{"id":22128,"date":"2014-12-05T18:00:00","date_gmt":"2014-12-05T17:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=22128"},"modified":"2014-12-05T18:00:00","modified_gmt":"2014-12-05T17:00:00","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-morte-di-un-ragioniere-di-stefano-pomarici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=22128","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;Morte di un Ragioniere&#8221; di Stefano Pomarici"},"content":{"rendered":"<p>Una mattina ancora sprofondato nel sonno il ragionier Diogene Fabris sente caldo. Non \u00e8 normale in questa stagione, ne pu\u00f2 essere il riscaldamento che sua moglie Elsa centellina parsimoniosamente; c\u2019\u00e8 poco da scherzare con lo stipendio che riceve.<\/p>\n<p>Diogene Fabris non apre gli occhi, \u00e8 suo principio non farlo mai prima delle 6:45, ora in cui la sveglia glielo\u00a0ordina, e si limita a scalciare via le coperte. Le sue gambe per\u00f2 non colpiscono altro che l\u2019aria: non c\u2019\u00e8 nessuna coperta.<\/p>\n<p>A quel punto comincia ad agitarsi cercando di capire cosa succeda e quasi decide di aprire gli occhi, ma poi si rilassa. Accade a volte che la moglie, nel sonno, se le tiri via o forse si era scoperto da solo durante la notte per via di quel caldo insopportabile. Gi\u00e0, da dove accidenti viene tutto quel dannato caldo? E la luce che sembra invadere la stanza?<\/p>\n<p>Diogene Fabris si rotola nel letto disturbato da tutti questi interrogativi e innervosito dal fatto che sta perdendo preziosi minuti di sonno. Un momento! Luce e caldo? Forse \u00e8 gi\u00e0 giorno, forse ha dimenticato di regolare la sveglia e far\u00e0 tardi a lavoro, forse sarebbe addirittura stato ripreso! Questo \u00e8 troppo, i pensieri gli vorticano in testa, la paura prende il controllo dei suoi muscoli e, dimentico dei suoi principi, scatta a sedere.<\/p>\n<p>Una mattina Diogene Fabris apre gli occhi senza che la sveglia gliel&#8217;abbia ordinato e si sveglia all&#8217;inferno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00c8 in una stanzetta quadrata con pareti nere e una folta moquette rossa sul pavimento, totalmente priva d\u2019arredamento ad eccezione del letto su cui si trova. In un angolo due figure lo stanno osservando. La prima \u00e8 pi\u00f9 massiccia di qualunque persona Fabris abbia mai incontrato, mentre la seconda \u00e8 persino pi\u00f9 minuta di lui. Corna, coda e forconi non lasciano dubbi sulla natura di entrambi.<\/p>\n<p><em>&#8211; Si \u00e8 svegliato &#8211;<\/em> bisbiglia una.<\/p>\n<p><em>&#8211; Lo vedo pitocco &#8211;<\/em> ringhia la seconda <em>\u2013 ora taci e lascia favellare me.<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; Perch\u00e9 non posso mai parlare? Perch\u00e9 devi sempre avere tu la parte divertente?<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; I gradi l\u2019impongono e se non vuoi tornare ai pozzi di pece vedi di rispettarli.<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; Almeno questa volta! Una vita cos\u00ec insignificante\u2026<\/em><\/p>\n<p>Il demone pi\u00f9 grosso azzittisce con uno sguardo il suo compare, che abbassa gli occhi borbottando e facendosi da parte, poi si volge nuovamente verso Diogene Fabris. Questi non si \u00e8 mosso di un millimetro: ha seguito la conversazione ma non capisce cosa stia succedendo, dove si trovi, ne chi siano quei due tipi. Si chiede che ore siano, pensa al suo capo e a cosa avrebbero detto di lui in ufficio. Un pensiero fugace lo rivolge pure alla famiglia prima di essere riscosso dalla voce solenne del demone.<\/p>\n<p><em>&#8211; Diogene Fabris, nato il 4 luglio di 51 anni fa\u2026<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; Chi siete? &#8211;<\/em> la domanda viene fuori da se. Diogene Fabris non avrebbe voluto fiatare, ne tantomeno interrompere quel brutto ceffo. Tutto quello che desidera \u00e8 tornare nel suo letto a dormire fino alle 6:45, essere svegliato dalla sveglia e andare a lavoro.<\/p>\n<p><em>&#8211; Barbariccia \u00e8 il mio nome, mentre il mio compare porta quello di Malacoda.