{"id":22075,"date":"2014-11-24T16:59:14","date_gmt":"2014-11-24T15:59:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=22075"},"modified":"2014-11-24T16:59:14","modified_gmt":"2014-11-24T15:59:14","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-appunti-per-la-prossima-volta-che-moriro-di-stefano-bozzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=22075","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;Appunti per la prossima volta che morir\u00f2&#8221; di Stefano Bozzo"},"content":{"rendered":"<p>Non vorrei crepare<br \/>\nPrima di aver gustato<br \/>\nil sapore della morte.<br \/>\nBoris Vian<\/p>\n<p>Appena entrato in casa non mi accorsi subito di quell\u2019uomo. Anzi. Feci tutte quelle cose che sono solito fare. Tolte le scarpe collegai l\u2019ipod allo stereo che inizi\u00f2 a suonare una canzone, non ricordo quale, di Johnny Cash o di John Lennon. Mi tolsi le giacca, accesi il computer, preparai un piatto e cos\u00ec\u2019 via. Dopodich\u00e9, entrato in camera, vidi che era seduto, sul pouf, quello che prende la tua forma quando ti siedi; quello che Nicola mi regal\u00f2 per il matrimonio. Lui era seduto l\u00ec. Bench\u00e8 ebbi un soprassalto di spavento vedendolo, non ne fui cos\u00ec\u2019 sorpreso, come se in qualche modo fosse del tutto naturale trovarmelo l\u00ec. Era un uomo di grosse proporzioni, albino, vestito impeccabilmente, ma come fosse appena sceso dalla barca a vela, giubbotto giallo Henry Lloyd, bermuda bianche e Todt\u2019s, senza calze.<br \/>\nMi sorrise.<br \/>\n\u201c Buonasera\u201d, dissi educatamente.<br \/>\n\u201cTi stavo aspettando\u201d, lo sentii rispondere, con voce ferma, di velluto.<br \/>\n\u201cBeh, eccomi qua\u201d.<br \/>\nLui mi sorrise di nuovo.<br \/>\n\u201cEbbene?\u201d, chiesi.<br \/>\n\u201cMe lo devi dire tu?\u201d<br \/>\n\u201cNon saprei proprio cosa dire, francamente\u2026\u201d<br \/>\n\u201cNon ti sembra il momento di smetterla con le finzioni?\u201d<br \/>\n\u201cProbabilmente si, ma non so di cosa parli\u201d.<br \/>\n\u201c Smettila. E\u2019 ora che tu smetta di sognare e faccia quello che ci si aspetta da uno nella tua condizione\u201d.<br \/>\n\u201cNon credo di capire\u201d.<br \/>\n\u201c Stai sognando una vita che non stai vivendo, forse lo hai perso di vista, affezionato come sei al tuo sogno di vita, ma \u00e8 dal 1992 che stai sognando\u201d.<br \/>\nLo guardai con un\u2019espressione vuota, come se in realt\u00e0 non esistesse.<br \/>\nPresi l\u2019aspirapolvere da sotto il letto, deciso a sbarazzarmi dei riccioli di polvere che vedevo intorno, pi\u00f9 che altro cercando di fare qualcosa di concreto. Ma prima di avere il tempo di accenderla, l\u2019uomo continuo\u2019.<br \/>\n\u201c A Lione, non ricordi? Alla stazione di Fourviere, appena arrivata la metropolitana, ti sei buttato sotto. Da allora sogni. Non ti rendi conto che \u00e8 dal 1992 che non sei pi\u00f9 triste? Non ti accorgi che \u00e8 tutto finto, che sogni quello che vuoi?\u201d<br \/>\nSbuffai, quell\u2019uomo cominciava ad irritarmi. Mi voltai per non vederlo e casualmente mi riflessi nello specchio del com\u00f2 della mia camera. Vidi la mia faccia, i miei lineamenti, ma ero albino, la pelle bianchissima, i capelli cos\u00ec chiari da essere bianchi, gli occhi quasi rossi, le sopracciglia come se non ci fossero. Ero albino, come quell\u2019uomo.<br \/>\nPossibile che non me ne fossi mai accorto?