{"id":21972,"date":"2014-11-12T18:51:08","date_gmt":"2014-11-12T17:51:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=21972"},"modified":"2014-11-12T18:51:08","modified_gmt":"2014-11-12T17:51:08","slug":"premio-racconti-nella-rete-2015-sms-per-il-cielo-di-adriana-di-grazia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=21972","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2015 &#8220;Sms per il cielo&#8221; di Adriana Di Grazia"},"content":{"rendered":"<p>Marzia non sapeva darsi pace, da quando Ivano non c\u2019era pi\u00f9 tutto le sembrava inutile, non provava pi\u00f9 entusiasmo e la vita aveva perso colore. Tutto intorno a lei si svolgeva in bianco e nero. Quella terribile battaglia l\u2019aveva stremata, lasciandole nel cuore l\u2019amaro senso della sconfitta.<br \/>\nSpesso Ivano le veniva in sogno e le sembrava tutto cos\u00ec reale che al mattino si meravigliava di non trovarlo al suo fianco.<br \/>\nMarzia era rimasta avvinghiata a lui, lo teneva stretto con la forza della sua volont\u00e0, non riusciva ad accettare la perdita. Con questa sensazione si addormentava ed una notte Ivano le era venuto in sogno corrucciato, rimproverandola a denti stretti: \u201cMi hai lasciato fuori! Perch\u00e9 non mi hai dato la chiave? Hai dato la chiave a tutti tranne a me!\u201d. Il suo viso era duro come non lo era mai stato, aveva usato parole rabbiose. Voleva forse dirle di lasciarlo libero di andare, che non poteva indugiare troppo, che non doveva pi\u00f9 trattenerlo?<br \/>\nNel sonno Marzia si era rifiutata, con una punta di cattiva ostinazione: \u201dNon te la do la chiave! Tu devi restare con me, io ti voglio qui!\u201d. Allora Ivano era stato supplichevole: \u201cDammi la chiave, per favore, non posso restare fuori\u201d e Marzia si era svegliata, matida di sudore.<br \/>\nPer tutto il giorno aveva riflettuto sul significato di quel sogno e si era chiesta se il suo egoismo e la sua caparbiet\u00e0 potessero nuocere all\u2019anima di Ivano. Aveva provato ad allentare quel senso ossessivo di possesso ed aveva immaginato che Ivano, ormai libero da vincoli terreni, poggiasse la mano sul battente che era rimasto chiuso al suo cospetto ed il grande portone di legno massiccio con intarsi dorati si aprisse e fosse colto da uno splendore accecante, fosse sospinto verso vasti campi colmi di alberi verdeggianti e fiori con petali variopinti sormontati da un cielo di un azzurro intenso, cos\u00ec come le dicevano i suoi figli quando le raccontavano di averlo sognato in un luogo meraviglioso: \u201cProprio come il quadro che \u00e8 appeso nella parete della camera da letto, mamma, pieno di fiori e vallate solcate da un fiume dove scorre un\u2019acqua cristallina\u201d, le sembrava quasi di vederlo, \u201clui era l\u00ec, sulla sponda, ed ha afferrato la mia mano quando sono passato sull\u2019acqua, prima che il fiume si tramutasse in cascata, traendomi a riva col suo sorriso meraviglioso. E\u2019 in Paradiso mamma, quello \u00e8 il Paradiso!\u201d<br \/>\nPer un attimo si sentiva rincuorata e lo immaginava avvolto da una beatidudine senza fondo dove la percezione del tempo, delle gioie, dei dolori, tutto appariva enormemente dilatato. Solo la sensazione di un grande amore vissuto, presente, vivo, eterno: Lei.<\/p>\n<p>Spesso Marzia piangeva nel sonno, un pianto silenzioso, accorato, come un cucciolo smarrito che guaisce perch\u00e9 \u00e8 stato tolto alla madre. Ivano le era venuto in sogno ed aveva bussato alla sua porta e lei gli aveva aperto, col viso disfatto dalle lacrime: \u201cPerch\u00e9 fai cos\u00ec? Io non sono morto, sono qui vedi\u201d, e le aveva asciugato il viso baciandola teneramente sulle labbra.<br \/>\nSe almeno avesse avuto la certezza che Ivano non era andato via del tutto e che il suo spirito le era rimasto accanto, forse la sua assenza sarebbe stata meno dolorosa ed avrebbe trovato conforto.<br \/>\nLe sue orecchie avvertirono un frusc\u00eco, come un battito di ali e si sent\u00ec attrarre da una forza possente, come se una calamita la sollevasse dal letto. Prov\u00f2 uno strappo lancinante al cuore: \u201cnon farmi male\u201d, mormor\u00f2 nel sonno e lentamente socchiuse gli occhi.