<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; Dove sono? &#8211;<\/em> perch\u00e9 continui a parlare Diogene Fabris non ne ha idea, \u00e8 il terrore a\u00a0comandare la sua lingua, il terrore di non essere a casa, di mancare il lavoro, di creare chiss\u00e0 quali problemi a tutti quanti.<\/p>\n<p><em>&#8211; Sei all&#8217;inferno naturalmente, se ora avessi la compiacenza di farmi finire\u2026<\/em><\/p>\n<p>Diogene Fabris non reagisce, rimane pietrificato, questa volta neanche parla. Una sola parola, stampata nel suo cervello, occupa tutti i suoi pensieri: inferno. Ripensa ai testi sacri, a tutti i sermoni in chiesa e anche agli studi scolastici. I suoi ricordi sprofondano addirittura alle antiche lezioni di catechismo di quando era un ragazzino, finch\u00e9 ancora una volta non viene riscosso dalla voce di Barbariccia.<\/p>\n<p><em>&#8211; Diogene Fabris, nato il 4 luglio di 51 anni fa da Leto Fabris e Dafne Zaltron. Diplomato in ragioneria a 19 anni e impiegato al catasto dopo undici tristi mesi di disoccupazione. Ricevuti da allora tre automatici aumenti di stipendio e nessuna promozione. Sposato con Elsa Quero all\u2019et\u00e0 di 24 anni, matrimonio dal quale avr\u00e0 Cloe Fabris e Maia Fabris. Passione per la pittura, mai perseguita e soppressa in giovane et\u00e0. Amore extra coniugale per Selina Hoxha, mai dichiarato e, in ogni modo, mai ricambiato. Interessi nessuno, hobby nessuno, eventi interessanti o quantomeno divertenti nessuno. Destinato al centocinquantaduesimo girone dell\u2019inferno il 1 agosto di quest\u2019anno.<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; Questa \u00e8 la mia vita&#8230; &#8211;<\/em> il terrore \u00e8 svanito, ora Diogene Fabris sembra misteriosamente riflessivo.<\/p>\n<p><em>&#8211; Esatto &#8211;<\/em> risponde paziente il demone.<\/p>\n<p><em>&#8211; Tutto qui? Niente da aggiungere? &#8211;<\/em> il povero ragioniere \u00e8 ridotto ad un filo di voce.<\/p>\n<p><em>&#8211; C\u2019\u00e8 qualcosa che abbiamo dimenticato? &#8211;<\/em> Barbariccia sa di no.<\/p>\n<p><em>&#8211; No, in effetti non manca niente.\u2013<\/em> il dannato s\u00ec guarda attorno, improvvisamente calmo. <em>&#8211; E dunque ora sono\u00a0all&#8217;inferno&#8230;<\/em><\/p>\n<p>Il demone lo lascia riflettere.<\/p>\n<p>Diogene Fabris rimane pensieroso a guardare il pavimento per alcuni secondi, quando all&#8217;improvviso ha una folgorazione: sgrana gli occhi, alza la testa e da fiato alla sua intuizione.<\/p>\n<p><em>&#8211; Ma, nella mia biografia&#8230; voglio dire me lo ricorderei\u2026 insomma credo di&#8230; di non essere morto. Neanche tu hai detto niente riguardo alla mia morte! &#8211;<\/em> L\u2019impeto d\u00e0 alla sua voce un tono pi\u00f9 deciso di quanto intendesse.<\/p>\n<p>Barbariccia per la prima volta pare indeciso, apre la bocca per parlare ma la richiude e sembra cercare qualcosa da dire.<\/p>\n<p><em>&#8211; Te l\u2019avevo detto che se ne sarebbe accorto,\u00a0\u00e8\u00a0un ragioniere &#8211;<\/em>\u00a0Malacoda \u00e8 rispuntato dal suo angolo buio e un ghigno saccente colora il suo muso.<\/p>\n<p><em>&#8211; Sta zitto! &#8211;<\/em> Barbariccia \u00e8 in difficolt\u00e0.<\/p>\n<p><em>&#8211; L\u2019avevo detto di lasciar parlare me &#8211;<\/em> il demone pi\u00f9 piccolo si gode il momento.<\/p>\n<p><em>&#8211; Un\u2019altra parola e ti assegno ai pozzi di pece\u2026 Per un\u2019era! \u2013<\/em> taglia corto Barbariccia e si rivolge di nuovo verso Diogene Fabris ma viene anticipato.<\/p>\n<p><em>&#8211; Non dovrei essere qui se non sono morto, insomma non\u00a0\u00e8\u00a0che sia molto ferrato\u00a0sull&#8217;argomento\u00a0ma ci sono delle regole, lo hai detto anche tu prima \u2013<\/em>\u00a0il ragioniere \u00e8 infervorato, si sarebbe detto quasi arrabbiato. Altrimenti non avrebbe mai alzato la voce con un bruto del genere e si sarebbe quantomeno sorpreso di dare del tu ad un demone che tra l\u2019altro conosce appena.