{"id":22321,"date":"2015-01-12T12:07:43","date_gmt":"2015-01-12T11:07:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=22321"},"modified":"2015-01-12T12:15:28","modified_gmt":"2015-01-12T11:15:28","slug":"premio-racconti-per-corti-2015-mario-il-clown-di-michele-l-simonelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=22321","title":{"rendered":"Premio Racconti per Corti 2015 &#8220;Mario il clown&#8221; di Michele Luigi Simonelli"},"content":{"rendered":"<p>Mario il clown \u00e8 seduto in cucina, con il braccio destro appoggiato sul piano di marmo scuro del tavolo.<\/p>\n<p>Indossa un vecchio paio di pantaloni del pigiama a righe e una canottiera giallastra, ai piedi porta delle pantofole di pelle sdrucita. E&#8217; sovrappeso.<\/p>\n<p>La faccia e l&#8217;ampia calvizie sono sbiancate con della crema. Lunghi capelli di nylon arancioni gli scendono dalle tempie e porta un naso finto rosso.<\/p>\n<p>Il suo volto \u00e9 impenetrabile.<\/p>\n<p>Intorno a lui &#8220;danza&#8221; la tristezza.<\/p>\n<p>Sul tavolo, vicino al suo braccio destro, c&#8217;\u00e8 un foglio di carta bianca macchiata di caff\u00e8 e una vecchia penna a biro rosicchiata. Pi\u00f9 in la, una moka da due tazze con il manico rotto, una tazzina sbreccata appoggiata su un piattino scompagnato e un cucchiaino sporco. Una mosca silenziosa banchetta sui pochi granelli di zucchero rimasti sul tavolo.<\/p>\n<p>La finestra della cucina ha le imposte accostate e un raggio di luce pallido la attraversa.<\/p>\n<p>Da fuori arrivano rumori di automobili, clacson, voci indistinte : qualcuno ha vinto qualcosa, altri festeggiano. In lontananza un suono di trombe e tamburi, come di un circo che sfila lungo un viale.<\/p>\n<p>Nella cucina invece si sente solo il fastidioso ronzio del basso frigorifero, che si trova in ombra alle spalle di Mario.<\/p>\n<p>Poi Mario si alza faticosamente e ciabattando si trascina lungo il corridoio fino alla stanza da bagno.<\/p>\n<p>Sul pavimento di mattonelle scure, tra la vasca da bagno scrostata e il lavandino, una linea bianca traccia la sagoma di un corpo umano.<\/p>\n<p>Come un fantasma che ci si sdrai sopra, sul pavimento, prende forma il corpo di una ragazza che non avr\u00e0 pi\u00f9 di sedici anni, con il volto gi\u00e0 &#8220;bruciato&#8221; dal vizio. Accanto a lei, per terra, un cucchiaino piegato, un foglio di stagnola e un accendino di plastica verde. Nel braccio destro della ragazza c&#8217;\u00e8 una siringa. Il corpo sussulta. Dalla bocca esce della bava biancastra &#8230; poi tutto scompare, dolcemente.<\/p>\n<p>Mario resta ancora un istante a fissare il fantasma che non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9. Poi, ciabattando, arriva nella camera da letto. Il letto matrimoniale in mezzo alla stanza \u00e8 vuoto, il lenzuolo bianco \u00e9 incavato.<\/p>\n<p>Sul comodino di destra c&#8217;\u00e8 la foto di una donna sorridente in una cornice &#8220;in silver&#8221;. La stessa donna che adesso ha preso forma nel letto, proprio li dove il lenzuolo era incavato. La donna \u00e8 vestita di nero, ha gli occhi chiusi e un rosario tra le dita delle mani intrecciate. Uno spesso strato di crema biancastra copre sul collo i segni neri tipici di una impiccagione.<\/p>\n<p>Mario torna in cucina ciabattando e si siede sulla stessa seggiola di prima. Prende la biro rosicchiata in mano e si gratta dietro l&#8217;orecchio: sembra pensieroso. Poi scarabbocchia incerto qualche parola sul foglio bianco davanti a lui e resta a guardarle, immobile.<\/p>\n<p>Poi arriva all&#8217;attaccapanni nell&#8217;ingresso, si infila un parka verde militare, prende la porta ed esce.<\/p>\n<p>Le scale sono deserte. In lontananza si sentono ancora i rumori e il vociare di poco prima rimbombare nel vuoto. L&#8217;ascensore sale dal piano terra con il suo tipico brusio. Nella cabina suona una musichetta metallica: la suoneria di un telefono.<\/p>\n<p>Mario scende a piedi fino ad arrivare al portone del palazzo, poi si avvia nervosamente lungo la strada.<\/p>\n<p>Mario cammina incrociando persone che urlano e sventolano bandiere. Ma lui non sembra notarle, e loro non sembrano notare lui.<\/p>\n<p>Mario cammina fino a quando non esce dalla citt\u00e0, arriva sopra un ponte.<\/p>\n<p>Sotto di lui scorre un acqua scura e sporca.<\/p>\n<p>Mario guarda quell&#8217;acqua per un tempo interminabile. Alle sue spalle un sole freddo e giallino tramonta lentamente dietro un orizzonte fatto di sagome di brutti palazzi di periferia tempestati di antenne televisive.<\/p>\n<p>Poi Mario &#8230; sorride !<\/p>\n<p>La sua faccia stanca e impenetrabile si apre improvvisamente in lungo e malinconico sorriso.<\/p>\n<p>Voltate le spalle al ponte, lentamente ma senza ripensamenti, Mario ritorna verso la strada dove c&#8217;\u00e8 il portone del palazzo dove si trova l&#8217;appartamento lasciato poco prima.<\/p>\n<p>Mario cammina e non smette di sorridere.<\/p>\n<p>La musica di trombe e tamburi udita poco prima lo accompagna nella sua marcia, aumentando di volume ad ogni suo passo.<\/p>\n<p>Poi improvvisamente &#8230; si sente il barrito di un elefante impazzito ! Mario si volta &#8230; Un urlo ! e il rumore dei passi veloci e pesanti del pachiderma.<\/p>\n<p>Adesso il corpo di Mario il clown \u00e8 spiaccicato sull&#8217;asfalto: \u00e8 una sottilissima lamina dove carne e vestiti si confondo. Non c&#8217;\u00e9 sangue, non ci sono frattaglie sparse: \u00e9 tutto pulito come in un cartone animato.<\/p>\n<p>Alcune persone si avvicinano per vedere. Poi qualcuno comincia a ridere e piano piano le risate aumentano e aumenta anche il loro volume. Oltre il marciapiede, oltre i tetti e ancora pi\u00f9 su. Le risate coprono tutti gli altri rumori: i clacson, i motori delle auto, le suonerie dei telefoni, fino ad arrivare su &#8230; oltre le nuvole &#8230; a raggiungere le prime pallide stelle della sera.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_22321\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"22321\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mario il clown \u00e8 seduto in cucina, con il braccio destro appoggiato sul piano di marmo scuro del tavolo. 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