontarvi dei pezzi della mia vita. E per far si che tutto ci\u00f2 abbia un senso, ognuno di voi dovr\u00e0 portarsene a casa almeno uno.\u201d<\/p>\n<p>Una sorta di scarica elettrica mi percorre. Balzo in piedi e a voce alta dico:<\/p>\n<p>\u201cIo sono Benedetto e sono un Ricopiatore. Io prender\u00f2 tutta la tua vita e la riporter\u00f2 al mondo.\u201d Non so perch\u00e9 lo avevo fatto ma era stato pi\u00f9 forte di me. Mi risedetti sotto lo sguardo infuocato del Maestro Cerimoniere. Non sono bravo a parlare, ma sono certo di aver detto la cosa giusta.<\/p>\n<p>Ril mi gratifica con un sorriso e ricomincia a raccontare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cSono nato molti anni fa, credo almeno 45 e quindi sono vecchio per, come si dice, canoni? Si mi pare di si, quindi sono vecchio per voi che mi state ad ascoltare.\u201d Un sospiro gli alza e abbassa la cassa toracica. \u201cNon mi ricordo molto della mia infanzia. Mi ricordo soltanto del sorriso di Clara, mia madre, e dei ceffoni di Hansen, mio padre. Perch\u00e9 me li mollasse sul viso non lo so. Mia madre invece mi sorrideva tanto. Penso perch\u00e9 fossi suo figlio.\u201d Dopo un momento di pausa:\u201d Che bella che era mia madre.\u201d<\/p>\n<p>Quest\u2019ultima frase mi riporta alla memoria la mia famiglia ed un senso di pace mi invade. Sono sicuro che non fossero sempre bei momenti quelli che riguardavano la mia infanzia \u2013 mia madre era una Irruenta \u2013 e spesso mi menava o mi sgridava senza ragione apparente. Persa dentro i suoi personali demoni ha fatto passare a me ed ai miei fratelli momenti terribili.<\/p>\n<p>Ma tant\u2019\u00e8, nonostante i pensieri tentino di virare al nero, continuo a sentirmi bene.<\/p>\n<p>Mi accorgo di aver chiuso gli occhi solo quando il Feliciante riprende a confidarsi.<\/p>\n<p>\u201cAll\u2019inizio in famiglia non ci fecero molto caso. A dire il vero nessuno capisce subito quello che potremmo essere. A parte gli Offendenti intendo. Quelli li vedi subito, cio\u00e8 li vedi dopo che hanno offeso, magari fisicamente, qualcuno e capisci che gli \u00e8 piaciuto farlo.\u201d<\/p>\n<p>L\u2019uditorio \u00e8 percorso da un brivido. La cronaca degli scorsi giorni riportava proprio che uno di loro era sbucato al mercato e aveva accoltellato due Neutri prima di essere abbattuto dai Difendenti.<\/p>\n<p>Ril intanto prosegue.<\/p>\n<p>\u201cDicevo, ne Clara ne tantomeno Hansen avevano fatto caso che, dopo aver giocato per un po\u2019 di tempo con me, erano pi\u00f9 sereni. Pi\u00f9 felici. Pensavano fosse la bellezza di stare insieme. Chiss\u00e0, forse era proprio cos\u00ec. Pensavano fossi un Neutro e forse lo speravano. Ma non \u00e8 andata cos\u00ec. Mia mamma mi raccontava spesso che, non appena riuscii a stare seduto senza cadere all\u2019indietro, mi diede un bambolotto in mano per farmi compagnia. Io lo guardavo e gli sorridevo come se fosse il mio miglior amico, come se fosse la mia stessa vita a guardarmi in faccia. Clara mi contemplava e stava bene, in pace col mondo. Il mio sorriso la faceva sciogliere. Sorriso di bimbo ingrazia il sole, era solita dire.\u201d Un\u2019altra pausa: \u201d Ma gi\u00e0 si sa cosa pensa ogni madre dei propri figli.\u201d<\/p>\n<p>Prima che Ril potesse proseguire si alza un tipo secco secco alla mia sinistra che inizia a gridare: \u201cMia madre, che era una Irruenta, mi frustava, altro che sorrisi. Mi chiudeva in cantina al buio, per ore. Io piangevo e gridavo che volevo uscire. Mi tirava fuori solo quando tacevo, stremato.