{"id":21952,"date":"2014-11-10T17:31:37","date_gmt":"2014-11-10T16:31:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=21952"},"modified":"2014-11-10T17:31:37","modified_gmt":"2014-11-10T16:31:37","slug":"premio-racconti-per-corti-2015-un-lungo-giorno-di-pina-veroli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=21952","title":{"rendered":"Premio Racconti per Corti 2015 &#8220;Un lungo giorno&#8221; di Pina Veroli"},"content":{"rendered":"<p>Scorre l&#8217;autunno, come una tela tinteggiata di sfumature calde e confuse.<\/p>\n<p>Il verde dorato della campagna arriva a fuoco, chiaro, definito, mentre il treno rallenta e gli occhi che guardano oltre il finestrino di questo gelido vagone, si dilatano per riempirsi di luce e serenit\u00e0. Che bella terapia i colori della natura.<\/p>\n<p>Il cielo \u00e8 un insieme di nuvole e di blu irlandese, mentre il sole allunga le ombre degli alberi.<\/p>\n<p>Ascolto canzoni per bambini, allegre, che serviranno per comporre un video per i miei nipotini, altro bel rimedio alla tristezza. Sfilano i brani, nel mio ipod, passando da Dolce Candy all&#8217;Uomo Tigre.<\/p>\n<p>Sorrido, poveri bambini, quanti esempi inesistenti gli propiniamo.<\/p>\n<p>Mi sento osservata da un uomo che finge di ascoltare l&#8217;amico, normalit\u00e0 credo, per una donna che viaggia sola.<\/p>\n<p>Sono un po\u2019 spaesata, non \u00e8 un\u2019abitudine per me il treno, ma oggi ho dovuto servirmene. Non mi piace guidare nel traffico, ne ho paura.<\/p>\n<p>E poi oggi mi aspetta lei, compagna lontana di giochi e momenti indimenticati, lei senza pi\u00f9 fretta, per un ultimo incontro. Oggi devo arrivare in orario.<\/p>\n<p>Ad ogni fermata noto la desolazione delle piccole stazioni dell&#8217; Emilia Romagna, inoltre ho i piedi congelati. Chiss\u00e0 perch\u00e9 i binari mi mettono sempre tristezza, mi rovesciano addosso il senso del partire, mai l\u2019essenza dell\u2019arrivare.<\/p>\n<p>Di nuovo in movimento, immagino i ragazzi che di nascosto hanno disegnato quei murales. Alcuni sono belli e per un tratto di ferrovia, colorano il grigio di fabbriche e di periferie.<\/p>\n<p>Una foglia rosso fuoco quasi tocca il vetro, e una macchia di giallo ferisce gli occhi..che meraviglia&#8230;i pensieri aggressivi si affievoliscono immediatamente.<\/p>\n<p>Bologna centrale, sono le 9.30 del mattino, orario perfetto, sono meravigliata. Treni Italia funziona dunque?<\/p>\n<p>Il vagone si svuota, per un attimo sono sola&#8230;chi \u00e8 sceso lascia il posto a persone diverse. Pelle nera si unisce ad accenti del sud, dell&#8217;est, a cantilene arabe. L\u2019ormai onnipresente cellulare, in possesso di tutti, ne d\u00e0 una bella dimostrazione.<\/p>\n<p>Dal finestrino continuo ad osservare il fiume di gente che i treni ingoiano e sputano, una famiglia sorride seduta sulla panchina della banchina di attesa di un binario vicino. Hanno valigie grandi contrassegnate con targhette coi nomi e indirizzo. \u00c8 freddo, ma non hanno cappotto, probabilmente andranno al caldo in vacanza&#8230;<\/p>\n<p>Osservare e immaginare mi distrae. Non ho preso un libro con me, l&#8217;ho fatto di proposito. Voglio riempirmi di vita, di pensieri, di musica, di parole da scrivere ora. Voglio scarabocchiare questo piccolo notes fermando i momenti all\u2019istante, altrimenti fuggono veloci&#8230; scrivo per me, per ricordare e fermare il tempo.<\/p>\n<p>Devio la mia attenzione di nuovo alla musica, sta passando Battisti&#8230;\u201dio vivr\u00f2 senza te\u201d&#8230;E\u2019 quasi doloroso l&#8217;effetto che certi brani hanno sulle nostre emozioni e il modo in cui noi elaboriamo la musica e le sue informazioni a seconda del momento in cui si ascolta. Possiamo personalizzare il testo, farlo nostro, capirci quel che l\u2019autore non voleva dire. Le cuffie inviano strumenti mai notati prima<\/p>\n<p>\u201cio piaaanger\u00f2ooo\u2026.ooooo\u201d e piango.<\/p>\n<p>Il treno ha ripreso la sua corsa. Vedo un braccio davanti al mio viso. Un&#8217;ombra ha lasciato un biglietto sulla mensola del finestrino. La solita richiesta di elemosina. Poco dopo una mano, dall&#8217;apparenza indiana, si apre all&#8217;altezza dei miei occhi. Dico no col capo, ma una voce in uno stentato italiano chiede pochi centesimi e non posso non darglieli. E\u2019 un senza mondo nelle mani.