{"id":22101,"date":"2014-11-27T11:36:46","date_gmt":"2014-11-27T10:36:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=22101"},"modified":"2014-11-27T11:36:46","modified_gmt":"2014-11-27T10:36:46","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-uno-di-arianna-colli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=22101","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;Uno&#8221; di Arianna Colli"},"content":{"rendered":"<p><em>Uno..due..tre. <\/em>Eccola. Anche oggi \u00e8 tornata, il tempo di contare fino a tre e lei \u00e8 l\u00ec, si \u00e8 posata. Lo fa da quando? Da sempre forse ma io me ne sono accorto solo da un po\u2019, da un tempo che non quantifico perch\u00e9 l\u2019orologio non lo guardo, non mi serve. Io posso permettermi il lusso di vivere come se il tempo non esistesse, come se il tempo non fosse importante. A quest\u2019ora, l\u2019ora della farfalla la chiameremo, mi preparo al suo arrivo. Il banco di legno scrostato, la penna di china, matite a colori e gomme se dovessi sbagliare. Mi siedo alla panca del banco e aspetto. Lei non delude, in genere arriva quando un raggio del sole di una stagione qualsiasi attraversa la finestra di fronte al mio banco, quindi non dipende dall\u2019ora ma dalle stagioni. E le stagioni non le prevedi, le puoi solo intuire, <em>arriva caldo, arriva freddo, tira vento, germoglieranno i fiori o nevicher\u00e0.<\/em> Molto semplice, molto essenziale e poco preciso. Ma molto magico. Il sole fa il suo giro in quel periodo dell\u2019anno e lascia cadere il suo raggio, quello della farfalla lo chiameremo, attraversando la mia finestra e arrivando al banco mentre aspetto. Lei non delude, arriva, si posa il tempo giusto non quantificato dall\u2019orologio ma dal tragitto che il raggio fa sul mio banchetto e vola via, esattamente sincroni. Una danza direi, direi che potremo chiamarla la danza della farfalla. Il mio compito non \u00e8 fermarla, n\u00e9 catturarla. Tantomeno il mio compito \u00e8 capirne il <em>perch\u00e9. <\/em>Se mi fermassi e mi chiedessi <em>perch\u00e9?<\/em>scorderei le mie matite a colori e non potrei disegnarla. Dovrei aspettare un altro giorno o un\u2019altra stagione. Il mio compito \u00e8 solamente quello di ritrarla, come un premio che lei mi fa e che mi prendo, anche se non so quale sia il mio merito.. Non \u00e8 sempre uguale a se stessa a volte le ali sono blu come blu \u00e8 il cielo, a volte pallide come pallida \u00e8 la luna, a volte piene di colori violenti e appassionati. Ma a me non importa e non essendo un pittore ma solo uno che l\u2019aspetta, mi potrei chiamare l\u2019uno della farfalla, ne riporto sul foglio ci\u00f2 che posso in quel preciso istante, che dura quel che dura. Il fremito di un\u2019ala appena smossa dal vento, oppure quella particolare trasparenza che ne rivela un disegno nascosto, o anche la sfumatura di un colore mai visto prima. Qualcosa ho sempre da imparare e disegno la mia lezione del giorno cercando di dare una forma migliore a ci\u00f2 che ho capito, che mi faccia sentire migliore. Senza ieri, senza domani, in un unico eterno istante di <em>oggi. <\/em>Ritrarla \u00e8 la migliore delle arti che ho imparato a cercare, la compagna che mi accompagna, l\u2019azione che non ha direzioni. L\u2019arte della farfalla, la potremo chiamare. Prendo la matita, o la china, o i colori, senza mai dimenticare la gomma, perch\u00e9 potrei sbagliare, a seconda di quello che ispira il momento, senza un vero programma con i suoi codici a barre, perch\u00e9 non serve. Serve solo saper osservare e aspettare. Io ho imparato a farlo. Non \u00e8 sempre stato cos\u00ec. Ricordo giorni in cui l\u2019orologio mi mancava e non potevo fare a meno di chiedere agli altri <em>che ore sono?<\/em>sapendo che quella risposta non avrebbe cambiato la mia vita, n\u00e9 quella trascorsa n\u00e9 quella che ancora doveva venire. Ma continuavo a chiedere, preso dalle rotaie di abitudini dalle quali non si esce cos\u00ec per caso. Camminavo ore e ore guardando a terra, con i pugni stretti, come se non esistesse niente e nessuno, come se avessi un traguardo da raggiungere e per cui dover lottare, dove qualcosa sarebbe successo, in cui tutto sarebbe stato diverso. Il cambiamento invece \u00e8 arrivato nel momento esatto in cui non ho pi\u00f9 guardato a terra, ma ho guardato il volo, ho aperto i pugni e ho visto il mondo. La mia prima lezione \u00e8 stata questa, per poter volare dovevo abbandonare le mie rotaie. E\u2019 cos\u00ec che ho buttato l\u2019orologio e ho smesso di chiedere, di camminare a cercar traguardi e ho cominciato ad osservare, aspettare e tacere.<\/p>\n<p>Anche oggi ho terminato il mio compito: lei \u00e8 arrivata alla mia finestra, il raggio \u00e8 passato sul mio banco scrostato, ho preso i colori con tutta la calma del mondo e ne ho lasciato cadere qualche tratto sul foglio per la lezione di oggi. Poi \u00e8 ripartita volando via di nuovo e lasciando nudo lo spazio della finestra, tra una sbarra e l\u2019altra. Ho riposto i colori nella scatola dove ho il permesso di tenere i pochi colori che ho, non usando la gomma che oggi non \u00e8 servita, perch\u00e9 oggi di sbagli non ne ho fatti. Per altri sbagli, quelli fatti correndo sulle mie rotaie \u00e8 la giustizia che prova a cancellarli, tenendomi qui. Quanto? Il tempo di una vita. Non mi chiedo se \u00e8 giusto, forse lo \u00e8, ma non la chiameremo la giustizia della farfalla. Lei arriva, si posa, ti insegna e va via. Ma \u201cvia\u201d dove? se tutto quel che serve \u00e8 qui, in questo banchetto scrostato, in questi colori e matite, tra queste sbarre che non sono mai cos\u00ec strette per impedirle di entrare Basta aspettare e sapere dove guardare. Io posso aspettare, ho tutto il tempo che il mondo mi ha regalato chiudendomi qui e ho imparato a guardare oltre le rotaie di ferro. Uno, come sono io, aspetta sapendo che non esiste un \u201cvia\u201d dove andare, \u00e8 la lezione di oggi. E se non esiste un <em>via<\/em> dove andare vuol dire che questa prigione dove mi hanno rinchiuso \u00e8 l\u2019universo intero. Entrando tra queste mura sono uscito dalla prigione dei pugni chiusi e dei traguardi, del tempo che fugge e delle corse affannate, quella prigione che vedo negli altri, i pochi altri che per ruolo, con divise e pistole guardano me che non scappi. Invece di guardare il volo della loro farfalla.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_22101\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"22101\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno..due..tre. 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