{"id":21975,"date":"2014-11-12T18:57:04","date_gmt":"2014-11-12T17:57:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=21975"},"modified":"2014-11-12T18:57:04","modified_gmt":"2014-11-12T17:57:04","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-la-casa-di-martina-di-adriana-di-grazia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=21975","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;La casa di Martina&#8221; di Adriana Di Grazia"},"content":{"rendered":"<p>Quando Martina lasci\u00f2 la casa della sua infanzia, si apprestava a varcare la soglia dei tredici anni. I suoi genitori, con enormi sacrifici, erano riusciti ad acquistare un bell\u2019appartamento in una zona prestigiosa della citt\u00e0 e non vedevano il momento di trasferirsi. Aspettavano che l\u2019anno scolastico di Martina si concludesse, per non distrarla dagli esami per la licenza media, per i quali era gi\u00e0 in grande apprensione.<br \/>\nNel frattempo si davano da fare nell\u2019acquisto di mobili e suppellettili che sarebbero serviti per arredare le camere della nuova abitazione e facevano la spola tra i due appartamenti.<br \/>\nL\u2019idea di lasciare la casa dove era nata procurava a Martina un profondo senso di prostrazione. Amava quelle calde stanze dove il sole prendeva posto gi\u00e0 dalle prime ore del mattino, per dimorare fino al tramonto. L\u00ec aveva mosso i primi passi, perso il primo incisivo, per il quale il topino di casa le aveva lasciato in cambio una moneta, ed aspettato pazientemente, dentro la culla collocata in camera da letto, sopraffatta dalle coperte e con lo sguardo rivolto alla candida parete del soggiorno illuminata dal sole, che la febbre scendesse per tornare a giocare con i fratelli. Dalle scale di quella palazzina era scesa con la cartella in mano per raggiungere l\u2019insegnante privata, che l\u2019aveva preparata per accedere in seconda elementare a soli sei anni e compiere, cos\u00ec, quel prodigio, per l\u2019orgoglio dei suoi.<br \/>\nUna signorina non vecchia, col viso costellato di peli ed una capigliatura da leone che, con pazienza e dolcezza, asciugava le sue lacrime di sconforto e disponeva, sulla grande tavola di legno, tanti biscotti al latte a forma di letterine, per insegnarle l\u2019alfabeto.<br \/>\nQuanto tribol\u00f2 per strapparle un sorriso che non ebbe la soddisfazione di vedere sulle sue labbra, sempre atteggiate al pianto!<br \/>\nDai vetri delle finestre di quella casa aveva spiato il vulcano sputare la sua lava, riempendo di bagliori il nero cielo d\u2019inverno, ed aveva tremato al pensiero che potesse inghiottire tutto, come quelle terribili storie che aveva sentito dai racconti degli anziani riuniti intorno al braciere che esalava odore di arancia.<br \/>\nL\u00ec aveva scoperto il suo corpo e la sua femminilit\u00e0 ed il cuore aveva iniziato a batterle per le melodie d\u2019amore e per i divi del cinema, dei quali lei e la sorella custodivano i posters e gli opuscoletti profumati.<br \/>\nCome avrebbe fatto a lasciare tutto ci\u00f2 che le apparteneva?<br \/>\nIl giorno che la trascinarono in lacrime, giur\u00f2 che avrebbe protetto i suoi figli, se ne avesse avuti, da un trauma simile ed ebbe il tempo di tracciare, furtivamente, sul muro esterno della finestra da dove era solita seguire il gioco delle nuvole ed il fervore quotidiano della vita in strada, il suo nome con la data dell\u2019abbandono: 28 luglio 1964.<br \/>\nScendendo le scale Martina aveva la consapevolezza che non avrebbe pi\u00f9 condiviso, con i figli dei vicini, i pianerottoli che erano stati, per tanti anni, il loro parco giochi, perch\u00e9 la madre non le permetteva di andare in strada, come facevano tanti altri bambini.<br \/>\n\u201cNon sei una bambina di strada, si gioca in casa non fuori!\u201d, le ripeteva, cercando di spegnere la sua ostinazione, ma quel divieto era per lei un\u2019ingiustizia. Tutti gli altri godevano di un privilegio che a lei era negato.<br \/>\nDopo tanti anni, prima che fosse posta in vendita, Martina era tornata in quella casa, ed il primo pensiero era stato di correre alla finestra: la data era ancora l\u00ec, incisa sul muro, indelebile, nonostante le intemperie dei numerosi inverni, come i suoi ricordi.<br \/>\nTrapiantata nella nuova casa Martina si sentiva un\u2019ospite.<br \/>\nDai vetri della nuova abitazione adesso non vedeva pi\u00f9 la montagna, bens\u00ec il mare, un bel mare azzurro che luccicava coi suoi meravigliosi colori.<br \/>\nNei giorni che seguirono quella vista cominci\u00f2 ad affascinarla perch\u00e9 proprio l\u00ec, dove il mare diventava pi\u00f9 azzurro, la strada finiva con una roccia lavica enorme sormontata da una casetta rosa: la casa cantoniera, come le spieg\u00f2 poi il padre, perch\u00e8 sotto passava il treno, con al fianco un grande pino mediterraneo che la riparava, con la sua ombra, dal sole impietoso.