{"id":21983,"date":"2014-11-12T19:02:48","date_gmt":"2014-11-12T18:02:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=21983"},"modified":"2014-11-12T19:02:48","modified_gmt":"2014-11-12T18:02:48","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-news-di-matteo-tella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=21983","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;News&#8221; di Matteo Tella"},"content":{"rendered":"<p>La pentola sul gas borbottava da un&#8217;ora, mentre nella padella il sugo bruciava a fuoco lento. Un&#8217;ora. Sessanta minuti, il tempo trascorso dal suo addio. Quel giorno il pranzo restava un&#8217;ipotesi lontana, un aborto incommestibile.<br \/>\nCome poteva mangiare? La disperazione aveva alzato un muro fra il suo stomaco e la sua bocca. O forse era una lapide, il segno tangibile della morte del suo animo. Se ne era andata in silenzio, come la piuma che si stacca dalle ali di un uccello e cade leggera a terra, senza rumore. Non c&#8217;erano state parole d&#8217;odio, soltanto la mestizia negli occhi dolci di lei, pietosi testimoni della fine. E adesso al posto del suo profumo la casa odorava di pomodoro bruciato. Bruciato come il cuore di lui.<br \/>\nA breve doveva tornare a lavoro, circostanza che lo faceva impazzire. Io non sono pi\u00f9 qui e ora, sono perduto, smarrito, finito, continuava a ripetersi, ma per convincersi del contrario, che non era cos\u00ec, che lui c&#8217;era ancora, che ancora doveva mangiare e lavorare. A fatica usc\u00ec di casa, la ventiquattrore in mano con dentro il portatile e documenti d&#8217;ogni sorta; inchiostro vuoto di senso, nero come il suo umore.<br \/>\nIn strada il sole lo accec\u00f2, e per un qualche motivo a lui ignoto si sent\u00ec colpevole. A testa bassa raggiunse la fermata della metro; scese la scala inconsapevole del mondo, insensibile alle spallate dei passanti, tutta gente che fino al giorno prima stimava infelice, e che invece adesso sentiva cos\u00ec vicino. Per questo evitava i loro sguardi, non voleva riconoscere se stesso in quelle facce grigie.<br \/>\nSul treno la calca era insopportabile. L&#8217;umidit\u00e0 pestilenziale esacerbava gli animi di tutti i passeggeri, e lui non riusciva a distrarsi sorridendo del solito originale che a dicembre girava in pantaloncini, o della vecchina tutta belletto e sguardi seducenti. No, quelli erano divertimenti del passato, quando viaggiare su quello stesso treno era come leggere un romanzo, quando lei sedeva al suo fianco. Adesso gli sembrava di attraversare un deserto senza oasi.<br \/>\nArrivato in ufficio si gett\u00f2 sulle carte cercando di non pensare a quello che era successo. Per un po&#8217; ci riusc\u00ec e questo lo stup\u00ec: si faceva gi\u00e0 freddo il suo cuore? Ma era un&#8217;illusione, la testa era sempre l\u00ec e lei era sempre nella sua testa. A un certo punto dovette interrompere il lavoro. Si prepar\u00f2 un caff\u00e8, ma era talmente distratto che lo fece bruciare. Allora torn\u00f2 in s\u00e9 e si ricord\u00f2 del gas acceso, della pentola e del sugo dimenticati sul fuoco.<br \/>\nSpieg\u00f2 confusamente al collega pi\u00f9 vicino che doveva scappare a casa, che tutto era finito, che le fiamme avevano consumato la sua vita. Quello cap\u00ec solo che c&#8217;era un incendio nel suo quartiere, ma non gli diede troppo peso, impegnato com&#8217;era con le sue carte.<br \/>\nPercorse la strada all&#8217;incontrario, maledicendo la sorte che non permetteva di fare lo stesso col tempo. Non aveva pi\u00f9 fiato tanto aveva corso, ma giunse troppo tardi. Proprio sotto il suo balcone era parcheggiato il camion dei vigili del fuoco. Alcuni di loro erano entrati nel suo appartamento per mezzo di un&#8217;autoscala. Ma non c&#8217;era nessun incendio. C&#8217;erano, invece, davanti al portone, un&#8217;ambulanza e un&#8217;auto dei carabinieri.<br \/>\nNon le not\u00f2 subito, stanco com&#8217;era. Pallido e instabile entr\u00f2 nell&#8217;atrio del condominio; era pieno di gente. Curiosi, senza dubbio. Lo guardarono con una strana espressione, come impauriti. Fece per salire le scale, ma una mano sulla spalla lo arrest\u00f2. Era un ufficiale dei carabinieri. Che succedeva? Si era quasi ammazzato per tornare ed evitare il peggio, e ora quell&#8217;uomo in divisa voleva impedirgli di salire a casa sua?<br \/>\nDiede le sue generalit\u00e0 a chi gliele chiedeva, e poi, docilmente, lo segu\u00ec fuori. L\u00ec, vicino alla gazzella, mentre il maresciallo gli faceva altre domande, un secondo carabiniere trascriveva le sue risposte su un taccuino. Lo interrogavano su sua moglie, sui loro rapporti, quando l&#8217;aveva vista l&#8217;ultima volta.<br \/>\n&#8220;Mia moglie ed io ci siamo separati stamattina. Prima che io uscissi per andare a lavoro lei se n&#8217;\u00e8 andata dicendo che era per sempre. Sono tornato perch\u00e9 ho dimenticato il sugo sul gas acceso&#8221;.<br \/>\nE proprio la puzza di bruciato richiam\u00f2 l&#8217;attenzione della signora del piano di sotto. Temendo un incendio, telefon\u00f2 ai pompieri. Questi, per non sfondare la porta di casa, entrarono dal balcone, la cui finestra era aperta. Erano in due. Mentre uno si affrettava a spegnere il gas, l&#8217;altro fece un giro per le stanze. E in bagno scopr\u00ec il cadavere di una donna. Era lei. Le avevano tagliato la gola. Gli occhi erano ancora aperti: chi l&#8217;aveva uccisa non aveva avuto la piet\u00e0 di chiuderli, o forse gli era mancato il coraggio.<br \/>\nAllora il vigile chiam\u00f2 i carabinieri che pi\u00f9 tardi avrebbero arrestato il marito della vittima, tornato sulla scena del crimine perch\u00e9 temeva che il sugo si rovinasse. Il nome dell&#8217;assassino e tutte le circostanze del delitto le troverete sul giornale di domani. O forse su quello di ieri.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_21983\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"21983\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La pentola sul gas borbottava da un&#8217;ora, mentre nella padella il sugo bruciava a fuoco lento. 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