<br \/>\n\u00c8 vero che a Lione il pensiero di morire di mia propria mano mi aveva sfiorato, come capita, talvolta.<br \/>\n\u201cMa io ricordo tutto di quel \u201992 e ricordo tutto quel che \u00e8 successo dopo. Tutta la vita che ho fatto, tutti i fatti, le gioie, le delusioni. Di cosa stai parlando? Non \u00e8 vero che da allora non sono pi\u00f9 stato triste\u2026\u201d<br \/>\n\u201cGuardati allo specchio. Ti vedi?\u201d<br \/>\n\u201cSono albino\u201d<br \/>\nL\u2019uomo sorrise a mezza bocca e scosse la testa.<br \/>\n\u201cNo. Sei morto.\u201d<br \/>\nA quel punto non riuscii pi\u00f9 a trattenere la mia irritazione e facendo finta che quell\u2019uomo non esistesse, gli volsi le spalle e accesi l\u2019aspirapolvere e con furia la passai in tutta la casa. Finch\u00e9 non c\u2019era pi\u00f9 un solo granello di polvere. Non contento, pulii il bagno, la vasca, il lavandino, le mattonelle, con una determinazione di cui non mi credevo capace. Quando tornai nella mia camera da letto per riporre la scopa elettrica, l\u2019uomo era scomparso. Sorrisi come se avessi vinto. Pensai, \u201cDurante questi anni ho imparato a parlare inglese, come avrei potuto da morto.\u201d E sorrisi di sollievo e con franca allegrezza. Anche se riflesso nello specchio continuavo a vedermi albino. Senza dargli troppo peso, almeno per il momento.<br \/>\nImprovvisamente mi venne voglia di telefonare a mia madre, tanto per sentire la sua voce e in qualche modo puntellare la certezza di essere effettivamente in vita.<br \/>\nIl suo telefono era staccato e il telefono di casa, non dava risposta, neppure la segreteria. Provai con mia nonna e anche lei non rispose, ma \u00e8 sorda, \u00e8 comprensibile.<br \/>\nMio fratello aveva il telefono staccato e tutte le volte che tentai di raggiungere mia moglie in Africa la linea era occupata. Provai a non pensarci.<br \/>\nMa mi tornava il dubbio che gli avvenimenti della mia vita fossero irreali, il risultato di un sogno che non puoi controllare, ma che in qualche modo direzioni.<br \/>\nSono sposato? Mia moglie sta in Africa?<br \/>\nMentre la musica proseguiva struggente, tornai al mio piatto.<br \/>\nDovevo liberarmi da quel tarlo, anche se ogni volta che provavo a razionalizzare mi veniva da ridere di fronte all\u2019assurdit\u00e0 di questi dubbi.<br \/>\nAvevo ricordi vivi, profondi e le mie sensazioni erano altrettanto reali.<br \/>\nEppure.<br \/>\nTornavo allo specchio ed ero sempre albino, la pelle diafana.<br \/>\nDovevo ad ogni costo capire se ero ancora vivo oppure no.<br \/>\nCominciai a non mangiare, se davvero ero morto non avrei dovuto sentire fame, poteva essere solo un abitudine. Dapprima dovetti farmi forza per dimenticare i crampi del digiuno, poi a poco a poco passarono e mi accorsi che potevo fare a meno del cibo. Decisi anche di smettere di provare a chiamare i miei famigliari o i miei amici. Volevo vedere se qualcuno mi cercava. Nessuno chiam\u00f2.<br \/>\nContinuai ad uscire tutte le mattine a comprare il giornale, quindi chiedendomi da dove provenissero i miei soldi, smisi.<br \/>\nRimasi chiuso in casa. Non facevo altro che fare le pulizie. Cominciai a realizzare che tutti gli indizi finivano per dare ragione al mio misterioso interlocutore.