\u201d Il tizio prende fiato per ricominciare ma il Feliciante alza la mano per interromperlo, e con il suo miglior sorriso e la sua voce profonda gli dice semplicemente: \u201cStai sereno, \u00e8 tutto passato. Tua madre ora riposa in compagnia di tutte le stelle in cielo. Stai sereno, \u00e8 tutto passato.\u201d Ril abbassa la mano ed il tipo, che \u00e8 evidentemente un Vittimista \u2013 l\u2019ho riconosciuto dal bracciale rosso bordeaux che porta al polso sinistro \u2013 si risiede, pi\u00f9 rilassato e sorridente.<\/p>\n<p>Il Maestro Cerimoniere lancia occhiate di fuoco al Vittimista che per un attimo si muove inquieto sulla sedia: \u201cIl prossimo che interromper\u00e0 la Cerimonia senza che sia stato autorizzato da me, verr\u00e0 espulso. Chiaro?\u201d<\/p>\n<p>Un mormorio, che non capisco se di assenso o di protesta, serpeggia tra i presenti. Comunque sia il Maestro sembra soddisfatto e fa cenno al Feliciante di continuare la sua storia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201c Un giorno me ne sono andato di casa, semplicemente perch\u00e9 dovevo farlo. Non c\u2019era pi\u00f9 motivo che rimanessi.\u201d Per un momento Ril guarda il soffitto e i suoi occhi si annebbiano. Tenendo quella posizione continua la sua storia. \u201cI miei avevano capito che ero un Feliciante. In un primo momento non se ne diedero pace. Mia madre si scaten\u00f2 contro tutto e tutti, arrabbiata pi\u00f9 che mai. A farne le spese fu principalmente Hansen.\u201d Di colpo il Feliciante si alza e ci guarda tutti. L\u2019impressione che ne ho \u00e8 che ci assorba nel suo sguardo. La voce mi pare arrivi da ovunque.<\/p>\n<p>\u201cMio padre era un buon Neutro, riusciva quasi sempre a sorreggere mia madre, a seconda di come si presentasse la situazione reagiva e aiutava. A volte con le buone, altre anche con le cattive. Un bravo diavolo mio padre, in fondo.\u201d I suoi occhi sprofondano e la sua voce diventa cupa, e se possibile ancora pi\u00f9 profonda. \u201cMa non avrebbe mai pensato che una Dubbiosa \u2013 perch\u00e9 Clara era proprio una Dubbiosa \u2013 potesse essere capace di tanta violenza.\u201d<\/p>\n<p>A questo punto vedo il Maestro Cerimoniere avvicinarsi a Ril estraendo da un sacchetto che porta appeso alla cintura un\u2019altra polverina \u2013 purpurea questa volta \u2013 che getta in aria sopra di lui. Non so come ma la nuvoletta rossa resta sospesa intorno alla testa del Feliciante, senza cadere a terra. Il racconto prosegue \u201cQuella sera mia madre era attanagliata da un dubbio atroce per lei, forse il pi\u00f9 grande che le sia mai passato per la testa, ed era pi\u00f9 o meno questo:<\/p>\n<p>gli auguro buona fortuna e lo perdo per sempre o lo porto con me gi\u00f9 al fiume e ci ammazziamo insieme, cos\u00ec lo avr\u00f2 per sempre con me?<\/p>\n<p>Hansen doveva aver letto questo dubbio nei suoi occhi. Decise di parlarle per convincerla a lasciarmi andare per la mia strada.\u201d Mentre ascolto lo svolgersi della storia mi sembra che la polverina diventi pi\u00f9 brillante, pi\u00f9 rossa. Ma \u00e8 evidentemente solo uno scherzo della luce che entra da una finestra posta poco pi\u00f9 in alto.<\/p>\n<p>\u201cLi sentivo discutere dalla mia stanza.\u201d Continua Ril \u201cLa voce di Hansen che prova a coinvolgere e puntellare i dubbi di mia madre, mentre quella di Clara sale e scende continuamente di ottave facendosi a volte stridula e a volte greve. Resisteva, mia madre. I suoi dubbi non calavano. Anzi\u2026\u201d<\/p>\n<p>No, non \u00e8 un gioco di luce, sono sicuro che la polverina cambi colore. Ora \u00e8 carminio e anche gli occhi verdi di Ril sembrano ardere di una brace scura mentre continua lentamente a raccontare.<\/p>\n<p>\u201cAd un certo punto ascolto mio padre spazientito gridare:<\/p>\n<p>basta, perdio, Clara, piantala di scervellarti, prendi una cazzo di decisione nella tua vita!