{"id":22068,"date":"2014-11-24T16:56:29","date_gmt":"2014-11-24T15:56:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=22068"},"modified":"2014-11-24T16:56:29","modified_gmt":"2014-11-24T15:56:29","slug":"premio-racconti-per-corti-2015-candies-di-valeria-colasanti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=22068","title":{"rendered":"Premio Racconti per Corti 2015 &#8220;Candies&#8221; di Valeria Colasanti"},"content":{"rendered":"<p><em>\u201cCanditi scintillavano nella poca luce <\/em><\/p>\n<p><em>di quel pomeriggio di settembre. <\/em><\/p>\n<p><em>Un gatto sul banco si muoveva tra bastoncini di liquirizia <\/em><\/p>\n<p><em>cioccolate alla mandorla e <\/em><em>chewing<\/em> <em>gum<\/em><em>\u2026\u201d<\/em> legge attenta Vanessa, nascosta sotto il banco di dolci, mentre sua madre parla con la signora delle frappe. I giovani distratti e svogliati, quanta ignoranza.<\/p>\n<p>E Vanessa non \u00e8 da meno, ai suoi occhi. Eppure ruba parsimoniosa ogni briciola di tempo per leggere poesie. Ogni granello zuccheroso di libert\u00e0 viene succhiato sulla punta delle dita, che madide girano una pagina dopo l\u2019altra.<\/p>\n<p>Vanessa, Vanessa. Un richiamo continuo che la fa infine uscire dal suo nascondiglio per glassare le torte al cioccolato.<\/p>\n<p>Un mare cremoso e nero che rende solide le cose, d\u00e0 corpo al desiderio. Voluttuoso e fisico.<\/p>\n<p>Vanessa si guarda riflessa nella glassa; si vede bambina, ha solo tredici anni.<\/p>\n<p>Tocca ai biscotti di pasta frolla. Vanessa prende la pasta gi\u00e0 pronta dal frigo, la stende sul banco imbiancato di farina. Prende il matterello, ma poi torna sui suoi passi.<\/p>\n<p>La pasta; burrosa e soda, morbida al tocco. Gialla come grano, umida come erba di campo. Vanessa vi affonda le mani; la stringe nei palmi. La pasta fugge dagli interstizi delle dita, trova varchi verso la libert\u00e0. Impregna le mani di Vanessa, le carezza; ruba le pieghe della sua pelle e le riproduce sulla propria.<\/p>\n<p>Uno schiaffo, sonoro, in piena faccia. Vanessa si carezza la guancia urtata con la mano oleosa, colpevole. Non deve giocare con l\u2019impasto.<\/p>\n<p>Vanessa stizzita torna al suo libro, lo apre nel punto macchiato di cannella per dolci.<\/p>\n<p>\u201cUna fanciulla entr\u00f2 di corsa<\/p>\n<p>I suoi capelli bagnati di pioggia<\/p>\n<p>Il suo petto ansante nel piccolo locale\u2026\u201d<\/p>\n<p>Il campanello del negozio si anima, la porta si apre. Un ragazzo di diciott\u2019anni almeno ed una ragazza, di forse quindici o sedici. Lei lo tiene per mano, lo trascina.<\/p>\n<p>\u00c8 un gesto rumoroso, che richiama l\u2019attenzione dei presenti. Vuole che tutti li vedano mano per mano.<\/p>\n<p>Vanessa si alza da terra; la nota. Il petto ansante di orgoglio per il trofeo che sfoggia. I capelli lucidi, come bagnati dalla pioggia che non c\u2019\u00e8. Vanessa \u00e8 senza respiro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La ragazzina trascina il giovane al banco. Lo libera della sua stretta per premersi con passione contro la vetrina, davanti a Vanessa. Vanessa pu\u00f2 vedere le sue mani, le linee definite dei palmi. La pelle lattea e morbida. I capelli scuri, increspati, come riccioli di caramello solido.<\/p>\n<p>Ordina, altera, una Testa di Moro; il ragazzo non prende niente. Ha fame, ma non di dolci. Paga in fretta ed \u00e8 lui, ora, a trascinare via la ragazza.