<\/p>\n<p><em>&#8211; In effetti, si&#8230; \u2013<\/em> comincia lentamente Barbariccia <em>\u2013 ma vedi&#8230; c\u2019e\u2019 stato un cambiamento&#8230; Non sarebbe toccato proprio a te ma ci sono state delle pressioni&#8230;<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; Un cambiamento? Mi avete scambiato con qualcun altro? Senza chiedermi nulla!<\/em><\/p>\n<p>Barbariccia lo guarda, un lampo di piet\u00e0 sembra passargli nello sguardo, ma \u00e8 solo un istante e i suoi occhi tornano subito crudeli come s&#8217;addice ad un demone di alto rango. Non c\u2019\u00e8 spazio per la piet\u00e0 all&#8217;inferno, ha un lavoro da fare e l\u2019avrebbe fatto; magari senza quel gusto sadico che prova Malacoda, ma certamente senza piet\u00e0 n\u00e9 rimorsi.<\/p>\n<p><em>&#8211; E quando mai nessuno ti ha chiesto nulla? Per tutta la vita hai accettato le decisioni degli altri, ogni giorno che hai vissuto ti sei sempre adeguato per non creare nessun disturbo. Perch\u00e9 cambiare proprio ora? &#8211; <\/em>il demone si prende una pausa per osservare il dannato, poi continua pi\u00f9 dolcemente<em> &#8211; E poi perch\u00e9 tornare indietro ad una vita che non ha nulla da darti e a cui non hai nulla da dare? E\u2019 finita Fabris, non devi pi\u00f9 svegliarti ogni giorno alle 6:45, sopportare il tuo capoufficio e i tuoi colleghi, ammazzarti per una famiglia che non ti ricambia in niente. Pensa a cosa hai lasciato, prima o poi tocca a tutti, la tua vita non sarebbe cambiata&#8230;.<\/em><\/p>\n<p>Fabris fissa la moquette, seduto sul letto, curvo come un vecchio. Il fervore sembra averlo abbandonato e, come sempre in vita sua, la rassegnazione \u00e8 tornata a dominarlo.<\/p>\n<p><em>&#8211; Ma si. In fondo era una vita senza senso, quando sono stato veramente felice?<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; Mai &#8211;<\/em> Barbariccia si rilassa.<\/p>\n<p><em>&#8211; Che senso avrebbe continuare?<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; Nessuno.<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; No, hai ragione; meglio approfittarne ora che \u00e9 finita.<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; Si, &#8211;<\/em> annuisce il demone <em>&#8211; non sei stato scelto a caso&#8230;<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; Beh, suppongo che ora dovr\u00f2 andare da qualche parte, a lavorare &#8211; <\/em>Fabris abbozza un sorriso rassegnato.<\/p>\n<p>Barbariccia annuisce grave.<\/p>\n<p><em>&#8211; Si, i pozzi di pece.<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; Sono cos\u00ec terribili?<\/em><\/p>\n<p>Il demone non risponde.<\/p>\n<p><em>&#8211; Beh, ci sono abituato&#8230;<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I due demoni sono ora soli nella stanza, piuttosto pensierosi.<\/p>\n<p><em>&#8211; Poveraccio &#8211;<\/em> non fosse per il ghigno demoniaco, Barbariccia sarebbe sembrato sinceramente dispiaciuto.<\/p>\n<p><em>&#8211; Beh, almeno non ci ha chiesto se era veramente destinato\u00a0all&#8217;inferno.<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; E gi\u00e0, gli \u00e8 toccato il posto di\u00a0quell&#8217;altro.<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; Che ci vuoi fare, sono le regole&#8230;<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; Ma si, cosa ce ne cala a noi! &#8211;<\/em> Barbariccia si scuote <em>\u2013 Piuttosto muoviamoci che abbiamo da fare.<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; Gi\u00e0, un bel gruppetto di politici da gettare nelle fiamme &#8211;<\/em> Malacoda sorride con gusto.<\/p>\n<p><em>&#8211; La vita non \u00e9 sempre ingiusta\u2026<\/em><\/p>\n<p>Forconi in spalla, si mettono in cammino.<\/p>\n<p><em>&#8211; Barbariccia?<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; Si?<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; Posso parlare io questa volta?<\/em><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_22128\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"22128\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una mattina ancora sprofondato nel sonno il ragionier Diogene Fabris sente caldo. 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