<\/p>\n<p>Sento una sedia che gratta per terra, come spinta all\u2019indietro di scatto e mio padre gridare<\/p>\n<p>Che cazzo faaaarghh..<\/p>\n<p>L\u2019ultimo suono, un gorgoglio. Corro in cucina e trovo mia madre che con occhi spiritati guarda il sangue uscire da qualche parte dal corpo di mio padre, rannicchiato a terra, la camicia che si inzuppa di rosso. Lei tiene un coltello in mano, non accenna a lasciarlo andare. Mi avvicino a Hansen che nel frattempo ha cominciato a tremare. Lo giro per quanto posso, con delicatezza gli alzo un po\u2019 la testa. Il sangue gli esce da una profonda ferita al collo. Gli occhi che si offuscano e perdono vitalit\u00e0. Gli sussurro parole d\u2019amore e lo stringo a me per un ultimo abbraccio. I suoi occhi si rasserenano e con un piccolo cenno della testa si congeda da suo figlio e da questa vita. Lo sorreggo ancora un attimo, non voglio lasciarlo andare via.<\/p>\n<p>Un grido straziante mi costringe a posare il capo di mio padre a terra, i suoi capelli che intingono sangue.<\/p>\n<p>Cosa HO FATTO?!!? Cosa HO FATTO!??! Mio Dio, cosa ho fattoooo\u2026<\/p>\n<p>Clara, sempre con il coltello in mano, continua a ripetere come una litania questa singola frase, come se potesse riportare indietro il tempo, come se potesse cancellare quest\u2019ultimo semplice e tremendo gesto. Mi avvicino e la stringo a me, raccontandole del bambolotto che mi aveva regalato quando stavo appena appena seduto. Mia madre lascia andare il coltello che cadendo fa un rumore secco e mi abbraccia piangendo. I Difendenti, quando arrivarono per capire cosa fosse successo, ci hanno trovato ancora cos\u00ec.<\/p>\n<p>Mentre la portavano via, Clara si \u00e8 voltata verso di me e mi ha augurato buona fortuna. Questa \u00e8 l\u2019ultima immagine di mia madre che porto nel cuore. Credo sia stata giustiziata pochi giorni dopo.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mi rendo conto che la polverina ora ha il colore del sangue. Si muove in modo vorticoso sopra la testa di Ril, gli si poggia sulle labbra e sul cuore. Il Maestro Cerimoniere estrae le sue tre penne d\u2019oca e le agita in mezzo a questa danza, interrompendo e deviando le scie luminose. Ad un tratto un pugnetto di questo pulviscolo si stacca e si dirige verso il primo della fila, gli si poggia a sua volta sul cuore e sulle labbra. Poi gli entra nelle narici, facendolo svenire. Non faccio in tempo a stupirmi che la polvere mi bacia e mi entra nei polmoni, togliendomi il respiro e facendomi sprofondare in un oblio rosso sangue.<\/p>\n<p>Nel sogno rivivo la scena diverse volte, da tutti i punti di vista dei partecipanti. Una volta vedo contemporaneamente con gli occhi di Clara e Hansen il coltello che si alza e lo\/mi colpisce. Il dolore della ferita sommato a quello della consapevolezza di Clara per quello che ha fatto \u00e8 tremendo. Un grido muto mi avvolge e tutto sfuma. Precipito nella sedia sgangherata, dentro la stanza della scuola. Mi guardo in giro e gli occhi stralunati del Vittimista mi dicono che non sono stato l\u2019unico a sentire quel dolore sordo, bruciante.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ril ha il capo chino e non gli vedo il viso. Ma mi sembra che qualcosa non vada per il verso giusto. Si rialza e ci guarda. I suoi occhi sono sempre verdi ma hanno perso la brace che poco prima vi ardeva. Fa un cenno al Maestro Cerimoniere che prontamente gli porta un bicchiere d\u2019acqua. Il Feliciante mi sembra molto stanco, ma non \u00e8 solo quello, c\u2019\u00e8 qualcosa d\u2019altro che mi sfugge, che mi lascia perplesso. Ma la storia ricomincia e i miei dubbi sbiadiscono.