<br \/>\nQuindi ero morto davvero? E come dovevo comportarmi nel mio nuovo stato. In effetti non avevo nessun desiderio, se non una vaga commozione pensando a mia moglie, in Africa. Ma era assurdo, perch\u00e9 essendo morto non ero neppure sposato e quella che credevo mia sposa, stava vivendo da qualche parte la sua vita, avendomi gi\u00e0 pianto come amico molti anni prima.<\/p>\n<p>Dunque ero morto.<br \/>\nE ora? Cosa dovevo fare? Subito mi venne da pensare la situazione da un lato positivo, ci\u00f2 che pi\u00f9 avevo temuto in vita era passato, in modo piuttosto indolore, anzi in realt\u00e0 non me ne ero neanche accorto. Ora non avevo pi\u00f9 nulla da temere.<br \/>\nTutto qui? E questa solitudine era la mia condanna? Aveva forse ragione papa Woytila quando diceva che l\u2019inferno esiste, ma \u00e8 vuoto. Ecco, ora ci sono io.<br \/>\nEd \u00e8 uguale a casa mia, con le mie cose, tutte quante, anche la televisione, ma nessun altro, io e basta.<br \/>\nAllora l\u2019inferno \u00e8 questo, io e basta.<br \/>\nOra che ero morto mi sentivo come una scarpa senza piede, un vestito senza uomo.<\/p>\n<p>Dunque ero morto, mi aggiravo per casa spolverando i mobili, lavando i palchetti, sbattendo i tappeti, perch\u00e9\u2019 non riuscivo a tollerare neanche il minimo granello di sporcizia, ma ero defunto, deceduto, trapassato.<br \/>\nEvitavo di guardarmi allo specchio, ora che sapevo come sono fatti i fantasmi, gli ectoplasmi, ora che sapevo che sono albini. Ma pur cercando non riuscivo ad evitarmi, foss\u2019anche una fugace sbirciatina con la coda dell\u2019occhio. Dunque tappezzai tutti gli specchi di casa e financo i vetri che potevano riflettermi, con i fogli di giornale. Pensavo che qualcuno prima o poi sarebbe arrivato a vivere in questo appartamento ed allora sarei stato proprio come uno di quei fantasmi dei castelli scozzesi. Fin d\u2019ora decisi di non farmi scappare l\u2019occasione di far cigolare le porte nel cuore della notte, produrre rumori di catene, sibili licenziosi e altre stranezze assortite, ci sarebbe stato da divertirsi in fin dei conti. Non era male essere morti, il fatto era che non era tanto diverso dall\u2019essere vivi. Ma se pensavo alla mia vita e cercavo di convincermi a fare un bilancio, vedevo poche cose o forse nessuna, insomma una vita piuttosto inutile. Anche se, mi giustificavo, sono stato vivo solo fino al 1992, contando dal \u201967 non \u00e8 un molto, non ho avuto tanto tempo. D\u2019accordo: Alessandro Magno, Mozart, Rimbaud e tutta quella gente a 25 anni aveva gi\u00e0 fatto tutto, ma erano altri tempi. Inoltre, tutto quello che ho fatto dal \u201992 ad oggi mi \u00e8 stato cancellato, come un record non omologato, un goal in fuorigioco, un tempo scaduto. Un vero colpo basso. Come essere licenziati senza essere avvertiti, andare a lavorare e a fine mese non prendere lo stipendio.<br \/>\nAmmetto che anche nel mio sogno non \u00e8 che avessi fatto cose strabilianti.<br \/>\nLo avessi saputo avrei cercato di impegnarmi di pi\u00f9, che so avrei cercato di sognare di diventare l\u2019uomo pi\u00f9 ricco del mondo o che so io, qualcosa di eclatante.<br \/>\nInvece una vita normale, o quasi. Con pochi successi e qualche soddisfazione. Credevo di aver visto una buona parte del mondo, o di sperimentare qualcosa che la maggior parte dei miei coetanei non sperimentava e in effetti, inconsapevolmente, avevo ragione. Credevo di vivere ed ero morto.<br \/>\nAncora non mi va gi\u00f9, mi sembra di essere stato truffato, vorrei fare reclamo.