{"id":22102,"date":"2014-11-27T11:37:45","date_gmt":"2014-11-27T10:37:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=22102"},"modified":"2014-11-27T11:37:45","modified_gmt":"2014-11-27T10:37:45","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-giardino-di-arianna-colli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=22102","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;Giardino&#8221; di Arianna Colli"},"content":{"rendered":"<p>Nonostante i dolori alle mani,ormai deformate da un artrosi che non mi d\u00e0 pace e le ginocchia doloranti che mi costringono a muovermi lenta,oggi ho deciso che passer\u00f2 tutta la giornata nel mio giardino. Il giardino \u00e8 la parte pi\u00f9 bella della casa,non \u00e8 molto grande e quindi me ne posso occupare io,a parte i lavori pi\u00f9 faticosi che faccio fare ad un vecchio giardiniere. Non vecchio come me naturalmente. Anche la casa \u00e8 bella,una casa che per molti anni ho coltivato come una rosa,gli anni che sono stati necessari a far crescere le mie figlie e fin tanto che il mio povero marito era vivo. Ma da quando sono sola e vecchia,molto vecchia,ho lasciato perdere di restare in casa a cucinare o cucire e ad occuparmi delle stanze che continuano a contenere il mio passato, stanze che mi sembrano sclerotiche come le mie vene. Ho deciso di passare il tempo che rimane qui, in giardino,tra le cose ancora vive. Normalmente le signore della mia et\u00e0 si chiudono in casa a nutrirsi dei loro ricordi,quelli pi\u00f9 antichi perch\u00e9 si sa,la memoria fa brutti scherzi ed \u00e8 pi\u00f9 facile ricordare il lontano passato che le cose accadute ieri. Io no. Quando qualcuno mi vede faticare e arrancare qui in giardino,con le mie ossa pazze che mi fanno camminare come una sciancata e le mie mani storte,mi dice che dovrei fare attenzione,riguardarmi,non prendere freddo,non prendere caldo,non prendere il vento o l\u2019umidit\u00e0. Forse hanno ragione,ma ho deciso di coltivare le piante del mio giardino come ho coltivato mie cose vissute,quelle ricordate e quelle no:qualcuna pi\u00f9 bella e che mi d\u00e0 pi\u00f9 soddisfazione,qualcuna al sole,qualcuna in ombra,qualcuna malaticcia che ha pi\u00f9 bisogno di essere curata,qualcuna che si prende pi\u00f9 spazio e va un po\u2019 ridimensionata e cos\u00ec via,come nella vita. Ho coltivato i miei fiori come preziosi ricordi che posso curare,migliorare,potare sperando che mi sopravvivano,quando non ci sar\u00f2 pi\u00f9. \u201cMamma,come stai?\u201dquando la pi\u00f9 grande al telefono mi chiede cos\u00ec le rispondo \u201dCome il gelsomino\u201d \u201cMa mamma che vuol dire?\u201d mi domanda con un tono indispettito che lei pensa di mascherare,ma che conosco,perch\u00e9 \u00e8 figlia mia e prima di coltivare piante ho coltivato lei. \u201cVieni a vedere il gelsomino e capirai \u201c le rispondo per farla indispettire ancora di pi\u00f9. Allora lei mi passa il marito,una pasta d\u2019uomo che forse \u00e8 pi\u00f9 pasta che uomo, cos\u00ec grassoccio e bolso,come un cavallo senza orgoglio. Ma mi sono affezionata a lui e in fondo sa prenderla,per quella che \u00e8,prepotente e un po\u2019 dispotica. Mi muovo sull\u2019erba lentamente studiando e scrutando tra i fili verdi per vedere se siano passate le talpe,scavando il loro cunicolo di terriccio e rovinando il mio bel prato. Ma per stamane neanche l\u2019ombra. Il sole \u00e8 gi\u00e0 alto e il caldo comincia a farsi sentire,ma non mi interessa mettermi al coperto,penso che il fazzoletto sulla testa baster\u00e0. A piccoli passi,cautamente,attraverso il prato e vado verso il gelsomino,dovesse chiamarmi lei,la pi\u00f9 grande,sapr\u00f2 cosa rispondere quando mi chieder\u00e0 \u201ccome stai?