<\/p>\n<p>\u201cSono andato per il mondo, vivendo di quello che c\u2019era da fare. Ho ricostruito case e ferrovie, ho zappato campi e aiutato la gente a stare meglio. Mi sono fermato il tempo necessario. La mia strada andava sempre avanti ed io con lei. Le persone mi pagavano come potevano, anche solo con un piatto di minestra. Quando me ne andavo, mi ringraziavano, erano tutte pi\u00f9 felici, pi\u00f9 serene.\u201d Ci sorride ma i suoi denti non sono pi\u00f9 bianchissimi. Hanno perso lo splendore di qualche ora fa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ora capisco! Come uno schiaffo attiva tutti i centri del dolore nel viso, cos\u00ec i miei sensi vengono colpiti ed eccitati da questa nuova informazione: Ril \u00e8 invecchiato di diversi anni da quando ha cominciato il suo racconto. E pi\u00f9 va avanti, pi\u00f9 le sua pelle si affloscia, i suoi capelli si fanno radi e grigi, le sue mani tremano e si vedono le vene pulsare.<\/p>\n<p>Sono sconvolto e credo mi si legga in faccia. Quando mi volto per vedere se anche altri hanno capito, un Pavido \u2013 che non per niente si \u00e8 seduto in quarta fila, vicino all\u2019uscita \u2013 guardandomi si spaventa e si alza di scatto, come per scappare da quella stanza. Probabilmente l\u2019esperienza del sogno di Clara\/Hansen e questo devono essere troppo per lui!<\/p>\n<p>\u201cFermati!\u201d La voce di Ril \u00e8 decisa ma non incute timore. Il Pavido resta per un momento sospeso tra la sedia e l\u2019uscita. \u201cPerch\u00e9 tutto funzioni a dovere l\u2019uditorio deve essere composto di 32 persone, divise almeno tra 9 delle caste pi\u00f9 importanti. Qui oggi ci sono Irruenti, Pavidi, Dubbiosi, Difendenti, Neutri, Coraggiosi, Vittimisti e Saggi. Una partecipa sempre a questi riti ed \u00e8 quella dei Ricopiatori. Nessuno se ne pu\u00f2 andare o tutto sar\u00e0 stato inutile. La mia vita sar\u00e0 stata inutile\u2026\u201d Il Pavido si siede, ma il suo sguardo racconta di un topo che si sente in trappola. Il Difendente accanto a lui rimane rigido sulla sedia, sembra pronto a scattare al minimo segno di fuga del suo vicino.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cSolo una volta mi sono fermato in un luogo abbastanza a lungo. Non era un posto bellissimo ma nemmeno il peggiore che avessi visto. Sentivo qualcosa di forte l\u00ec, che mi tratteneva e lusingava. Non riusc\u00ec a mettere a fuoco la sensazione fino a quando, alzando gli occhi dal piatto dal quale stavo mangiando, non la vidi. Si chiamava Blaz e fu come se il mio cuore avesse una fiammata. Me ne innamorai immediatamente. Persi il senso del tempo e dello spazio. Persi anche il senso della mia vita, il legame che avevo con la mia Casta. Lei era una Neutra ma nelle vene aveva tanto sangue misto: troppo affascinante, troppo coraggiosa, troppo saggia per essere di una Casta soltanto, nessuna caratteristica aveva prevalso, molte la bilanciavano. O forse ero solamente innamorato.\u201d<\/p>\n<p>Come prima, mentre raccontava dei suoi genitori, la voce si era espansa e lo sguardo si era ampliato. Eravamo tutti li con lui, a guardare Blaz con i suoi occhi verdi. Il Maestro Cerimoniere si mette alle spalle di Ril e, questa volta, la polverina che getta sopra la sua testa \u00e8 un arcobaleno di colori, con il giallo ed il verde predominanti. Lo avvolge e turbina tutto intorno mentre lui continua.<\/p>\n<p>\u201cSiamo stati bene insieme. Avevamo una vita normale, quanto pu\u00f2 esserlo una vita di questi tempi. Vivevamo insieme, condividendo tempo e spazio. Eravamo, in una sola parola, innamorati. Solo lei sapeva dirmi, anche senza parole, quello che volevo sentirmi dire. Senza di lei non vivevo pi\u00f9, quando non eravamo vicini mi mancava il respiro.