<br \/>\nAdesso che succeder\u00e0? Forse \u00e8 solo un periodo, la camera di decompressione dalla vita alla morte, dalla corporeit\u00e0 allo spirito.<br \/>\nForse adesso che lo so, dovr\u00f2 scomparire, diventare uno spirito, confondermi con tutti gli spiriti di quelli morti prima di me. Forse \u00e8 cos\u00ec per tutti. Si muore, i tuoi cari ti piangono e tu invece credi di essere ancora vivo e credi di vivere la tua vita di sempre per una quindicina di anni, pressappoco. Finch\u00e9 un giorno, uno strano individuo albino scende dalla sua barca a vela con il suo Henri Lloyd e ti dice che sei morto. Tu non ci credi e ti vedi albino, provi a telefonare e nessuno ti risponde, allora capisci che \u00e8 vero.<br \/>\nImmagino mio nonno. Ricordo un attimo prima del suo ultimo respiro ci dice, andate, andate a mangiare, che per mangiare c\u2019\u00e8 sempre tempo. Poi muore, noi, disperati, piangiamo e intanto lui sta sognando di dirci altre spiritosaggini. Poi sogna di guarire da quell\u2019ospedale, tornare a casa, scherzare con sua moglie, uscire per fare ginnastica ai giardini e tornare a casa ed obbligare la nonna a guardare un film western. E continua a sognare la sua vita, fino all\u2019arrivo del messaggero. Beh, non e\u2019 male, e\u2019 ingegnoso.<br \/>\nA parte il particolare dell\u2019albino, non e\u2019male.<\/p>\n<p>Ora so che non ci sono pi\u00f9, \u00e8 gi\u00e0 qualcosa. Quello che non sopporto \u00e8 l\u2019idea di non essere riuscito a vedere il mio funerale. Quanto ci avrei tenuto! Ho sempre immaginato di guardare la cerimonia delle mie esequie, ovviamente con una visuale dall\u2019alto e vedere un sacco di gente, tutti coloro che avevo conosciuto, tutti i miei contatti di Facebook e nessuno che si era dimenticato di me, tutti quanti concordi nel ritenermi un uomo eccezionale, uno che cos\u00ec \u00e8 difficile che nasca di nuovo, tutti a piangere e tutti a provare rimorsi per quanto avrebbero potuto fare e non avevano fatto. Invece nulla, non avevo potuto godermi la mia festa. Come essere assenti al proprio matrimonio, pi\u00f9 o meno.<br \/>\nMi era stata negata la soddisfazione di vedere chi mi voleva realmente bene o chi scherzava o addirittura rideva in un momento cotanto tragico. Mi consolava il fatto che durante questo periodo, (temporaneo, definitivo?) in cui ero confinato in casa e in qualche modo ancora corporeo potevo compiere azioni terrene. Quali, ad esempio, scrivere al computer e lasciare testimonianza del passaggio. Cosicch\u00e9 una volta per tutte si sarebbe saputo in maniera definitiva come e cosa succede dopo aver lasciato la vita. Sempre ammesso che anche queste mie note non fossero frutto di un sogno e che persino il computer fosse soltanto nella mia immaginazione.<\/p>\n<p>Alzo gli occhi dallo schermo, mi stropiccio gli occhi e vedo che il velista albino \u00e8 di fronte a me, la porta d\u2019ingresso aperta.<br \/>\n\u201cAndiamo?\u201d mi dice.<br \/>\n\u201cAndiamo\u2026\u201d. Mi guardo indietro, \u201cdevo prendere qualcosa?\u201d, aggiungo.<br \/>\nLui mi guarda con un sorriso, come se avessi fatto una battuta.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_22075\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"22075\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non vorrei crepare Prima di aver gustato il sapore della morte. 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