<\/p>\n<p>Chiama mio fratello. \u201cTi aspetto a Piacenza, il treno \u00e8 in orario?\u201d<\/p>\n<p>Si.<\/p>\n<p>Che strano mio fratello. Io e lui, uniti dagli stessi cromosomi, divisi da una sorta di muro invisibile ma concreto. Ci vogliamo bene, ne sono sicura, ma siamo sempre \u201cdistanti\u201d. Vederlo piangere al capezzale di nostra madre, nell&#8217;attimo in cui lei spirava, me lo ha reso fratello e non solo parente consanguineo. Quello che fa oggi, lo fa per lei&#8230;lui che ha sempre mantenuto le distanze da tutti e da tutto&#8230;<\/p>\n<p>Che freddo!!!<\/p>\n<p>Castelfranco Emilia, altra piccola sosta. Non vedo nessuno salire o scendere.<\/p>\n<p>Modena..mi chiama mia figlia. \u201cTutto ok, non preoccuparti, c\u2019\u00e8 solo un problema, il treno \u00e8 al freddo, e io sto congelando\u201d.<\/p>\n<p>Nessun controllore fino ad ora.<\/p>\n<p>In sosta, incastrata fra due treni, guardo quello di destra mentre scorre e per un attimo ho la sensazione di essere io a muovermi.<\/p>\n<p>\u2026\u201d no non pu\u00f2 essere leeeii\u201d\u2026.<\/p>\n<p>Dirotto i pensieri sulle persone che salgono, siamo sempre pochi su questo vagone. Mi scappa la pip\u00ec ma non ho voglia di muovermi. Sono impietrita su questo sedile.<\/p>\n<p>Quanti casolari abbandonati ho visto passare veloci in questa campagna emiliana. Hanno il fascino dell\u2019abbandono, della storia passata, di nonni, di sudore e di fatica, di lavoro nei campi, di famiglia.<\/p>\n<p>Sorrido agli occhi coperti da treccine colorate della ragazza di colore che scuote la testa al ritmo delle sue cuffiette e che mi sta osservando di sottecchi.<\/p>\n<p>Arriva il controllore<\/p>\n<p>Reggio Emilia e un ritardo di 11 minuti, Treni Italia si scusa per il disagio.<\/p>\n<p>Penso a lei, al suo sorriso, alla sua disponibilit\u00e0, alla sua passata timidezza. Lei bambina, lei adolescente, lei vissuta poco sulla pelle, ma rimasta dentro pi\u00f9 che una sorella, perch\u00e9 l\u2019affetto non si misura con la frequenza nel vedersi, ma con il cuore. Mia madre e la sua sono sorelle, anzi erano sorelle, il 2010 si \u00e8 portato via i loro corpi a distanza di pochi mesi.<\/p>\n<p>Il treno ora corre, forse deve recuperare il ritardo, ma il suo dondolare sgarbato non culla, disturba, tutto va via veloce, mentre io ho bisogno di lentezza.<\/p>\n<p>Fossati, si&#8230;mentre costruisce un amore&#8230;<\/p>\n<p>Ci siamo incontrati a fine agosto io e lei..si sposava suo figlio, che bella festa, che bel ritrovo familiare, ho visto volti di bambini cresciuti, messi in un angolo di memoria dimenticata. Il riconoscersi \u00e8 stato uno dei momenti pi\u00f9 emozionanti.<\/p>\n<p>Parma ore 10,30, rimaniamo in 5, e io l&#8217;unica italiana.<\/p>\n<p>Fidenza, vorrei non arrivare mai. Non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 il sole ma una lieve foschia.<\/p>\n<p>Passano le stagioni attraverso i colori, e mi convinco che questa sia la mia stagione, calda e grigia, a secondo dell&#8217;umore.<\/p>\n<p>Ora sono completamente sola, che strano.<\/p>\n<p>Fiorenzuola ed \u00e8 nebbia con il suo fascino, fumo che sale dalla terra confondendo le cime degli alberi.<\/p>\n<p>Chiedo al bigliettaio il motivo del freddo del vagone. Fantastico, scopro che questo \u00e8 l&#8217;unico gelido di tutto il treno, il riscaldamento \u00e8 rotto solo qui. Pazienza, ormai sono arrivata.<\/p>\n<p>Piacenza ore 11.10<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 mio fratello, quando scendo.<\/p>\n<p>Ancora circa 100 km di auto ed arriveremo&#8230;arriveremo in tempo per vederla coprire da un coperchio di legno con una croce sopra.<\/p>\n<p>La morte arriva sempre, si sa, a volte la aspetti e un po&#8217; ti prepari, ma quando \u00e8 improvvisa, dilania, colpisce fino in fondo, perch\u00e9 ci trova indifesi.<\/p>\n<p>Riposa in pace cugina&#8230;riposa in pace, mentre penso egoisticamente, che meglio sarebbe stato non essersi riavvicinate. Avrei sofferto meno, ma sicuramente avrei perso qualcosa di unico.<\/p>\n<p>\u2026 e rivedo i volti di bambini cresciuti \u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_21952\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"21952\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scorre l&#8217;autunno, come una tela tinteggiata di sfumature calde e confuse. 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