\u201d. Il gelsomino troneggia. Forse dir\u00f2 cos\u00ec,se mi chiamer\u00e0,\u201ctroneggio\u201d le dir\u00f2. Sicuramente si indispettir\u00e0 e mi passer\u00e0 il suo bolso marito. In fondo lei gi\u00e0 pensa che io sia un po\u2019 fuori di testa,da internare in una di quelle case di cura dalle suore per passare cos\u00ec,in carcere quello che mi resta da vivere. Ho sentito che ne parlavano tra loro,tutt\u2019e tre,a Natale quando riunite di nuovo sotto il tetto della casa dove sono nate e cresciute,non si sono accorte che le ascoltavo,mentre parlavano di come affrontare \u201cil loro problema\u201d cio\u00e8 io. \u201cCos\u00ec non va!\u201d sgrido il gelsomino che ha lasciato seccare un rametto cos\u00ec pieno dei suoi piccoli fiori bianchi e profumati che per\u00f2 non lo merita perch\u00e9 \u00e8 il troppo peso che lo ha danneggiato. \u201cTroppo generoso!\u201d lo sgrido ancora,stavolta un po\u2019 meno severa. \u201cForse sarei dovuta essere un po\u2019 meno generosa anche io\u201d lo dico a voce alta e questa volta non ce l\u2019ho col gelsomino. Penso a tutti i capricci che ho sempre soddisfatto,i loro piccoli quando erano piccole e i loro grandi quando erano grandi. \u201cSei troppo buona,troppo!\u201d Mi diceva il mio povero marito,ma io non gli credevo. Come si fa ad essere \u201ctroppo\u201d buoni? pensavo. O lo si \u00e8 o non lo si \u00e8. Mia madre per esempio non lo era stata,per niente, con me. Cavo dalla tasca del mio grembiule a fiori estivo,le forbici da poto che porto sempre appresso e taglio. Taglio via il rametto troppo generoso che soccombe sotto il peso dei suoi stessi fiori e facendo cos\u00ec mi sembra di tagliare via anche quel \u201ctroppo\u201d. Troppo io,troppo poco mia madre. Decido che sia il caso di sedermi un po\u2019. \u201cStrano\u201d penso \u201cquest\u2019affanno\u201d mi guardo intorno e scelgo la panchina in legno verde che ho fatto dipingere di fresco un anno fa e che ho aggiunto alle sedie da giardino che aveva comprato tanti anni prima il mio povero marito,sperando che avrei potuto usarla per le visite delle tre figlie. \u201cMamma, sai che mi potrebbero essere utili per la casa al mare?In fondo a te a che servono sedie cos\u00ec preziose per il giardino. Poi te le ricompro di plastica,molto pi\u00f9 pratiche\u201d. Mi ha detto un giorno la seconda e se le \u00e8 portate via per la sua casa al mare e per i suoi altolocati amici,dove sarebbero state \u201cperfette\u201d mi ha detto,\u201cin tinta\u201d addirittura con i suoi ammiratissimi occhi blu,come i fiordalisi che ho piantato allora, al posto delle sedie che non ci sono pi\u00f9. Naturalmente la panchina non ha potuto infilarla in macchina e quindi l\u2019ha lasciata qua e per me da sola va benissimo. Socchiudo gli occhi per poter guardare il cielo che sapientemente splende sopra ogni cosa e illumina facendo sembrare meno bui anche gli anfratti dove cresce la mia viola mammola. Tiro un sospiro profondo perch\u00e9 mi sembra di sentirmi meglio,mentre aspetto che il cielo splenda un po\u2019 meno. La viola mammola non ha bisogno di me. E\u2019 perfetta,autonoma e orgogliosa, a dispetto del suo nome. Le sue foglie a cuoricino e il viola del suo fiore si nascondono tra l\u2019erba ma la mia schiena non mi permette di chinarmi per sentirne l\u2019odore. Ma l\u2019odore lo ricordo. Per un attimo mi sembra ancora di sentirlo nella biancheria fresca di bucato quando lavavo,stiravo e apprettavo per le tre piccolissime figlie e mi piaceva che avessero addosso l\u2019odore della viola,cos\u00ec sceglievo sempre qualcosa che le ricordava. Penso alla piccola,anche lei come la viola mammola,sparita tra l\u2019erba della sua vita,cos\u00ec lontana da me e da questa casa,sempre in viaggio tra una rappresentazione, una recita e l\u2019altra. \u201cUn\u2019artista\u201d mi diceva di s\u00e9 ed io pensavo cos\u00ec \u201csi,un\u2019artista della sparizione,come una viola mammola.