{"id":22347,"date":"2015-01-13T11:01:41","date_gmt":"2015-01-13T10:01:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=22347"},"modified":"2015-01-13T11:05:01","modified_gmt":"2015-01-13T10:05:01","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-andrea-colombo-in-arte-andrea-colombo-di-silvia-zucchini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=22347","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;Andrea Colombo, in arte Andrea Colombo&#8221; di Silvia Tettamanti"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\">Se ne stava fermo sul ciglio della strada con la testa incassata nelle spalle, gli occhi in costante movimento, la mano sinistra in tasca, la destra appoggiata sul manubrio della bicicletta. Stringeva forte quel manubrio come se la\u00a0vita\u00a0stessa\u00a0dipendesse dalla decisione di lasciare o meno la bicicletta. Sola, in balia del freddo.\u00a0Si decise a fare due passi in avanti, nutriva la stessa curiosit\u00e0 di un bambino che scopre un nuovo gesto, una nuova persona,\u00a0una nuova meraviglia. E aveva un sogno, riuscire a vivere della sua arte.<\/p>\n<p>Altri due passi e sarebbe stato al centro di Piazza Carducci. Un puntino colorato al centro del nulla. La piazza era silenziosa, assordante. Chiuse gli occhi e li riapr\u00ec. Era ancora l\u00ec, sicura di s\u00e9. La farmacia alla sua sinistra non era cambiata, era perfetta, il segnale verde luminoso continuava a mostrarne la presenza. Si decise a lasciare la bicicletta, guardandosi intorno, temendo di violare l&#8217;intimit\u00e0 di quel luogo e di quelle persone che non lo stavano aspettando. Ma nulla del suo turbamento traspariva dal volto. Faceva freddo. Sudava, le nocche bianche, la presa salda. Inspir\u00f2 profondamente una decina di volte e &#8211; fra s\u00e9 e s\u00e9- fece il punto della situazione.<\/p>\n<p><em>Sono teatro, immaginazione, sono un mimo, sono un clown \u2026 Devo&#8230;<\/em><\/p>\n<p>\u00abCiao!\u00bb<\/p>\n<p>Le pupille dilatate. Andrea Colombo, in arte Clown Giaccapoli, con una lunga sbirciata aveva in testa il radiogramma completo della ragazza che aveva disturbato il suo chiacchiericcio mentale. Non aveva mai visto niente di pi\u00f9 bello, piccola, paffuta, armoniosa, seno e occhi cos\u00ec grandi da suscitare apprezzamenti e invidie, una macchia rossa sulla gota sinistra, una chioma folta di capelli color nocciola. L\u2019unica pecca era il vestito, il dresscode, ma ad Andrea era evidente che si stesse dirigendo verso le Onoranze Funebri Zanzi. Tre minuti da Carlo Cattaneo a via Dandolo a piedi. Il codice d\u2019abbigliamento, il total black, in quell\u2019occasione, era perfetto.<\/p>\n<p>Giulia passeggiava sola per la citt\u00e0, le mani in tasca, la sinistra impugna il Galaxy Note 4, pensando e ripensando. Aveva scorto Andrea e attirata dal suo andare bizzarro, e l\u2019abbigliamento strampalato aveva visto nell\u2019artista una buona occasione per fare una conversazione e interrompere il suo fastidioso chiacchiericcio mentale\u2026 Liberare la mente dal pensiero dello studio, del futuro incerto, del fidanzato corretto, del cane ammalato, dal terzo giro in farmacia\u2026 Il dresscode era strano, ma era evidente che stesse per esibirsi, perci\u00f2 era perfetto.<\/p>\n<p>\u00abCiao\u00bb<\/p>\n<p>\u00abTi stai per esibire?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abChi dice che io sia un artista?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abTu!\u00bb<\/p>\n<p>\u00abNon sono un artista, sono un clown\u00bb<\/p>\n<p>\u00abNon sprecare le parole eh\u2026costano! Ahahah\u00bb<\/p>\n<p>\u00abPerch\u00e9?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abOook, non ti volevo disturbare. Passavo. Ti lascio ai tuoi pensieri!\u00bb<\/p>\n<p>\u00abVa bene. Ciao\u00bb<\/p>\n<p>\u00abCiao!\u00bb<\/p>\n<p><em>Ricapitolando \u2026 Sono teatro, immaginazione, sono un mimo, sono un clown \u2026 Devo trarre forza dal nulla, che \u00e8 vuoto creativo, sono pronto, devo far passare il mio messaggio al mondo. Condividere la mia arte. Sono un clown, creo \u201cnoi\u201d, sorrisi, gioia\u2026 Creo \u201cnoi\u201d\u2026 Appoggiare la bicicletta, togliere la giacca, far emozionare\u2026 Trovare\u00a0 l\u2019angolazione corretta.. Sole e nuvole, giochi di luce. Creo \u201cnoi\u201d\u2026 Probabilmente la ragazza avrebbe voluto parlare e condividersi\u2026 ed \u00e8 ci\u00f2 che faccio io, \u00e8 ci\u00f2 che sono io. Che cosa ho fatto? <\/em><\/p>\n<p>Giaccapoli abbandona la bicicletta e gi\u00f9 a correre, la prima a sinistra\u2026destra, via Dandolo. Giulia non c\u2019\u00e8.