\u201d Le parole uscivano fluide dalla bocca di Ril e ci avvolgevano di calore e felicit\u00e0. \u201cConcepimmo un bambino, fiduciosi che il nostro amore gli avrebbe creato un futuro sereno e ricco di occasioni. Forse vi potremmo sembrare ridicoli ma l\u2019amore fa veramente miracoli. Ti stravolge la visione della vita futura e tutto sembra possibile. Ed \u00e8 cos\u00ec che vidi nascere Nathan, il nostro Nathan.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La voce di Ril \u00e8 coinvolgente e ne apprezzo la profondit\u00e0 ma non riesco a comprendere appieno questa situazione. Io, come tutti i Ricopiatori, non ho accesso alla vita coniugale. La nostra Casta \u00e8 dedita esclusivamente alla ricopiatura dei testi e delle storie. Siamo la voce del Passato e del Presente per le generazioni del Futuro. Il nostro \u00e8 un atto d\u2019amore verso tutti i figli che saranno, una possibilit\u00e0 concreta che offriamo loro di sapere ed imparare.<\/p>\n<p>Tramandiamo scritti, non geni.<\/p>\n<p>Non che viviamo completamente senza l\u2019altro sesso, diciamo che non \u00e8 una nostra priorit\u00e0 quella di continuare la Specie Umana. Qualche volta accade che si formi una coppia tra i Ricopiatori, ma \u00e8 un evento estremamente raro. Mi concentro sulla figura del Feliciante che, nel frattempo si \u00e8 alzato e passeggia davanti a noi. La sua voce ed il suo sguardo non danno scampo e mi rituffo nella sua storia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cFu un periodo felice, Nathan stava bene, cresceva a vista d\u2019occhio, io e Blaz eravamo al settimo cielo. In fondo al nostro letto, in una culla che mi aveva regalato un Dubbioso a cui avevo dato una mano, dormiva il nostro bambino. Era tutto perfetto. Ma al potere della Casta non si scappa. Come ho gi\u00e0 detto, nel mio nome c\u2019\u00e8 il mio futuro e anche la mia fine. Ad un certo punto ho cominciato a sentire incessante la necessit\u00e0 di riprendere il mio cammino, guidato da quel Destino che mi porto dentro. Blaz vedendomi spesso cupo e intuendo il mio disagio, un giorno prese il coraggio a due mani e mi affront\u00f2.<\/p>\n<p>Cos\u2019hai, Ril. Mi sfuggi, non mi abbracci, non mi baci. Sono rimasta sola a guardare il futuro di nostro figlio, tu ti sei voltato verso qualcosa d\u2019altro. Dimmi cosa ti \u00e8 successo, me lo devi.<\/p>\n<p>Rimasi di sasso, come spesso era accaduto nella nostra vita di condivisione Blaz si era dimostrata molto pi\u00f9 all\u2019altezza di me. Il mio sguardo triste le fece capire che tra noi era finita.<\/p>\n<p>Ti amo, come non ho mai amato nessuno, Blaz \u2013 le dissi \u2013 e amo Nathan pi\u00f9 della mia stessa vita ma sono un Feliciante e non mi posso fermare qui, non mi posso fermare mai. Mi fermer\u00f2 soltanto quando sar\u00e0 arrivata la mia ora. Credevo di essere riuscito a trovare la mia strada con voi, ma purtroppo non \u00e8 cos\u00ec. Non posso sfuggire al mio destino. Sei eccezionale e so che troverai qualcuno che ti amer\u00e0 meglio di me, che vi amer\u00e0 anche per me. Per il resto della vostra vita.<\/p>\n<p>Ci baciammo con le lacrime agli occhi, senza dire una parola. Sapeva che quello che stavo dicendo corrispondeva al vero e nessuno poteva farci niente. La accarezzai per l\u2019ultima volta e il suo sguardo riacquist\u00f2 serenit\u00e0. Il mio nome, la mia maledizione. Mi voltai e me ne andai con la consapevolezza che non li avrei mai pi\u00f9 rivisti.