\u201d No,pi\u00f9 esattamente mi correggo ora,come una primula rossa, che per\u00f2 non ho piantato in giardino. Domani tra il concime per il prato e qualche fiore stagionale forse ne potr\u00f2 aggiungere qualcuna e le pianter\u00f2,qui vicino alla panchina all\u2019ombra. Guardo la peonia, rigogliosa come sempre e orgogliosa dei suoi fiori,bella quasi quanto quella che nei miei ricordi osservavo spiando da lontano nel giardino di mia madre. Amo questo grande cespuglio che allora invece odiavo, per tutte le cure che riusciva ad avere da lei. Ho fatto quello che ho potuto per coltivarli al meglio e spero di essere stata per loro una brava giardiniera. Mentre il tempo scorre senza che accada gran che,se non che in ogni prezioso istante tutto ci\u00f2 che c\u2019\u00e8 in questo giardino continua a crescere e a cambiare,il sole che si fa pi\u00f9 basso mi lascia un po\u2019 di respiro e stranamente,proprio ora,quando la luce comincia a splendere un po\u2019 meno,mi accorgo di qualcosa che non avevo notato prima. E\u2019 l\u2019ortica. \u201cCome nella mia vita\u201d penso senza poterlo dire a nessuno,neanche al gatto che era morto anche lui da qualche mese. Fino a un po\u2019 di tempo fa l\u2019avrei estirpata,per rendere meno urticante questo posto. \u201cAdesso?\u201dmi chiedo. Decido di lasciarla. In fondo \u00e8 come mi sento e perch\u00e9 dovrei sradicare questa emozione fatta pianta! Sar\u00e0 il mio testamento. Si fa strada in me questo pensiero e come un\u2019edera strisciante mi si attacca addosso. Certo non permetter\u00f2 loro di trasferirmi lontano,nella loro prigione di suore. Decider\u00f2 per me,come in fondo ho sempre fatto da quando coltivo il mio giardino: decidendo chi vive,chi muore,chi cresce e chi no. Mi alzo dalla panchina sentendo pesanti le gambe e lottando contro la testa che gira,ma il mio lavoro di giardiniera esperta e capace per oggi lo devo ancora finire. Devo finire di coltivare la pianta pi\u00f9 bella,la vita. O meglio la vita che nascer\u00e0 dal mio corpo quando le erbe,la terra, le foglie e i fiori se ne potranno nutrire. Visto da questo lato il giardino per uno strano effetto di prospettiva mi sembra circolare. Le peonie,i gigli e gli iris d\u2019acqua,i rossi rododendri, la timida camomilla,tutti come un grande cerchio di fiori che in questa serale luce estiva scintillano sembrando di vetro. Andr\u00e0 benissimo,penso mentre mi stendo con un po\u2019 di fatica a terra,sull\u2019erba,tra il gelsomino,la viola mammola,il blu del fiordaliso e l\u2019ortica. Sorridendo,sulla terra e tra i miei fiori,aspetto la notte.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_22102\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"22102\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nonostante i dolori alle mani,ormai deformate da un artrosi che non mi d\u00e0 pace e le ginocchia doloranti che mi costringono a muovermi lenta,oggi ho deciso che passer\u00f2 tutta la giornata nel mio giardino. 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