<br \/>\nIn quell\u2019estate malinconica Martina prese posto sul terrazzo, armata di colori e pennelli, per fissare su tela quello spettacolo meraviglioso che la faceva sognare.<br \/>\nSognava di arrivare fino alla fine della strada e salire sulla roccia per guardare cosa ci fosse oltre e scendere fino al mare.<br \/>\n\u201cQuella zona non \u00e8 per te!\u201d, le diceva il padre, \u201cnon farlo mai perch\u00e9 l\u00ec le ragazzine non devono andare\u201d, e cos\u00ec quel punto lontano prendeva forma nella sua mente e diventava un luogo proibito e tentatore.<br \/>\nPer anni si chiese cosa ci fosse oltre e per anni cerc\u00f2 alleati per realizzare il desiderio di spingersi fino a gi\u00f9, ma non lo fece mai, ubbidiente alle regole imposte dai familiari.<br \/>\nNella nuova casa Martina visse la sua magica adolescenza e conobbe l\u2019amore; quelle pareti raccolsero le palpitazioni, i sogni, le lacrime ed i sorrisi di un cuore innamorato. Uniche testimoni di notti insonni e di giorni felici.<br \/>\nPian piano impar\u00f2 ad amare quella casa ed i cantucci dove si raggomitolava, al buio, con la cornetta del telefono in mano, per ascoltare i sussurri del suo innamorato, tremando come una foglia per l\u2019emozione e la paura di essere scoperta dalla madre. Col naso appiccicato ai vetri della sua camera, aspettava di scorgere, in lontananza, il lampeggiare dei fari della sua Fiat 500\/L per precipitarsi gi\u00f9 per le scale ad incontrarlo e, tra le calme pareti della sua cameretta 3 mt x 3 mt, che la notte divideva con la sorella, alla fioca luce di una abat-jour a due lampade, una gialla e una rossa, col plaid sulle ginocchia, per contrastare i rigori degli interminabili inverni, o riversa sul letto della libreria in tek che fungeva da studio &#8211; riposo, studiava come una matta per diventare grande e conquistare la libert\u00e0.<br \/>\nMa quel punto lontano, tra le rocce, restava il luogo inesplorato che metteva le ali alla sua fantasia.<br \/>\nUn\u2019estate ci and\u00f2 vicina. La splendida ed irraggiungibile Brunella Sernagiotto, che faceva impazzire di libidine il fratello Sergio ed il compagno di lui, Gigi Selvaggio, dava una festa da ballo nella sua vecchia villa situata proprio l\u00ec, quasi a ridosso della grande roccia, prima che questa venisse ceduta dai proprietari, perch\u00e9 il piano regolatore prevedeva nel luogo una piazza.<br \/>\nCome Cenerentola Martina ball\u00f2 sotto le stelle, tra le braccia del suo innamorato, respirando a pieni polmoni l\u2019odore della salsedine e della zagara, consapevole che il fascino che la rapiva non era dato solamente dalla sensazione del respiro caldo sul collo del suo bel principe, ma anche dalla prossimit\u00e0 con la zona proibita.<br \/>\nErano trascorsi tanti anni, troppi, e Martina non aveva mai visitato quel luogo, nonostante non ci fosse pi\u00f9 il padre ad ammonirla e fosse grande abbastanza per decidere da sola ci\u00f2 che poteva e non poteva fare.<br \/>\nPer lungo tempo era rimasto ingabbiato per lavori di ripristino.<br \/>\nAdesso avevano tolto la gabbia ed era venuta alla luce una piazza enorme. Non pi\u00f9 rocce, n\u00e9 casetta, n\u00e9 pino mediterraneo, al suo posto tanti alberi e panchine e aiuole ed una lunga inferriata che delimitava la parte calpestabile dallo strapiombo. La villa dove aveva danzato in una lontana estate della sua adolescenza per\u00f2 era ancora l\u00ec, decrepita ma imponente.<br \/>\nForse la sua bellezza li aveva fatti desistere dal demolirla, oppure stavano solo aspettando che i due ragazzi smettessero di danzare\u2026\u2026!<br \/>\nIl cuore di Martina vibr\u00f2 alla sua vista. La scena del ballo si succedeva in un replay infinito!<br \/>\nLa curiosit\u00e0 e l\u2019istinto la catturarono. Arrest\u00f2 l\u2019auto e scese tremante come un\u2019adolescente. Si sentiva ridicola, ormai era adulta abbastanza per provare certe emozioni !<br \/>\nVoleva vedere quel posto proibito, voleva scoprire cosa ci fosse al di l\u00e0.<br \/>\nMosse alcuni passi e l\u2019odore della salsedine e della zagara le invasero le narici, i colori del mare quasi l\u2019accecarono.<br \/>\nGiunse all\u2019inferriata e chiuse gli occhi.<br \/>\nPochi attimi, poi, col cuore galoppante, li riapr\u00ec e spinse lo sguardo.<br \/>\nAl di l\u00e0 c\u2019era il sogno lungamente vagheggiato, c\u2019era l\u2019immenso!<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_21975\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"21975\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando Martina lasci\u00f2 la casa della sua infanzia, si apprestava a varcare la soglia dei tredici anni. 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