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Come alla fine del racconto precedente, la polvere colorata inizia a turbinare da tutte le parti, mentre il Maestro Cerimoniere ripete le medesime mosse di prima. Anche questa volta la polverina giallo-verde mi bacia e mi catapulta nella vita di Ril, ma ora sono pronto all\u2019esperienza. Vedo Blaz ed \u00e8 magnifica, una Dea fatta a Neutra, sono Ril innamorato, sono il suo corpo che si muove sopra di lei. Sono l\u2019amore che provano uno per l\u2019altra. Ad un certo punto \u00e8 tutto pi\u00f9 buio e penso sia il momento dell\u2019addio ma mi sbaglio. Sento delle voci ovattate e una forte spinta verso l\u2019avanti. Il buio si fa pi\u00f9 rado \u00e8 le tinte che percepisco sono calde, rosa e rosso predominanti. Poi un aria fredda mi avvolge e sono accecato da una luce fortissima. Sento il terrore invadermi i polmoni e, con uno sforzo incredibile, lo caccio fuori con un grido. Qualcosa mi tocca e del ruvido gratta la mia pelle sensibile. Sono Nathan. Sono contemporaneamente Blaz che ha le contrazioni e spinge, Nathan che nasce e piange, Ril che si scioglie di amore per suo figlio, per quell\u2019Angelo a cui ha donato la vita. E rivivo questa esperienza infinite volte ed ogni volta mi accorgo di qualche particolare che prima mi era sfuggito, ogni volta l\u2019emozione che mi prende \u00e8 enorme. La Vita ed il suo mistero vissuta e rivissuta quasi all\u2019infinito. Mi sento Dio, mi sento il Creato, mi sento come non mi sono mai sentito prima, la gioia e l\u2019appagamento che provo sembrano spaccarmi in mille pezzi, non riesco a trattenerli, la felicit\u00e0 che provo mi sovrasta ed \u00e8 quasi dolorosa nella sua forza. Sono in estasi. Sento l\u2019urgenza del testimone che deve raccontare a tutti quello che ha visto. Sono portatore di luce e vita e amore ed energia. Devo dirlo a tutti che la vita \u00e8 tutto questo. Anche nei momenti bui, anche nei momenti brutti. Devo far dilagare la mia parola per continuare l\u2019opera del Feliciante. Questo \u00e8 il suo scopo, il suo Destino che si intreccia con il mio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Faticosamente riapro gli occhi e capisco di essere nato ancora una volta ma non sono pi\u00f9 Nathan e nemmeno Blaz. Sono di nuovo io o meglio, un nuovo io. Vedo Ril che giace a terra, il torace che si alza ed abbassa a fatica. Faccio per alzarmi, voglio aiutarlo ma il Maestro Cerimoniere con un gesto secco mi intima di non farlo. Nessuno si muove mentre tira fuori dalla sacca l\u2019ennesima polverina. Questa per\u00f2 \u00e8 nera come la notte. Nera come la morte. Cosparge il corpo del Feliciante che si volta verso di noi. Sembra un vecchio di novant\u2019anni. La polvere lo avvolge come un sudario e poco prima di esserne ricoperto completamente, Ril ci regala il suo ultimo sorriso. Mi tendo come un violino mentre aspetto di vivere immediatamente anche questa esperienza ma questa volta la polvere bacia solo lui e si limita a consumare quel corpo disteso. Quando smette di turbinare, per terra rimane un alone di polvere scura. Il Maestro Cerimoniere tira fuori le sue tre penne e mentre raccoglie le ceneri pronuncia per l\u2019ultima volta \u201cUno di morte e uno di vita, cos\u00ec il mondo si avvita. Uno di vita e uno di morte, \u00e8 cos\u00ec che s\u2019apriranno le porte.\u201d<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_22362\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"22362\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Eccomi qui, seduto su una sgangherata sedia di alluminio all\u2019interno di quella che doveva essere una sala riunioni di una qualche scuola. Non sono solo. Altre 31 persone sono sedute come me, disposte in 4 file. Un leggero brusio rimbalza tra le pareti. 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