<br \/>\nSi sent\u00ec riporre sul materasso e riprese fiato. Brevi istanti, poi nuovamente quella sensazione, pi\u00f9 intensa della prima tanto da impedirle di respirare, allora spalanc\u00f2 gli occhi e con voce spaventata grid\u00f2: \u201dNon farmi male!\u201d. Avvert\u00ec di non essere sola, una densit\u00e0 riempiva tutto lo spazio circostante fino al tetto. \u201cIvano?\u201d, sussurr\u00f2 con un fil di voce. Era l\u00ec, ne era certa. Sicuramente non voleva provocarle dolore, forse non sapeva ancora dosare la sua nuova forza. Con gli occhi al tetto, nel buio della camera, percep\u00ec la sua presenza e rimase immobile, timorosa ed incuriosita da ci\u00f2 che sarebbe successo ancora.<br \/>\nEbbe la sensazione di averlo sorpreso e che non fosse previsto che uno spirito venisse riconosciuto, poi nuovamente quel battito di ali alle sue orecchie e, come il genio della lampada di Aladino, la densit\u00e0 si dissolse in un vortice che l\u2019assord\u00f2, svuotando la stanza.<br \/>\n\u201cIvano non andare\u201d, mormor\u00f2 delusa.<br \/>\nMarzia aveva trascorso la mattinata col cuore rinfrancato, aveva la certezza di essere stata con Ivano, forse lui aveva voluto darle un segno, glielo chiedeva sempre perch\u00e8 si sentiva tanto sola. Certo non avrebbe potuto raccontare quello che le era capitato, l\u2019avrebbero presa per matta ed avrebbero pensato che il dolore le aveva acceso la fantasia. Gli amici le suggerivano di andare in terapia, ma lei sapeva bene che doveva metabolizzare il lutto che l\u2019aveva spezzata e che il cammino sarebbe stato lento e doloroso. Non aveva bisogno di uno psicologo, cosa avrebbe potuto dirle di pi\u00f9 che gi\u00e0 non sapeva?<\/p>\n<p>Marzia aveva tirato fuori dallo scatolo le vecchie foto e le era capitata tra le mani quella di una bimba non pi\u00f9 alta di una spanna, il berrettino di lana annodato sotto il mento e lo sguardo corrucciato. Era lei quel cucciolo dal viso insoddisfatto e gli occhi di ciliegia, col broncio serrato in assoluto silenzio. Chiss\u00e0 se fin da allora teneva il broncio per il suo destino inconsapevolmente segnato.<br \/>\nUn\u2019altra foto, una ragazzina di circa tredici anni dagli occhi limpidi che ha completato da poco le scuole medie e si sta innamorando per la prima volta, quella prima volta che sarebbe stata l\u2019ultima. Gi\u00e0 da allora Marzia avrebbe fatto la sua scelta preferendo lui tra tanti, amandolo fino a farlo suo.<br \/>\nFoto e ancora foto. Ivano bambino, ignaro della sua breve vita, il viso fiero ed il sorriso accattivante. Se adesso lo guardava bene le sembrava quasi di scorgere un\u2019ombra alle sue spalle. Immagini di momenti belli vissuti insieme, giovanissimi e felici, sempre con un sorriso, una gestualit\u00e0 che denotava gioia di vivere, gli sguardi innamorati. Ed ancora bigliettini augurali, lettere d\u2019amore, promesse scambiate sulla carta e gridate al vento, ricordi. Loro insieme che camminavano tenendosi per mano, lungo una vita che aveva elargito gioie e l\u2019illusione di una serenit\u00e0 duratura, ma che improvvisamente aveva mostrato l\u2019altra faccia, quella del tradimento, troncando quell\u2019idillio quando ancora il sangue scorreva caldo nelle loro vene. Per questo non sapeva darsi pace. Eppure le sarebbe bastato un segno, lo chiedeva, lo pretendeva, perch\u00e9 non poteva credere che lui avesse mentito.<br \/>\n\u201cNon ti lascer\u00f2 mai, qualunque cosa succeda ricorda, sar\u00f2 sempre con te e, se dovessi morire, verr\u00f2 di notte a solleticarti i piedi per farti capire che ci sono sempre\u201d, le aveva ripetuto tante volte e lei ci credeva. Forte come un guerriero, era stato costretto a soccombere, ma sicuramente il suo spirito era rimasto con lei.<br \/>\nVoleva una certezza, la esigeva!<br \/>\nSeduta sulla sua tomba, trascorreva lunghe ore parlandogli: \u201cTi amo Ivano, ti ho sempre amato. Chiss\u00e0 se sei qui accanto a me ed io non posso vederti, chiss\u00e0 se \u00e8 vero ci\u00f2 che mi ripete sempre zia Maria con voce commossa: \u201dlui \u00e8 vicino a te Marzia e si dispera perch\u00e8 non puoi vederlo\u201d. Dammi un segno Ivano, magari non \u00e8 solo fantasia ci\u00f2 che succede nel film Gost. Ricordi quanto ho pianto guardando quel film e tu mi consolavi e mi abbracciavi forte. Dammi un segno, ti prego!