<\/p>\n<p>Vanessa resta a guardare, l\u2019impronta umida di quelle mani sul vetro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il negozio \u00e8 chiuso. Vanessa deve pulire. Prende un foglio di giornale, lo sfrega, appallottolato, contro la vetrina. Si ricorda di quelle impronte. Le cerca tra altre mille. Le tocca con le sue mani, le copre. \u00c8 come tenerla per mano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un altro giorno; la ragazza ritorna. \u00c8 con un altro trofeo, pi\u00f9 alto, pi\u00f9 massiccio. Ordina sempre un Moro. Un altro e un altro, accavallando i giorni e i ragazzi, sempre diversi.<\/p>\n<p>Finch\u00e9 non va l\u00ec da sola. Infastidita dalla mancanza.<\/p>\n<p>Anche Vanessa \u00e8 sola nel negozio. Asciuga il sudore ansioso contro il grembiule bianco.<\/p>\n<p>\u201cVoglio un Moro.\u201d<\/p>\n<p>\u201cCome ti chiami?\u201d, le chiede Vanessa, stupita di se stessa.<\/p>\n<p>\u201cVirginia!\u201d<\/p>\n<p>Vanessa le consiglia altri dolci; Virginia si impunta testarda. La testa di Moro \u00e8 fatta con gli scarti degli altri impasti.<\/p>\n<p>Virginia resta immobile, colpita. Pu\u00f2 prendere un Mont Blank.<\/p>\n<p>Vanessa lo sottrae alla vetrina.<\/p>\n<p>La panna ricoperta di zucchero scintilla come il diamante di un solitario sotto le lampade del negozio. Ricopre appena la meringa che custodisce un letto di crema, bronzea, di marroni.<\/p>\n<p>Virginia \u00e8 sedotta. Lo prende, vi affonda subito i denti, impaziente. La meringa scrocchia sonora sotto i denti, le labbra baciano la panna morbida, mentre la lingua scivola nel cuore di crema corposa.<\/p>\n<p>Virginia si confessa. Vende i suoi baci per i dolci. Un bacio, una pasta.<\/p>\n<p>Vanessa si illumina della luce delle idee geniali.<\/p>\n<p>Le avrebbe fatto assaggiare tutti i dolci del negozio, in cambio dei suoi baci.<\/p>\n<p>Virginia riflette, preziosa. Promette di tornare.<\/p>\n<p>La sera dopo \u00e8 l\u00ec. Nel negozio chiuso. Virginia mangia la sua prima Delizia alle fragole, Vanessa assaggia il suo primo bacio. Impacciato, ma dolce.<\/p>\n<p>Si consumano molte paste e molti baci, finch\u00e9 la madre di Vanessa le scopre. Caccia via Virginia e picchia Vanessa.<\/p>\n<p>Non dovr\u00e0 parlarne con nessuno.<\/p>\n<p>Vanessa smette di leggere. Si chiude in un silenzio amaro.<\/p>\n<p>Palpita nel vedere Virginia passare davanti al negozio, ma delusa nota che lei non la cerca. Finch\u00e9 non se la trova davanti, in un giorno di pioggia. Il petto ansante nel negozio. I capelli bagnati.<\/p>\n<p>Davanti alle donne in fila Virginia bacia Vanessa.<\/p>\n<p>Le donne e la madre scompaiono in un vortice di colori e suoni. Soltanto le labbra di Virginia la tengono ancorata a terra.<\/p>\n<p>Virginia si allontana, ride, nervosa, eccitata da tanta audacia.<\/p>\n<p>Vanessa sorride, mentre la madre la trascina via.<\/p>\n<p>\u201cTi devo un dolce!\u201d le urla Vanessa.<\/p>\n<p>\u201cIl tuo bacio mi basta!\u201d risponde Virginia.<\/p>\n<p>Mentre \u201c<em>fuori le foglie continuavano a cadere e gridavano<br \/>\nTroppo presto! <\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Troppo presto!\u201d<\/em><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_22068\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"22068\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cCanditi scintillavano nella poca luce di quel pomeriggio di settembre. 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