<\/p>\n<p>Torna in Piazza. Si spoglia dell\u2019abito\u2026sciarpa gialla a terra, giacca di jeans sopra la sciarpa, scarpe arancioni, una a destra e l\u2019altra a sinistra. Un mucchietto di cose ben ordinate. E finalmente indossa l\u2019abito di scena: una sciarpa gialla, una giacchetta di jeans e le sue lunghe scarpe arancioni.<\/p>\n<p>La parte pi\u00f9 difficile e che qualunque artista di strada sa essere la pi\u00f9 dura e indispensabile, \u00e8 la \u201ccreazione del cerchio\u201d. Ma oggi Andrea non ne ha voglia, ha previsto, studiato l \u201cimprovvisazione\u201d e oggi va cos\u00ec.<\/p>\n<p>Un foglio formato maxi, quadretti da 1 centimetro, annuncia CLOWN GIACCAPOLI in CRISI DI IDENTIT\u00c1. So dire solo una frase DELIRO, NO SMONTO!<\/p>\n<p>Un pennarello turbo maxi rosso scarlatto Giotto in cima alla giacca di jeans, sopra la sciarpa gialla.<\/p>\n<p>Giulia \u00e8 seduta per terra, a lato di Piazza Carducci. Pensa che avrebbe potuto essere pi\u00f9 cortese con l\u2019artista se solo avesse avuto pi\u00f9 tempo e se il Galaxy avesse smesso di farle vibrare tutta la parte sinistra del corpo. \u00c8 convinta che il suo emisfero destro sia ormai bello che fritto ed \u00e8 evidentemente questo il motivo perch\u00e9 si sente tanto poco femminile.<\/p>\n<p>Il ragazzo di poche parole \u00e8 un artista.<\/p>\n<p>Giaccapoli attira l\u2019attenzione di tutti: c\u2019\u00e8 chi si blocca e si gira, chi invece cerca di fare finta di niente ma poi, con la coda dell\u2019occhio, osserva attentamente ogni suo spostamento. Nel giro di pochi minuti Giulia continua a vibrare, ma non vede pi\u00f9 nulla. Ha la sensazione che tutti siano pi\u00f9 alti di lei e in effetti in quel momento \u00e8 cos\u00ec. Ma deve vedere lo spettacolo. La folla continuava a ridere. Si fece strada a gomitate tra la fiumana finch\u00e9 non si trov\u00f2 in prima fila.<\/p>\n<p>Seduta, gambe incrociate, il cellulare a lato, appoggiato per terra. Avrebbe letto dopo i vari messaggini. La mente libera, concentrata sul clown che con il suo pennarello e foglio, tra esercizi e giochi, aveva conquistato la piazza. La piazza era sua. La piazza di Giaccapoli.<\/p>\n<p>Andrea afferra Giulia, non le chiede di partecipare, sa dire una sola frase, la trascina al centro del cerchio. Gli occhi s\u2019incontrano, i sorrisi si parlano e comunicano serenit\u00e0 al pubblico estasiato.<\/p>\n<p>Quaranta minuti e lo show \u00e8 terminato. Giulia e Andrea, al centro di Piazza Carducci, uno di fianco all\u2019altro, gambe divaricate e braccia aperte, urlano all\u2019 unisono DELIRO, NO SMONTO!<\/p>\n<p>Inchino.<\/p>\n<p>Applausi.<\/p>\n<p>Giulia torna a sedersi, in disparte. Andrea raccoglie il cappello. Non ha voglia di contare.<\/p>\n<p>\u00abCiao! Piacere, Giulia\u00bb<\/p>\n<p>\u00abCiao! Giaccapoli!\u00bb<\/p>\n<p>\u00abPensavo fosse un nome d\u2019arte! Hai anche un nome?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abNo, ma. Insomma \u00e8 un nome d\u2019arte. Ricomincio. Ciao! Andrea Colombo, in arte Clown Giaccapoli\u00bb<\/p>\n<p>\u00abSolo Giulia!\u00bb \u00abSenti, hai un minuto? Vuoi bere un caff\u00e8? Voglio capire ci\u00f2 che fai, la tua arte\u00bb<\/p>\n<p>\u00abEmmm, sto aspettando la mia compagna. Insomma, chiedo a lei e \u2026 S\u00ec penso sia d\u2019accordo\u00bb<\/p>\n<p>\u00abPerfetto! Anch\u2019io sto aspettando il mio ragazzo. Un caff\u00e8 in quattro?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abS\u00ec!\u00bb<\/p>\n<p>Sei mesi dopo. Piazza Carducci.<\/p>\n<p>Un foglio formato maxi, quadretti da 1 centimetro, annuncia ANDREA COLOMBO in CRISI DI IDENTIT\u00c1. Sappiamo dire solo una frase IL MONDO \u00c8 NOSTRO. \u00a0Spettacolo scritto e diretto da Andrea Colombo con la collaborazione di Giulia, Daniele e Sofia.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_22347\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"22347\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se ne stava fermo sul ciglio della strada con la testa incassata nelle spalle, gli occhi in costante movimento, la mano sinistra in tasca, la destra appoggiata sul manubrio della bicicletta. 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