\u201d.<br \/>\nGli alberi parvero scossi da un vento inaspettato. Il pomeriggio era tranquillo e tiepido. Avvert\u00ec nell\u2019aria un frusc\u00eco confuso, un battito di ali. Qualcosa che non riusc\u00ec a distinguere per la rapidit\u00e0, un passero forse, sfil\u00f2 velocemente al suo fianco sfiorandole il braccio e sparendo tra le fronde come inghiottito dal nulla. Rest\u00f2 di sasso mentre un brivido le percorreva la schiena e sent\u00ec di non essere sola, poi sorrise compiaciuta: \u201cGrazie Ivano!\u201d.<\/p>\n<p>Un giorno che aveva deciso di mettere ordine nella rubrica del suo telefonino, scorrendo i tasti lesse sul display: \u201cIvano cell\u201d.<br \/>\nQuel numero era ancora l\u00ec, come tutte le cose che gli erano appartenute e delle quali non si sarebbe mai disfatta: i suoi abiti, le sue camicie con l\u2019odore della sua colonia dove affondava spesso il naso, i suoi documenti di lavoro, lo spazzolino da denti che a volte schizzava inspiegabilmente fuori dal bicchiere quando prendeva il suo, l\u2019ultimo pacchetto di sigarette, le Moros\u00ectas appena iniziate, tutto immobile, inviolabile, ormai sacro ai suoi occhi ed al suo cuore.<br \/>\nRicord\u00f2 le volte in cui gli telefonava e lo stupore sempre nuovo della sua voce nel sentirla, il tono sommesso col quale pronunciava il suo nome, il modo tenero di rivolgerle sempre una frase d\u2019amore, di desiderio. Fu presa dall\u2019impeto illusorio di potersi mettere ancora in contatto con lui, ben sapendo che era una follia.<br \/>\nClicc\u00f2 sul numero: \u201cVodafone, stiamo trasferendo la sua chiamata alla segreteria telefonica\u201d.<br \/>\nChiuse d\u2019impulso. Non immaginava che dopo il lungo tempo trascorso il numero fosse ancora attivo. La sensazione che provava era bella seppur dolorosa, non voleva perderla. Clicc\u00f2 nuovamente sul numero. Dall\u2019altro capo la voce: \u201cVodafone, stiamo trasferendo la sua chiamata alla segreteria telefonica\u201d.<br \/>\nRichiuse. Non sapeva cosa fare, si sentiva una sciocca. And\u00f2 ancora sul numero, poi su: Messaggi e digit\u00f2 un sms: \u201cTi amo amore mio. Marzia\u201d. Pigi\u00f2: Invio.<br \/>\nLesse: \u201cIl messaggio \u00e8 stato inviato\u201d.<br \/>\nSi chiese: a chi? Al gestore telefonico? A nessuno? Al vento? Al cielo? A lui che non c\u2019era pi\u00f9? Al suo dolore? Sentiva di non sopportare quella sofferenza che le lacerava il cuore.<br \/>\nEra sera inoltrata quando il telefonino squill\u00f2.<br \/>\nChi poteva essere a quell\u2019ora? Guard\u00f2 sul display: \u201cIvano cell\u201d.<br \/>\nFu colta da un tremito: come poteva essere? Chi era?<br \/>\nPer un istante non seppe cosa fare. Rispondere? Ma a chi? Chi era?<br \/>\nPaura, incredulit\u00e0, dolore, speranza si alternarono in lei per brevi attimi che parvero eterni. Poi il coraggio: \u201cPronto\u2026.\u201d.<br \/>\nD\u2019altro capo una voce soave: \u201cHai mandato un messaggio oggi a questo numero, c\u2019\u00e8 scritto: Ti amo amore mio. Marzia\u201d.<br \/>\n\u201cS\u00ec, s\u00ec\u201d, rispose confusa.<br \/>\n\u201cIl messaggio \u00e8 stato ricevuto\u201d.<br \/>\n\u201cDa chi?\u201d, chiese Marzia tremante.<br \/>\nDall\u2019altro capo la voce non c\u2019era pi\u00f9.<br \/>\nRest\u00f2 qualche minuto col telefonino aperto tra le mani, poi stacc\u00f2.<br \/>\nUna lacrima le rig\u00f2 il volto.<br \/>\nAdesso tutto le era chiaro: il messaggio era giunto e Ivano aveva voluto che lei lo sapesse.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_21972\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"21972\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Marzia non sapeva darsi pace, da quando Ivano non c\u2019era pi\u00f9 tutto le sembrava inutile, non provava pi\u00f9 entusiasmo e la vita aveva perso colore. 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